New York Cheesecake ai frutti di bosco

Un fondo biscottato burroso, una crema liscia e setosa al profumo di vaniglia, agrumi e cannella e un tripudio di confettura e frutti di bosco freschi in cima: è sua maestà, la New York Cheesecake! Uno fra i classici dessert che vengono esposti quotidianamente nelle coloratissime vetrine delle bakery americane.
Un dolce della tradizione statunitense, sontuoso e ricco di gusto.  Nella variante che vi propongo, la ricotta sostituisce il cream cheese (mi perdonino i puristi!) per un risultato dal sapore delicato ma irresistibile!

I CONSIGLI PER UNA PERFETTA NEW YORK CHEESECAKE

  • La quantità di burro va calibrata a seconda del tipo di biscotto utilizzato: se utilizzate dei frollini tipo “digestive” potrebbe volercene un po’ meno, in caso di biscotti secchi un po’ di più. Il composto alla fine deve risultare umido e compatto.
  • La ricotta conferisce un sapore delicato e una texture cremosa alla crema ma nulla vieta di utilizzare il classico formaggio spalmabile oppure il mascarpone. L’importante è che siano tutti di buona qualità: una buona materia prima fa decisamente un buon dolce.
  • Per capire quando la cheesecake è cotta, provate a scuotere delicatamente lo stampo: l’esterno deve risultare sodo mentre il centro deve essere molto morbido e traballare come un budino. E’ quello il momento di estrarre il dolce dal forno. Si assesterà poi in fase di raffreddamento.
  • Per essere tagliata e gustata al meglio consiglio di lasciare raffreddare la cheesecake a temperatura ambiente e poi di riporla in frigo per almeno 2 ore (ancora meglio per tutta la notte). Mangiata fredda dà il meglio di sé.
  • Il topping è una scelta libera: potreste usare i frutti di bosco, frutta tropicale, cioccolato, panna montata e chi più ne ha, più ne metta! Certo è che i frutti rossi ora sono maturi e di stagione e quindi completano qualsiasi dolce alla perfezione.
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New York Cheesecake ai frutti di bosco
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Un fondo biscottato burroso, una crema liscia e setosa al profumo di vaniglia, agrumi e cannella e una cascata di confettura e frutti di bosco in cima: è la New York Cheesecake. Uno fra i dessert più classici esposti nelle vetrine delle bakery americane. Nella variante che vi propongo, la ricotta sostituisce il cream cheese per un risultato dal gusto delicato, cremoso e irresistibile. Il dolce ideale da servire al termine di una fresca cena estiva!
Author:
Tipo di ricetta: Dessert, American Baking, Cheesecake
Dosaggio: Per 8-10 porzioni
Ingredienti
  • 300 g biscotti secchi
  • 150 g burro
  • 500 g ricotta vaccina
  • 100 g zucchero
  • 3 uova intere
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • la scorza grattugiata di un limone biologico non trattato
  • 200 ml panna fresca
  • 1 cucchiaio di farina "00"
  • 100 g confettura di lamponi
  • 300 g frutti di bosco misti (more, lamponi, mirtilli)
  • qualche foglia di menta per decorare
Procedimento
  1. Inserire i biscotti nel boccale di un mixer munito di lame in acciaio e azionare la macchina fino a ridurre i biscotti in polvere.
  2. Fondere il burro in un pentolino e amalgamarlo ai biscotti tritati.
  3. Versare il composto all'interno di una tortiera con cerchio apribile, foderata in precedenza con carta forno.
  4. Pressare il composto sul fondo e sui lati dello stampo e poi riporre il fondo biscottato in frigo.
  5. In una ciotola capiente versare la ricotta, lo zucchero, la cannella in polvere, la scorza di linone grattugiata e l'estratto di vaniglia, poi dare una rapida mescolata con una frusta.
  6. Unire le uova alla crema di ricotta, aggiungendone una per volta e avendo cura che la precedente sia stata completamente assorbita prima di rompere la successiva.
  7. In ultimo, aggiungere la panna e la farina e amalgamare il tutto per ottenere un composto liscio e omogeneo.
  8. Versare la crema all'interno del fondo biscottato.
  9. Cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per circa 60 minuti. Per capire se la cheesecake è cotta, osservare che sia gonfia, dorata in superficie e leggermente "traballante" al centro.
  10. Lasciare raffreddare il dolce per almeno 2 ore o anche per tutta la notte in frigorifero.
  11. Distribuire la confettura in cima e guarnire con i frutti di bosco e qualche foglia di menta.
Ecco la videoricetta con tutti i passaggi step by step! Per non perdere i prossimi video e le prossime ricette, iscriviti al canale Youtube qui!

La New York Cheesecake si conserva ben coperta in frigo per 2-3 giorni. E’ anche possibile congelare la torta già porzionata. All’occorrenza sarà sufficiente estrarre la quantità di fette necessarie poche ore prima di essere consumate.

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Plumcake al cacao e cuore di cocco

Ricordate i “bounty”? Sì, quei famosi cioccolatini dall’involucro di cioccolato al latte e un ripieno dolce e cremoso al cocco. Io ne andavo letteralmente pazza da bambina. Erano il must dell’estate, l’unico problema era che era difficile limitarsi a mangiarne solo uno. Dopotutto si sa: cocco e cioccolato, una combo perfetta!
La ricetta che vi propongo oggi è una di quelle che impazzano nel web e che meritano decisamente di essere provate almeno una volta. E dal momento che si tratta di una torta che ricorda il sapore di questi cioccolatini, potevo non realizzarla?! Un avvolgente impasto al cacao racchiude un ripieno goloso al cocco dando vita ad un plumcake buonissimo, che si scioglie in bocca da quanto è soffice. Non serve neanche vi dica che è stato spazzolato in meno di 48 ore.
Pochi ingredienti per un dolce adatto ad una merenda sfiziosa o a una colazione parecchio “self-indulgent”. Fetta dopo fetta, la bontà di questo plumcake vi conquisterà, ne sono certa.
Come sempre, vi lascio qualche consiglio per una riuscita ottimale:
  • Montate a lungo il burro insieme allo zucchero; questo passaggio conferirà al plumcake maggior sofficità e morbidezza. Se il burro dovesse non essersi ammorbidito abbastanza, aggiungetevi qualche cucchiaio di rum.
  • La panna nell’impasto dona una texture compatta ma molto umida, per questo vi consiglio di preferirla. Nel caso in cui voleste ometterla, potete tranquillamente sostituirla con il latte.
  • Il ripieno al cocco avrà una consistenza che tende a sbriciolarsi. Versatelo nello stampo e compattatelo con il dorso di un cucchiaio, cercando di creare un cilindro centrale in modo tale che ogni fetta avrà il proprio cuore cremoso.

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PLUMCAKE AL CACAO E CUORE DI COCCO
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Un sofficissimo impasto al cacao racchiude un ripieno goloso di cocco dando vita ad un plumcake buonissimo, che si scioglie in bocca e che ricorda il sapore dei famosi cioccolatini "bounty". Difficile resistere a una seconda fetta!
Author:
Tipo di ricetta: Dolci da colazione, Merenda, Plumcakes
Dosaggio: Per uno stampo da plumcake di 25 cm
Ingredienti
  • PER L'IMPASTO AL CACAO:
  • 100 g burro morbido
  • 160 g zucchero
  • 4 uova + 1 tuorlo
  • 230 g farina "00"
  • 35 g cacao amaro
  • 100 ml panna fresca (oppure latte intero)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 cucchiai di rum
  • 30 g gocce di cioccolato per decorare
  • PER IL RIPIENO AL COCCO
  • 150 g farina di cocco
  • 1 albume
  • 100 ml di panna fresca
  • 1 cucchiaino di amido di mais
  • 80 g zucchero
Procedimento
  1. PER IL RIPIENO AL COCCO: in una ciotola capiente unire la farina di cocco, lo zucchero, l'amido, la panna liquida e amalgamare il tutto con un cucchiaio.
  2. Montare a neve e incorporare l'albume nell'impasto al cocco; una volta pronto mettere il ripieno da parte.
  3. PER L'IMPASTO DEL PLUMCAKE: separare i tuorli dagli albumi.
  4. Montare gli albumi a neve e mettere da parte.
  5. Montare il burro morbido insieme allo zucchero fino a quando diverrà bianco e spumoso. Aggiungere il rum e i tuorli d'uovo, uno alla volta.
  6. Setacciare la farina e il cacao.
  7. Alternare le polveri alla panna (o latte) e mescolare il composto fino a quando sarà ben amalgamato.
  8. In ultimo, incorporare delicatamente gli albumi dal basso verso l'alto, facendo attenzione a non smontare il composto.
  9. Versare metà dell'impasto al cacao nello stampo da plumcake (precedentemente foderato con carta forno).
  10. Distribuire il ripieno al cocco, compattandolo con un cucchiaio.
  11. Coprire con la seconda metà di impasto al cacao, livellare la superficie e decorare con le gocce di cioccolato.
  12. Cuocere il plumcake in forno preriscaldato a 180°C, in modalità statica, per 45 minuti.
  13. Una volta cotto, fare raffreddare il dolce su una gratella prima di sformarlo e tagliarlo a fette.

 

Il plumcake al cacao e cuore di cocco si conserva ben coperto in frigo per 2-3 giorni.

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Madrid: 15 cose da non perdere nella capitale della movida

Quanto ci è piaciuta Madrid?! Difficile esprimerlo a parole. Diciamo solo che sono bastati pochi giorni per farci coinvolgere totalmente dall’atmosfera madrileña, lasciandoci con il desiderio di tornarci al più presto.

Una città ricca sotto molteplici punti di vista, da quello culturale a quello architettonico; famosa in tutto il mondo per l’arte, le tapas, il flamenco e i churros ovviamente. Una città dove il calore della gente è tangibile e che non manca nel farti sentire il benvenuto sin dal primo istante.

Nel mare magnum delle possibilità esplorative offerte dalle guide turistiche, abbiamo pensato di scrivere questo articolo per segnalarvi in sintesi cosa vedere, dove fermarsi a mangiare e pure dove scattare qualche fotografia instagrammabile (che non guasta mai!).

State dunque organizzando un viaggio in terra spagnola e non avete ancora preparato alcun itinerario?

Che siate amanti dell’arte, dell’architettura oppure foodies a caccia di locali in cui fare qualche scatto memorabile, ecco qui 15 cose assolutamente imperdibili di Madrid che non potete farvi scappare la prossima volta che capiterete in città!

1. Plaza Mayor

Plaza Mayor – la piazza più famosa di Madrid
Plaza Mayor è in cima alla lista delle cose da vedere almeno una volta a Madrid. La vita spagnola si concentra qui, in questa piazza porticata dalla pianta rettangolare, contornata da bar e ristoranti che la animano e la rendono il cuore vivo e pulsante della città. Conosciuta all’inizio sotto il nome di Plaza de Arrabal, con l’avvento della dinastia asburgica il nome mutò in quello attuale e iniziarono i primi lavori di ristrutturazione. Dal XVII secolo Plaza Mayor ha visto il susseguirsi di corride di tori, canonizzazioni, incoronazioni ed esecuzioni pubbliche, diventando il centro politico e sociale dell’intera Madrid. Se fate attenzione, noterete subito la moltitudine di elementi di interesse artistico presenti nella piazza; fra questi spiccano la statua equestre di Filippo III (posta esattamente al centro) la Casa de la Panadería (facilmente riconoscibile per la parete affrescata, allegoria dello zodiaco) e l’Arco de Cuchilleros (l’arco più importante fra i 9 che danno accesso a Plaza Mayor).

2. Museo del Jamón

Calle Mayor 7 ( www.museodeljamon.com)

Open: 8.00-24.00

Un posto sicuramente molto caratteristico a Madrid è il Museo del Jamón, giusto giusto a due passi da Plaza Mayor. Si chiama museo, in realtà è un negozio con più punti vendita sparsi nella città che attrae orde di turisti per le centinaia di prosciutti appesi al soffitto che sono esposti nel locale. Una vista decisamente insolita che non può che far spalancare la bocca dalla meraviglia. Gli amanti del prosciutto adoreranno questo posto: se ne possono infatti trovare di diversi tipi (incluso il classico jamón ibérico) e con diversi range di prezzo. Ed è pure low-cost: basti pensare che i bocadillo de jamón, semplici ma davvero buoni, vengono a costare tra 1 e 2.50 €, un prezzo del tutto conveniente!

3. Mercado de San Miguel

Mercado de San Miguel
Bicchieri appesi al Mercado de San Miguel
Pasteis de nata-dolcetti portoghesi
Una delle 30 "tiendas" del Mercado de San Miguel
Dettagli al Mercado de San Miguel
Mercado de San Miguel

Plaza de San Miguelwww.mercadodesanmiguel.es

Open: [Domenica-Mercoledì: 10.00-24.00 / Giovedì-Sabato: 10.00-2.00]

Sapevamo già prima di partire che una tappa obbligata sarebbe stata di sicuro il Mercado de San Miguel, uno dei mercati più antichi e belli di tutta Madrid. Quello che non immaginavamo è che ci saremmo tornate altre due volte nei giorni successivi. Al suo interno si trova veramente di tutto e di più: oltre 30 tiendas vendono i più famosi prodotti tipici spagnoli e non solo: dal jamón ibérico alla paella, dalle patatas bravas alla tortilla, dalla cerveza (la birra locale) alla sangría. Insieme a questi, alcuni locali offrono anche delle interpretazioni gourmet dei piatti tradizionali. Ma ci sono anche una pescheria, un fruttivendolo, una macelleria e persino una fioreria. Mercado de San Miguel è uno di quei luoghi iconici di Madrid, sempre pieno di turisti e locali che si mescolano nelle ore di punta per passare qualche ora in compagnia, ordinando qualche tapas (porzione ristretta) o raciones (porzioni più abbondanti).

4. Mercado de San Ildefonso – Malasaña

Area food al Mercado de San Ildefonso.
Tapas bar al Mercado de San Ildefonso
Interno del Mercado de San Ildefonso
Dettagli al Mercado de San Ildefonso
Area food del Mercado de San Ildefonso
Area food del Mercado de San Ildefonso

Calle de Fuencarral, 57 www.mercadodesanildefonso.com

Open [Domenica-Giovedì: 12.00-24.00 / Venerdì & Sabato: 12.00-1.30]

Sul modello del Mercado de San Miguel ma allo stesso tempo molto differente è il Mercado de San Ildefonso, un mercato gastronomico moderno, situato strategicamente fra i barrios giovani e frizzanti di Malasaña e Chueca. Si tratta di un concept innovativo dal design industrial chic, distribuito su 3 livelli. Due terrazze, luci soffuse, insegne al neon e installazioni metalliche si mescolano assieme a prodotti tipici provenienti da tutto il mondo, nello stile dei celebri street food market che si incontrano a Londra e NYC. Il tutto condito da buona musica e ottimo cibo. Anche qui, fermarsi per qualche tapas è d’obbligo! E la scelta è davvero molto ampia, dalle arepas venezuelane si passa a diverse specialità asiatiche. Insomma una cucina fusion e moderna che non disattende le aspettative e che vi farà venire voglia di trattenervi a lungo.

5. Plaza de España

Plaza de España

Una fra le piazze principali di Madrid è proprio Plaza de España, situata a solo due passi da Palazzo Reale e dalla quale si innesta la Gran Via. Il pezzo forte della piazza è sicuramente la statua dello scrittore e drammaturgo Miguel de Cervantes (eretta nel 1927) ai cui piedi vi sono altre due statue bronzee che rappresentano i suoi personaggi più celebri, Don Chisciotte e Sancho Panza. Al lato opposto della fontana non si può far a meno di notare l’ Edificio de España, un grattacielo di stampo neobarocco costruito a metà del ‘900, al cui fianco lo stesso architetto fece erigere la Torre de Madrid che attualmente, con i suoi 142 metri d’altezza, è l’edificio in cemento più alto d’Europa. Fra i giardini, lo specchio d’acqua e gli artisti di strada che suonano a qualsiasi ora del giorno, Plaza de España è sicuramente uno dei luoghi per eccellenza della convivialità spagnola, in cui rifuggire dal caos cittadino.

6. La Gran Via

Gran Vía Capital – Madrid city center
Veduta frontale dell’Edificio Metropolis – Gran Vía

Questa enorme strada che collega Plaza de España a Calle de Alcala, concentra in sè uno dei migliori esempi di architettura urbana moderna della capitale. La sua esistenza risale al 1910 e nel tempo è diventata la principale arteria commerciale della città: qui risiedono infatti decine e decine di boutique di lusso e marchi della grande distribuzione. Camminando per le sue vie, a tratti pare di essere stati catapultati dritti dritti a Times Square, specialmente nei pressi di Plaza Callao, da dove svetta il gigantesco edificio marchiato Shwepps. Fra un cappuccino take-away da Starbucks e un salto da Primark, si respira subito aria cosmopolita. Negli anni ’50 la Gran Vía si popolò di sale cinematografiche e di teatri di musical (tutt’oggi visibili), tanto da accreditarsi l’appellativo di “Broadway madrileña”. Da segnalare in particolare, il cinema storico “Cine Capitol”.

7. Azotea Rooftop – Círculo de Bellas Artes

City view from “Azotea Rooftop”
Panoramica di Madrid sull’edificio Metropolis
The Azotea Rooftop in Madrid – Restaurant
Foto ricordo all'”Azotea Rooftop”

Calle Alcalá 42www.circulobellasartes.com

Open: [Lunedì-Giovedì: 8.00am-1.00pm / Venerdì-Sabato: 8.00am-2.30am]

Un punto di vista privilegiato su Madrid è sicuramente quello offerto da questa spettacolare terrazza panoramica che si trova in cima al palazzo che ospita il Círculo de Bellas Artes. Qui sopra si scorgono alcuni pezzi grossi dell’architettura madrileña: fra questi spiccano l’Edificio Metropolis, una struttura in pieno stile liberty realizzata negli anni ’30 del secolo scorso e il Palacio de Cibeles. Se è una giornata limpida, all’orizzonte si riescono ad intravedere persino i rilievi montuosi della Penisola Iberica. Azotea Rooftop offre un cocktail bar, un ristorante e diverse zone relax da cui godere del panorama, in tutta calma. Approfittate di una delle viste dall’alto più belle di Madrid per scattare tutte le fotografie del caso. L’unica pecca è che l’accesso alla terrazza è a pagamento, comunque il costo del ticket è abbordabile e si aggira attorno ai 4 € pro capite.

8. Puerta del Sol

In direzione… Puerta del Sol!

Altra zona molto famosa è la piazza di Puerta del Sol, una piazza semicircolare in cui confluiscono le strade più antiche di Madrid, come Mayor, ArenalAlcalá e Preciados. Il simbolo ufficiale della piazza nonché icona dell’intera città è la statua del “Oso e il Madroño” (dell’orso e del corbezzolo), davanti alla quale non può mancare un selfie o una foto ricordo. Salta subito all’occhio l’edificio principale della piazza che è Casa de Correos, ex-ufficio delle poste, costruito nel 1768 e che ora ospita la sede centrale della Comunidad de Madrid. All’esterno del portone dell’edificio, si trova il “Chilometro Zero”, ovvero il punto esatto da cui inizia la misurazione del network di strade spagnole che partono dalla capitale. Al centro della piazza invece si erge la statua di Carlos III, un omaggio al sovrano che rimodernò Madrid nel XVIII secolo.

9. Chocolateria de San Ginés

                                                                  Chocolate y Churros – photo courtesy by www.globalblue.com

Pasadizo de San Ginés 5, www.chocolateriasangines.com

Open: [h24 – 365 giorni l’anno]

Impossibile trovarsi a Madrid e non fermarsi ad assaggiare almeno una volta i famosissimi “Churros Y Chocolate”. I più buoni li abbiamo mangiati indubbiamente qui, alla Chocolaterìa de San Ginés. Questo locale storico di Madrid è in attività dal 1894 ed è aperto 365 giorni l’anno, 24 h su 24. Le opzioni sono due: si può scegliere fra i “churros” o le “porras” (altro non sono che cilindri di pastella a base di acqua e farina fritti; fra i due cambiano solamente le dimensioni). Per i madrileños questo snack goloso assume diverse valenze: alle volte è la colazione, altre volte è una cura post-hangover, consumata nelle prime luci dell’alba. Vi consigliamo caldamente di prendervi il vostro tempo, sedervi ad un tavolino mentre la folla scorre e godervi i vostri churros pucciati beatamente nella cioccolata calda. Una goduria pazzesca che rischia seriamente di creare dipendenza! Vi abbiamo avvisati, eh!

10. Real Jardín Botánico de Madrid

Real Jardín Botánico de Madrid
Tulipani in fiore
Fiori di ciliegio
Fioritura della magnolia
Narcisi in fiore al giardino botanico
Padiglione Villanueva
Real Jardín Botánico de Madrid

Plaza de Murrillo – http://www.rjb.csic.es/jardinbotanico/jardin/

Open: [ Maggio-Agosto: 10.00-21.00/Aprile & Settembre 10.00-20.00/Marzo & Ottobre: 10.00-19.00/ Novembre-Febbraio: 10.00-18.00 ]

Il nostro itinerario ha subito una variazione nel momento in cui abbiamo saputo che il Parco del Buen Retiro sarebbe stato chiuso per tutta la durata della nostra permanenza in città. Allora abbiamo pensato di vedere il giardino botanico di Madrid: un altro polmone verde situata in pieno centro, poco distante dalla zona di Paseo del Prado e dai musei. Oltre 30.000 specie di piante e arbusti, alcune importate da Asia, Australia e America, sono coltivate e conservate in un’area di circa 8 ettari. Fu fondato da Ferdinando VI nel 1755 e progettato dagli architetti Francesco Sabatini e Juan de Villanueva. Al suo interno, oltre alle due serre, è degno di nota il Pabellon Villanueva, una struttura che ospita spesso esposizioni artistiche temporanee. Se potete, visitatelo in primavera, proprio quando il Real Jardín Botánico de Madrid dà il meglio di sé: tulipani, magnolie, narcisi e camelie sono in piena fioritura e si fanno apprezzare in tutta la loro straordinaria bellezza.

11. Le gallerie d’Arte

Veduta di Venezia del Canaletto
"Morte di Sofonisba" di Giambattista Tiepolo
Museo Tyssen-Bornemisza

Madrid è considerata una delle capitali dell’arte europea. La zona di Paseo del Prado (un tempo era un fiume che ora ha lasciato spazio ad un enorme viale) non a caso viene chiamata “Triangolo dell’Arte”, proprio perché i musei principali sono tutti raggruppati nella stessa area. Bisognerebbe spendere ore all’interno di ciascuno di essi per poterli apprezzare nella loro interezza. Cosa interessante da tenere in considerazione è che l’accesso a tutti e tre i musei è gratuito in determinate fasce orarie, che vi indico qui sotto. Tendenzialmente in questi momenti la coda all’ingresso diventa molto più scorrevole rispetto al resto della giornata perciò c’è da approfittarne!

  • MUSEO NACIONAL DEL PRADO : Paseo del Prado [lun-sab 10.00-20.00/ dom 10.00-19.00].                                  Ingresso gratuito [lun-sab 18.00-20.00/ dom 17.00-19.00]

Il Prado è indubbiamente il museo di pittura spagnola più completo al mondo. Oltre ai famosissimi “Las meninas” di Velázquez e “La maya desnuda”di Goya, si trovano molte altre opere di artisti di provenienza spagnola fra cui El Greco, Sorolla, Ribera, Zurbarán e Murillo. In particolare a Goya è dedicata un’intera sala in cui sono esposte le sue “Pinturas Negras”, una serie di tele dai toni scuri e dalla pennellata rapida e informale. Fra gli 8600 quadri e le 700 sculture custodite nel museo, una parte considerevole è adibita al Rinascimento italiano e alla scuola fiamminga fra cui spiccano i nomi di Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Rubens e Rembrandt.

  • CENTRO DE ARTE REINA SOFIA, Calle de Santa Isabel 52 : [merc-sab + lun 10.00-21.00 / dom 10.00-19.00] Ingresso gratuito [merc-sab + lun 19.00-21.00 / dom 13.30-19.00]

Sede dell’arte moderna e contemporanea, il Museo Reina Sofia è famoso in tutto il mondo per ospitare “El Guernica” di Pablo Picasso, una di quelle opere da sindrome di Stendhal. Fermatevi ad osservarla bene, in tutta la sua tensione drammatica, in tutta la sua forza rappresentativa. Nelle altre sale troverete tantissime altre opere fra cui alcune che portano la firma di artisti del calibro di Mirò, Dalì e Juan Gris.

Aperta al pubblico nel 1992, questa pinacoteca custodisce la preziosa collezione privata dell’omonimo Barone Hans-Heinrich Thyssen-Bornemisza.  L’esposizione permanente ripercorre la storia dell’arte mondiale, dai dipinti medievali europei all’arte contemporanea del XX secolo. Un museo da non sottovalutare e che grazie alla sua completezza permette d’avere una visione d’insieme di ciò che fino a prima si era studiato solamente sui libri.

12.El Brillante” – i migliori bocadillo de calamares di Madrid!

Plaza Emperador Carlos V, 8 – www.barelbrillante.es

Questo locale, situato giusto a lato del Centro de Arte Reina Sofia è l’ideale per una sosta, specialmente dopo aver visitato il museo. Ha fama di essere il locale che fa i migliori bocadillos de calamares, considerati una fra le specialità più apprezzate di Madrid: filoncini di pane tagliati a metà e farciti con calamari fritti, caldi e croccanti. Un’esplosione di gusto, da assaporare sul posto o anche “para llevar” ( da portar via ). Ogni morso è un’iniezione di gioia!

13. Stazione di Atocha

Stazione di Atocha
Glorieta Carlos V , s/n 28045 – link al sito
Dall’esterno, potrebbe sembrare una semplice stazione ferroviaria, in realtà la Stazione di Atocha è molto di più. I lavori di ristrutturazione del ’92 hanno dato vita ad una struttura più moderna, preservando comunque lo scheletro di ferro e vetro del XIX secolo. Ad oggi infatti il complesso è formato da due stazioni: una nuova che ospita i treni dell’alta velocità e una vecchia, convertita in foresta tropicale dopo l’attentato dell’ 11 marzo 2004. Immergendosi in quest’ultima non pare nemmeno di essere in una stazione eppure in uno spazio di quasi 4000 metri quadrati sono state inserite più di 7000 piante di 400 specie diverse. Qui la vegetazione è rigogliosa in tutte le stagioni, grazie alla temperatura costante di 24°C e al sistema di irrorazione tramite nebulizzatori. Fra il cinguettio degli uccellini e lo scroscio d’acqua della vasca con le tartarughe sembrerebbe di essere stati teletrasportati in una qualche località equatoriale. Un vero e proprio giardino delle meraviglie che vale la pena visitare, anche solo per qualche decina di minuti.

14. Madrid imperiale: Palacio Real, Plaza de Oriente & Plaza de Ópera

Facciata del Palacio Real – Lato Sud

Calle de Bailén – www.patrimonionacional.es

Open: [ Aprile-Settembre: 10.00-20.00 / Ottobre-Marzo: 10.00-18.00 ]

Palazzo Reale è la residenza ufficiale dei sovrani di Spagna anche se in realtà oggi non è abitato ed è riservato unicamente alle cerimonie di Stato e alle visite dei turisti. L’edificio si ispira agli schizzi del Bernini mentre i lavori di costruzione veri e propri vennero affidati a due architetti italiani, Filippo Juvara e Giovanni Battista Sacchetti su iniziativa di Filippo V.

Per evitare lunghe code all’ingresso, è consigliabile acquistare in anticipo i biglietti online. Si possono prenotare visite guidate oppure noleggiare audioguide direttamente sul posto che accompagnano nella visita e illustrano le caratteristiche di ogni sala man mano che si procede.

Oggi la conformazione di Palazzo Reale, con le sue 3000 stanze, assomiglia a quella di molte altre dimore appartenute alle grandi monarchie europee. Oltre all’Escalera Principal (l’enorme scalinata situata all’ingresso), le stanze in cui vi consiglio di soffermarvi più a lungo sono El Salón del Trono, la Real Farmacia e la Cappella Reale. A parte è possibile visitare anche la Real Armería, la Galleria di Pittura e le Cucine Reali.

Se sarete più fortunati di noi, riuscirete anche a intravedere il cambio della guardia, che si tiene ogni mercoledì dalle 11.00 alle 14.00 (tranne nei mesi estivi).

Sul lato est di Palazzo Reale, si trova Plaza de Oriente, una piazza che ospita i giardini di Cabo Naval e diversi cafè prestigiosi, al cui centro sorge una statua equestre di Filippo IV, ideata da Velázquez. Poco più in là, nei pressi di Plaza de Ópera, si erge imponente il Teatro Real, uno dei tempi della cultura spagnola. Inaugurato nel 1850 e dichiarato monumento nazionale, dal 1997 il Teatro Real è tornato ad essere la sede madrileña degli spettacoli d’opera.

Da quest’anno è possibile acquistare un unico ticket che comprende la visita al Teatro Real + Palacio Real al prezzo esclusivo di 15 €. Per ulteriori dettagli, vi rimando al sito ufficiale che vi abbiamo linkato sopra.

 

La vista sul Teatro Real di Madrid & Plaza de Ópera
Plaza de Oriente & Teatro Real
Viale di Plaza de Ópera in piena fioritura

15. La Paella Real

                                                       Paella de marisco – photo courtesy by www.maubelajarapa.com

Calle de Arrieta, 2 [ Plaza de Opera ] – www.lapaellareal.es

Open: 13.00-16.00 / 19.30-22.00

Non è così semplice trovare un posto in cui mangiare una buona paella a Madrid; tradizionalmente infatti questo piatto spagnolo è originario di Valencia. C’è un locale a due passi dal Teatro Real però che vale decisamente la pena provare. A la “Paella Real” si trovano tantissimi tipi diversi di gusti, dalla versione vegetariana a quella di carne. Le specialità della casa però sono la paella de marisco (con i frutti di mare), la paella de bogavante (a base di aragosta) e l’arroz negro (variante della zona con il riso cotto nel nero di seppia). I camerieri portano la paella al tavolo e la servono (direttamente dalla enorme padella in cui è stata cotta) di fronte agli sguardi incuriositi dei clienti. I prezzi si aggirano attorno ai 16-18 € ed è richiesto un minimo di due porzioni per un ordine. Noi abbiamo preso quella de marisco che ci è piaciuta proprio tanto!

 

Ora che avete letto tutto ciò che c’è da sapere, vi va di scoprire gli angoli più interessanti dei barrios madrileñi insieme a noi? Qui in basso trovate il video che riassume la nostra esperienza.

 

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Bicchierini golosi al mango e cocco [ dessert al cucchiaio ]

Ti rendi conto che è arrivato il caldo quando ti svegli e ti accorgi che il termostato della tua camera da letto segna già 27°C. Alle 8.00 del mattino. A Giugno appena iniziato. Ma non un caldo qualsiasi, eh no! Parlo di quel caldo afoso che ti si appiccica addosso, quello in cui l’umidità fa brutti scherzi, quel caldo che è tutto fuorché piacevole!
Allora qui sono 2 le cose che si possono fare: o ci si barrica in casa sotto il condizionatore fino alla fine dell’estate (…e la vedo un’opzione alquanto improbabile!) oppure si cerca di contrastare l’afa con ogni mezzo e in ogni modo possibile.
Infatti in estate le mie alleate sono tanta frutta e verdura ma quando ho voglia di concedermi uno sfizio opto sempre per un dessert freddo e che si prepara senza il dispiego di troppe energie.
Ecco allora che mi sono inventata un dolce cremoso, intrigante e dai profumi esotici che richiamano la bella stagione.
Quattro strati di pura bontà. Crumble croccante al cocco, avvolgente crema pasticcera al limone, soffice panna montata alla vaniglia e un dolcissimo coulis di mango. Un dolce al cucchiaio ricco di contrasti, che non è solo bello da vedere ma anche buonissimo da mangiare. Un dessert fresco e dal gusto tropicale che si accorda perfettamente con le temperature in aumento e l’estate in arrivo! E che si prepara in solo mezz’ora!
Con i miei consigli (elencati di seguito) e le foto step by step è davvero impossibile sbagliare!
  • IL CRUMBLE: abbiate cura di impastare con le punte delle dita, per il minor tempo possibile in modo da non riscaldare troppo l’impasto. E’ questo il segreto per ottenere un crumble friabile e con una texture molto “crunchy”.
  • LA CREMA PASTICCERA: utilizzate la buccia di un limone non trattato in superficie per aromatizzare la crema ma ricordatevi di rimuoverla a fine cottura. Inoltre tenete in conto di stemperare il composto di uova prima di aggiungerlo al latte caldo: questo passaggio è importante perché impedisce la formazione di eventuali grumi. Per evitare la classica formazione della “pellicina” in superficie, coprite la crema con pellicola “a contatto”, quando è ancora calda.
  • LA PANNA MONTATA ALLA VANIGLIA: montate la panna sempre all’ultimo, nel momento in cui state assemblando il dolce, per evitare che si smonti. Per aromatizzarla, utilizzate un estratto di vaniglia di qualità (o ancora meglio incidete una bacca di vaniglia fresca ed estraetene i semini interni).
  • IL COULIS DI MANGO: verificate di acquistare dei frutti ben maturi, ricchi di sapore e di succo. Se la salsa non dovesse risultare omogenea una volta frullata, passatela attraverso un setaccio a maglia fine per eliminare eventuali residui fibrosi.
Step by step
Crumble al cocco-step by step
Crema pasticcera - step by step
Crema pasticcera - step by step
Panna montata -step by step
Bicchierini al cocco e mango - step by step

Vi ho incuriosito almeno un po’ con questi bicchierini golosi anti-caldo?

Allora presto: salvate la ricetta e mettetevi all’opera. Il salto sensoriale ai Caraibi è garantito al primo assaggio!

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BICCHIERINI GOLOSI AL MANGO E COCCO
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Quattro strati di pura bontà. Crumble croccante al cocco, crema pasticcera al limone, soffice panna montata alla vaniglia e un dolcissimo coulis di mango in cima. Un dolce al cucchiaio bello da vedere e golosissimo da mangiare. Un dessert dal gusto esotico e tropicale che si accorda perfettamente con l'estate in arrivo!
Author:
Tipo di ricetta: Dessert, Dolci al cucchiaio, Frutta tropicale
Dosaggio: Per 6 porzioni
Ingredienti
  • PER IL CRUMBLE AL COCCO:
  • 50 g farina "00"
  • 20 g farina di riso
  • 50 g farina di cocco
  • 60 g burro
  • 60 g zucchero semolato
  • 1 pizzico di sale
  • PER LA CREMA AL LIMONE:
  • 2 tuorli d'uovo
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di farina "00"
  • 1 cucchiaio di amido di mais
  • 300 ml latte intero
  • 1 limone non trattato
  • PER LA PANNA ALLA VANIGLIA:
  • 250 ml panna fresca da montare
  • 25 g zucchero semolato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • PER IL COULIS DI MANGO:
  • 1 mango maturo (400g)
  • 40 g zucchero di canna
Procedimento
  1. PER IL CRUMBLE: inserire in una ciotola tutti gli ingredienti ed impastare con le punte delle dita sino ad ottenere grosse briciole di impasto. Disporre le briciole su una teglia, foderata con carta forno.
  2. Cuocere a 180°C, in forno in modalità ventilata, per circa 15-20 minuti, girando il crumble di tanto in tanto per farlo dorare uniformemente.
  3. PER LA CREMA AL LIMONE: con un coltello dalla lama sottile, ricavare un bel pezzo di scorza di un limone lavato e non trattato, cercando di evitare la parte bianca più amarognola.
  4. Versare il latte in un pentolino e porlo sul fuoco a fiamma bassa, assieme alla scorza di limone.
  5. In una ciotola, sbattere i tuorli con lo zucchero, unire farina ed amido e mescolare bene.
  6. Quando il latte sfiorerà il bollore, prelevare una piccola quantità di liquido per stemperare il composto di uova.
  7. Riversare il tutto nel pentolino, mescolando in continuazione con una frusta fino a che la crema inizierà ad addensarsi.
  8. Rimuovere la buccia del limone e coprire la crema con la pellicola alimentare "a contatto" per poi lasciarla raffreddare.
  9. PER IL COULIS DI MANGO: rimuovere la buccia esterna del frutto, e tagliare la polpa a cubetti.
  10. Trasferire il mango in un pentolino assieme allo zucchero di canna, porlo su fiamma bassa a caramellare per 10-15 minuti.
  11. Una volta cotto, frullare il mango per ottenere una salsa liscia e omogenea.
  12. PER LA PANNA MONTATA ALLA VANIGLIA: con le fruste elettriche, montare a neve ferma la panna insieme allo zucchero e all'estratto di vaniglia e mettere da parte.
  13. Comporre i bicchierini, disponendo uno strato di crumble, poi uno di crema pasticcera, uno di panna montata ed infine uno di salsa al mango.
  14. Conservare i dessert in frigo oppure assemblarli sul momento.

 

I bicchierini golosi al cocco e coulis di mango si conservano in frigorifero per 1-2 giorni. Le varie preparazioni possono essere realizzate con anticipo. I dessert risultano migliori, se assemblati poco prima di essere serviti.

 


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Crostatine di frolla integrale alle fragole [con panna montata]

Primavera è sinonimo di fragole! Non c’è gioia più grande in questo periodo che tornare a casa con una cassetta di questa frutta fresca, presa al mercato. Succose, dolci e di un color rosso intenso meraviglioso. Tendenzialmente le adoro al naturale, solo con un po’ di succo di limone e del gelato. Ma la voglia di trasformarle in qualcosa di più sfizioso stavolta ha preso il sopravvento. “Galeotta fu” la galette di fragole postata da Sara , che è comparsa nel mio feed instagram in un normale venerdì pomeriggio. L’ispirazione non si rincorre. L’ispirazione quando arriva arriva e a volte nasce nei posti più inaspettati.
Dal momento che in casa avevo le farine del Molino Cosma ( leggi qui il racconto di #moliniaporteaperte ), ho voluto testare la farina integrale di grano tenero, una farina ricca di fibre e dal sapore molto rustico, che si presta sia a ricette dolci che salate. Insieme a burro, uova e scorza di limone, ho deciso di utilizzarla per realizzare una frolla croccante con cui foderare degli stampi da crostatine.  Successivamente ho preparato una farcitura a base di fragole aromatizzate alla vaniglia, che ho lasciato a macerare qualche decina di minuti. Ma non è finita qui! Come dico sempre: -“Se bisogna peccare, è giusto almeno farlo bene!”- Infatti ho guarnito ciascuna crostatina con una cucchiaiata abbondante di golosissima panna montata.
Un dolce semplice, economico e perfettamente in linea con la stagione. Un dessert che al primo morso non può che far chiudere gli occhi dalla soddisfazione e allargare gli angoli della bocca in un sorriso. Ancora un grazie a Sara!

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Crostatine di frolla integrale alle fragole con panna montata
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Una ricetta facile, veloce e perfettamente in linea con la stagione primaverile. Tutta la dolcezza delle fragole racchiusa in uno scrigno croccante e rustico di frolla integrale al limone, realizzata con la farina ricca di fibra del Molino Cosma. In cima una bella cucchiaiata di panna montata, che non guasta mai!
Author:
Tipo di ricetta: Crostate & Pies, Dessert, Merenda
Dosaggio: Per 8 crostatine
Ingredienti
  • PER LA FROLLA INTEGRALE:
  • 150 g farina integrale "Molino Cosma"
  • 100 g farina "00" "Molino Cosma"
  • 100 g zucchero a velo
  • 120 g burro freddo
  • 1 uovo medio
  • la scorza di un limone non trattato
  • 1 pizzico di sale
  • PER IL RIPIENO ALLE FRAGOLE
  • 500 g fragole fresche già pulite
  • 40 g zucchero
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 cucchiaino colmo di amido di mais
  • 1 cucchiaio di succo di limone
  • PER LA PANNA MONTATA:
  • 250 ml panna fresca da montare
  • 1 cucchiaio di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
Procedimento
  1. Nel boccale di un mixer, inserire le farine, lo zucchero a velo e il burro tagliato a cubetti. Azionare la macchina per alcuni istanti fino ad ottenere un composto sabbioso.
  2. Aggiungere la scorza grattugiata del limone, il sale e l'uovo. Accendere nuovamente il mixer fino a che il composto inizierà a prendere forma. Avvolgere l'impasto nella pellicola per alimenti e riporlo in frigo per mezz'ora.
  3. Lavare e tagliare in quarti le fragole. Trasferirle in una ciotola insieme ad un cucchiaio di succo di limone, l'amido di mais, l'estratto di vaniglia e lo zucchero. Mescolare e lasciare da parte a macerare per circa 30 minuti.
  4. Estrarre la frolla integrale dal frigo, stenderla sottilmente e ricavare dei dischi. Foderare degli stampi da crostatina del diametro di 8-10 cm con la frolla e rimuovere i bordi in eccesso.
  5. Riempire ciascun guscio con il composto di fragole preparato in precedenza.
  6. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C in modalità statica per circa 40 minuti.
  7. Montare a neve la panna (fredda di frigorifero) con lo zucchero e l'estratto di vaniglia.
  8. Servire le crostatine tiepide con una cucchiaio di panna e qualche fragola fresca in cima.

 

In collaborazione con:

Le crostatine integrali alle fragole sono buonissime appena fatte ma possono conservarsi per un paio di giorni (non oltre perché i dolci con la frutta tendono ad essere un po’ delicati) sotto una campana di vetro.

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Treccia di pane al latte con sesamo

Si è aperta finalmente la bella stagione ed è tempo di picnic e scampagnate. Amo questo momento dell’anno, quando arriva l’ora di riempire il cesto di bontà, caricarlo in macchina insieme ad una coperta e partire per raggiungere una zona verde all’aria aperta, lontano dal caos cittadino della solita routine. Le giornate spensierate in campagna sono fra i ricordi migliori dell’infanzia, a mio avviso. Le corse sull’erba, la caccia alle farfalle, la crostata alle fragole tagliata a cubotti con cui mamma riempiva i tupperware ed infine io che mi stendevo sul prato ad occhi chiusi per assaporare il sole sulla pelle: sono tutte immagini ancora vivide nel mio immaginario.
 Ho organizzato un bel picnic in giardino, insieme a tutta la famiglia, giusto qualche giorno fa e per l’occasione ho preparato questa morbidissima treccia di pane al latte utilizzando la farina “0” del Molino Cosma, una farina adatta ai lievitati per il suo alto tenore proteico. Di questo mulino e della sua filosofia vi ho già parlato in dettaglio nel racconto di #moliniaporteaperte che vi invito ad andare a leggere nel caso in cui non l’aveste ancora fatto. Comunque, ne è venuto fuori un pane super versatile che in cottura sprigiona un profumo tale da trasformare la cucina in un panificio. Il gusto e la consistenza assomigliano quasi a quelli di una brioche, tanta è la morbidezza. Ed è facilmente digeribile, per via della presenza di poco lievito di birra: toccandolo risulta leggero come una piuma. Credetemi se vi dico che è quel genere di pane che mangeresti fetta dopo fetta, senza mai averne abbastanza. 
Accompagna magnificamente un tagliere di salumi e formaggi ed è ottimo pure a colazione con la marmellata. Ve lo propongo perché è una di quelle ricettine passpartout, quelle facili e con pochi ingredienti che possono tornare sempre utili e che rischiano seriamente di diventare un cavallo di battaglia. O almeno per me così è stato!

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Treccia di pane al latte con sesamo
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Una ricetta semplice, pochi ingredienti e tutta la qualità della farina "0" del "Molino Cosma". Ecco la treccia di pane al latte con semi di sesamo, dalla texture morbidissima ed un gusto simile a quello di una brioche. Facilmente digeribile per la presenza di poco lievito tanto che una fetta tira l'altra!
Author:
Tipo di ricetta: Pane, Lievitati, Panificazione
Dosaggio: Per una treccia da 900 g
Ingredienti
  • 520 g farina di tipo "0" del Molino Cosma
  • 300 ml latte intero
  • 50 ml olio extra vergine di oliva
  • 60 g zucchero
  • 7 g sale fino
  • 3 g lievito di birra secco
  • semi di sesamo q.b.
Procedimento
  1. In una ciotola capiente, inserire la farina, lo zucchero, l'olio ed il lievito. Dalla parte opposta della ciotola (in modo che non venga in contatto con il lievito), versare il sale.
  2. Scaldare il latte in un pentolino posto su fiamma bassa fino a portarlo a 30-40°C ( a temperatura ambiente circa).
  3. Versare il latte a poco a poco nella ciotola e amalgamare gli ingredienti con un cucchiaio. Proseguire trasferendo l'impasto su una spianatoia leggermente infarinata e impastare vigorosamente per almeno 15 minuti.
  4. Trasferire l'impasto nella ciotola e porlo a lievitare per 2-3 ore o comunque fino al raddoppio in volume.
  5. Una volta lievitato, dividere l'impasto in 3 parti uguali e formare 3 filoncini.
  6. Formare una treccia a tre capi.
  7. Porre a lievitare il pane ancora per 45 minuti.
  8. Spennellare la treccia con poco latte e cospargerla con i semi di sesamo.
  9. Cuocere in forno preriscaldato statico a 200°C per 25-30 minuti. Una volta ben dorato, il pane è pronto. Lasciare che si intiepidisca prima di tagliarlo a fette.

 

           In collaborazione con:             

La presenza di poco lievito di birra rende il pane più soffice e digeribile ma ciò comporta una lievitazione un po’ più lunga. Se volete accorciare i tempi, potete aumentare la quantità di lievito.
La treccia di pane al latte si conserva morbida in un sacchetto di plastica oppure avvolta nella pellicola alimentare per circa 2-3 giorni. E’ ottimo a colazione, leggermente tostato, accompagnato da marmellate o confetture.

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Visita al Molino Cosma per la prima edizione di #moliniaporteaperte

Lo scorso sabato 14 Aprile 2018 si è tenuta l’iniziativa #moliniaporteaperte, fortemente voluta e promossa da Italmopa- Associazione Industriale Mugnai d’Italia. Un’occasione unica per fare finalmente un po’ di chiarezza sulla farina, prodotto simbolo del Made in Italy agroalimentare. Venti mulini sparsi in tutta Italia, da Nord a Sud, hanno accolto all’interno delle proprie strutture consumatori, giornalisti e blogger per cercare di sfatare i falsi miti che girano quotidianamente attorno a questa materia prima fondamentale, purtroppo a volte misconosciuta.

Prima di tutto, ci tengo a ringraziare tutti i membri dello staff del Molino Cosma che in maniera semplice ma efficace hanno tentato di rendere il pubblico più consapevole circa la realtà dei mulini e della farina in generale. Questa azienda in provincia di Padova, specializzata nella molitura del grano tenero, opera nel settore da ben quattro generazioni, sempre con la stessa passione per la tradizione dell’arte bianca.

Ho partecipato davvero volentieri a questa giornata, cercando di assorbire quante più informazioni possibile su un prodotto di cui faccio uso da sempre. Non si finisce mai di imparare e poi qualche informazione in più torna sempre utile, no?!

Vi va dunque di scoprire cosa si nasconde dietro ogni singolo pacco di farina che acquistate ogni settimana al supermercato?

Bene, allora mettetevi comodi e proseguite nella lettura!

L’ IMPIEGO DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN TUTTA LA FILIERA

La visita allo stabilimento ha messo in luce i punti salienti di trasformazione del frumento in farina. L’implemento delle nuove tecnologie, dei macchinari moderni e delle strumentazioni sempre più sofisticate ha dato prova che Molino Cosma sa bene come stare al passo con i tempi. Ho avuto modo di vedere concretamente come funziona l’intera filiera produttiva. Partendo dai silos di stoccaggio del grano, passando poi per i processi meccanici di pulitura, condizionamento (una fase in cui si aumenta l’umidità del chicco per facilitare la separazione dell’endosperma dalla crusca) macinazione e setacciatura, siamo giunti infine al confezionamento del prodotto finito. Un complesso industriale, quello di Molino Cosma, che riesce a macinare oltre 200 tonnellate di frumento in 24 ore e che tutto sommato ha un impatto ambientale piuttosto limitato, anche grazie all’installazione dei pannelli fotovoltaici.

LA TUTELA DEL CONSUMATORE

Un occhio di riguardo particolare viene riservato alla sicurezza alimentare e alla tutela della salute dei consumatori. Severi controlli monitorano e verificano la conformità alle normative vigenti in materia di contaminanti come micotossine e fitofarmaci. Gli stessi rigorosi controlli a cui viene sottoposto il frumento di origine comunitaria vengono applicati anche a quello che proviene da oltre l’Unione Europea. Dal momento che la produzione italiana di grano soddisfa solamente il 50% del fabbisogno nazionale, il frumento importato dal Molino Cosma viene accuratamente selezionato per garantire degli standard di qualità elevati e per offrire solo il meglio della farina italiana. C’è da considerare poi che la richiesta all’estero di farine italiane (considerate fra le migliori al mondo) continua a salire, con un trend di esportazione in costante crescita. Ciò significa che i nostri mugnai sanno bene quello che fanno!

DIVERSIFICARE LE FARINE

Non solo sicurezza, Molino Cosma offre anche varietà. Sì, perché come è stato spiegato dal tecnologo alimentare, oltre alle analisi microbiologiche che attestano la sicurezza del prodotto, vengono condotti anche dei test tecnici sulle varie tipologie di frumento, al fine di valutarne le caratteristiche tecnologiche e sviluppare miscele di farine sempre più rispondenti alle richieste del mercato. Diverse tipologie di farine, come si sa bene, corrispondono a diverse destinazioni d’uso. Ecco perché è importante conoscere aspetti più teorici legati alla composizione di ciascuna farina. Così come è importante imparare a leggere attentamente l’etichetta per distinguere il prodotto più adatto in ciascuna situazione.

Con mio grande interesse, ho scoperto che esiste uno strumento particolare chiamato alveografo di Chopin, che misura le caratteristiche reologiche di uno sfarinato. Due valori importanti registrati dall’alveografo sono:

  • la tenacia dell’impasto (P) che altro non è se non la capacità di assorbimento di uno sfarinato;
  • l’estensibilità dell’impasto (L) ovvero la capacità di allungarsi che ha un impasto, prima che la maglia glutinica ceda sotto la spinta del gas.

Ottenuti questi due dati, si ha il valore della forza della farina (indicata con W nelle schede tecniche), data da P/L. Per spiegarmi meglio: utilizzerò una farina forte, ad alto tenore proteico, nel caso in cui stia impastando un lievitato. Nel caso in cui invece io voglia preparare dei biscotti, adopererò una farina debole perché essa forma una massa glutinica più ridotta e trattiene meno anidride carbonica.

Nel caso in cui questo argomento vi incuriosisse, foste amanti della chimica oppure panificatori appassionati, ho un libro interessante da segnalarvi e che si intitola “La scienza della pasticceria” di Dario Bressanini. L’autore affronta ingrediente per ingrediente dal punto di vista chimico, spiegando il perché delle cose. Qui troverete un capitolo ben dettagliato sulle farine, che mi sono studiata personalmente.

TESTARE LA QUALITA’

Alla fine della visita, non è mancata l’occasione di provare in prima persona i prodotti da forno messi a disposizione dal laboratorio di panificazione. Biscotti, brioches, pane e focacce dal sapore buono e genuino, come quello di una volta. La prova tangibile che un prodotto di qualità ha bisogno di un’ottima materia prima di supporto, questione sulla quale Molino Cosma non transige e su cui lavora con cura, dedizione e trasparenza, giorno dopo giorno.

Sto provando io stessa le farine del Molino Cosma, con risultati davvero soddisfacenti. Scoprirete presto in quali ricette le ho utilizzate!

Se vi va di vedere qualcosa di più di quella giornata, trovate l’intera visita salvata nelle mie Instagram Stories! Correte a dare una sbirciatina!

 

                                                                                      Photo courtesy by www.molinocosma.com

  Molino CosmSnc di Cosma P. e C. (PD)

 Via Antonelli, 29 – 35018 San Martino di Lupari (Padova)


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Crostata di ricotta, cioccolato e arancia candita [ricetta tipica della Pasqua]

Già Pasqua?! Ma come è possibile? Pare ieri che finivamo di smaltire gli ultimi panettoni rimasti in dispensa e siamo già alle prese con lo scarto delle uova di cioccolato. Il tempo vola, non sia mai però che mi faccio trovare impreparata.

Quest’anno trascorrerò una Pasqua alternativa, a spasso fra l’architettura e l’arte di una fra le più importanti capitali europee: Madrid. Prima di partire, ci tenevo a farvi gli auguri e a lasciarvi una squisita ricetta a tema, che potreste aver voglia di preparare in questo periodo. Sul blog trovate già la Colomba Pasquale con procedimento veloce e gli Hot Cross Buns, ora invece vi propongo un dolce della tradizione che conquista per la sua semplicità.

La crostata di ricotta, cioccolato e arancia candita è un dolce d’ispirazione meridionale che trova sempre spazio sulle tavole italiane, nel periodo che precede la Pasqua e che viene apprezzata in molte regioni per la sua genuinità. Un guscio di frolla al profumo di limone, croccante e friabile, avvolge una deliziosa crema di ricotta, arricchita dalle note decise del cioccolato e dell’arancia candita. Una combo, quella fra ricotta e burrosa pasta frolla, che è un’autentica armonia di sapori e che vi farà desiderare ben più di una fetta ( ve lo garantisco!).

Personalmente adoro le torte con la ricotta: cremose, morbide, avvolgenti e dalla dolcezza inconfondibile! Al Sud poi è un ingrediente di casa, basti pensare alla pastiera, alla cassata, ai cannoli siciliani, alle sfogliatelle… e chi più ne ha più ne metta! 

Preparare una crostata di ricotta perfetta è semplice; basterà seguire alcune piccole accortezze:

  • LA FROLLA: per ottenere una pasta frolla friabile e che si scioglie in bocca, utilizzate il metodo della “sabbiatura”. Inserite la farina nel boccale del mixer insieme al burro e azionate la macchina per pochi istanti fino a che il composto somiglierà a sabbia appunto. In alternativa, potete eseguire questo passaggio anche a mano, impastando delicatamente con le punte delle dita per non scaldare troppo l’impasto. In entrambi i casi il segreto per una buona frolla è impastare per il più breve tempo possibile.
  • LA CREMA DI RICOTTA: utilizzate una ricotta fresca e possibilmente di buona qualità. Per darle un gusto ancora più deciso, aromatizzate la crema con ciò che preferite. Io ho utilizzato della cannella in polvere che ci sta molto bene ma potreste anche usare della scorza d’arancia o di mandarino come variante.
  • LA COTTURA: la crostata non deve scurire eccessivamente mentre cuoce. Se dovesse scurirsi velocemente, copritela con un foglio di pellicola d’alluminio. Verificatene sempre la cottura con uno stecchino, tenendo presente che l’interno tende comunque a restare un po’ umido.

A Pasqua farete un figurone presentando questo dessert. E se ne avanza? Incartatela per bene e portatevela dietro al tradizionale picnic di Pasquetta. Sono certa che non ne resterà nemmeno una briciola!


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Crostata di ricotta, cioccolato e arancia candita
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
La crostata di ricotta, cioccolato e arancia candita è un dolce che si prepara nel Sud Italia nel periodo che precede la Pasqua e non solo, apprezzato per la sua genuinità ed il suo gusto inconfondibile. Una frolla al limone, croccante e friabile, avvolge una deliziosa crema di ricotta al profumo d'agrumi creando un'armonia di sapori sublime.
Author:
Tipo di ricetta: Crostate & Pies, Ricette di Pasqua, Dessert
Dosaggio: Per 8-10 porzioni
Ingredienti
  • PER LA FROLLA AL LIMONE:
  • 300 g farina "00"
  • 100 g zucchero a velo
  • 150 g burro freddo
  • la scorza di un limone non trattato
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 pizzico di sale
  • 1 uovo medio
  • ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • PER LA CREMA DI RICOTTA:
  • 300 g ricotta vaccina fresca
  • 120 g zucchero
  • 1 uovo
  • 1 pizzico di cannella in polvere
  • 75 g gocce di cioccolato fondente
  • 40 g arancia candita a pezzetti (facoltativo)
Procedimento
  1. Nel boccale di un mixer, inserire la farina, lo zucchero a velo, il sale, il lievito in polvere ed il burro freddo a cubetti.
  2. Azionare il robot per alcuni istanti sino ad ottenere un composto sabbioso.
  3. Aggiungere la buccia grattugiata del limone, l'estratto di vaniglia ed infine l'uovo. Azionare la macchina ancora per qualche secondo fino a che comincerà a formarsi un impasto omogeneo.
  4. Prelevare la frolla, formare un disco appiattendolo con le mani e avvolgere l'impasto nella pellicola per alimenti. Riporlo in frigorifero per mezz'ora a riposare.
  5. In una ciotola capiente versare la ricotta, aggiungere lo zucchero e rompere un uovo. Amalgamare il tutto con una frusta sino ad ottenere una crema liscia e setosa.
  6. Profumare la crema di ricotta con la cannella in polvere. In ultimo, distribuire le gocce di cioccolato e l'arancia candita.
  7. Stendere la frolla con l'aiuto di un mattarello, cercando di darle una forma circolare ed uno spessore di circa 5 mm. Adagiare delicatamente la pasta frolla in uno stampo da crostata del diametro di 22-24 cm, facendola aderire perfettamente alle pareti. Rimuovere i bordi di pasta in eccesso.
  8. Versare e distribuire la crema di ricotta all'interno del guscio di frolla.
  9. Stendere nuovamente la pasta avanzata e ricavare delle losanghe dello spessore di 2.5 cm circa. Decorare così la crostata, formando un reticolato in superficie.
  10. Porre la crostata di ricotta in frigo per 1 ora prima di passare alla cottura.
  11. Preriscaldare il forno in modalità statica a 180°C e cuocervi la crostata per i primi 20 minuti. Poi abbassare la temperatura a 160°C e proseguire la cottura per ulteriori 30-35 minuti.
  12. Una volta cotto, lasciare raffreddare completamente il dolce prima di tagliarlo a fette.


 

 

TANTI AUGURI DI BUONA PASQUA!

La crostata di ricotta, cioccolato e arancia candita si conserva a temperatura ambiente, sotto una campana di vetro, per 2-3 giorni.

Per gustarla al meglio, consiglio di lasciare che si raffreddi completamente, in modo tale che poi sia facile tagliare le fette. 


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American Chocolate Chip Cookies [ ricetta originale ]

“Life is short, surround yourself with good people and only eat good cookies.”

A Londra, c’è un posto famosissimo: si tratta di un negozio minuscolo, che occupa un angolo di Covent Garden dove vendono solo ed esclusivamente cookies, di ogni forma, gusto e dimensione. Si chiama Ben’s Cookies. Lo si riconosce subito questo posticino delizioso perché forma una coda di persone inverosimile che prosegue per alcuni metri, fino a fuori del negozio. Ho atteso il mio turno diverse volte per potermi conquistare la possibilità di acquistare i loro sensazionali cookies! Ho respirato quel profumo dolce e fragrante che solo i biscotti appena fatti riescono a sprigionare ed ho vissuto degli istanti di gioia nel momento in cui addentavo il mio meritato cookie al doppio cioccolato e noci. Impareggiabile rispetto a tutti i cookies che avevo assaggiato nella mia vita precedente, questo lo ricordo bene!

Ne esistono di molti tipi diversi, fatti con metodi diversi. Negli anni, io stessa ne ho provati a realizzare in più versioni, eppure mai sono rimasta tanto soddisfatta di una ricetta. Questi cookies assomigliano davvero a quelli acquistati nelle bakery di New York o nei piccoli shop di Londra. Morbidi e un poco gommosi all’interno, croccanti e friabili all’esterno. Dal gusto avvolgente e caramellato, al profumo di vaniglia e dalla consistenza che si scioglie in bocca al primo morso. Arricchiti da tantissime gocce di cioccolato diventano semplicemente irresistibili, facendo la felicità di grandi e piccini. E poi si sa che il miglior alleato dei biscotti è il latte: non a caso la merenda preferita dagli americani è proprio “COOKIES ‘N’ MILK”.

Per questa ricetta super collaudata, mi sono affidata a Sally’s Baking Addiction, il sito di una ragazza americana ( insomma chi meglio di lei poteva fornire la versione originale?!) e ho seguito i suoi consigli per ottenere un risultato all’altezza delle aspettative. Per ottenere dei Chocolate Chip Cookies a regola d’arte, bisogna tenere presenti alcune accortezze:

  1. E’ necessario far raffreddare l’impasto in frigorifero per alcune ore, in modo che non solo questo si solidifichi a dovere ma anche che i sapori si mescolino e facciano risultare i cookies gustosi e “packed with flavour” (come direbbe giustamente Sally)! In questa maniera inoltre, si riescono ad ottenere dei cookies che mantengono un certo spessore e che non si appiattiscono completamente in cottura.
  2. E’ bene utilizzare un paio di cucchiaini di amido di mais, in aggiunta alla farina: è proprio questo a contribuire nel dare ai biscotti quella magnifica texture leggermente “chewy” al centro.
  3. E’ consigliabile utilizzare sempre lo zucchero scuro muscovado insieme a quello semolato: questo zucchero, essendo ricco di melassa, conferisce un sapore di caramello unico che assomiglia al “toffee”, cioè alle caramelle mou. I cookies acquisteranno così un sapore davvero squisito!

Da quando ho scovato questa ricetta, ho preparato questi cookies già ben tre volte! Li ho regalati alla vicina di casa (a cui mando periodicamente dolci da testare) per il suo compleanno. Oramai la considero una nonna acquisita, pertanto sa bene che al suo giudizio ci tengo. E questi hanno ricevuto una super approvazione!

Se può essere d’aiuto, nella sezione in evidenza delle mie Instagram Stories, trovate tutta la ricetta step by step. Ora tocca a voi! Provateli e fatemi sapere se non sono i cookies più buoni che abbiate mai mangiato!


5 from 1 reviews
American Chocolate Chip Cookies [ ricetta originale ]
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
I veri Cookies Americani, con l'interno "chewy" e l'esterno "crisp", così come vuole la tradizione. Dal gusto avvolgente e dalla consistenza che si scioglie in bocca. Arricchiti da tantissime gocce di cioccolato che li rendono davvero irresistibili! Con un bicchiere di latte diventano la merenda ideale per grandi e piccini!
Author:
Tipo di ricetta: Cookies, American Baking, Biscotti, Merenda
Dosaggio: Per 20 cookies grandi
Ingredienti
  • 280 g farina "00"
  • 2 cucchiaini di amido di mais o fecola di patate
  • 100 g zucchero semolato
  • 80 g zucchero di canna integrale [ tipo muscovado ]
  • 170 g burro
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
  • 2 pizzichi di sale
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia oppure una bustina di vanillina
  • 180 g gocce di cioccolato [ fondente o al latte ]
Procedimento
  1. Far fondere il burro in un pentolino, posto su fiamma medio-bassa. Una volta fuso, spegnere il fuoco ed aggiungervi lo zucchero semolato e lo zucchero di canna. Mescolare con una frusta, di modo che gli zuccheri si sciolgano rapidamente.
  2. Una volta che il composto si sarà intiepidito, rompere le uova e amalgamarle una alla volta all'interno dell'impasto. Mettere da parte.
  3. In una ciotola separata, inserire la farina, l'amido di mais, il bicarbonato, il sale e l'estratto di vaniglia. Dare una rapida mescolata.
  4. Aggiungere gli ingredienti liquidi a quelli secchi ed amalgamare il tutto con un cucchiaio di legno. Infine unire anche le gocce di cioccolato, lasciandone da parte un po' per la guarnizione. Coprire la ciotola con pellicola alimentare e porla in frigo per circa 2 ore.
  5. Con l'aiuto del dosatore da gelato, prelevare 20 porzioni di impasto (oppure formare 20 palline con le mani) e disporre i cookies così formati su una teglia, foderata precedentemente con carta forno.
  6. Guarnire la superficie dei cookies con le gocce di cioccolato rimaste, poi trasferirli nuovamente in frigo, ancora per 1 ora.
  7. Preriscaldare il forno in modalità ventilata a 175°C.
  8. Cuocere i cookies nel forno già caldo per 12-15 minuti o comunque fino a quando cominceranno a dorare sui bordi.
  9. Una volta cotti, estrarre i cookies dal forno avendo cura di lasciarli sulla teglia per altri 10 minuti così che possano ultimare la cottura. Dopodiché, trasferire i cookies a raffreddare su una gratella per dolci.

I Chocolate Chip Cookies si conservano in un barattolo di vetro o di latta, al riparo dall’umidità e possono mantenersi bene fino ad una settimana.

L’impasto crudo può essere tenuto in frigorifero per 2-3 giorni. Le porzioni di “cookie dough” possono essere congelate e conservate in freezer per 2-3 mesi. Prima di cuocere i cookies congelati, è consigliabile aspettare che l’impasto torni a temperatura ambiente.

In aggiunta, è possibile arricchire ulteriormente i cookies con nocciole, arachidi, pistacchi tostati o altri tipi di frutta secca di vostro gradimento.

 


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Brioches integrali al miele

“Le giornate dovrebbero iniziare con un abbraccio, un bacio, una carezza e un caffè. Perché la colazione deve essere abbondante.”

Il fischio ed il borbottio rassicuranti del caffè nella moka al mattino e un aroma dolce ed invitante che sbuca dallo sportello del forno caldo semiaperto: chi non vorrebbe svegliarsi di fronte ad uno scenario simile? Proprio come quello delle pubblicità! Ahimè la triste realtà è ben diversa perché è già tanto se riesco ad afferrare un biscotto al volo prima di uscire. Il weekend però…quello è tutta un’altra storia. Niente sveglia né corse frenetiche, solo la pace silenziosa della cucina con le serrande ancora abbassate da cui filtra timida la luce del sole. Solamente voglia di prendersela comoda e di dedicare qualche momento a me stessa. E così, fra sbuffi di zucchero a velo e la schiuma del cappuccino che ricalca la sagoma delle labbra, mi sembra di essermi riappropriata di quella dimensione “slow”che mi appartiene, una vera e propria filosofia esistenziale che tutti dovremmo prenderci la briga di abbracciare di tanto in tanto.

 E’ proprio per quelle mattine all’insegna della lentezza che ho pensato a questa ricetta. Quelle mattine in cui accendo la musica sulle note di “Time of my life” e miscelo le farine nella ciotola con il sorriso stampato in volto, aggiungo il latte fresco e pochi altri ingredienti e lascio che il mio impasto lieviti nel posto più tiepido e confortevole della casa. Poche ore dopo la magia è compiuta e dal forno escono delle morbidissime brioches fatte in casa, con tutto il sapore rustico della farina integrale ed il profumo dolce del miele. Mentre ne addento una ancora calda, chiudo gli occhi e con soddisfazione penso a quanto ne sia valsa la pena, di allentare la tensione e staccare dalla solita routine. Così mi torna in mente il valore dell’attesa, del saper aspettare che il tempo faccia il suo corso naturale, senza imposizioni e senza fretta. Incredibile come un semplice impasto lievitato possa rivelarsi essere un piccolo esercizio di consapevolezza e felicità personale.

Le preparo spesso queste brioches, sia ripiene sia vuote: sono l’ideale per una colazione golosa e genuina. Spalmate di burro e marmellata di fragole quando sono ancora calde sono una cosa d-i-v-i-n-a, credetemi! Non avranno vita lunga (della serie che una teglia piena non dura più di 24 ore)! Se posso, ne faccio addirittura in più e le congelo prima della seconda lievitazione così da averle pronte per quelle mattine in cui la voglia di dolce prende il sopravvento. 

 Di quelle colazioni senza fronzoli ma di un buono assurdo come solo i cornetti sanno essere.

Di quella gioia che solo un momento fugace e spensierato ti sa regalare.

 


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Brioches integrali al miele
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Delle morbidissime brioches fatte in casa, con tutto il sapore rustico della farina integrale ed il profumo dolce del miele. Ripiene o vuote, sono perfette per una colazione golosa e genuina.
Author:
Tipo di ricetta: Colazione, Merenda, Lievitati
Dosaggio: Per 12 brioches
Ingredienti
  • 250 g farina manitoba
  • 250 g farina integrale
  • 100 g miele millefiori o d'acacia di qualità
  • 1 uovo medio [ a temperatura ambiente ]
  • 7 g lievito di birra secco [ oppure 25 g lievito di birra fresco che andrà sciolto nel latte tiepido ]
  • 225 ml latte intero
  • 70 g burro morbido
  • ½ cucchiaino di sale
  • zucchero di canna q.b.
Procedimento
  1. Versare il latte in un pentolino e porlo su fiamma bassa a scaldare per pochi minuti.
  2. Nella ciotola di una planetaria, inserire le farine, il miele, il lievito di birra secco. Rompere un uovo ed aggiungerlo al resto degli ingredienti.
  3. Azionare la macchina a bassa velocità e versare pian piano il latte tiepido fino a quando comincerà a formarsi un impasto.
  4. Tagliare a cubetti il burro morbido, estratto dal frigo un'ora prima del suo utilizzo e inserirne un pezzetto alla volta, avendo cura di aspettare che il precedente sia stato completamente assorbito dall'impasto prima di aggiungere il successivo.
  5. Infine aggiungere il sale e lasciare lavorare la planetaria per ulteriori cinque minuti. L'impasto dovrà risultare omogeneo e ben incordato al gancio.
  6. Sigillare la ciotola con pellicola alimentare e porre l'impasto brioche in un luogo caldo ( ad esempio nel forno spento con luce accesa) a lievitare per 2 d'ore o almeno fino a quando sarà raddoppiato di volume.
  7. Rovesciare l'impasto lievitato su un piano di lavoro leggermente infarinato e stenderlo con l'aiuto di un matterello, cercando di ottenere un rettangolo delle dimensioni di circa 20x60 cm.
  8. Ricavare 12 triangoli isoscele, fare un piccolo taglio alla base di ciascuno e arrotolare ciascun triangolo dalla base per formare le brioches.
  9. Disporre le brioche su una teglia rivestita di carta forno, coprire con un panno umido e lasciare lievitare per altri 45 minuti.
  10. Spennellare le brioches integrali lievitate con poco latte e cospargerle con un po' di zucchero di canna.
  11. Cuocere le brioches in forno preriscaldato, in modalità ventilata a 190°C per 10 minuti.
  12. Una volta cotte, aspettare che si raffreddino completamente prima di conservarle in un sacchetto, al riparo dall'aria.

Le brioches integrali al miele si conservano ben chiuse in un sacchetto anche per 2-3 giorni. Il giorno dopo la cottura è consigliabile scaldare le brioches nel forno a 200°C per 5-7 minuti: torneranno morbide come appena sfornate.

Se non avete una planetaria, potete impastare tranquillamente a mano su una spianatoia, seguendo lo stesso procedimento elencato sopra. Ci vorrà solo qualche minuto in più ma il risultato resterà invariato.

 


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