Insalata primaverile di asparagi verdi, uova e semi di zucca

Fra Aprile e Maggio frequento spesso il mercato e tengo d’occhio i banconi della frutta e della verdura per vedere se i primi ortaggi primaverili cominciano ad essere disponibili. In particolare, sono alla ricerca di fragole ed asparagi! E’ un peccato che due fra gli alimenti che amo di più si trovino solo per un paio di mesi all’anno, quindi conviene approfittarne e farne scorta ora prima che sia troppo tardi. Finalmente la settimana scorsa ho trovato i primi asparagi verdi e complice la giornata di sole, mi è subito venuta voglia di insalata.

Con l’arrivo della primavera torna la voglia di cibi leggeri e sani! Le insalate sono perfette in questa stagione: infatti se ben equilibrate, costituiscono un ottimo piatto unico per le giornate tiepide in arrivo. Ci permettono infatti di assumere moltissime vitamine e sostanze nutritive, essenziali per il nostro benessere. In questa insalata ho utilizzato ingredienti molto primaverili tra i quali la valeriana e gli asparagi , alimenti dalle proprietà diuretiche, depurative, rivitalizzanti e antiossidanti. Pochi elementi per un pieno di salute!

Questa ricetta è ottima come piatto unico per una cena in terrazza, ideale da portare con sé in ufficio o all’università e soprattutto perfetta per tutti coloro che vogliono mangiare sano, pur non avendo tanta voglia di cucinare!

IINGREDIENTI PER 2 PERSONE

100 g valeriana

4 uova 

400 g asparagi freschi

30 g semi di zucca

scaglie di grana padano q.b.

un mazzetto di erba cipollina fresca

sale, olio evo, pepe

1) Riempite un pentolino d’acqua, immergeteci dentro le uova e ponetelo sul fuoco. Fatele bollire per una decina di minuti. Una volta cotte, sgusciate le uova sode e tagliatele a metà.

2) Nel frattempo, rimuovete le estremità finali degli asparagi, lavateli accuratamente  e sbollentateli in acqua bollente e salata per 5 minuti. Estraeteli dall’acqua e lasciateli asciugare su carta assorbente.

3) In una capiente insalatiera condite la valeriana con olio extra vergine, sale ed erba cipollina, tritata finemente. Aggiungete le uova sode, gli asparagi, i semi di zucca.

4) Guarnite con un filo d’olio, una macinata di pepe e qualche scaglia di grana padano. Servite subito.

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Colomba pasquale

Io arrivo sempre in ritardo, lo so! Questa Pasqua però mi sono cimentata con la preparazione della Colomba per la prima volta e nonostante abbia testato una versione semplificata, devo dire che il risultato mi ha lasciato a bocca aperta! Devo per forza lasciarvi la ricetta qui, non posso aspettare un anno! Una mollica soffice e areata dal colore giallo intenso, un aroma di vaniglia e di agrumi da svenimento e una glassa mandorlata che è proprio uguale a quella dei lievitati di pasticceria. Insomma un vero successo, tanto che è piaciuta molto anche a coloro ai quali l’ho regalata.

Trovare gli stampi giusti da colomba all’ultimo momento però è stata una vera e propria impresa da titani. Comunque santo sia lo shopping online; su Amazon si trova di tutto e potrete acquistare lo stampo della misura che preferite. La ricetta è per una colomba da 1 kg, ma volendo potete farne due più piccole da mezzo chilo ciascuna.

Ho tratto la ricetta dal furbissimo blog chiarapassion.com di Enrica, pur apportando qualche piccola modifica. Cercavo infatti qualcosa che si potesse realizzare con il lievito di birra anziché la pasta madre e che non richiedesse giorni e giorni di lavoro e così alla fine ho provato questa. Beh, una vera rivelazione! Vi ho già raccontato più volte quanto mi piacciano i lievitati: bisogna portare pazienza, attendere il giusto tempo e coccolare l’impasto ma alla fine la soddisfazione di addentare una nuvola morbida ripaga di tutta la fatica e del lavoro che ci sta dietro.

Provatela per la colazione o la merenda e di sicuro dopo che l’avrete assaggiata, non vorrete più quella comprata!

Per il mix aromatico:

1 cucchiaio miele

la scorza grattugiata di un’arancia grande

la scorza grattugiata di un limone grande

i semi di 1 bacca di vaniglia

Per l’impasto della colomba:

500 g farina manitoba

100 g zucchero semolato

110 g burro morbido a temperatura ambiente

2 uova + 1 tuorlo a temperatura ambiente

4 g lievito di birra secco ( 15 g lievito fresco)

140 g acqua tiepida

5 g sale

tutto il mix aromatico

Per la glassa mandorlata:

70 g farina di mandorle

10 g amido di mais

1 albume d’uovo

100 g zucchero semolato

1/2 fialetta di aroma di mandorle

Per decorare:

granella di zucchero q.b.

30 g mandorle a scaglie

qualche mandorla intera

zucchero a velo q.b.

1) In una ciotola unite il miele con i semini di vaniglia e con la scorza dell’arancia e del limone. Lasciate riposare per un paio d’ore in frigorifero.

2) Preparate l’impasto la sera: nella ciotola di una planetaria versate la farina, il lievito, lo zucchero, le uova e il mix aromatico. Cominciate ad impastare ed aggiungete un po’ alla volta l’acqua tiepida. Non appena l’impasto comincerà a formarsi, aumentate la velocità della planetaria e aggiungete il burro morbido, un pezzetto alla volta, avendo cura di aspettare che il precedente sia stato assorbito completamente prima di aggiungerne ancora. Proseguite in questo modo, poi aggiungete anche il sale. Dovrete impastare per almeno 15-20 minuti, fino a quando noterete che l’impasto è ben incordato al gancio e avrà formato il cosiddetto “velo”. Se volete potete fare questa operazione anche a mano. Una volta pronto, formate una palla e mettete l’impasto in una ciotola imburrata, copritela con pellicola per alimenti e mettetela a lievitare nel forno spento con la luce accesa per almeno 2 ore o fino a quando l’impasto avrà triplicato il suo volume.

3) Trascorso il tempo, versate l’impasto su di una spianatoia, sgonfiatelo, allungatelo e praticate una prima piega a 3 a portafoglio, ruotatelo di 90° e ripiegatelo nuovamente. Le pieghe daranno forza all’impasto. A questo punto, capovolgetelo, pirlatelo e riponetelo nuovamente nella ciotola sigillata con pellicola. Lasciatelo lievitare in frigo per 8-12 ore.

4) La mattina successiva estraete l’impasto dal frigo e lasciatelo a temperatura ambiente per un paio d’ore prima di lavorarlo.

5) Rovesciate l’impasto su una spianatoia e dividetelo a metà. Allungate ciascuna metà e arrotolatela su se stessa. Formate due salsicciotti con ciascun impasto e adagiateli nello stampo per colomba da 1 kg: un primo formerà le ali e il secondo incrocerà e verrà poggiato sopra il precedente formando corpo e testa della colomba. Coprite con un panno umido e fate lievitare nuovamente, in un luogo caldo,  per 2-3 ore o fino a quando la colomba raggiungerà i bordi dello stampo.

6) Preparate intanto la glassa: amalgamate con un cucchiaio la farina di mandorle, l’ albume d’uovo, lo zucchero, l’ amido e l’ aroma di mandorla fino a formare una pasta densa.

7) Spalmate delicatamente la glassa sulla superficie della colomba , decorate con abbondante granella di zucchero, mandorle a scaglie, mandorle intere e zucchero a velo.

8) Preriscaldate il forno statico a 185 °C. Infornate la colomba nella parte bassa del forno e cuocetela per 40-50 minuti, dipende un po’ dal vostro forno. Fate comunque la prova stecchino per sicurezza. Una volta fuori dal forno, lasciatela raffreddare per 2 ore su una gratella per dolci.

 

Una volta ben fredda, chiudete la colomba in un sacchetto di plastica, al riparo da correnti d’aria. Si conserva morbida per 3-4 giorni al massimo. Per ragioni di comodità, vi consiglio di preparare l’impasto la sera prima alle 21.00 circa. Alle 23.30 l’impasto sarà pronto per la piegatura. A mezzanotte potrete metterlo in frigorifero. Alle 8.00 lo potrete estrarre dal frigo, alle 10.00 lo potrete mettere negli stampi e alle 13.00 la vostra colomba sarà dritta dritta in forno.

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Tiramisù classico

Ogni tanto viene voglia di andare sul sicuro, di riassaporare gusti che ci riportano all’infanzia all’improvviso e che rimarranno sempre impressi nella memoria sensoriale di ciascuno. Il tiramisù a me fa questo effetto! Nonostante lo abbia mangiato innumerevoli volte, è buono ogni volta come se fosse il primo assaggio. Il tiramisù è uno dei primi dolci che ho imparato a preparare. E’ il dolce al cucchiaio per eccellenza non solo in Veneto ma in tutto il territorio nazionale! E’ il dolce che mamma preparava per quasi tutti i nostri compleanni ed è quello che ancora oggi preferisco in assoluto! E’ il dolce facile e veloce per antonomasia e quello davvero immancabile dopo il pranzo della Domenica. Seppur semplice da preparare, ci sono un paio di passaggi da rispettare per la perfetta riuscita di questo dolce: il primo è che i biscotti devono essere solamente appena bagnati nel caffè altrimenti si inzupperanno troppo, il secondo è che la crema venga montata a sufficienza affinché raggiunga la perfetta consistenza.

Capisco il perché se ne siano litigati in molti l’invenzione: l’accostamento di sapori semplici come caffè, cacao e crema al mascarpone è stato l’abbinamento vincente che ha creato un prodotto che viene riprodotto e imitato ormai in tutto il mondo tanto addirittura da creare un giorno specifico che onori le origini di questo dolce, il cosiddetto “Tiramisù Day”. 

La ricetta originale non la prevede ma io nella mia versione del tiramisù metto la panna montata perché trovo che in questo modo la crema venga molto più densa e corposa. Non me ne vogliano i tradizionalisti! Quando lo preparo, tendo sempre a fare la dose doppia perché con questo dolce vige la sola regola del ” non è mai abbastanza”. Ogni tanto, sgarrare si può! Specialmente per il Tiramisù!

  

PER UN TIRAMISU’ DA 10-12 PERSONE

500 g mascarpone

400 ml panna fresca da montare

160 g zucchero semolato

4 tuorli d’uovo grandi

400 g savoiardi

250 ml caffè 

2 cucchiai di Marsala dolce

cacao amaro q.b.

1) Per prima cosa preparate il caffè, aggiungetevi il Marsala e lasciatelo raffreddare in un recipiente basso e largo.

2) In una ampia ciotola, montate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno belli spumosi. Aggiungete il mascarpone al composto di tuorli ed amalgamatelo bene.

3) A parte, montate la panna a neve ferma ( consiglio di lasciare in frigo per 10 minuti la ciotola e le fruste elettriche con cui intendete montare la panna: monterà prima e meglio).

4) In ultimo, unite la panna al mascarpone ed incorporatela con movimenti dal basso verso l’alto.

5) Procedete ad assemblare: distribuite nella teglia un primo sottile strato di crema al mascarpone, bagnate i savoiardi nel caffè e disponeteli l’uno accanto all’altro, coprite con un nuovo strato di crema e procedete così fino al termine degli ingredienti.

6) Spolverate la superficie del dolce con abbondate cacao in polvere, giusto poco prima di servire il tiramisù.   

L’IDEA IN PIU’! 

Mettete la crema avanzata in una sac à poche con bocchetta stellata e decorate la superficie con tanti piccoli ciuffetti. Lasciate raffreddare per almeno due ore e poi spolverate con abbondante cacao in polvere. Il risultato finale sarà sicuramente d’effetto e diverso dal solito!

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Veggie burger di quinoa con pane integrale ai semi misti

Siamo di già giunti a Marzo, la primavera è alle porte! Con l’arrivo delle belle giornate, in questo periodo dell’anno, si comincia ad avere voglia di cibi leggeri, dopo le abbuffate dei mesi invernali. Con gli ortaggi di stagione che cominciano a fare capolino sui banchi del mercato si ha voglia di preparare le prime insalate colorate e si ritorna a far uso delle mie beneamate erbe aromatiche fresche, capaci di dare quella marcia in più a qualsiasi pietanza. Ma come mangiare le verdure, in maniera più originale e fantasiosa, ci avete mai pensato? Ad esempio… in un panino!

Chi l’ha detto che burger sia per forza sinonimo di cibo spazzatura? Siamo da sempre abituati ad associare i classici panini super farciti americani a quelli ipercalorici serviti dalle grosse catene di fast food, distribuite su tutto il territorio nazionale. Mangiare un panino che in primo luogo sia buono, ed in secondo anche sano, potrebbe sembrare un’impresa epica come la ricerca del Santo Graal.

In realtà non lo è affatto. Basta un pizzico di tempo in più  e un poco di consapevolezza sulla qualità della materia prima che viene utilizzata. Insomma, mi sono chiesta: – ” E’ possibile non rinunciare a quei deliziosi panini, pur seguendo un regime alimentare più sano?”-  La risposta è: sì, è possibile (con qualche compromesso). Quella che vi propongo oggi infatti, è un’alternativa vegetariana, salutare e davvero gustosa; insomma… da acquolina in bocca. Tempo fa avevo comprato della quinoa, un alimento ricchissimo di proteine, carboidrati e fibra alimentare. Della pianta da cui deriva se ne consumano soltanto i semi che sono naturalmente privi di glutine. Con la quinoa ho realizzato i burgers e dato che amo le spezie, ho insaporito il tutto con la curcuma, una pianta dall’incredibile potere antiinfiammatorio e antiossidante. Per il pane invece ho optato per un impasto integrale, arricchito da semi oleosi, che sono ricchi di vitamine, sali minerali e grassi polinsaturi.

Con le dosi che vi lascio otterrete 12 panini e 8 burger ( per questo vi consiglio di conservare il pane avanzato in una busta di carta: mangiato tostato con burro e marmellata a colazione è la fine del mondo!) 

Questi burger sono comodi da portare dietro per un gustoso pranzo al sacco, in occasione di un pic-nic primaverile in mezzo ai prati, da servire agli amici davanti ad una maratona di serie televisive o perché no, sono anche un valido sostituto della classica pizza della Domenica sera. Il risultato farà ricredere anche i più scettici, garantito! Comunque lascio che siano le immagini a parlare!

PER I BURGER BUNS AI SEMI MISTI

250 g farina manitoba

100 g farina integrale

200 g farina tipo 1 macinata a pietra

50 g semi misti ( sesamo, semi di lino, zucca, girasole e papavero)

10 g sale

2 cucchiaini di zucchero

7 g lievito di birra secco

4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

370 ml acqua tiepida

1) Preparate l’impasto per il pane la sera prima: nella ciotola della planetaria versate le farine, il lievito, lo zucchero, l’olio, i semi ed il sale ( versate quest’ultimo lontano dal lievito ). Aggiungete a poco a poco anche l’acqua e lasciate impastare a velocità media per circa una decina di minuti ( potete fare questa operazione anche a mano, impastando su di una spianatoia).

2) Non appena l’impasto sarà divenuto liscio ed elastico, coprite la ciotola con pellicola per alimenti e ponetela in frigo a lievitare per tutta la notte.

3) La mattina successiva, tirate fuori l’impasto dal frigo e lasciatelo tornare a temperatura ambiente per un quarto d’ ora; poi suddividetelo in 12 parti. Date una forma circolare a ciascun pezzetto e disponeteli, uno ad uno, su una teglia foderata con carta forno. Coprite con un panno umido e lasciate raddoppiare di volume, in un luogo tiepido, per almeno un’oretta.

4) Preriscaldate il forno a 190°C e nel frattempo spennellate ciascun panino con un po’ di latte e cospargetelo con abbondanti semi di di sesamo.

5) Infornate e lasciate cuocere per 25 minuti. Lasciate raffreddare i panini su una gratella.

  

INGREDIENTI PER 7-8 BURGER di quinoa

150 g quinoa

250 g fagioli borlotti già lessati

2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva

1 cucchiaio di curcuma in polvere

1 spicchio d’aglio piccolo

un mazzetto di prezzemolo, timo, erba cipollina e maggiorana

sale e pepe q.b

6) Sciacquate ripetutamente la quinoa. In una padella, versate un goccio d’olio e fate tostare la quinoa per qualche secondo. Aggiungete gradatamente dell’acqua calda e fate cuocere a fiamma media per una ventina di minuti. Aggiustate di sale e pepe e unite anche la curcuma in polvere.

7) In una terrina, schiacciate i fagioli con una forchetta fino a renderli una purea ( non importa se resta qualche pezzetto di buccia).

8) Tritate finemente le erbe aromatiche. Ai fagioli unite la quinoa, l’olio, le erbe tritate e aggiustate di sale e pepe. In ultimo, aggiungete anche l’aglio tritato.

9) Prelevate delle palline di impasto e appiattitele leggermente con la mano per formare dei burger rotondi.

10) Disponete i burger su di una teglia da forno e cospargeteli con un filo d’olio evo. Cuoceteli a 200°C in modalità ventilata per circa 20 minuti, avendo cura di girarli a metà cottura.

 PER ASSEMBLARE I VEGGIE BURGER

2 pomodori  a grappolo ben maturi

100 g rucola

maionese q.b.

8 fette di formaggio edammer

11) Disponete su ciascun burger di quinoa una fettina di formaggio e ripassate i burger sotto il grill del forno per una manciata di istanti fino a che il formaggio inizierà a fondere.

12) Tagliate orizzontalmente a metà i burger buns, stendete un sottile strato di maionese, aggiungete un po’ di rucola, adagiatevi sopra un burger ed infine terminate con una fetta di pomodoro. Chiudete il panino e servite immediatamente.

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Crostoli di Carnevale

Ogni Carnevale, stessa storia. Io che friggerei anche le ciabatte ed il resto della famiglia che detesta l’odore di fritto che permane in casa per giorni ( che poi secondo me è un profumo). Allora io e mia madre ci siamo attrezzate e abbiamo piazzato un fornelletto a gas in giardino. Non friggiamo molto, ma quelle poche volte che lo facciamo ci divertiamo anche. La scorsa Domenica abbiamo approfittato del sole e abbiamo finalmente preparato l’impasto per i crostoli. Li prepariamo insieme da quando ero piccola. Accendiamo la radio, lei impasta, io la aiuto a stendere la pasta ed a friggerla mentre nel frattempo la nostra gatta osserva perplessa ogni nostro movimento. E’ quasi una sorta di tradizione che abbiamo instaurato io e lei e non sarebbe Carnevale se non spendessimo un paio d’ore insieme nell’immergerci nell’atmosfera che caratterizza questo periodo. Ed io sono una decisa sostenitrice della tradizione!! Poi passiamo altri due giorni a sgranocchiarli sul divano, davanti alla tv.

Mi ricordo che quando ero bambina, alle feste mascherate, questi dolci non mancavano mai! Dalle mie parti, li ho sempre sentiti chiamare “crostoli” o galàni ma mi ha sempre affascinato il fatto che ogni regione del nostro paese custodisca la propria ricetta e la propria versione di questo dolce della tradizione carnevalesca e lo conosca sotto nomi diversi: “cenci” in Toscana, “bugie” in Piemonte, “frappe” in Umbria, “chiacchiere” in Campania e così molti altri…

Comunque li chiamiate, rimangono indubbiamente uno dei dolci del Carnevale più apprezzati in Veneto ( e non solo)  insieme alle frittelle veneziane alla crema, di cui vi avevo già lasciato la ricetta l’anno scorso e che trovate al seguente link.  Non mi resta dunque che augurarvi un buon Martedì Grasso e spero di avervi fatto venir voglia di mettere le mani in pasta!

Per circa 90 Crostoli

300 g farina 00

75 g zucchero semolato

50 g burro

la scorza di un limone biologico

2 cucchiai di grappa

2 uova medie

50 ml latte

1 l di olio di semi per friggere

zucchero a velo q.b.

1)  In una spianatoia, versate la farina e formate una buca al centro. Rompeteci dentro le uova, aggiungete lo zucchero, il burro ammorbidito, il latte, la grappa, il sale e la scorza del limone. Impastate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.

2) Coprite l’impasto con un panno umido e lasciatelo riposare per 10 minuti. Stendete l’impasto con l’aiuto della macchina per la pasta, tirando lunghe sfoglie dello spessore di 1-2 cm. Con una rotella dentellata, ricavate dei rombi di impasto ed incideteli al centro.

3) Scaldate l’olio in un tegame basso e dal fondo largo e non appena questo raggiungerà la temperatura di 175°-180°C gradi, immergete i crostoli e friggeteli per qualche minuto fino a quando non assumeranno un leggero colore dorato sui bordi. Scolateli su carta assorbente, dopodiché trasferiteli su un vassoio.

4) Spolverate con abbondante zucchero a velo.

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Crostoli di carnevale ( Typical Italian carnival recipe)

Typical Italian pastries made at carnival time, crostoli can be found in slightly different ways and with different names, all over Italy: Veronese galàni, Tuscany’s cenci, Piedmont’s bugie, Umbria’s frappe

Easy to make, light and tasty, they can be considered a real symbol of carnival time. They are prepared with very few and simple ingredients, the ones which everybody usually stores in one’s own kitchen.

This time of the year, my mother and I have been preparing  them together since I was a little child: we switch the radio on, she kneads the dough and I help her rolling it out and frying it. It’s our own special time that became a sort of traditional ritual throughout the years. I share with you our recipe, hoping that you’ll fancy giving it a go! Happy Fat Tuesday, folks!

Ingredients for about 90 crostoli:

300 g plain flour

75 g caster sugar

50 g butter

2 eggs

50 ml milk

2 tbsp grappa

a pinch of salt

the grated zest of a whole organic lemon

1 l frying oil

icing sugar to decorate

 

1)  Place the flour on a board, mix with the eggs, a little milk, the sugar, the softened butter, the grappa and a pinch of salt. Knead thoroughly to make a firm dough.

2) Shape the dough into a ball and leave to rest in a warm place, covered with a damp cloth, for about ten minutes. Roll the dough out with a rolling pin or a pasta machine until you have a thin sheet of pastry, about as thick as a coin.  Then, using a small knife or a pastry cutter, cut out irregular rectangular shapes or strips.

3) Finally, heat plenty of oil until it reaches  the temperature of 175°-180°C and quickly fry the pastries. Drain them.

4) Sprinkle with icing sugar and place them on a tray, taking care not to break them as they are very fragile.

I hope you enjoyed this recipe and if you did, don’t forget to leave a comment below and follow me on social media, by clicking in the upper right-end corner of my home page. See you there!

If you decide to make one of my recipes, take a nice picture and tag me on Instagram with the hashtag #cinnamonloverblog . I’ll be delighted to see your bakes!

 

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Preparato per cioccolata calda in tazza

La cioccolata calda è una delle bevande più confortanti e appaganti che esistano.Tutti ricordano le domeniche mattina d’infanzia , quando ci si alzava tardi e si sorseggiava cioccolata ancora in pigiama di fronte al caminetto acceso. Diciamocelo: la cioccolata calda è un classico intramontabile delle merende invernali. Anzi, ora che le temperature stanno calando a picco mi sembra doveroso concedersi una tazza di questa delizia fumante.

C’è un immagine indelebile nella mia mente quando penso alla cioccolata calda e questa immagine mi rimanda a quando ero bambina. La notte di Natale, subito dopo la Messa e dopo che tutti si erano scambiati gli auguri, ci si recava fuori dalla Chiesa, dove venivano distribuiti cioccolata calda, vin brulé e panettone. Ed era così bello, nonostante fosse molto freddo, sapere che si stava condividendo un momento così speciale, i primi minuti della festa più magica dell’anno. Ecco ogni volta che preparo la cioccolata, mi capita di rivivere quegli istanti e per un attimo sorrido.

Per la mia cioccolata mi piace utilizzare un cioccolato con un’alta percentuale di cacao. Densa e cremosa come quelle delle pubblicità e ricca di sapore. Ne ho sempre un vasetto in dispensa, pronto in caso di qualsiasi evenienza come la visita improvvisa di ospiti o semplicemente come dolce coccola in un freddo pomeriggio invernale. Guarnitela poi con ciò che più preferite ( io l’adoro con panna montata e cannella in cima) ma una cosa è certa: una volta provata la versione fatta in casa, non acquisterete più le bustine già pronte!

Preparato per 12 tazze di cioccolata calda

160 g cioccolato fondente al 70% di cacao

85 g cacao amaro in polvere

100 g zucchero a velo

30 g zucchero di canna

60 g amido di mais

Per la preparazione:

1) Tagliate a scaglie sottili il cioccolato

2) In un mixer inserite il cioccolato, il cacao, l’amido di mais e gli zuccheri. Miscelate il tutto fino ad ottenere una polvere omogenea. Trasferite il preparato per cioccolata calda in un vasetto di vetro.

3) Per ogni persona dovrete utilizzare 150 ml latte a cui aggiungerete 3 cucchiai di preparato per cioccolata. Mescolate affinché non si formino grumi e poi ponete sul fuoco, mescolando continuamente fino a che avrà raggiunto il punto di ebollizione e la consistenza desiderata.

L’ IDEA IN PIU’!

 Una volta pronto il preparato per cioccolata calda si conserva in un vasetto ermetico anche per diversi mesi. Vi basterà tirarlo fuori all’occorrenza. 

Potete decorare il vasetto di vetro con nastri e targhette ( io ho acquistato timbri e tags al Tiger) e donarlo ai vostri amici e parenti. Se volete potete impreziosire il vostro regalo aggiungendo un sacchetto di marshmallow che ogni persona distribuirà sulla propria tazza a piacimento.

Non dimenticatevi di inserire nel barattolo anche le istruzioni. Vi allego (link rosa qui sotto) il PDF scaricabile con le dosi e le modalità di utilizzo.

PREPARATO PER CIOCCOLATA CALDA IN TAZZA

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Mince pies di Babbo Natale

Conoscete le mince pies?

Sono delle crostatine con un ripieno di frutta secca, spezie e noci racchiuse in un friabile guscio di frolla. Io le ho assaggiate per la prima volta un paio d’anni fa a Londra e da allora mi ha sempre incuriosito provare a replicarle a casa. Oltre ad essere molto buone, girando per il web ho scoperto che questo dolce tipico natalizio anglosassone ha una storia secolare.

La tradizione popolare dice che queste siano le tortine preferite da Babbo Natale, pare infatti che i bimbi inglesi lascino queste crostatine sul caminetto (accompagnate da un  bicchierino di brandy e  da una carota per la renna) così che Santa Claus possa rinfrancarsi dalle fatiche del lungo viaggio nella notte di Natale ( un po’ il corrispettivo del nostro latte e biscotti, no?!). Così facendo i bambini sperano di ingraziarselo e di ricevere più doni. A proposito, vi lascio il link ad uno spot pubblicitario natalizio di una nota multinazionale britannica Marks & Spencer che vi consiglio di guardare perché è proprio carino e anche un po’ commovente. Vediamo se nel filmato qualcuno di voi riesce ad individuare questi dolcetti!

L’origine di queste tortine risale a parecchi secoli fa, addirittura all’epoca medievale, quando il ripieno di questo dolce era carne trita ( “mincemeat” appunto) mescolata assieme a spezie e frutta secca. All’epoca i desserts non esistevano e dunque era usanza dei nobili mescolare il salato con il dolce in un’unica pietanza. Con il tempo la carne nel ripieno ha lasciato posto ad una farcia di sola frutta ma ne è stato conservato intatto il nome. Oggi vengono farcite con questa specie di marmellata di frutta secca scura davvero deliziosa.  Anche la forma è cambiata: in origine le mince pies avevano una forma rettangolare e simboleggiavano la mangiatoia in cui era stato posto Gesù bambino, in seguito hanno assunto una forma rotonda, con una stella in cima che doveva rappresentare la cometa che condusse pastori e Magi a Betlemme. Eppure nel XVII secolo questo dolce, dai chiari rimandi cristiani, rischiò di sparire per sempre dalle tavole inglesi, quando il puritano Cromwell tentò di abolire le celebrazioni natalizie, in quanto considerate immorali. Ora possiamo dire che, per nostra fortuna, Cromwell non ebbe successo!

Se vi capitasse di trovarvi nel Regno Unito in questo periodo trovereste barattoli di mincemeat già confezionati praticamente ovunque; sfortunatamente da noi non si trova ma si può preparare benissimo in casa. Una curiosità? La tradizione vuole che il ripieno delle mince pies venga mescolato in senso orario, in segno di buon auspicio per l’anno a venire.

Cosa fondamentale e caratteristica è che il ripieno, una volta pronto, venga fatto macerare per diverse ore ( anche giorni o persino settimane), di modo che i sapori si fondano per bene e che lo zucchero insieme all’alcool formi uno sciroppo denso. Io vi consiglio di preparare il mincemeat la sera prima dell’utilizzo e di conservarlo in frigorifero per usarlo l’indomani. Una volta cotte,  le mince pies sprigioneranno un profumo inebriante di spezie e agrumi per tutta casa e sarà davvero difficile non cedere alla tentazione di assaggiarne una finché sono ancora bollenti. Sono ottime sia fredde a colazione che calde con una salsa alla vaniglia o magari una pallina di gelato come dessert. Sono di certo una variante interessante ai nostri dolci natalizi!

 Se le sistemate in una scatola con un bel fiocco rosso si prestano a diventare anche un ottimo regalo fatto in casa per i vostri amici più golosi!

Per la frolla alle mandorle e vaniglia

225 g farina

100 g farina di mandorle

140 g burro freddo

100 g zucchero a velo

1/2 bacca di vaniglia

1 uovo medio

1 pizzico di sale

1) Preparate la frolla. Versate nel boccale di un mixer munito di lame in plastica la farina e il burro e azionate la macchina per pochi istanti fino a che avrà raggiunto una consistenza sabbiosa.

2) Unite poi anche lo zucchero a velo, la farina di mandorle, un pizzico di sale. Incidete la bacca di vaniglia con un coltello affilato e e sempre con lo stesso coltello grattatene via i semini interni e inseriteli nel mixer. Una volta amalgamati tutti gli ingredienti, aggiungete infine l’uovo e lasciate andare il mixer fino a quando l’impasto formerà una palla.

3) Trasferite l’impasto tra due fogli di pellicola trasparente e ponetelo in frigo a riposare per 2 ore prima di utilizzarlo.

Per il “mincemeat” (ripieno alla frutta)

1 mela grande

90 g uvetta sultanina

40 g cranberry (mirtilli rossi secchi)

140 g fichi secchi

60 g noci già sgusciate

30 g mandorle tostate

1 cucchiaino di cannella

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

1/4 cucchiaino di noce moscata

2 cucchiai grandi di miele

50 g zucchero scuro integrale di canna 

40 g arancia candita

la scorza di una arancia intera 

4 cucchiai di rum ( oppure brandy o whiskey)

1/2 bicchierino di marsala

zucchero a velo q.b per guarnire

4) Lavate l’uvetta e trasferitela in una ciotolina con del marsala. Lasciatela rinvenire  per una mezz’oretta.

5) Pelate e pulite una mela e tagliatela in pezzetti piccolissimi ( se preferite grattugiatela con una grattugia a fori larghi). Tagliate anche i fichi secchi in pezzetti altrettanto piccoli. Tritate a coltello abbastanza grossolanamente anche noci e mandorle.

6) In una ciotola riunite i pezzetti di mela, fichi secchi, uvette, cranberry, arancia candita, noci e mandorle. Aggiungete lo zucchero, il miele, le spezie e la scorza di un’arancia. In ultimo aggiungetevi anche il rum e mescolare bene il tutto. Coprite con pellicola e lasciate macerare per almeno 4 ore, avendo cura di dare una mescolata di tanto in tanto.

Per 14-15 mince pies

7) Stendete la frolla ad uno spessore di 3-4 mm e ricavate 14-15 stelle.

8) Imburrate ed infarinate uno stampo per muffins e ricavate dei cerchi di frolla del diametro di 8 cm circa e adagiateli nello stampo.

9) Distribuite il mincemeat negli incavi e coprite ciascuna tortina con una stella di impasto.

10) Preriscaldate il forno in modalità statica a 200°C e cuocete per 15-20 minuti o fino a quando saranno dorate in superficie. Aspettate che le mince pies siano completamente fredde prima di rimuoverle dagli stampi e guarnite con una spolverata di zucchero a velo.

Nota bene!!! 

Le mince pies si conservano bene fino ad una settimana, chiuse in un sacchetto per alimenti o in una scatola di latta al riparo dall’umidità. 

La versione originale vorrebbe anche una materia grassa nel ripieno (quella che gli inglesi chiamano “suet”). Nella mia versione ho cercato di alleggerire un po’, eliminando questo ingrediente, ma vi posso assicurare che il risultato finale non ne sente affatto la mancanza.

Vi auguro un dolcissimo Natale!!!

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Kringle estone al miele, noci e cannella

“Oh the weather outside is frightful, but the fire is so delightful and since we’ve no place to go let it snow, let it snow, let it snow! ” 

Manca davvero pochissimo a Natale, chissà se sarà un bianco Natale! Beh per ora di neve non se ne è proprio vista! In compenso si può dire che è arrivato il freddo, quel freddo invernale che ti gela le punte dei piedi, che ti fa arrossire le guance e che ti fa venire voglia di rifugiarti all’interno al calduccio a sorseggiare cioccolata calda e a mangiare brioches.

Già perché oggi voglio parlarvi proprio di brioches! Ma non di una brioche qualunque. Parlo del kringle estone. Questa brioche dalla forma circolare che ricorda una sfarzosa ghirlanda è tipica del Nord Europa dove “Kringle” in norvegese significa appunto “chiocciola”. L’impasto viene farcito, arrotolato ed intrecciato e poi gli viene data la forma tonda finale. Il risultato è una brioche sofficissima, deliziosamente profumata e leggermente croccante in superficie per merito della caramellizzazione dello zucchero nella farcia e arricchita dal sapore delle noci. Ho pensato di proporvela proprio perché la forma ricorda proprio quella di una ghirlanda che, se decorata con un fiocco, può trasformarsi in un regalo DIY molto goloso per le feste. Ogni variante è comunque lecita, potete farcirla di marmellata, gocce di cioccolato o crema ma è Natale e ormai sapete quanto io ami le spezie, specialmente in questo periodo.

Come ogni preparazione lievitata anche questo Kringle richiede un minimo di pazienza che il lievito agisca ma a parte questo, non è una ricetta complessa. Il profumo alla fine vi ripagherà dell’attesa. Sapete poi cosa dovete fare? Scaldate l’acqua, preparatevi una bella tazza di tea, lasciate da parte ogni pensiero, sedetevi e assaporate una fetta di questo dolce squisito. Ormai è fino anno, direi che ce lo siamo meritati!

Ingredienti per la brioche

300 g farina 0

120 ml latte

30 g burro

1 cucchiaio di miele d’acacia

1 uovo intero

3 g lievito di birra secco

scorza di mezza arancia o di limone non trattati

Per la farcitura

50 g burro

2 cucchiai di zucchero semolato

2 cucchiai di zucchero integrale di canna o zucchero muscovado scuro

1 cucchiaino scarso di cannella in polvere

50-60 g noci (già private del gheriglio)

latte per spennellare q.b.

miele d’acacia q.b per lucidare

1) In una ciotola capiente versate la farina, l’uovo, la scorza d’arancia, il miele e il lievito di birra secco ( se usate quello fresco abbiate cura di scioglierlo nel latte tiepido prima di aggiungerlo al resto degli ingredienti). Unite il latte tiepido e cominciate ad impastare fino a formare una palla. Trasferite l’impasto su di una spianatoia e lavoratelo energeticamente per una decina di minuti. Incorporate il burro poco per volta, aggiungendone ancora non appena il precedente è stato completamente assorbito. Formate una palla e ponete l’impasto in una ciotola leggermente unta; coprite con pellicola per alimenti e lasciate lievitare in un luogo caldo per 1 ora e mezza/ 2 ore o comunque fino al raddoppio.

2) Per la farcitura alla cannella, versate in una ciotola il burro morbido, gli zuccheri e la cannella in polvere e amalgamate bene con un cucchiaio fino a formare una pasta densa. A parte, rompete le noci e tritatele grossolanamente.

3) Avvenuta la prima lievitazione, rovesciate l’impasto all’arancia sul piano di lavoro e stendetelo con l’aiuto di un mattarello formando un rettangolo delle dimensioni di circa 30×40 cm. Spalmate la crema al burro e cannella su tutta la superficie e distribuite le noci. Avvolgete su se stesso l’impasto e arrotolatelo dal lato lungo. Ottenuto un rotolo, incidetelo e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza. Intrecciate le due metà e chiudete le estremità formando una sorta di ghirlanda.

4) Trasferite il vostro kringle su una teglia, copritelo con pellicola e lasciate lievitare per altri 60 minuti.

5) Spennellate il lievitato con poco latte o panna e infornate in forno preriscaldato statico a 180°C ( o ventilato 160°C) per 30 minuti.

6)  Sfornate il kringle e lucidatelo con poco miele d’acacia che avrete precedentemente sciolto sul fuoco. Lasciate intiepidire e servite.

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Buone feste!

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Torta cappuccino ed un 1° anno di blog da festeggiare

Un anno fa esatto ho deciso di aprire questo blog. In verità nei mesi precedenti ad allora ci avevo già pensato ma poi una cosa o l’altra mi hanno sempre convinto a rimandare. Poi un giorno di Dicembre l’ho fatto, mi sono fatta il mio piccolo regalo di Natale anticipato. L’ho fatto perché avevo voglia di raccontare e di raccontarmi, partendo dalla mia più grande passione ed il mio forte amore per il cibo a 360°. L’ho fatto perché volevo conoscere me stessa fino in fondo e per capire se un diario virtuale fosse in grado di abbattere quei muri che tendo sempre a costruirmi attorno e dunque a farmi sentire più libera, più sicura, più autentica. A volte, mi trovo attanagliata nella morsa delle insicurezze e la mia paura di non essere all’altezza della situazione mi blocca ed è in quei momenti che ho più bisogno di certezze. Mi rifugio allora nel mio “porto sicuro” e mi dimentico del mondo esterno, facendomi cullare dal profumo delle spezie e dalla vista rassicurante di una torta che cresce nel forno.

Dopo un anno tirare le somme è normale e permette anche di comprendere cosa si può fare per migliorare ancora di più. Da quando ho iniziato sento di aver appreso cose che prima non conoscevo e ancora molto voglio imparare. E non importa quanto ci vorrà per farlo l’importante resta sempre e solo l’essere mossi dalla passione, da quella energia creativa che ti spinge a migliorarti e ad ampliare i tuoi orizzonti. Da quando ho aperto questo blog infatti, la mia passione per il cibo si è trasformata in qualcosa di più: in voglia di condivisione, nella gioia di scrivere e nell’amore per la fotografia. Guardare il mondo da dietro una lente è una prospettiva che prima non avevo considerato ma che mi piace ogni giorno di più! 

Fondamentalmente, dopo un anno questa sono sempre io, magari con qualche consapevolezza in più. In fondo sono rimasta quella golosona che alla tazza di tea e alla fetta di torta al pomeriggio non rinuncia mai, quella che aspetta il sabato sera per buttarsi a capofitto su qualche nuovo impasto, quella che nonostante tenti di organizzarsi rimane un’indecisa cronica e senza speranze. Quella che al posto di fare shopping per se stessa, va in cerca di tazze e piattini per nuovi set fotografici. Quella che però ha un sogno e sente che questa potrebbe essere la propria strada in un prossimo futuro.

Intanto brindo virtualmente ad un nuovo anno di blog che spero possa essere ricco di tante nuove storie e dolcetti! Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno appoggiata e sopportata da quando mi sono imbarcata in questo progetto e ringrazio anche tutti coloro che mi seguono , mi scrivono e magari hanno anche provato a replicare qualche ricetta! 

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Ma veniamo alla torta ora: una goduria di cacao, caffè e crema al mascarpone per la mia torta al cappuccino! Il gusto ricorda quello di un tiramisù ( che è uno fra i miei dolci preferiti) ma si presenta come una elegante layer cake. Ideale da servire come fine pasto della domenica o per le occasioni speciali. Nessuno saprà resistere ad una fetta!!! O anche a due!

Per l’impasto al cacao ( per una tortiera da 20 cm di diametro)

3 uova medie 

150 g zucchero semolato

110 ml latte intero

40 ml caffè ristretto ( circa una tazzina)

35 g cacao amaro

150 g farina 00

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 bustina di lievito per dolci

80 g burro

Per la farcia al mascarpone:

300 g mascarpone

250 g panna fresca liquida

100 g zucchero a velo

Per la bagna: 

100 ml caffè zuccherato a piacere

Per decorare 

cacao amaro q.b.

1) Per l’impasto della torta iniziate imburrando ed infarinando una tortiera da 20 cm e preriscaldate il forno in modalità statica a 180°C.

2) In una ciotola capiente sbattete le uova con le fruste elettriche insieme allo zucchero e alla vaniglia, per almeno  5 minuti o fino ad ottenere un composto ben gonfio e spumoso. Continuando a sbattere, aggiungete il latte ed il caffè. A parte setacciate la farina, il cacao ed il lievito. Aggiungete gli ingredienti secchi a quelli liquidi ed amalgamate bene. Infine versate anche il burro fuso e mescolate fino a che il composto sarà omogeneo.

3) Versate l’impasto al cacao nella tortiera e inseritela in forno per 35-40 minuti. Fate la prova stecchino; se esce asciutto estraetela dal forno e lasciatela raffreddare.

4) Per la crema al mascarpone, in una ciotola amalgamate bene il mascarpone insieme allo zucchero a velo setacciato. A parte, in un’altra ciotola, montate la panna ( che deve essere fredda di frigorifero) a neve ben ferma.

5) Incorporate la panna al mascarpone con movimenti lenti, dall’alto verso il basso, avendo cura di non smontare il composto. Trasferite la crema così ottenuta in una sac à poche con bocchetta tonda e riponetela in frigo fino al momento dell’utilizzo.

6) Una volta che la torta sarà completamente fredda, procedete all’assemblaggio: tagliate la torta a metà ( nel caso in cui in cottura si sia formata una leggera cupola, procedete eliminando la torta in eccesso; avrete bisogno di due basi completamente piatte), bagnate il primo strato con metà del caffè e spalmateci sopra metà della crema al mascarpone ottenuta. Fate la stessa operazione con il secondo strato e terminate guarnendo con una spolverata di cacao in superficie.

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 Vi consiglio di conservare la torta ben coperta in frigorifero  per almeno un paio d’ore prima di servirla ma vi assicuro che il giorno dopo è anche più buona e di consumarla entro 2-3 giorni.

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Torta soffice cioccolato, pere e noci

Dai che ci siamo quasi! Il periodo più bello dell’anno è sempre più vicino e io non posso fare a meno che contare i giorni che ci separano dall’ arrivo della festa più magica dell’anno, il Natale. Vedo le vetrine dei negozi che cominciano ad esporre ghirlande e lucine e proprio l’altro giorno in centro città, hanno sistemato un enorme abete, ancora spoglio ma in attesa di essere vestito a festa. L’aria si fa sempre più fredda, la percepisco tutti i giorni; sferza il volto con tanta energia da penetrarmi fin dentro le ossa tanto da procurarmi una nuova dipendenza per tutti i tipi di bevanda calda. Mentre la sera torno a casa dall’università, cammino e penso che vorrei scrivere più spesso qui, sul blog e allora cominciano a frullarmi tante idee per la testa. E quando finalmente sono a casa, mi metto all’opera!

Già, ora che le temperature stanno calando c’è una cosa che adoro fare più di tutte! Rompere le uova e preparare qualche intruglio goloso ovviamente! Amo le torte con all’interno la frutta, specialmente in questa stagione. Umide e soffici al punto giusto, gustate ancora tiepide di fronte al camino acceso e con un leggero tocco di spezie che ne esalta il sapore e le rende il comfort food per eccellenza!

La torta pere e cioccolato è un grande classico, quella che nelle serate fredde non manca mai, quella che non delude mai le aspettative, quella che ognuno ha la sua versione ma alla fine sono tutte buone. Anche io ho la mia e non vedevo l’ora di condividerla con voi. Immaginatevi le pere morbide  e succose che affondano in un avvolgente impasto al cacao e cioccolato e il croccante delle noci tostate che rimangono in superficie. Questa è una torta perfetta per la colazione, adatta come dessert al volo o ancora meglio come coccola serale per andare a nanna felici perché come diceva Virginia Woolf: ” Non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si ha mangiato bene.”

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per una torta da 8-10 persone

225 g farina 00

125 g zucchero

3 uova

45 g cacao amaro

75 ml olio di olio di semi

110 g latte intero

1/2 cucchiaino cannella

12 g lievito per dolci ( poco meno di una bustina)

3 pere Williams mature

50 g gocce di cioccolato fondente

5-6 noci

1)  Preriscaldate il forno in modalità statica a 180°C.

2) In una ciotola capiente rompete le uova, aggiungete lo zucchero. Montate con le fruste elettriche fino a quando il composto avrà triplicato di volume e sarà diventato ben gonfio e spumoso. Con le fruste elettriche in azione versate lentamente l’olio a filo e continuate a sbattere, successivamente versate anche il latte.

3) In un’altra ciotola, setacciate la farina, il cacao ed il lievito. Continuate a sbattere con le fruste e incorporate poco a poco gli ingredienti secchi insieme a quelli liquidi. In ultimo aggiungete un pizzico di sale, mezzo cucchiaino di cannella e le gocce di cioccolato. Amalgamate bene il tutto.

4)  Lavate e sbucciate le pere e tagliatele a fettine non troppo sottili.

5) Versate l’impasto al cacao in una tortiera a cerniera del diametro di 22- 23 cm. Disponete le pere a raggiera e decorate con pezzetti di noce sparsi qua e là. Infornate per 40-45 minuti ma fate sempre la prova stecchino prima di estrarre dal forno. Lasciate intiepidire leggermente e servitela con un buon tea caldo.

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Pear, dark chocolate and walnuts cake

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I can’t even tell you how much I love this period! I mean the one that preceeds Christmas. Festive lights and ornaments start appearing everywhere and they almost make you forgive the frightful weather on the outside. Cold temperatures become much more bearable because you know this means that the most magic celebration of the year is fastly approaching. And I couldn’t be happier about that! 

When I’m back home at night the only thing I desire is a giant cup of tea along with a generous slice of cake, all served in front of a nice crackling fireplace. That’s the only tool capable of cheering up both my flesh and soul after an exhausting and chaotic day. And it’s quite an effective one, I must admit!

On occasions like this simplicity is the best! The idea you can come up with a quick dessert, made in a very short time and with the very few ingredients that you always store in your pantry is what makes me love this kind of cakes! Sweet and ripe pears sink into a vevelty chocolaty indulgent batter and you top it all off with some delicious crashed toasted nuts for extra crunch. This is heaven and I bet it’s the only thing you would ever ask for on these freezing autumnal nights!

Ingredients for 8-10 people (22-23cm cake tin)

225 g plain flour

125 g caster sugar

3 large free-range eggs

45 g cocoa powder

75 g sunflower oil

110 g milk

1/2 tsp ground cinnamon

12 g baking powder

3 large ripe pears

50 g dark chocolate chips

5-6 walnuts

1) Preheat the oven to 180°C/ 350°F/ gas mark 4.

2) In a large bowl, crack in the eggs, add the sugar and whisk everything together with a hand-held beater until the mixture has tripled in volume and it’s fluffy and paler. Slowly pour your oil in a steady stream, followed by the milk. In another bowl, sift your flour, cocoa powder, cinnamon, salt and baking powder. Add your dry ingredients into the wet ones, bit by bit and stir everything together until you can see no more pockets of flour. Finally stir in your chocolate chips.

3) Peel, rinse and core your pears, then thinly slice them and set them aside.

4) Pour the chocolaty batter into a round cake tin, previously buttered and lined with parchment paper. Layer the pear on top of the cake mix and sprinkle the crushed walnuts all over.

5) Pop the cake into the oven and bake it for 40-45 minutes or until a skewer comes out clean. Transfer the cake onto a wire rack and let it cool down a bit before slicing it. Dust with icing sugar and enjoy!

I hope you enjoyed this recipe and if you did, don’t forget to leave a comment below and follow me on social media, by clicking in the upper right-end corner of my home page. See you there!

If you decide to make one of my recipes, take a nice picture and tag me on Instagram with the hashtag #cinnamonloverblog . I’ll be delighted to see your bakes!

 

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