Tortine soffici allo yogurt, limone e mandorle [senza burro]

Questi muffins allo yogurt, limone e mandorle sono fatti per quelle mattine in cui si ha voglia di lentezza, si ha voglia di assaporare il gusto del caffè insieme ad un dolcino caldo appena sfornato.  Si preparano in poco meno di 10 minuti, si sporca pochissimo e si ottengono delle soffici tortine umide al punto giusto, profumatissime di limone fresco e fatte con ingredienti genuini, quelli che si hanno quasi sempre in dispensa. In pratica, questa è sicuramente una di quelle ricette jolly, da tenere sempre bene a mente, quando si ha poco tempo a disposizione ma non manca la voglia di presentare qualcosa di fatto con le proprie mani.

La mia mamma le ha sempre preparate sin da quando io e le mie sorelle eravamo piccole tanto che sono diventate il suo asso nella manica: le preparava per la colazione, le portava ai compleanni, alle feste della scuola, a casa degli amichetti per la merenda. Hanno sempre riscosso successo e di tanto in tanto, mi piace prepararle ancora, per fare un tuffo nei ricordi d’infanzia e ripercorrere con la mente quelle giornate.

I dolci casalinghi sono il mio comfort food per eccellenza, mi piace mescolare gli ingredienti nella ciotola, mi piace portarli a tavola, mi piace soffermarmi ad annusare il profumo che emanano e che in un attimo inonda casa. Per me, nulla può essere paragonato alla sensazione di benessere che si prova nello sfornare un buon dolce. E’ un gesto che trovo terapeutico ed appagante e che soprattutto ti rimette in pace con il mondo. Quindi se anche a voi capita di avere avuto una giornata pesante, rompete le uova e preparate queste tortine: è il rimedio migliore per riportare il buonumore

Ingredienti per 12 muffins:

3 uova

125 g yogurt intero o al limone

70 g olio di semi di girasole

175 g zucchero semolato

250 g farina 00

1 bustina di lievito per dolci (16 g )

1 pizzico di sale

la scorza di un limone grande non trattato

mandorle a lamelle q.b.

1) Preriscaldate il forno in modalità statica a 180°C.

2) In una ciotola, rompete le uova, unite lo zucchero e cominciate e montarle con le fruste elettriche. In seguito, unitevi l’olio, lo yogurt e tutta la scorza di limone grattugiata ed amalgamate bene.

3) In un’altra ciotola, setacciate bene la farina con il sale ed il lievito.

4) Versate gli ingredienti secchi in quelli liquidi e mescolate quel tanto che basta per sciogliere tutti i grumi ( i muffins non vanno mai mescolati troppo, se si vuole ottenere una consistenza umida e soffice).

5) Infornate i muffins per 15-20 minuti ( fate sempre la prova stecchino). Lasciate raffreddare su di una gratella per dolci e spolverate a piacere con zucchero a velo.

Le tortine allo yogurt, limone e mandorle si conservano sotto una campana di vetro per 3-4 giorni. Volendo, potreste anche profumare l’impasto con della zest di arancia e/o arricchirlo con gocce di cioccolato.

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Cheesecake alle fragole

Amo le cheesecake!  Fresche, delicate, versatili ma soprattutto si preparano in un attimo e fanno fare sempre un figurone. Anzi, preparatevi perché pensavo di aprire una rubrica dedicata proprio a loro. La cheesecake che vi propongo oggi è perfettamente in tema con il mese di Maggio; ormai le fragole fresche, rosse e succose invadono i banconi del mercato, quindi perché non utilizzarle per fare una bella torta!?

Una base croccante biscottata, una crema leggera e spumosa e una cascata di fragole fresche in cima. Per non farci mancare nulla, ho preparato anche una salsa di accompagnamento, un coulis appunto, che ho versato direttamente su ciascuna fetta, poco prima si servirla. Questa salsa è fenomenale! L’ho provata anche sul gelato e sui croissant caldi alla mattina e devo dire che ci sta divinamente! 

 Spero che questa primavera che quest’anno si fa attendere torni presto perché non vedo l’ora di ricominciare a godermi il sole caldo e i dessert freschi, fingendo di essere già immersa in un afoso sabato sera di metà Luglio. Me lo immagino così. Una cena in giardino, il vento tiepido che ti scompiglia i capelli, le candele accese, la luce solare che si protrae fino a tardi, il frinire dei grilli in sottofondo, una gonna morbida che accarezza le ginocchia e una bella fetta di questa cheesecake alle fragole che ti aspetta per concludere la serata.  Si vede che ho già voglia di estate?

 

Per il fondo biscottato:

160 g biscotti secchi tipo Digestive

75 g burro fuso

Per la crema:

500 g formaggio spalmabile tipo philadelphia

100 g zucchero a velo

250 ml panna fresca

1 cucchiaio di succo di limone 

6 g di gelatina in fogli (3 fogli)

250 g fragole fresche

1) Iniziate imburrando e rivestendo di carta forno una tortiera del diametro di 20 cm.

2) Fate fondere il burro in un pentolino. Inserite in un mixer i biscotti e tritateli fino ad ottenere una polvere. Versate il burro nei biscotti sbriciolati e mescolate bene. Distribuite il composto ottenuto sul fondo della tortiera e pressatelo bene, aiutandovi con il dorso di un cucchiaio. Mettete in frigorifero a rassodare per 30 minuti.

3) Mettete i fogli di gelatina in ammollo nell’acqua fredda per una decina di minuti.

4) In una ciotola, unite il formaggio cremoso e lo zucchero a velo e amalgamateli bene. A parte, montate la panna ( conservandone tre cucchiai, nei quali farete sciogliere la gelatina). Scaldate la panna avanzata sul fuoco, aggiungeteci i fogli di gelatina ben strizzati e mescolate fino a quando la gelatina non si sarà completamente sciolta.

5) Unite il composto di gelatina intiepidito al formaggio ( avendo cura che i due composti si trovino più o meno alla stessa temperatura, in modo da evitare un eventuale shock termico e scongiurare la formazione di grumi) e mescolate velocemente. In ultimo, incorporate anche il succo di limone e la panna montata, con movimenti dal basso verso l’alto.

6) Distribuite la crema ottenuta nella tortiera, livellatela e copritela bene con pellicola. Lasciatela riposare in frigo per almeno 6 ore.

7) Per decorare, lavate e tagliate le fragole a fettine sottili e disponetele a raggiera su tutta la superficie.

Per il coulis di fragole:

250 g fragole fresche mature

50 g zucchero a velo

30 g succo di limone

8) Lavate e tagliate a pezzettini le fragole mature. Aggiungetele in padella assieme al succo di limone e allo zucchero a velo. Ponete la padella su fiamma bassa e portate ad ebollizione ( ci vorranno pochi minuti).

9) Quando le fragole inizieranno a disfarsi, spegnete il fuoco. Frullate il composto ottenuto con un mixer ad immersione.

10) Filtrate la salsa attraverso un colino a maglie strette così da ottenere un coulis liscio ed omogeneo. Conservate in frigorifero il coulis fino al momento dell’utilizzo.

La cheesecake alle fragole si conserva in frigorifero, ben coperta per 2-3 giorni. Potete prepararla la sera prima e decorarla con le fragole il giorno successivo, poco prima di servirla. Accompagnate ciascuna fetta con una generosa colata di coulis. I vostri ospiti si leccheranno i baffi!

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Insalata primaverile di asparagi verdi, uova e semi di zucca

Fra Aprile e Maggio frequento spesso il mercato e tengo d’occhio i banconi della frutta e della verdura per vedere se i primi ortaggi primaverili cominciano ad essere disponibili. In particolare, sono alla ricerca di fragole ed asparagi! E’ un peccato che due fra gli alimenti che amo di più si trovino solo per un paio di mesi all’anno, quindi conviene approfittarne e farne scorta ora prima che sia troppo tardi. Finalmente la settimana scorsa ho trovato i primi asparagi verdi e complice la giornata di sole, mi è subito venuta voglia di insalata.

Con l’arrivo della primavera torna la voglia di cibi leggeri e sani! Le insalate sono perfette in questa stagione: infatti se ben equilibrate, costituiscono un ottimo piatto unico per le giornate tiepide in arrivo. Ci permettono infatti di assumere moltissime vitamine e sostanze nutritive, essenziali per il nostro benessere. In questa insalata ho utilizzato ingredienti molto primaverili tra i quali la valeriana e gli asparagi , alimenti dalle proprietà diuretiche, depurative, rivitalizzanti e antiossidanti. Pochi elementi per un pieno di salute!

Questa ricetta è ottima come piatto unico per una cena in terrazza, ideale da portare con sé in ufficio o all’università e soprattutto perfetta per tutti coloro che vogliono mangiare sano, pur non avendo tanta voglia di cucinare!

Ingredienti per 2 porzioni:

100 g valeriana

4 uova 

400 g asparagi freschi

30 g semi di zucca

scaglie di grana padano q.b.

un mazzetto di erba cipollina fresca

sale, olio evo, pepe

1) Riempite un pentolino d’acqua, immergeteci dentro le uova e ponetelo sul fuoco. Fatele bollire per una decina di minuti. Una volta cotte, sgusciate le uova sode e tagliatele a metà.

2) Nel frattempo, rimuovete le estremità finali degli asparagi, lavateli accuratamente  e sbollentateli in acqua bollente e salata per 5 minuti. Estraeteli dall’acqua e lasciateli asciugare su carta assorbente.

3) In una capiente insalatiera condite la valeriana con olio extra vergine, sale ed erba cipollina, tritata finemente. Aggiungete le uova sode, gli asparagi, i semi di zucca.

4) Guarnite con un filo d’olio, una macinata di pepe e qualche scaglia di grana padano. Servite subito.

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Colomba pasquale

Io arrivo sempre in ritardo, lo so! Questa Pasqua però mi sono cimentata con la preparazione della Colomba per la prima volta e nonostante abbia testato una versione semplificata, devo dire che il risultato mi ha lasciato a bocca aperta! Devo per forza lasciarvi la ricetta qui, non posso aspettare un anno! Una mollica soffice e areata dal colore giallo intenso, un aroma di vaniglia e di agrumi da svenimento e una glassa mandorlata che è proprio uguale a quella dei lievitati di pasticceria. Insomma un vero successo, tanto che è piaciuta molto anche a coloro ai quali l’ho regalata.

Trovare gli stampi giusti da colomba all’ultimo momento però è stata una vera e propria impresa da titani. Comunque santo sia lo shopping online; su Amazon si trova di tutto e potrete acquistare lo stampo della misura che preferite. La ricetta è per una colomba da 1 kg, ma volendo potete farne due più piccole da mezzo chilo ciascuna.

Ho tratto la ricetta dal furbissimo blog chiarapassion.com di Enrica, pur apportando qualche piccola modifica. Cercavo infatti qualcosa che si potesse realizzare con il lievito di birra anziché la pasta madre e che non richiedesse giorni e giorni di lavoro e così alla fine ho provato questa. Beh, una vera rivelazione! Vi ho già raccontato più volte quanto mi piacciano i lievitati: bisogna portare pazienza, attendere il giusto tempo e coccolare l’impasto ma alla fine la soddisfazione di addentare una nuvola morbida ripaga di tutta la fatica e del lavoro che ci sta dietro.

Provatela per la colazione o la merenda e di sicuro dopo che l’avrete assaggiata, non vorrete più quella comprata!

Per il mix aromatico:

1 cucchiaio miele

la scorza grattugiata di un’arancia grande

la scorza grattugiata di un limone grande

i semi di 1 bacca di vaniglia

Per l’impasto della colomba:

500 g farina manitoba

100 g zucchero semolato

110 g burro morbido a temperatura ambiente

2 uova + 1 tuorlo a temperatura ambiente

4 g lievito di birra secco ( 15 g lievito fresco)

140 g acqua tiepida

5 g sale

tutto il mix aromatico

Per la glassa mandorlata:

70 g farina di mandorle

10 g amido di mais

1 albume d’uovo

100 g zucchero semolato

1/2 fialetta di aroma di mandorle

Per decorare:

granella di zucchero q.b.

30 g mandorle a scaglie

qualche mandorla intera

zucchero a velo q.b.

1) In una ciotola unite il miele con i semini di vaniglia e con la scorza dell’arancia e del limone. Lasciate riposare per un paio d’ore in frigorifero.

2) Preparate l’impasto la sera: nella ciotola di una planetaria versate la farina, il lievito, lo zucchero, le uova e il mix aromatico. Cominciate ad impastare ed aggiungete un po’ alla volta l’acqua tiepida. Non appena l’impasto comincerà a formarsi, aumentate la velocità della planetaria e aggiungete il burro morbido, un pezzetto alla volta, avendo cura di aspettare che il precedente sia stato assorbito completamente prima di aggiungerne ancora. Proseguite in questo modo, poi aggiungete anche il sale. Dovrete impastare per almeno 15-20 minuti, fino a quando noterete che l’impasto è ben incordato al gancio e avrà formato il cosiddetto “velo”. Se volete potete fare questa operazione anche a mano. Una volta pronto, formate una palla e mettete l’impasto in una ciotola imburrata, copritela con pellicola per alimenti e mettetela a lievitare nel forno spento con la luce accesa per almeno 2 ore o fino a quando l’impasto avrà triplicato il suo volume.

3) Trascorso il tempo, versate l’impasto su di una spianatoia, sgonfiatelo, allungatelo e praticate una prima piega a 3 a portafoglio, ruotatelo di 90° e ripiegatelo nuovamente. Le pieghe daranno forza all’impasto. A questo punto, capovolgetelo, pirlatelo e riponetelo nuovamente nella ciotola sigillata con pellicola. Lasciatelo lievitare in frigo per 8-12 ore.

4) La mattina successiva estraete l’impasto dal frigo e lasciatelo a temperatura ambiente per un paio d’ore prima di lavorarlo.

5) Rovesciate l’impasto su una spianatoia e dividetelo a metà. Allungate ciascuna metà e arrotolatela su se stessa. Formate due salsicciotti con ciascun impasto e adagiateli nello stampo per colomba da 1 kg: un primo formerà le ali e il secondo incrocerà e verrà poggiato sopra il precedente formando corpo e testa della colomba. Coprite con un panno umido e fate lievitare nuovamente, in un luogo caldo,  per 2-3 ore o fino a quando la colomba raggiungerà i bordi dello stampo.

6) Preparate intanto la glassa: amalgamate con un cucchiaio la farina di mandorle, l’ albume d’uovo, lo zucchero, l’ amido e l’ aroma di mandorla fino a formare una pasta densa.

7) Spalmate delicatamente la glassa sulla superficie della colomba , decorate con abbondante granella di zucchero, mandorle a scaglie, mandorle intere e zucchero a velo.

8) Preriscaldate il forno statico a 185 °C. Infornate la colomba nella parte bassa del forno e cuocetela per 40-50 minuti, dipende un po’ dal vostro forno. Fate comunque la prova stecchino per sicurezza. Una volta fuori dal forno, lasciatela raffreddare per 2 ore su una gratella per dolci.

 

Una volta ben fredda, chiudete la colomba in un sacchetto di plastica, al riparo da correnti d’aria. Si conserva morbida per 3-4 giorni al massimo. Per ragioni di comodità, vi consiglio di preparare l’impasto la sera prima alle 21.00 circa. Alle 23.30 l’impasto sarà pronto per la piegatura. A mezzanotte potrete metterlo in frigorifero. Alle 8.00 lo potrete estrarre dal frigo, alle 10.00 lo potrete mettere negli stampi e alle 13.00 la vostra colomba sarà dritta dritta in forno.

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Tiramisù classico

Ogni tanto viene voglia di andare sul sicuro, di riassaporare gusti che ci riportano all’infanzia all’improvviso e che rimarranno sempre impressi nella memoria sensoriale di ciascuno. Il tiramisù a me fa questo effetto! Nonostante lo abbia mangiato innumerevoli volte, è buono ogni volta come se fosse il primo assaggio. Il tiramisù è uno dei primi dolci che ho imparato a preparare. E’ il dolce al cucchiaio per eccellenza non solo in Veneto ma in tutto il territorio nazionale! E’ il dolce che mamma preparava per quasi tutti i nostri compleanni ed è quello che ancora oggi preferisco in assoluto! E’ il dolce facile e veloce per antonomasia e quello davvero immancabile dopo il pranzo della Domenica. Seppur semplice da preparare, ci sono un paio di passaggi da rispettare per la perfetta riuscita di questo dolce: il primo è che i biscotti devono essere solamente appena bagnati nel caffè altrimenti si inzupperanno troppo, il secondo è che la crema venga montata a sufficienza affinché raggiunga la perfetta consistenza.

Capisco il perché se ne siano litigati in molti l’invenzione: l’accostamento di sapori semplici come caffè, cacao e crema al mascarpone è stato l’abbinamento vincente che ha creato un prodotto che viene riprodotto e imitato ormai in tutto il mondo tanto addirittura da creare un giorno specifico che onori le origini di questo dolce, il cosiddetto “Tiramisù Day”. 

La ricetta originale non la prevede ma io nella mia versione del tiramisù metto la panna montata perché trovo che in questo modo la crema venga molto più densa e corposa. Non me ne vogliano i tradizionalisti! Quando lo preparo, tendo sempre a fare la dose doppia perché con questo dolce vige la sola regola del ” non è mai abbastanza”. Ogni tanto, sgarrare si può! Specialmente per il Tiramisù!

  

Per un tiramisù da 10-12 persone:

500 g mascarpone

400 ml panna fresca da montare

160 g zucchero semolato

4 tuorli d’uovo grandi

400 g savoiardi

250 ml caffè 

2 cucchiai di Marsala dolce

cacao amaro q.b.

1) Per prima cosa preparate il caffè, aggiungetevi il Marsala e lasciatelo raffreddare in un recipiente basso e largo.

2) In una ampia ciotola, montate i tuorli con lo zucchero fino a quando saranno belli spumosi. Aggiungete il mascarpone al composto di tuorli ed amalgamatelo bene.

3) A parte, montate la panna a neve ferma ( consiglio di lasciare in frigo per 10 minuti la ciotola e le fruste elettriche con cui intendete montare la panna: monterà prima e meglio).

4) In ultimo, unite la panna al mascarpone ed incorporatela con movimenti dal basso verso l’alto.

5) Procedete ad assemblare: distribuite nella teglia un primo sottile strato di crema al mascarpone, bagnate i savoiardi nel caffè e disponeteli l’uno accanto all’altro, coprite con un nuovo strato di crema e procedete così fino al termine degli ingredienti.

6) Spolverate la superficie del dolce con abbondate cacao in polvere, giusto poco prima di servire il tiramisù.   

L’IDEA IN PIU’! 

Mettete la crema avanzata in una sac à poche con bocchetta stellata e decorate la superficie con tanti piccoli ciuffetti. Lasciate raffreddare per almeno due ore e poi spolverate con abbondante cacao in polvere. Il risultato finale sarà sicuramente d’effetto e diverso dal solito!

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Veggie burger di quinoa con pane integrale ai semi misti

Siamo di già giunti a Marzo, la primavera è alle porte! Con l’arrivo delle belle giornate, in questo periodo dell’anno, si comincia ad avere voglia di cibi leggeri, dopo le abbuffate dei mesi invernali. Con gli ortaggi di stagione che cominciano a fare capolino sui banchi del mercato si ha voglia di preparare le prime insalate colorate e si ritorna a far uso delle mie beneamate erbe aromatiche fresche, capaci di dare quella marcia in più a qualsiasi pietanza. Ma come mangiare le verdure, in maniera più originale e fantasiosa, ci avete mai pensato? Ad esempio… in un panino!

Chi l’ha detto che burger sia per forza sinonimo di cibo spazzatura? Siamo da sempre abituati ad associare i classici panini super farciti americani a quelli ipercalorici serviti dalle grosse catene di fast food, distribuite su tutto il territorio nazionale. Mangiare un panino che in primo luogo sia buono, ed in secondo anche sano, potrebbe sembrare un’impresa epica come la ricerca del Santo Graal.

In realtà non lo è affatto. Basta un pizzico di tempo in più  e un poco di consapevolezza sulla qualità della materia prima che viene utilizzata. Insomma, mi sono chiesta: – ” E’ possibile non rinunciare a quei deliziosi panini, pur seguendo un regime alimentare più sano?”-  La risposta è: sì, è possibile (con qualche compromesso). Quella che vi propongo oggi infatti, è un’alternativa vegetariana, salutare e davvero gustosa; insomma… da acquolina in bocca. Tempo fa avevo comprato della quinoa, un alimento ricchissimo di proteine, carboidrati e fibra alimentare. Della pianta da cui deriva se ne consumano soltanto i semi che sono naturalmente privi di glutine. Con la quinoa ho realizzato i burgers e dato che amo le spezie, ho insaporito il tutto con la curcuma, una pianta dall’incredibile potere antiinfiammatorio e antiossidante. Per il pane invece ho optato per un impasto integrale, arricchito da semi oleosi, che sono ricchi di vitamine, sali minerali e grassi polinsaturi.

Con le dosi che vi lascio otterrete 12 panini e 8 burger ( per questo vi consiglio di conservare il pane avanzato in una busta di carta: mangiato tostato con burro e marmellata a colazione è la fine del mondo!) 

Questi burger sono comodi da portare dietro per un gustoso pranzo al sacco, in occasione di un pic-nic primaverile in mezzo ai prati, da servire agli amici davanti ad una maratona di serie televisive o perché no, sono anche un valido sostituto della classica pizza della Domenica sera. Il risultato farà ricredere anche i più scettici, garantito! Comunque lascio che siano le immagini a parlare!

PER I BURGER BUNS AI SEMI MISTI

250 g farina manitoba

100 g farina integrale

200 g farina tipo 1 macinata a pietra

50 g semi misti ( sesamo, semi di lino, zucca, girasole e papavero)

10 g sale

2 cucchiaini di zucchero

7 g lievito di birra secco

4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

370 ml acqua tiepida

1) Preparate l’impasto per il pane la sera prima: nella ciotola della planetaria versate le farine, il lievito, lo zucchero, l’olio, i semi ed il sale ( versate quest’ultimo lontano dal lievito ). Aggiungete a poco a poco anche l’acqua e lasciate impastare a velocità media per circa una decina di minuti ( potete fare questa operazione anche a mano, impastando su di una spianatoia).

2) Non appena l’impasto sarà divenuto liscio ed elastico, coprite la ciotola con pellicola per alimenti e ponetela in frigo a lievitare per tutta la notte.

3) La mattina successiva, tirate fuori l’impasto dal frigo e lasciatelo tornare a temperatura ambiente per un quarto d’ ora; poi suddividetelo in 12 parti. Date una forma circolare a ciascun pezzetto e disponeteli, uno ad uno, su una teglia foderata con carta forno. Coprite con un panno umido e lasciate raddoppiare di volume, in un luogo tiepido, per almeno un’oretta.

4) Preriscaldate il forno a 190°C e nel frattempo spennellate ciascun panino con un po’ di latte e cospargetelo con abbondanti semi di di sesamo.

5) Infornate e lasciate cuocere per 25 minuti. Lasciate raffreddare i panini su una gratella.

  

INGREDIENTI PER 7-8 BURGER di quinoa

150 g quinoa

250 g fagioli borlotti già lessati

2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva

1 cucchiaio di curcuma in polvere

1 spicchio d’aglio piccolo

un mazzetto di prezzemolo, timo, erba cipollina e maggiorana

sale e pepe q.b

6) Sciacquate ripetutamente la quinoa. In una padella, versate un goccio d’olio e fate tostare la quinoa per qualche secondo. Aggiungete gradatamente dell’acqua calda e fate cuocere a fiamma media per una ventina di minuti. Aggiustate di sale e pepe e unite anche la curcuma in polvere.

7) In una terrina, schiacciate i fagioli con una forchetta fino a renderli una purea ( non importa se resta qualche pezzetto di buccia).

8) Tritate finemente le erbe aromatiche. Ai fagioli unite la quinoa, l’olio, le erbe tritate e aggiustate di sale e pepe. In ultimo, aggiungete anche l’aglio tritato.

9) Prelevate delle palline di impasto e appiattitele leggermente con la mano per formare dei burger rotondi.

10) Disponete i burger su di una teglia da forno e cospargeteli con un filo d’olio evo. Cuoceteli a 200°C in modalità ventilata per circa 20 minuti, avendo cura di girarli a metà cottura.

 PER ASSEMBLARE I VEGGIE BURGER

2 pomodori  a grappolo ben maturi

100 g rucola

maionese q.b.

8 fette di formaggio edammer

11) Disponete su ciascun burger di quinoa una fettina di formaggio e ripassate i burger sotto il grill del forno per una manciata di istanti fino a che il formaggio inizierà a fondere.

12) Tagliate orizzontalmente a metà i burger buns, stendete un sottile strato di maionese, aggiungete un po’ di rucola, adagiatevi sopra un burger ed infine terminate con una fetta di pomodoro. Chiudete il panino e servite immediatamente.

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Crostoli di Carnevale

Ogni Carnevale, stessa storia. Io che friggerei anche le ciabatte ed il resto della famiglia che detesta l’odore di fritto che permane in casa per giorni ( che poi secondo me è un profumo). Allora io e mia madre ci siamo attrezzate e abbiamo piazzato un fornelletto a gas in giardino. Non friggiamo molto, ma quelle poche volte che lo facciamo ci divertiamo anche. La scorsa Domenica abbiamo approfittato del sole e abbiamo finalmente preparato l’impasto per i crostoli. Li prepariamo insieme da quando ero piccola. Accendiamo la radio, lei impasta, io la aiuto a stendere la pasta ed a friggerla mentre nel frattempo la nostra gatta osserva perplessa ogni nostro movimento. E’ quasi una sorta di tradizione che abbiamo instaurato io e lei e non sarebbe Carnevale se non spendessimo un paio d’ore insieme nell’immergerci nell’atmosfera che caratterizza questo periodo. Ed io sono una decisa sostenitrice della tradizione!! Poi passiamo altri due giorni a sgranocchiarli sul divano, davanti alla tv.

Mi ricordo che quando ero bambina, alle feste mascherate, questi dolci non mancavano mai! Dalle mie parti, li ho sempre sentiti chiamare “crostoli” o galàni ma mi ha sempre affascinato il fatto che ogni regione del nostro paese custodisca la propria ricetta e la propria versione di questo dolce della tradizione carnevalesca e lo conosca sotto nomi diversi: “cenci” in Toscana, “bugie” in Piemonte, “frappe” in Umbria, “chiacchiere” in Campania e così molti altri…

Comunque li chiamiate, rimangono indubbiamente uno dei dolci del Carnevale più apprezzati in Veneto ( e non solo)  insieme alle frittelle veneziane alla crema, di cui vi avevo già lasciato la ricetta l’anno scorso e che trovate al seguente link.  Non mi resta dunque che augurarvi un buon Martedì Grasso e spero di avervi fatto venir voglia di mettere le mani in pasta!

Per circa 90 Crostoli

300 g farina 00

75 g zucchero semolato

50 g burro

la scorza di un limone biologico

2 cucchiai di grappa

2 uova medie

50 ml latte

1 l di olio di semi per friggere

zucchero a velo q.b.

1)  In una spianatoia, versate la farina e formate una buca al centro. Rompeteci dentro le uova, aggiungete lo zucchero, il burro ammorbidito, il latte, la grappa, il sale e la scorza del limone. Impastate bene fino ad ottenere un impasto omogeneo.

2) Coprite l’impasto con un panno umido e lasciatelo riposare per 10 minuti. Stendete l’impasto con l’aiuto della macchina per la pasta, tirando lunghe sfoglie dello spessore di 1-2 cm. Con una rotella dentellata, ricavate dei rombi di impasto ed incideteli al centro.

3) Scaldate l’olio in un tegame basso e dal fondo largo e non appena questo raggiungerà la temperatura di 175°-180°C gradi, immergete i crostoli e friggeteli per qualche minuto fino a quando non assumeranno un leggero colore dorato sui bordi. Scolateli su carta assorbente, dopodiché trasferiteli su un vassoio.

4) Spolverate con abbondante zucchero a velo.

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SCROLL DOWN FOR ENGLISH VERSION

Crostoli di carnevale ( Typical Italian carnival recipe)

Typical Italian pastries made at carnival time, crostoli can be found in slightly different ways and with different names, all over Italy: Veronese galàni, Tuscany’s cenci, Piedmont’s bugie, Umbria’s frappe

Easy to make, light and tasty, they can be considered a real symbol of carnival time. They are prepared with very few and simple ingredients, the ones which everybody usually stores in one’s own kitchen.

This time of the year, my mother and I have been preparing  them together since I was a little child: we switch the radio on, she kneads the dough and I help her rolling it out and frying it. It’s our own special time that became a sort of traditional ritual throughout the years. I share with you our recipe, hoping that you’ll fancy giving it a go! Happy Fat Tuesday, folks!

Ingredients for about 90 crostoli:

300 g plain flour

75 g caster sugar

50 g butter

2 eggs

50 ml milk

2 tbsp grappa

a pinch of salt

the grated zest of a whole organic lemon

1 l frying oil

icing sugar to decorate

 

1)  Place the flour on a board, mix with the eggs, a little milk, the sugar, the softened butter, the grappa and a pinch of salt. Knead thoroughly to make a firm dough.

2) Shape the dough into a ball and leave to rest in a warm place, covered with a damp cloth, for about ten minutes. Roll the dough out with a rolling pin or a pasta machine until you have a thin sheet of pastry, about as thick as a coin.  Then, using a small knife or a pastry cutter, cut out irregular rectangular shapes or strips.

3) Finally, heat plenty of oil until it reaches  the temperature of 175°-180°C and quickly fry the pastries. Drain them.

4) Sprinkle with icing sugar and place them on a tray, taking care not to break them as they are very fragile.

I hope you enjoyed this recipe and if you did, don’t forget to leave a comment below and follow me on social media, by clicking in the upper right-end corner of my home page. See you there!

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Preparato per cioccolata calda in tazza

La cioccolata calda è una delle bevande più confortanti e appaganti che esistano.Tutti ricordano le domeniche mattina d’infanzia , quando ci si alzava tardi e si sorseggiava cioccolata ancora in pigiama di fronte al caminetto acceso. Diciamocelo: la cioccolata calda è un classico intramontabile delle merende invernali. Anzi, ora che le temperature stanno calando a picco mi sembra doveroso concedersi una tazza di questa delizia fumante.

C’è un immagine indelebile nella mia mente quando penso alla cioccolata calda e questa immagine mi rimanda a quando ero bambina. La notte di Natale, subito dopo la Messa e dopo che tutti si erano scambiati gli auguri, ci si recava fuori dalla Chiesa, dove venivano distribuiti cioccolata calda, vin brulé e panettone. Ed era così bello, nonostante fosse molto freddo, sapere che si stava condividendo un momento così speciale, i primi minuti della festa più magica dell’anno. Ecco ogni volta che preparo la cioccolata, mi capita di rivivere quegli istanti e per un attimo sorrido.

Per la mia cioccolata mi piace utilizzare un cioccolato con un’alta percentuale di cacao. Densa e cremosa come quelle delle pubblicità e ricca di sapore. Ne ho sempre un vasetto in dispensa, pronto in caso di qualsiasi evenienza come la visita improvvisa di ospiti o semplicemente come dolce coccola in un freddo pomeriggio invernale. Guarnitela poi con ciò che più preferite ( io l’adoro con panna montata e cannella in cima) ma una cosa è certa: una volta provata la versione fatta in casa, non acquisterete più le bustine già pronte!

Preparato per 12 tazze di cioccolata calda

160 g cioccolato fondente al 70% di cacao

85 g cacao amaro in polvere

100 g zucchero a velo

30 g zucchero di canna

60 g amido di mais

Per la preparazione:

1) Tagliate a scaglie sottili il cioccolato

2) In un mixer inserite il cioccolato, il cacao, l’amido di mais e gli zuccheri. Miscelate il tutto fino ad ottenere una polvere omogenea. Trasferite il preparato per cioccolata calda in un vasetto di vetro.

3) Per ogni persona dovrete utilizzare 150 ml latte a cui aggiungerete 3 cucchiai di preparato per cioccolata. Mescolate affinché non si formino grumi e poi ponete sul fuoco, mescolando continuamente fino a che avrà raggiunto il punto di ebollizione e la consistenza desiderata.

L’ IDEA IN PIU’!

 Una volta pronto il preparato per cioccolata calda si conserva in un vasetto ermetico anche per diversi mesi. Vi basterà tirarlo fuori all’occorrenza. 

Potete decorare il vasetto di vetro con nastri e targhette ( io ho acquistato timbri e tags al Tiger) e donarlo ai vostri amici e parenti. Se volete potete impreziosire il vostro regalo aggiungendo un sacchetto di marshmallow che ogni persona distribuirà sulla propria tazza a piacimento.

Non dimenticatevi di inserire nel barattolo anche le istruzioni. Vi allego (link rosa qui sotto) il PDF scaricabile con le dosi e le modalità di utilizzo.

PREPARATO PER CIOCCOLATA CALDA IN TAZZA

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Mince pies di Babbo Natale

Conoscete le mince pies?

Sono delle crostatine con un ripieno di frutta secca, spezie e noci racchiuse in un friabile guscio di frolla. Io le ho assaggiate per la prima volta un paio d’anni fa a Londra e da allora mi ha sempre incuriosito provare a replicarle a casa. Oltre ad essere molto buone, girando per il web ho scoperto che questo dolce tipico natalizio anglosassone ha una storia secolare.

La tradizione popolare dice che queste siano le tortine preferite da Babbo Natale, pare infatti che i bimbi inglesi lascino queste crostatine sul caminetto (accompagnate da un  bicchierino di brandy e  da una carota per la renna) così che Santa Claus possa rinfrancarsi dalle fatiche del lungo viaggio nella notte di Natale ( un po’ il corrispettivo del nostro latte e biscotti, no?!). Così facendo i bambini sperano di ingraziarselo e di ricevere più doni. A proposito, vi lascio il link ad uno spot pubblicitario natalizio di una nota multinazionale britannica Marks & Spencer che vi consiglio di guardare perché è proprio carino e anche un po’ commovente. Vediamo se nel filmato qualcuno di voi riesce ad individuare questi dolcetti!

L’origine di queste tortine risale a parecchi secoli fa, addirittura all’epoca medievale, quando il ripieno di questo dolce era carne trita ( “mincemeat” appunto) mescolata assieme a spezie e frutta secca. All’epoca i desserts non esistevano e dunque era usanza dei nobili mescolare il salato con il dolce in un’unica pietanza. Con il tempo la carne nel ripieno ha lasciato posto ad una farcia di sola frutta ma ne è stato conservato intatto il nome. Oggi vengono farcite con questa specie di marmellata di frutta secca scura davvero deliziosa.  Anche la forma è cambiata: in origine le mince pies avevano una forma rettangolare e simboleggiavano la mangiatoia in cui era stato posto Gesù bambino, in seguito hanno assunto una forma rotonda, con una stella in cima che doveva rappresentare la cometa che condusse pastori e Magi a Betlemme. Eppure nel XVII secolo questo dolce, dai chiari rimandi cristiani, rischiò di sparire per sempre dalle tavole inglesi, quando il puritano Cromwell tentò di abolire le celebrazioni natalizie, in quanto considerate immorali. Ora possiamo dire che, per nostra fortuna, Cromwell non ebbe successo!

Se vi capitasse di trovarvi nel Regno Unito in questo periodo trovereste barattoli di mincemeat già confezionati praticamente ovunque; sfortunatamente da noi non si trova ma si può preparare benissimo in casa. Una curiosità? La tradizione vuole che il ripieno delle mince pies venga mescolato in senso orario, in segno di buon auspicio per l’anno a venire.

Cosa fondamentale e caratteristica è che il ripieno, una volta pronto, venga fatto macerare per diverse ore ( anche giorni o persino settimane), di modo che i sapori si fondano per bene e che lo zucchero insieme all’alcool formi uno sciroppo denso. Io vi consiglio di preparare il mincemeat la sera prima dell’utilizzo e di conservarlo in frigorifero per usarlo l’indomani. Una volta cotte,  le mince pies sprigioneranno un profumo inebriante di spezie e agrumi per tutta casa e sarà davvero difficile non cedere alla tentazione di assaggiarne una finché sono ancora bollenti. Sono ottime sia fredde a colazione che calde con una salsa alla vaniglia o magari una pallina di gelato come dessert. Sono di certo una variante interessante ai nostri dolci natalizi!

 Se le sistemate in una scatola con un bel fiocco rosso si prestano a diventare anche un ottimo regalo fatto in casa per i vostri amici più golosi!

Per la frolla alle mandorle e vaniglia

225 g farina

100 g farina di mandorle

140 g burro freddo

100 g zucchero a velo

1/2 bacca di vaniglia

1 uovo medio

1 pizzico di sale

1) Preparate la frolla. Versate nel boccale di un mixer munito di lame in plastica la farina e il burro e azionate la macchina per pochi istanti fino a che avrà raggiunto una consistenza sabbiosa.

2) Unite poi anche lo zucchero a velo, la farina di mandorle, un pizzico di sale. Incidete la bacca di vaniglia con un coltello affilato e e sempre con lo stesso coltello grattatene via i semini interni e inseriteli nel mixer. Una volta amalgamati tutti gli ingredienti, aggiungete infine l’uovo e lasciate andare il mixer fino a quando l’impasto formerà una palla.

3) Trasferite l’impasto tra due fogli di pellicola trasparente e ponetelo in frigo a riposare per 2 ore prima di utilizzarlo.

Per il “mincemeat” (ripieno alla frutta)

1 mela grande

90 g uvetta sultanina

40 g cranberry (mirtilli rossi secchi)

140 g fichi secchi

60 g noci già sgusciate

30 g mandorle tostate

1 cucchiaino di cannella

1/2 cucchiaino di zenzero in polvere

1/4 cucchiaino di noce moscata

2 cucchiai grandi di miele

50 g zucchero scuro integrale di canna 

40 g arancia candita

la scorza di una arancia intera 

4 cucchiai di rum ( oppure brandy o whiskey)

1/2 bicchierino di marsala

zucchero a velo q.b per guarnire

4) Lavate l’uvetta e trasferitela in una ciotolina con del marsala. Lasciatela rinvenire  per una mezz’oretta.

5) Pelate e pulite una mela e tagliatela in pezzetti piccolissimi ( se preferite grattugiatela con una grattugia a fori larghi). Tagliate anche i fichi secchi in pezzetti altrettanto piccoli. Tritate a coltello abbastanza grossolanamente anche noci e mandorle.

6) In una ciotola riunite i pezzetti di mela, fichi secchi, uvette, cranberry, arancia candita, noci e mandorle. Aggiungete lo zucchero, il miele, le spezie e la scorza di un’arancia. In ultimo aggiungetevi anche il rum e mescolare bene il tutto. Coprite con pellicola e lasciate macerare per almeno 4 ore, avendo cura di dare una mescolata di tanto in tanto.

Per 14-15 mince pies

7) Stendete la frolla ad uno spessore di 3-4 mm e ricavate 14-15 stelle.

8) Imburrate ed infarinate uno stampo per muffins e ricavate dei cerchi di frolla del diametro di 8 cm circa e adagiateli nello stampo.

9) Distribuite il mincemeat negli incavi e coprite ciascuna tortina con una stella di impasto.

10) Preriscaldate il forno in modalità statica a 200°C e cuocete per 15-20 minuti o fino a quando saranno dorate in superficie. Aspettate che le mince pies siano completamente fredde prima di rimuoverle dagli stampi e guarnite con una spolverata di zucchero a velo.

Nota bene!!! 

Le mince pies si conservano bene fino ad una settimana, chiuse in un sacchetto per alimenti o in una scatola di latta al riparo dall’umidità. 

La versione originale vorrebbe anche una materia grassa nel ripieno (quella che gli inglesi chiamano “suet”). Nella mia versione ho cercato di alleggerire un po’, eliminando questo ingrediente, ma vi posso assicurare che il risultato finale non ne sente affatto la mancanza.

Vi auguro un dolcissimo Natale!!!

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Kringle estone al miele, noci e cannella

“Oh the weather outside is frightful, but the fire is so delightful and since we’ve no place to go let it snow, let it snow, let it snow! ” 

Manca davvero pochissimo a Natale, chissà se sarà un bianco Natale! Beh per ora di neve non se ne è proprio vista! In compenso si può dire che è arrivato il freddo, quel freddo invernale che ti gela le punte dei piedi, che ti fa arrossire le guance e che ti fa venire voglia di rifugiarti all’interno al calduccio a sorseggiare cioccolata calda e a mangiare brioches.

Già perché oggi voglio parlarvi proprio di brioches! Ma non di una brioche qualunque. Parlo del kringle estone. Questa brioche dalla forma circolare che ricorda una sfarzosa ghirlanda è tipica del Nord Europa dove “Kringle” in norvegese significa appunto “chiocciola”. L’impasto viene farcito, arrotolato ed intrecciato e poi gli viene data la forma tonda finale. Il risultato è una brioche sofficissima, deliziosamente profumata e leggermente croccante in superficie per merito della caramellizzazione dello zucchero nella farcia e arricchita dal sapore delle noci. Ho pensato di proporvela proprio perché la forma ricorda proprio quella di una ghirlanda che, se decorata con un fiocco, può trasformarsi in un regalo DIY molto goloso per le feste. Ogni variante è comunque lecita, potete farcirla di marmellata, gocce di cioccolato o crema ma è Natale e ormai sapete quanto io ami le spezie, specialmente in questo periodo.

Come ogni preparazione lievitata anche questo Kringle richiede un minimo di pazienza che il lievito agisca ma a parte questo, non è una ricetta complessa. Il profumo alla fine vi ripagherà dell’attesa. Sapete poi cosa dovete fare? Scaldate l’acqua, preparatevi una bella tazza di tea, lasciate da parte ogni pensiero, sedetevi e assaporate una fetta di questo dolce squisito. Ormai è fino anno, direi che ce lo siamo meritati!

Ingredienti per la brioche

300 g farina 0

120 ml latte

30 g burro

1 cucchiaio di miele d’acacia

1 uovo intero

3 g lievito di birra secco

scorza di mezza arancia o di limone non trattati

Per la farcitura

50 g burro

2 cucchiai di zucchero semolato

2 cucchiai di zucchero integrale di canna o zucchero muscovado scuro

1 cucchiaino scarso di cannella in polvere

50-60 g noci (già private del gheriglio)

latte per spennellare q.b.

miele d’acacia q.b per lucidare

1) In una ciotola capiente versate la farina, l’uovo, la scorza d’arancia, il miele e il lievito di birra secco ( se usate quello fresco abbiate cura di scioglierlo nel latte tiepido prima di aggiungerlo al resto degli ingredienti). Unite il latte tiepido e cominciate ad impastare fino a formare una palla. Trasferite l’impasto su di una spianatoia e lavoratelo energeticamente per una decina di minuti. Incorporate il burro poco per volta, aggiungendone ancora non appena il precedente è stato completamente assorbito. Formate una palla e ponete l’impasto in una ciotola leggermente unta; coprite con pellicola per alimenti e lasciate lievitare in un luogo caldo per 1 ora e mezza/ 2 ore o comunque fino al raddoppio.

2) Per la farcitura alla cannella, versate in una ciotola il burro morbido, gli zuccheri e la cannella in polvere e amalgamate bene con un cucchiaio fino a formare una pasta densa. A parte, rompete le noci e tritatele grossolanamente.

3) Avvenuta la prima lievitazione, rovesciate l’impasto all’arancia sul piano di lavoro e stendetelo con l’aiuto di un mattarello formando un rettangolo delle dimensioni di circa 30×40 cm. Spalmate la crema al burro e cannella su tutta la superficie e distribuite le noci. Avvolgete su se stesso l’impasto e arrotolatelo dal lato lungo. Ottenuto un rotolo, incidetelo e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza. Intrecciate le due metà e chiudete le estremità formando una sorta di ghirlanda.

4) Trasferite il vostro kringle su una teglia, copritelo con pellicola e lasciate lievitare per altri 60 minuti.

5) Spennellate il lievitato con poco latte o panna e infornate in forno preriscaldato statico a 180°C ( o ventilato 160°C) per 30 minuti.

6)  Sfornate il kringle e lucidatelo con poco miele d’acacia che avrete precedentemente sciolto sul fuoco. Lasciate intiepidire e servite.

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Buone feste!

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