Irlanda, 5 tappe imperdibili nella Contea di Wicklow

Natura incontaminata e cespugli d’erica, laghi e vallate, antiche rovine celtiche e piccoli villaggi sperduti nel cuore delle montagne. La Contea di Wicklow custodisce alcuni fra i tesori più preziosi dell’Ireland Ancient East.

Non è un caso che la zona situata nella parte sud-orientale dell’isola di Smeraldo sia stata ribattezzata “Il giardino d’Irlanda”. Le distese verdi punteggiate di viola si estendono a perdita d’occhio in tutta la zona protetta del Parco Nazionale delle Wicklow Mountains. Anche il cinema e l’industria musicale non hanno potuto fare a meno di cedere al fascino della Contea di Wicklow, facendola diventare teatro delle scene del film “Braveheart” e della serie tv “Vichings”.

Siete pronti a scoprire anche voi le aree più belle di questo florido angolo d’Irlanda? In questo articolo ve ne suggeriamo 5 che vale assolutamente la pena inserire nel proprio itinerario.

La Contea di Wicklow, chiamata anche “Il giardino d’Irlanda”.

1. Glencree German War Cemetery

E’ questa piccola località poco distante da Enniskerry la prima tappa del nostro tour nella Contea di Wicklow.  A soli 22 Km dal centro di Dublino si trova l’unico cimitero militare tedesco in Irlanda, il Glencree German War Cemetery. Questo luogo, immerso nella natura più selvaggia, accoglie 134 tombe di soldati caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Glencree è un memoriale pervaso da un clima di raccoglimento, ricordo e memoria per chi ha vissuto quel tragico periodo storico e non è sopravvissuto per poterlo raccontare.

2. Lough Tay – Guinness Lake

Lough Tay, meglio conosciuto come Guinness Lake – Contea di Wicklow

Situato fra le montagne Djouce e Luggala, il Lough Tay è un piccolo ma affascinante lago che domina una delle tante vallate appartenenti al Parco Nazionale delle Wicklow Mountains. E’ stato ribattezzato Guinness Lake dagli irlandesi per la sua particolare conformazione, che secondo molti ricorderebbe una pinta della celebre “black stuff”. In effetti, le acque scure del lago e la striscia di sabbia bianca sulla battigia potrebbero richiamare alla mente l’idea di un boccale di birra colmo di schiuma in cima. Tra l’altro, la terra su cui si trova il lago è proprietà privata proprio della famiglia Guinness, alla quale è possibile avvicinarsi solo tramite la Military Road, la strada che attraversa l’intero Parco Nazionale. Poco male però: è dall’alto che si coglie meglio tutta la bellezza di questo lago dall’aspetto misterioso e che si riescono a scattare le fotografie più suggestive. Prendetevi un momento per contemplare il silenzio: questa vallata riesce ad infondere un incredibile senso di tranquillità.

3. Sally Gap

Incontrare animale nella Contea di Wicklow è più facile di quanto si pensi.

Avete presente quella scena di “P.S.:I love you.” in cui Hilary Swank passeggia confusa ed incontra un giovane Gerald Butler che le indica la strada da seguire? Ecco, se non sapete di quale film stiamo parlando, date un’occhiata qui! Beh in quella scena, i due protagonisti si trovano proprio al ponte del Sally Gap, che con i suoi 520 metri d’altezza è il passo di montagna più alto d’Irlanda. Questa è la zona in cui si incrociano le strade panoramiche più affascinanti della Contea di Wicklow. Un tripudio di infinite distese verdi, brughiere fiorite d’erica e il rumore assordante del silenzio rendono il Sally Gap un luogo innegabilmente contemplativo. Con un pizzico di fortuna, potrebbe capitarvi di scorgere qualche gruppetto di pecore al pascolo o di cervi che sonnecchiano in qualche radura isolata.

4. Glendalough

Glendalough – Sito monastico fondato nel VI secolo nella Contea di Wicklow

La quarta tappa è uno dei posti più noti del Parco Nazionale delle Wicklow Mountains.  La vallata di Glendalough, formatasi migliaia di anni fa in seguito all’erosione messa in atto dall’ultima Era Glaciale, è un’oasi naturale di pace e benessere, avvolto nel verde lussureggiante dei monti dell’Ireland Ancient East. Glendalough (letteralmente “terra fra i due laghi” in gaelico) offre scorci idilliaci, torrenti glaciali dalle acque fredde e cristalline e percorsi di trekking immersi nella natura. Fra i fitti boschi di conifere si nascondono l’Upper Lake e il Lower Lake, i due grandi laghi della zona. Talvolta, in giornate grigie e di pioggia, dall’Upper Lake si alza una leggera nebbia che nasconde parzialmente la vallata retrostante: è in quei momenti che emerge quell’atmosfera romantica e struggente così tipicamente irlandese. Un termine azzeccatissimo per descriverla sarebbe “sublime”, non nel senso comune del termine quanto piuttosto come quel sentimento di incommensurabilità fra la forza della natura e l’uomo, teorizzato dai filosofi dello Sturm und Drang settecentesco. La sensazione che ci ha pervaso è stata quella di essere state catapultate in un dipinto di Kaspar Friedrich, vestendo per pochi istanti i panni di quello stesso viandante avvolto dalla fitta coltre di nubi scese a valle.

Vista sull’Upper Lake – Glendalough, Contea di Wicklow

Oltre all’aspetto naturalistico, Glendalough è anche un importante sito monastico che fu fondato dal St. Kevin nel VI secolo. Il monaco cristiano decise di vivere da eremita fra le Wicklow Mountains, abbandonando i beni materiali e sposando la filosofia ascetica. Con il trascorrere del tempo, si formò attorno a lui una comunità di discepoli che ne condividevano lo stile di vita. L’insediamento fu aspramente segnato dal passaggio dei Vichinghi e in seguito, dall’invasione anglo-normanna. Ciononostante, i resti di alcune strutture si sono preservati sino ad oggi, rendendo Glendalough una appetibile meta turistica.

The Round Tower, Glendalough
Il cimitero del sito monastico fondato da S. Kevin
St. Kevin's Kitchen

Fiore all’occhiello dell’ex-monastero è la Round Tower, che con i suoi 30 metri d’altezza domina la vallata. Al tempo dei monaci, la struttura aveva una duplice funzione: torre di difesa in caso di attacco nemico e torre campanaria nella vita quotidiana. Passeggiando fra le croci celtiche e le rovine dell’antico villaggio ancora oggi si percepisce quell’aurea di misticismo che ha permeato Glendalough per secoli.

 

5. Avoca

Avoca, il pittoresco villaggio nel cuore della Contea di Wicklow

E’ l’ultima tappa quella che non ti aspetti! Uscendo dal Parco Nazionale, c’è un villaggio pittoresco, situato proprio a lato dall’omonimo fiume. Avoca è una piccola perla incastonata nel sud della Contea di Wicklow. Poche casette colorate, un piccolo ristorante, una chiesa dallo stile gotico: l’aria che si respira qui è quella dell’Irlanda rurale di un tempo, ricca di tradizioni e rituali. Avoca è famosa per aver dato i natali ad “Avoca Handweavers“, un’azienda specializzata in prodotti tessili ricavati dalla lavorazione della lana. Tutto cominciò come una piccola attività a conduzione familiare che oggi però vanta punti vendita sparsi in tutta l’Irlanda, complice l’ottima reputazione legata alla qualità dei suoi prodotti.

Avoca, il piccolo villaggio sul fiume
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Il mulino (attivo dal 1723) si trova a soli 200 metri dal centro del minuscolo paesino ed è tutt’ora visitabile. L’originalità e le fantasie sgargianti dei filati di Avoca sono il marchio di fabbrica che hanno permesso a questo brand di affermarsi sul panorama commerciale nazionale. Coloro a cui piace fare shopping troveranno pane per i propri denti: il piccolo negozio al dettaglio del villaggio vende maglioni, sciarpe e coperte (realizzati direttamente sul posto) mentre a fianco una caffetteria offre bevande calde e torte fatte in casa. Non abbiamo potuto resistere e quindi ci siamo portate a casa un vasetto di lemon curd e dei biscotti shortbread come souvenir.

Note:

Tutte le tappe che vi abbiamo segnalato sopra possono essere raggiunte comodamente in auto, una volta superato l’ostacolo della guida a sinistra. Viaggiando in totale autonomia avrete sicuramente l’opportunità di fare cambi di programma e gestire i tempi a vostra discrezione. Per comodità noi ci siamo affidate al tour organizzato targato Greyline, con il quale abbiamo avuto un’esperienza molto positiva. Il simpatico autista John ci ha raccontato curiosità, aneddoti e storie sull’Irlanda lungo la strada, spiegandoci il più possibile cosa stavamo andando a visitare.

Per qualsiasi altra informazione, vi consigliamo di visitare il sito di Turismo Irlanda.


E voi, avete già visitato o state programmando di visitare la Contea di Wicklow? Se avete già fatto un’escursione fra le Wicklow Mountains, quale luogo vi ha colpito di più? Fatecelo sapere qui sotto con un commento e se l’articolo vi è stato utile, condividetelo sui social network.
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Malahide e Howth: esplorando la costa a nord di Dublino

Non serve andare troppo lontano per entrare in contatto con la vera essenza della natura irlandese. La Contea di Dublino offre diverse opportunità a chi sceglie di trascorrere una giornata diversa, lontano dal caotico traffico della capitale. Basta solo sapere dove cercarle!

Se vi piacciono il fascino atemporale dei castelli e l’aria salmastra delle cittadine di mare, allora Malahide e Howth fanno esattamente al caso vostro. Entrambe sono mete molto gettonate da queste parti, sia dai turisti incuriositi dal mare d’Irlanda, sia dai local stessi che vogliono evadere dalla città nel weekend. Molti tour operator organizzano gite giornaliere che vi portano a visitarle entrambe. In realtà, quello che nessuno vi dice, è che è possibile organizzare la giornata in completa autonomia, risparmiando anche un po’ di soldini.

Tratta Dublino-Malahide / Google Maps
Tratta Malahide-Howth con scambio a Howth Junction / Google Maps

Cosa fare per raggiungere Malahide e Howth?

I due paesini costieri si possono raggiungere tramite treno o bus, in poco più di 20 minuti. Sia che alloggiate dentro sia fuori dal centro di Dublino, potrebbe tornarvi utile la Leap Visitor Card. Una tessera magnetica che permette di poter usufruire di molti mezzi di trasporto pubblici urbani ed extraurbani, senza la necessità di dover fare ogni volta il biglietto. Il che è un gran vantaggio, considerando che quando si viaggia conviene sempre ottimizzare i tempi. La Leap Card si può acquistare in aeroporto oppure presso gli uffici degli enti turistici che trovate sparsi in più punti della città. Inoltre ce ne sono diverse tipologie (e con diversi prezzi) a seconda della durata della vostra permanenza a Dublino. Fra i mezzi di trasporto inclusi in questa card c’è anche la DART, la rete ferroviaria elettrica suburbana che collega la capitale a molte delle cittadine vicine, fra cui appunto anche Malahide e Howth. I treni partono ogni 20-30 minuti da Connolly Station, Tara Street e Pearse Street, la prima a nord e le ultime due a sud del fiume Liffey. ATTENZIONE però: nella tratta Malahide-Howth, c’è uno scambio di treni da effettuare. Si scende alla fermata di Howth Junction e si prende il treno che prosegue in direzione Howth.

Il porto di Malahide nella costa a nord di Dublino

Cosa vedere a Malahide?

Il castello di Malahide, appartenuto alla famiglia Talbot per quasi 800 anni

A soli 13 chilometri da Dublino sorge Malahide, un paesino costiero della zona di Finegal. L’attrazione principale di questa cittadina è senza alcun dubbio il Malahide Castle. Un sentiero immerso nel verde accoglie i visitatori e li conduce ai cancelli di un castello situato su un terreno di 260 acri, uno fra i più belli e i più antichi d’Irlanda. La dimora è appartenuta alla famiglia Talbot per quasi 800 anni, fino al non troppo lontano 1976, quando è passata sotto la gestione della Repubblica d’Irlanda. E’ a tutti gli effetti una vera e propria fortezza medievale; basti pensare che le parti più antiche della struttura risalgono al XII secolo. Nel West Lane, il parco esterno di 22 acri dalle querce secolari (che pare abbiano 400 anni), ci si potrebbe tranquillamente spendere l’intera giornata! E’ talmente grande che infatti spesso ospita eventi, concerti e picnic.

Butterfly house del Malahide Castle
I Talbot Botanic Gardens del Malahide Castle
Victorian Glasshouse dei Talbot Botanic Gardens
Una delle 20 specie di farfalle

Poco più in là, la seconda area verde è dedicata ai Talbot Botanic Gardens, uno dei soli 4 giardini botanici in tutta l’Irlanda. Questi stupendi giardini, curati da Lord Milo Talbot fra il 1948 e il 1973, custodiscono 7 serre e 5000 specie di piante. Architettonicamente parlando, la prima che salta all’occhio è la Victoria House, la magnifica serra dalle rifiniture bianche. Per poi passare alla Butterfly House: girovagando all’interno della struttura si possono ammirare 20 specie diverse di coloratissime farfalle che svolazzano liberamente fra piante esotiche e alberi tropicali. Osservare da vicino i bozzoli che si schiudono è un’esperienza insolita e stimolante che riesce a coinvolgere anche i più piccoli.

  • Malahide Castle & Gardens – sito
  • Aperto dal Lunedì alla Domenica, dalle 9.30 alle 17.30
  • Ultimo ingresso alle 15.30 da Novembre a Marzo
  • Prezzi visita guidata in Inglese: adulti 12.50€/bambini €6.50/ studenti 9€
Avoca Bakery all’interno del Malahide Castle

Nel Visitor Centre antistante al castello si trova uno dei molti punti vendita di Avoca Retail & Cafe, una bakery/caffetteria che offre pranzi veloci, bevande calde e prodotti da forno freschissimi. Fra layer cakes, muffins, scones, meringhe, shortbreads e filoni di pane , è difficile uscire da qui “empty-handed” (come direbbero gli irlandesi), ossia a mani vuote! Dopo la visita del mattino, noi ci siamo fiondate su una goduriosa fudge cake al cioccolato che abbiamo mangiato sui tavolini all’aperto, dal momento che il clima irlandese ci ha graziato con una stupenda giornata di sole.

Selezione di pane e scones all’Avoca Retail & Cafe di Malahide

Cosa vedere a Howth?

I pescherecci ormeggiati nel porto di Howth

Nell’estremità più a nord della Baia di Dublino sorge Howth, una cittadina piuttosto pittoresca che in origine è stata un piccolo villaggio di pescatori. L’atmosfera che si respira qui è esattamente quella di un posto di mare: il vento sferza forte, i pescherecci ormeggiati al porto ondeggiano sullo specchio d’acqua sottostante, i gabbiani planano sopra le nostre teste emettendo un verso quasi assordante. Sotto la collina, si susseguono file di ristoranti, locali e pub che offrono le migliori specialità della zona, tutte rigorosamente preparate con il pescato locale per il quale Howth è diventata una località rinomata (il “seafood chowder” è il piatto che va per la maggiore).

Se il tempo a disposizione scarseggia, l’opzione migliore per godersi la pace che questo piccolo angolo di mondo riserva è quello di prendere un fish&chips take-away ( Leo Burdock’s li vende appena fuori la stazione; il pesce è fritto al momento ed ha una panatura croccante irresistibile!) e andarlo a mangiare sul molo, proprio di fronte all’ Howth Harbour Lighthouse. Il vecchio faro ormai spento, che si staglia imponente di fronte al mare plumbeo dell’isola di Smeraldo, ha un fascino tutto suo. Oltre ad essere stato lo strumento che ha guidato la navigazione notturna dei marinai è diventato anche un simbolo importante della lotta per l’Indipendenza Irlandese. E lì resta dal 1817. Che dite: non se li porta male i suoi 200 anni, no?!

L’Old Howth Harbour Lighthouse, il vecchio faro della cittadina

In giornate soleggiate e limpide invece, ci si può avventurare nella spettacolare Howth Cliff Walk fino a scorgere il Bailey Lighthouse, una suggestiva passeggiata sulle scogliere verdi e brulicanti d’erica che si estende fino ad un altro dei fari più conosciuti d’Irlanda. La camminata è impegnativa, infatti per raggiungere il punto più alto della scogliera (“The Summit”) ci si impiegano circa 2 ore e mezza. Di questa escursione trovate un racconto dettagliato nel blog dei Viaggiascrittori, al quale vi consiglio di dare un’occhiata.

Howth Cliff Walk – Photo courtesy by tourireland.com

Volete saperla una curiosità? Si dice che Howth, nel 1576, sia stata meta della leggendaria piratessa irlandese Grace O’Malley che si fermò nella cittadina dopo il suo rientro dall’Inghilterra. La leggenda narra che la stessa O’Malley avesse bussato alla porta della dimora dei Lord di Howth, in nome della proverbiale ospitalità irlandese. C’è infatti un detto in gaelico “Céad Míle Fáilte”, che tradotto significa “centomila benvenuti”, utilizzato per accogliere i visitatori in Irlanda. Essendole stato rifiutato l’accesso, Grace decise di rapire il giovane erede del barone che venne rilasciato ad un’unica condizione: di lì in avanti i cancelli dell’Howth Castle sarebbero dovuti rimanere aperti e si sarebbe dovuto sempre predisporre un posto in più a tavola. E così si dice sia ancora oggi, nonostante il castello resti una residenza privata generalmente chiusa al pubblico.

Insomma, anche a Howth non manca una vena storica tutta da scoprire!

I ristoranti di pesce sul molo di Howth

Tenete solamente presente che il tempo in Irlanda è imprevedibile. Erano i primi di Settembre quando abbiamo fatto questa gita; siamo partite con un bel sole alto in cielo e rientrate con la pioggia. I requisiti fondamentali sono dunque sempre gli stessi: scarpe comode, ombrello e k-way.

Per ulteriori informazioni, non esitate a consultare il sito ufficiale di Turismo Irlandese.


E voi da dove iniziereste? Esplorando le vite dei pescatori di Howth oppure passeggiando con il naso all’insù fra i giardini di Malahide? Ci siete già stati o state programmando di andarci? Fatecelo sapere con un commento qui sotto e se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo sui social network.
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Dublino: birra e “craic” in 7 pub della città

Il modo più semplice per entrare in contatto con la vera essenza dell’Irlanda è uno solo: varcare la soglia di un pub. Chiunque sia stato a Dublino, Galway, Cork o qualsiasi altra città irlandese sa che non può tornare a casa prima di aver bevuto una pinta di Guinness in uno fra le centinaia di locali tradizionali che popolano l’isola di Smeraldo. C’è una parola in irlandese che è stata coniata proprio per descrivere questa attitudine dei locals di riunirsi la sera per bere qualcosa con gli amici. Se in un pub sentirete qualcuno con un accento quasi indecifrabile chiedervi –“How’s the craic?”-, vorranno semplicemente sapere se vi state divertendo, insomma se state passando una bella serata. La parola “craic”, in gaelico, significa appunto svago/divertimento.

Ma nei templi del craic non si va solo per ascoltare musica, anzi! Sono questi i posti giusti in cui fare un’autentica esperienza gastronomica irlandese. Guinness & Beef Stew, Seafood Chowder, Soda Bread, Irish Apple Pie: se si vuole avere la certezza di mangiare bene, i pub sono quasi sempre una garanzia di qualità. Le 3 costanti che abbiamo notato in ciascun locale sono: prezzi abbordabili, ingredienti freschi e genuini e porzioni abbondanti.  Attenzione però, la sera le cucine chiudono presto per lasciare spazio ai musicisti; fate conto di mangiare prima delle 21.30 così poi potrete godervi la serata fra musica e danze.

Ora però la domanda sorge spontanea. Quali sono i locali che meritano una visita, la prima volta a Dublino? Eccovene 6 fra i migliori in cui trascorrere qualche ora in compagnia, fra il suono del fiddle (il violino irlandese) e un sorso dell’amatissima “black stuff” .

Guinness: la famosa birra irlandese
Le botti di Guinness sparse per Dublino

 

M.J.O’Neills Pub & Kitchen – 2 Suffolk Street, Dublin 2

Atmosfera calda e chiassosa, rifiniture vittoriane in legno e “craic” assicurato. Apriamo il nostro soggiorno a Dublino con una serata all’insegna di musica folk e tap dancers irlandesi in un pub storico, in attività dal 1713. Quasi surreale è il suono del tin whistle, il flauto irlandese che viene utilizzato per i folckloristici canti popolari. L’O’Neills Pub si trova esattamente di fronte alla famosa statua di Molly Malone, poco lontano da Grafton Street e dal Trinity College, quindi in una posizione decisamente centrale. Qui decidiamo di assaggiare il Guinness & Beef Stew con salsa gravy: un morbido e succulento spezzatino di manzo,verdure e funghi sfumato con la celebre birra scura e ricoperto da uno strato di pasta sfoglia burrosa. Esattamente il tipo di comfort food che ci vuole dopo una giornata a spasso a visitare la città. Al contrario di molti altri locali, qui la parola d’ordine è self-service: si ordina la portata principale e insieme si scelgono tutti i contorni che si preferiscono. Al piano superiore, il Whiskey Corner serve gli alcolici mentre tavoli e sgabelli rivestiti di vinile rosso si riempiono di gente. Nel Beer Garden, la terrazza in cima al palazzo, è stata allestita una sorta di birreria all’aperto dove rilassarsi e bere qualcosa sotto le stelle in estate. I vecchi manifesti pubblicitari della Guinness tappezzano le pareti di mattoni rossi, richiamando l’idea di vintage che permea l’intero locale. L’esperienza all’O’Neills Pub non può che essere assolutamente raccomandata!

O'Neills Pub davanti alla statua di Molly Malone
O'Neills Pub in Suffolk Street

 

The Celt – 81 Talbot St, North City, Dublin 1

Poco distante da O’Connell Street e da The Spire, una sera decidiamo di imboccare Talbot Street e raggiungere il “The Celt”, un locale a nord del fiume Liffey che ci è stato ampiamente consigliato. Sala ampia, tavoli in legno, candele accese all’interno di vecchie bottiglie di whiskey Jameson riciclate. Il profumo che arriva dalla cucina è decisamente invitate e ci invita ad accomodarci. Anche qui dopo le 9.30 inizia la session di musica live. Dopo aver sfogliato il menù, scegliamo di assaggiare la Celtic Cottage Pie: uno sformato di macinato di manzo e piselli ricoperto da uno strato di mashed potatoes passato in forno. Insieme prendiamo anche l’Irish Cabbage & Bacon, un piatto tipico a base di pancetta, cavolo e patate accompagnato da una salsa bianca realizzata con latte, farina e burro (una specie di besciamella, per intenderci). I sapori sono quelli genuini e autentici della cucina casereccia tradizionale. L’atmosfera è quasi quella di un banchetto medievale, complici le varie suppellettili appese alle pareti.

The Merchand’s Arch – 48/49 Wellington Quay, Temple Bar, Dublin 2

Un altro locale che non ci si può perdere è il “The Merchand’s Arch”. Questo pub si trova sotto la galleria che collega il quartiere di Temple Bar all’Ha’ Penny Bridge, quindi è inevitabile non passarci davanti. E’ una mattina limpida e frizzantina a Dublino e decidiamo di fermarci per una colazione abbondante prima di proseguire verso Phoenix Park. Così, fra la vista del River Liffey, il verso dei gabbiani che sveglia la città ancora intorpidita dal sonno e i pendolari con la ventiquattro’ore che ci passano a fianco, svoltiamo a destra ed entriamo. Il locale è molto bello ed ha una parete interamente dedicata alla zona bar. La chicca però è la scalinata interna in legno che poggia su una parete rossa ricoperta da vecchie foto di Dublino, cimeli antichi e targhette vintage. Ci sediamo ad un tavolo al piano superiore, accanto alla balaustra che si affaccia sull’intero piano inferiore. Poco dopo arriva la nostra full Irish Breakfast, un piatto sostanzioso che comprende: salsicce, bacon, uova (scrambled oppure fried), funghi, pomodori arrosto, black & white pudding, fagioli e pane tostato con burro. Nel menù ci sono tante altre proposte oltre a quella tradizionale, fra queste fanno capolino le Eggs Benedicts ovvero delle uova in camicia con salsa olandese e prosciutto, servite su un english muffin. Per gli amanti della colazione dolce non mancano i mitici scones fatti in casa, serviti con panna e marmellata. E da bere? Tea o Irish Coffee, questo è il dilemma.

"The Merchand's Arch"

The Brazen Head – 20 Bridge Street Lower, Dublin 8

Il The Brazen Head” è una tappa obbligata a Dublino, essendo l’unico pub in attività dal 1198 e avendo quindi la fama di essere il locale più antico delle città. Situato fuori dalla zona turistica di Temple Bar, sulla sponda a nord del fiume Liffey, lo si riconosce subito per la sua caratteristica facciata in pietra che simula le mura fortificate di un castello, in estate ricoperta da cascate di fiori colorati. La peculiarità qui è che si può scegliere di mangiare all’interno, fra poltroncine rosse e intarsi in mogano, oppure nello spazio all’aperto nel cortile. Le proposte nel menù sono sia tradizionali che contemporanee: fish & chips, stews e pies, burgers di manzo irlandese oppure nella versione vegan di quinoa. Ma Dublino è una città vicina al mare quindi anche i piatti di pesce sono molto buoni: zuppe, ostriche e cozze sono le specialità della casa. E se vi sta il dessert, c’è solo l’imbarazzo della scelta: fra Apple Pie tiepida, Chocolate Fudge Cake e Baileys Cheesecake, voi cosa scegliereste?

La facciata del "The Temple Bar"
"The Temple Bar" - Dublin

 

The Temple Bar – 47/48 Temple Bar, Dublin 2

Facciata rossa a mattoncini, insegne al neon, botti di Guinness decorative e tantissimi fiori: il pub più iconico e più fotografato di Dublino merita una menzione a parte. Il “The Temple Bar”, in attività dal 1840, è un locale storico affollato e vivace, situato nel quartiere più frequentato della città. Il suo menù vanta più di 100 sandwich diversi, taglieri di pregiati formaggi irlandesi e salmone affumicato. Ci dicono però che il piatto che va per la maggiore da queste parti è l’accoppiata fra Ostriche & Guinness, tanto che lo stesso pub ha il proprio motto al riguardo: ‘All oysters taste their best when washed down with pints of Guinness’. Aggiungiamoci un chitarrista dall’anima soul che intona le note di un pezzo anni ’60 e la serata può decollare.

La facciata del “The Temple Bar”, uno dei luoghi più iconici di Dublino

The Porterhouse Temple Bar – 16-18 Parliament Street, Dublin 2

Il “The Porterhouse” è una scoperta. Più che un pub possiamo dire che è una micro-brewery ovvero un piccolo birrificio artigianale. E’ proprio questa la caratteristica che lo distingue da molti altri posti in città e che lo ha reso un locale super gettonato man mano che passano gli anni, sebbene sia aperto solo dal 1996. Questo posto vanta una lista di birre fatte in casa con passione, professionalità e dedizione. L’edificio di 3 piani però è anche un gastro-pub dove poter mangiare un boccone in compagnia. Qui prendiamo l’Atlantic seafood chowder, una zuppa cremosa di pesce fatta con merluzzo, salmone, gamberi, vongole, cozze, verdure e panna fresca. Insieme finalmente ci portano anche il soda bread, il pane tipico irlandese fatto con il bicarbonato e le mashed potatoes. I sapori sono deliziosi, il locale è molto accogliente e le band si esibiscono tutti giorni. Cosa volere di più?

Ha'Penny Bridge
Il ponte pedonale più conosciuto di Dublino

 

Peadar Kearney’s – 64, Dame Street, Temple Bar, Dublin

Voce fuori da coro è il piccolo pub “Peadar Kearney’s”. Sì, perché contrariamente agli altri che abbiamo menzionato sopra, qui non vengono serviti pasti caldi. In compenso le birre sono ottime e il proprietario John, un signore distinto e cordiale, è parte integrante del craic. Il locale si trova all’indirizzo numero 64 di Dame Street, una delle strade principali della città e non troppo lontano dalla Christ Church Cathedral. Tradizionale come pochi, questa specie di locanda d’altri tempi prende il suo nome dall’omonimo compositore repubblicano che nel 1907 scrisse l’attuale inno nazionale irlandese. Possiamo dire che questo pub, sebbene non molto grande, sa come farsi notare: le session di musica live a porte aperte attirano i passanti e li persuadono ad entrare. All’interno il clima è decisamente informale, proprio come quello di una serata fra amici all’insegna della convivialità. Turisti di ogni nazionalità e locals si mescolano fino a ritrovarsi a cantare e ballare insieme. State pur certi che questo locale è perfetto per un happy hour o un dopo cena.

Christ Church Cathedral
Dame Street, la via dello svago notturno
Le “Georgian doors”, simbolo indiscusso di Dublino

Siete già stati a Dublino? Dove avete bevuto la migliore pinta di birra e mangiato l’Irish Stew più saporito? Vi va di farcelo sapere? Lasciate un commento qui in basso e se vi è piaciuto, condividete il post sui social media!
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