Irish Scones

Irish Scones

Il primo scones non si scorda mai! Il mio l’ho mangiato in Irlanda, precisamente al “Queen of Tarts” di Dublino, seduta ad un minuscolo tavolino in marmo bianco, di fronte ad una tazza di tea bollente, in un frizzante pomeriggo di inizio Settembre. Quando me lo hanno portato, appoggiato su un piattino vintage di ceramica inglese, ho seguito subito la tradizione. Prima l’ho tagliato a metà, l’ho generosamente spalmato di burro morbido, poi di marmellata di lamponi e infine pure di clotted cream: non vi dico neanche che goduria, penso si possa facilmente intuire! Sono uscita da quella bakery soddisfatta e curiosa di provarne ancora.

Così, seguendo una ricetta di Gemma, un’irlandese doc, ho tentato di replicarli a casa. Gli scones hanno una consistenza molto particolare, a metà tra un biscotto e il pane: croccanti fuori, umidi e densi all’interno. Diciamo che sono una specie di focaccina soffice da farcire a piacimento e che sono ideali per la merenda.

I consigli per degli ottimi Irish Scones:

  • Il burro deve essere freddo, ridotto in piccoli pezzi (ecco perché va grattugiato) e distribuito equamente nell’impasto; in questo modo in cottura l’acqua in esso contenuta evaporerà creando appunto vapore che permetterà agli scones di crescere.
  • Gli ingredienti liquidi (uovo e latte) vanno aggiunti poco per volta a seconda del potere di assorbimento della farina poiché l’impasto non deve risultare particolarmente umido. Inoltre se ne avanza un po’, potrete usarlo per spennellare gli scones in seguito, anziché usare altri ingredienti.
  • L’impasto va lavorato il meno possibile per evitare che gli scones diventino duri e pesanti.
  • Dopo aver tagliato i primi scones, gli scarti possono essere impastati nuovamente una sola volta. Quello che avanza unitelo con le mani; sarà meno bello esteticamente ma indubbiamente buono.
  • Al posto dell’uvetta si possono usare frutti di bosco, frutta secca, gocce di cioccolato o qualsiasi altra cosa vi piaccia.

Irish Scones

Irish Scones

5 from 1 reviews
Irish Scones
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Il 17 Marzo in Irlanda è il giorno di San Patrizio. Come celebrarlo al meglio se non con degli ottimi scones? Tutti vanno pazzi per queste soffici focaccine all'uvetta che si mangiano all'ora del tea, farcite con panna e marmellata.
Author:
Tipo di ricetta: Merenda, Colazione, Ricette Irlandesi
Dosaggio: Per 12 scones
Ingredienti
  • 500 g farina "00"
  • 60 g zucchero
  • ½ cucchiaino di sale
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 110 g burro freddo da freezer
  • 230 ml latte intero
  • 1 uovo
  • 100 g uvetta sultanina
  • ½ bicchiere di rhum o amaretto
  • mandorle a lamelle q.b.
  • 200 ml panna da montare
  • marmellata di lamponi q.b.
Procedimento
  1. Mettere il panetto di burro in freezer per 2 ore, poi grattugiarlo con una grattugia a fori larghi.
  2. Mettere in ammollo l'uvetta nel liquore per almeno 1 ora, prima dell'inizio della preparazione.
  3. Versare la farina in una ciotola capiente, unire il sale e il lievito, poi mescolare.
  4. Aggiungere il burro e distribuirlo tra gli ingredienti secchi con una forchetta.
  5. Strizzare l'uvetta ed unirla al composto.
  6. Separatamente, sbattere un uovo con il latte.
  7. Versare gli ingredienti liquidi nella ciotola con la farina un po' per volta. Mescolare il meno possibile; quel tanto che basta per formare un impasto.
  8. Compattare l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e stenderlo con un matterello fino allo spessore di 2-3 cm.
  9. Ricavare quanti più possibile scones con uno stampino scanalato del diametro di 3 cm.
  10. Disporli su una teglia, foderata con carta forno, e spennellarli in superficie con l'avanzo di latte e uovo. Se si vuole, si possono cospargere con delle mandorle a lamelle.
  11. Infornare a 190°C e cuocere in modalità statica per 15-20 minuti.
  12. Una volta completamente freddi, si possono tagliare a metà e farcire con marmellata e panna montata.

Irish Scones

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Guinness & Chocolate Cake

Guinness Cake irlandese

Il 17 Marzo in Irlanda si festeggia il Saint Patrick’s Day. Le strade dei quartieri si tingono di verde, i pub si riempiono di persone e fiumi di birra scorrono fra un canto popolare ed il suono della musica celtica.

Per l’occasione, ogni anno gli irlandesi preparano una torta particolare, ispirata proprio alla loro bevanda più famosa: la Guinness Cake. Un impasto compatto, umido e scuro al sapore di cioccolato e sentori di birra, cosparso con una crema a base di cream cheese in cima, che visivamente ricorda molto la vellutata schiuma bianca all’apice di ogni pinta. Una di quelle torte che vengono prese d’assalto a suon di cucchiaino, tanto sono buone. Piena di contrasti ma incredibilmente bilanciata al palato.

Io, la Guinness, ho imparato a conoscerla solo poco tempo fa. Sapete quante bollicine ci sono in una pinta appena spillata? Ben 30 milioni! Questa è la cosa che mi ha sorpreso di più durante la visita alla Guinness Storehouse di Dublino. Mi ci è voluta quella giornata di fine estate per decidermi ad intingere finalmente le labbra in quel liquido nero come la pece, per poi scoprire che in realtà mi piaceva eccome, parecchio anche. Quando mi hanno consegnato il bicchiere in mano, ricordo di aver pensato: -” Però, dal profumo assomiglia ad un mix di caramello e caffè.”- Così, con la voce di Ed Sheeran in sottofondo, mi sono seduta ai tavolini del Gravity Bar e me la sono sorseggiata tutta di fronte ad una vista panoramica pazzesca sui tetti della città (cosa assolutamente consigliata se vi doveste trovare nella capitale dell’Isola di Smeraldo, tra l’altro).

Se già la birra in sé merita, allora figuriamoci una torta che ne racchiuda il gusto in formato fetta. Quindi non mi resta che lasciarvi la ricetta e brindare alla salute. Sláinte!

I consigli per una perfetta Guinness Cake

  • Il burro e le uova devono essere a temperatura ambiente. Tirateli fuori dal frigo alcune ore prima di iniziare il procedimento, poi montateli assieme fino a che il composto sarà aumentato in volume. E’ questo il segreto per una torta soffice e areata.
  • Il cacao dev’essere fatto sciogliere nella birra; così facendo i sapori si amalgameranno e diventeranno ancora più intensi.
  • La varietà di Guinness migliore per realizzare questa torta è quella Draught Stout, una birra ricca e cremosa dal basso tenore alcolico, in cui prevalgono le note tostate.
  • Per conservare la Guinness Cake, consiglio di tenerla nel ripiano basso del frigo, coperta con una campana di vetro. Consumata il giorno dopo è ancora più buona.

Guinness Cake irlandese

5 from 1 reviews
Guinness & Chocolate Cake
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Un impasto denso e scuro al sapore di cioccolato e birra e una crema bianca in cima che ricorda la schiuma soffice delle celebri pinte irlandesi. E' la Guinness Cake, una torta preparata tutto l'anno nell'isola di Smeraldo ma particolarmente amata nel giorno di San Patrizio.
Author:
Tipo di ricetta: Ricette Irlandesi, Dessert, Torte
Dosaggio: Per 8-10 porzioni
Ingredienti
  • PER LA TORTA
  • 275 g farina "00"
  • 170 g burro morbido
  • 330 ml birra Guinness Draught
  • 250 g zucchero
  • 60 g cacao amaro
  • 50 g cioccolato fondente
  • 2 uova grandi
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • PER IL FROSTING
  • 250 g formaggio spalmabile
  • 4 cucchiai zucchero a velo
  • 70 ml panna fresca
Procedimento
  1. Preriscaldare il forno a 180°C, in modalità statica.
  2. Montare il burro morbido con lo zucchero, poi aggiungere un uovo alla volta e mescolare bene il composto.
  3. Aggiungere a filo il cioccolato fondente, precedentemente fuso a bagnomaria, al burro montato.
  4. In un'altra ciotola, versare la birra e aggiungere il cacao amaro setacciato. Mescolare affinché i grumi siano sciolti e la pastella risulti densa.
  5. Versare la birra con il cacao nell'impasto, poi inserire delicatamente anche la farina, il lievito e il sale.
  6. Distribuire il composto all'interno di una tortiera del diametro di 20 cm, foderata interamente con carta forno e livellare la superficie.
  7. Cuocere in forno per circa 1 ora (o anche di più, l'interno deve risultare asciutto se bucato con uno stecchino).
  8. Far raffreddare completamente la torta.
  9. Per la crema, montare il formaggio spalmabile insieme allo zucchero a velo e alla panna.
  10. Coprire la superficie della Guinness Cake con il frosting e conservare in frigo fino al momento di servire.

Guinness Cake irlandese

Guinness Cake irlandese


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Parigi: 4 giorni nella Ville Lumière

Parigi: 4 giorni nella Ville Lumière

Cos’è Parigi se non un groviglio di vie dallo stile bohémienne? Il suono ovattato della fisarmonica lungo la Senna, il profumo rassicurante di burro che ti riempie i polmoni fuori da ogni boulangerie, le sedie in vimini disposte in ordine casuale davanti ogni bistrot: suonerà come il più banale dei clichè ma la città delle luci nasconde poesia dietro ogni angolo.

Visitarla a 10 anni di distanza dalla prima volta ci ha permesso di vederla con occhi diversi: il clima è rimasto quello pazzo di un tempo (che piove a dirotto per 5 minuti e dopo esce il sole) ma la sensazione è quella di aver trovato una città molto più dinamica e frizzante di quanto non ricordassimo.

Abbiamo girovagato tra i vari arrondissement, con la voce di Edith Piaf negli auricolari e una quiche lorraine calda in mano, cercando di sfruttare a pieno il tempo a disposizione a Parigi. E ora, a distanza di qualche settimana, ve la raccontiamo.

Cosa vedere nella Ville Lumière in soli 4 giorni? Ecco il nostro itinerario!

GIORNO 1
  • Le isole sulla Senna: Île de la Cité e Île Saint-Louis
  • Quartiere Latino e Pantheon
  • Musée de l’Orangerie e Jardin des Tuileries
GIORNO 2
  • Avenue des Champs-Élysées  e Arco di Trionfo
  • Tour Eiffel e Champs de Mars
  • Le Marais e il Centre Pompidou
GIORNO 3
  • Galeries Lafayette
  • Montmartre e Basilica del Sacro Cuore
  • Place du Tertre
  • Mur de je t’Aime
GIORNO 4
  • Musée du Louvre
  • Musée d’Orsay

 

Île de la Cité e Île Saint-Louis

Le due isole fluviali sono il cuore pulsante di Parigi, non solo geografico.Ecco perché scegliamo di partire da quelle. Parte del loro fascino è sicuramente dovuto al gioco di ponti e corsi d’acqua che bisogna attraversare quotidianamente per raggiungerle. Ile de Saint-Louis nasconde scorci fiabeschi, con le biciclette accostate agli angoli dei palazzi e con coppie di anziani che escono dalle boulangerie con le baguette sottobraccio.

Île de la Cité invece è la location ideale per una “promenade” sulla Senna intervallata solo da qualche sosta presso i “bouquinistes”, i minuscoli botteghini che da secoli si annidano sui ponti parigini, vendendo vecchi libri, giornali, cartoline e francobolli. Occhio che talvolta si riescono a fare dei veri e propri affari!

Notre Dame - Place du Parvis
Notre Dame – Place du Parvis

La nostra prima tappa qui è chiaramente Notre Dame. Dal romantico Pont St-Louis si accede alla parte retrostante della cattedrale. Notre Dame, con la sua facciata gotica simmetrica e le vetrate a rosone, ammalia da secoli chi la visita. Dalla torre nord si accede ad una scalinata a chiocciola che conduce alla Galerie des Chimères, il passaggio sopraelevato da cui fanno capolino i leggendari gargoyles. Vi sembrerà di entrare nel film della Disney e rivivere voi stessi i passi di Quasimodo.

Basco e marinière fanno subito outfit parigino
Basco e marinière fanno subito outfit parigino

La Sainte-Chapelle rischia di passare inosservata ma è forse più affascinante della sorella più grande che troneggia a Place du Parvis. La piccola capella, inserita all’interno del Palais de Justice, fu concepita da Luigi IX ed è un tripudio di vetri policromi e intarsi dorati.

La Sainte Chapelle - Île de la Cité
La Sainte Chapelle – Île de la Cité

Il Quartiere Latino

Ci spostiamo sulla Rive Gauche per scoprire uno dei quartieri più antichi della città, situato nel 5° arrondissement e associato al mondo accademico sin dai tempi del Medioevo. Due le tappe che noi abbiamo toccato: il Panthéon e la Shakespeare & Company Library.

Il primo si raggiunge imboccando Rue des Carmes. La sua imponente cupola neoclassica svetta nello skyline parigino, così come anche il tricolore francese che sventola a mezz’asta. Sul frontone c’è un’insegna che recita “Aux grands hommes la patrie reconnaissante”: già da questo si riconosce l’impronta di mausoleo data all’edificio, che custodisce le tombe di personaggi illustri francesi come i filosofi Voltaire e Rousseau, gli scrittori Zolà e Hugo e la scienziata Marie Curie. Da non perdere è la replica del pendolo di Foucault, lo strumento sperimentale con il quale il fisico francese ha dimostrato la rotazione terrestre per effetto della forza di Coriolis nel 1851.

La facciata monumentale del Panthéon
La facciata monumentale del Panthéon

Tappa fissa per ogni bibliofilo a Parigi è invece la famosissima Shakespeare & Company, al numero 37 di Rue de la Bûcherie. Questa libreria dal tocco vintage fu aperta nel 1921 dall’americana Sylvia Beach ed è stata il punto d’incontro di molti artisti della cosiddetta “Generazione Perduta” di Hemingway. Centinaia di libri riposti ordinatamente negli scaffali in legno, dai classici della letteratura a saggi filosofici, dai romanzi storici ai racconti sci-fi. Nuovi, usati (e rigorosamente tutti in inglese): insomma, ce n’è per tutti i gusti. Difficile uscire da qui a mani vuote!

Se poi vi capita di incamminarvi in Rue Galande, vi consigliamo di fermarvi da Odette Paris, una boutique molto piccola che vende tra i migliori choux ed eclair della città. Noi ci siamo lasciate tentare da quello al cioccolato e quello al pralinato di nocciole. Fenomenali!

Librerie dal tocco vintage, ne abbiamo?!
Librerie dal tocco vintage, ne abbiamo?!

Museo dell’Orangerie

Le ninfee di Monet - Musée de l'Orangerie
Le ninfee di Monet – Musée de l’Orangerie

Situato in una vecchia serra di aranci, all’interno dei Jardin de Tuileries, il museo dell’Orangerie è famoso per la serie di “Ninfee” dipinte da Claude Monet. Due sono le sale ovali che contengono gli 8 dipinti, che André Masson definì come “la Cappella Sistina dell’Impressionismo”.

Oltre a questo, al piano inferiore merita una visita anche la collezione Jean Walter – Paul Guillame che riunisce una testimonianza di storia dell’arte che va dalla fine dell’Ottocento ai primi anni ’30, con opere di Cezanne, Matisse, Picasso, Modigliani e tanti altri.

  • Musée de l’Orangerie – sito web
  • Jardin de Tuileries / arrondissement
  • Lun-Dom: 9.00-18.00 / Chiuso il martedì
  • Intero: €9 / Ridotto: €6.50

Champs-Élysées e Arco di Trionfo

Sono quasi 2 chilometri di viale alberato quelli che collegano l’obelisco egizio di Place de la Concorde all’Arco di Trionfo. Un percorso che si snoda fra musei, brand di lusso e importanti luoghi storici, dai Grand Palais e Petit Palais fino al Pont Alexandre III. Una volta arrivati a Place Charles de Gaulle, prendete il sottopassaggio sulla destra che conduce dritto dritto sotto al celebre arco napoleonico. Passati i controlli di sicurezza, si può salire in cima: 50 metri d’altezza, 286 scalini a chiocciola e che vista! Impossibile non notare i 12 boulevards che confluiscono a raggiera verso l’arco. Peccato per il vento e la pioggia che ci hanno fatto scendere piuttosto velocemente, altrimenti saremmo rimaste volentieri a goderci il panorama.

  • Arc de Triomphe – sito web
  • Place Charles de Gaulle / 8°arrondissement
  • Aprile-Settembre: 10.00-23.00 / Ottobre-Marzo: 10.00-22.30
  • Intero: €12 / Gratis sotto i 26 anni
L'"Iron Lady" fotografata dall'Arco di Trionfo
La “Dame de fer” fotografata dall’Arco di Trionfo

Tour Eiffel – Champs de Mars – Trocadero

Chi l’avrebbe mai detto che una struttura in ferro, ideata per l’Esposizione Universale del 1889, sarebbe diventata il simbolo indiscusso della città tanto da meritarsi anche il nomignolo di “La dame de fer”? Eppure è così e oggi conta più di 6 milioni di visitatori all’anno.

L'iconico primo piano della Tour Eiffel dai Giardini del Trocadero
L’iconico primo piano della Tour Eiffel dai Giardini del Trocadero

Suddivisa in tre livelli, alti progressivamente 57, 115 e 276 metri, la Tour mette a disposizione mappe panoramiche e telescopi con cui poter imparare qualcosa in più sulla città e 2 ristoranti, fra cui uno con tanto di stelle Michelin. Pensate un po’: una sezione del primo piano è stato pavimentato con una lastra di vetro che offre una vista vertiginosa verso il basso. Da qui gli esseri umani sembrano proprio formiche!

Sicuramente la Tour Eiffel offre un punto di vista privilegiato su Parigi ma salirci non è così facile: se non si vuole perdere tempo a fare i biglietti (le code sono talvolta chilometriche), conviene acquistarli online e mostrare la ricevuta in cassa.

Osservatela meglio dagli Champs de Mars, i giardini che regalano una prospettiva verticale sulla torre oppure dal Trocadero, un gradinata sopraelevata da cui scattare fotografie che sembrano cartoline.

Le Marais e il Centre Pompidou

Durate il secondo giorno, ne abbiamo approfittato per fare un giro tra il 3° e 4° arrondissement, alla scoperta del quartiere gay-friendly di Le Marais. Quest’area della città è il punto d’incontro di moda, cultura e arte. Molti i locali di tendenza, così come molte sono le botteghe di specialità ebraiche, data la presenza di una consistente comunità giudaica nella zona. Si passa per Place des Vosges, la piazza più antica di Parigi, fino ad arrivare all’Hôtel de Ville, il municipio cittadino in stile neo-rinascimentale.

Hôtel de Ville
Hôtel de Ville – Le Marais

Senza dimenticare poi il Centre Pompidou con il suo museo di arte moderna. L’edificio, alto 6 piani, è diventato famoso per la sua struttura industriale e colorata. All’interno è conservata una collezione significativa che copre gli anni dei fauves e del dadaismo fino a passare a cubismo e surrealismo. Anche non foste amanti dell’arte contemporanea, prendete comunque le scale mobili esterne per arrivare in cima al rooftop, dove la galleria panoramica si affaccia sui tetti haussmaniani parigini. Anche qui una vista pazzesca!

  • Centre Pompidou – sito web
  • Place Georges Pompidou / 4° arrondissement
  • Merc-Lun dalle 11.00 alle 22.00
  • Intero (museo + panorama): €14 / Gratis sotto i 26 anni

Galeries Lafayette

La vista dalla terrazza panoramica delle Galeries Lafayette
La vista dalla terrazza panoramica delle Galeries Lafayette

Un altro must di Parigi sono le Galeries Lafayette, i grandi magazzini che contano ben 3 edifici in Boulevard Haussmann. Qui si trova veramente di tutto fra negozi lussuosi, articoli per la casa e un’intera sezione gourmet. Badate bene però che i prezzi non sono proprio a portata di portafoglio! Noi abbiamo fatto una colazione veloce a base di pain au chocolat alla caffetteria del 3° piano per poi spostarci a vedere la grande cupola neo-bizantina che richiama migliaia di turisti ogni giorno. Anche ai Lafayette l’angolo panoramico non manca: salite sulla terrazza all’ultimo piano per una vista magnifica sull’Opéra e sulla Tour Eiffel.

Montmartre

La Basilica del Sacré Cœur
La Basilica del Sacré Cœur

In cima alla collina di Montmartre sorge la Basilica del Sacré Cœur, un altro dei monumenti-simbolo di Parigi, entrato di diritto nell’immaginario collettivo per essere stato una delle location del film “Il favoloso mondo di Amélie”. Sono 200 i gradini della scalinata monumentale che portano fino alle porte della chiesa e altri 300 quelli da salire per giungere alla base della cupola. Il candore della facciata deve il suo aspetto alla pietra di cui è fatta: un travertino calcareo che reagisce con l’acqua piovana e si sbianca in continuazione.

Sulla destra, date un’occhiata alla sagoma dell’edificio arancione dietro la collina e diventato famoso su Instagram come “la casa storta”. Per non parlare del panorama dal sagrato della Basilica: se avete un po’ di tempo divertitevi a scorgere le varie zone di Parigi.

La "casa storta" sulla collina - Montmartre
La “casa storta” sulla collina – Montmartre

Poco più in là si apre Place du Tertre, la fucina degli spiriti creativi della città. Nel passato è stata meta frequentata da Impressionisti e Surrealisti mentre ora lascia spazio alla nuova generazione di ritrattisti che fanno a turno per portare in piazza i propri cavalletti e pennelli. Tutt’attorno, francesi e turisti sono seduti ai tavolini dei bistrot, intenti a mangiare “moules e frites” (cozze e patatine fritte, un must tutto francese) e a sorseggiare tazze di caffè dalla mattina alla sera.

Imboccando Rue Norvins, è facile cedere alla tentazione di entrare nella Biscuiterie de Montmartre per un assaggio dei macarons. Super consigliati quelli alla cannella con il ripieno di marmellata di lamponi.

Macarons al caramello salato o cioccolato? Ardua scelta!
Macarons al caramello salato o cioccolato? Ardua scelta!

Spostatevi dunque su Rue de l’Abrevoir, una via secondaria nel 18°arrondissement, famosa per le sue casette dai colori pastello e coperte di edera.

Scorci da Rue de l'Aubrevoir - Montmartre
Scorci da Rue de l’Aubrevoir – Montmartre

Scendendo poi lungo Rue des Abbesses, subito dopo l’uscita della metro, dirigetevi verso il Mur de je t’aime: una monumentale opera progettata da Frédéric Baron e Claire Kito, fatta di piastrelle blu su cui è stata scritta la frase “ti amo” in ben 311 lingue e dialetti del mondo. Tappa obbligata per tutti gli innamorati insomma!

Le Mur de je t'aime - Rue des Abesses
Le Mur de je t’aime – Rue des Abesses

A questo punto, è inevitabile che salga un certo languorino. Fermatevi al Vrai Paris, un bistrot dall’aspetto vintage e dalla pensilina gialla coperta di fiori rosa. Noi abbiamo preso un cappuccino e provato la “tarte aux framboises”, una stupenda tartelletta con crema e lamponi.

Da Vrai Paris per uno spuntino
Da Vrai Paris per uno spuntino

Il quarto e ultimo giorno inizia con una colazione a “La Parisienne”, la boulangerie in Rue des Halles che nel 2016 si è aggiudicata il premio per la miglior baguette di Parigi. Le Saint Honoré in vetrina fanno letteralmente gola ma anche il reparto panetteria non se la gioca male: noi ci siamo lanciate su croissant e pain au raisins.

Proseguiamo con la visita ai musei e a Parigi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Due le cose da tenere a mente:

  1. La prima domenica del mese l’ingresso non si paga.
  2. I cittadini europei minori di 26 anni anni entrano gratis praticamente ovunque.

Museo d’Orsay

Il primo niveau - Musée d'Orsay
Il primo niveau – Musée d’Orsay

Il museo d’Orsay è un’opera architettonica prima ancora di essere un museo infatti è stato costruito all’interno di una stazione ferroviaria ottocentesca ormai dismessa. Fu Gae Aulenti, un’architetta italiana, a riconvertire gli ambienti negli spazi espositivi che esistono oggi.

Il museo è uno scrigno di tesori per tutti gli amanti dell’Impressionismo, Post-Impressionismo e dell’Art Nouveau. Vi consigliamo in modo particolare il quinto piano che custodisce alcuni capolavori di Van Gogh, Cézanne, Gauguin, Manet, Degas e Renoir. E se vi piacciono le foto retrò, siate pazienti e attendete il vostro turno per scattarne una di fronte all’enorme orologio vetrato che affaccia sulla Senna. Un ottimo souvenir a costo zero!

  • Musée d’Orsay – sito web
  • Rue de Lille 62 / 7° arrondissement
  • Mar-Dom: 9.30-18.00 / Gio: 9.30-21.45 / Chiuso il lunedì
  • Intero: €12 / Gratis per bambini ed europei sotto i 26 anni

Museo Louvre

La piramide del Louvre compie 30 anni nel 2019
La piramide del Louvre compie 30 anni nel 2019

Come non riconoscere la sua imponente piramide di vetro che sbuca dalle mura attorno alla Cour Napoléon? Il Louvre è innegabilmente uno fra i musei più ampi e importanti al mondo. Pensate che ci vorrebbero 100 giorni per vederlo tutto, passando però solo 30 secondi in ogni stanza. “Amore e Psiche” di Canova, “La Gioconda” di Leonardo, “La libertà che guida il popolo” di Delacroix sono solo alcune fra le opere di valore inestimabile che troverete all’interno. Un consiglio: studiatevi la mappa prima di partire e segnatevi quali zone volete vedere in anticipo così da non perdere tempo perché l’interno rischia di essere labirintico!

  • Louvre – sito web
  • Rue de Rivoli / 1° arrondissement
  • Lun, Gio, Sab, Dom: 9.00-18-00 / Merc, Ven: 9.00-21.45 / Chiuso il martedì
  • Intero: €15 / Gratis sotto i 26 anni
Ultima foto davanti il Louvre
Ultima foto davanti il Louvre

Il nostro viaggio termina qui ma noi già non vediamo l’ora di tornarci!

L’itinerario sulla mappa

Per ulteriori informazioni, vi consigliamo di consultare l’ente del turismo ufficiale ParisInfo.


Prima volta a Parigi oppure si tratta di un gran ritorno? Scriveteci ogni eventuale dubbio o curiosità. Saremo felici di rispondervi.
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Al prossimo viaggio!
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