Parque del El Retiro, il polmone verde di Madrid

Quasi 125 ettari di spazi verdi inseriti nel contesto urbano di una grande metropoli come Madrid. Stiamo ovviamente parlando del meraviglioso Parque de El Retiro, una meta imprescindibile per turisti e madrileñi nelle belle giornate di sole che solo la Spagna sa regalare.

Quando viaggiamo, amiamo sempre trascorrere qualche ora nei parchi della capitali, specialmente quando sentiamo l’esigenza di prendere una pausa dalle visite ai musei o semplicemente dalla calca quotidiana. E Madrid, con la sua immensa oasi lussureggiante, non fa eccezione. Il suo parco più bello coniuga sport e svago ed è talmente grande che ci vuole Google Maps alla mano per girarlo senza perdercisi dentro.

Oltre a questo, fra aiuole coloratissime e giochi d’acqua, c’è anche l’aspetto storico del parco da tenere in considerazione: i giardini furono progettati nel XVII secolo per conto della famiglia reale e sono stati aperti al pubblico solo alcuni secoli più tardi.

Quali sono i punti di maggior interesse del parco?

Ci sono diversi punti di accesso al parco, quello principale però è quello in Plaza de la Indipendencia, in corrispondenza della Puerta de Alcalá. Da qui si può scegliere quale percorso intraprendere o quale attività svolgere. Per chi è amante delle due ruote, è possibile noleggiare le biciclette con il servizio BiciMAD (c’è un punto di ritiro automatico appena fuori dal parco). In alternativa si possono affittare le barchette a remi che fanno il giro del laghetto. Un’esperienza da non perdere! Ogni barca ospita al massimo 4 persone e il giro dura 45 minuti, il tempo necessario per spassarsela senza stancarsi. Remare comunque è più semplice di quanto si possa pensare anche se, a tratti, pare di stare sugli autoscontri e il rischio di collisione con altre imbarcazioni è sempre dietro l’angolo. A noi un paio di “lo siento mucho” sono sfuggiti!

Info sull’Embarcadero de El Retiro

  • Sito web del Turismo Madrid
  • Prezzo per barca: 6€ da Lunedì a Venerdì / 8€ Sabato e Domenica + Festivi
  • Orario noleggio: Lun-Dom 10.00 – 17.30/20.30 (a seconda del periodo dell’anno)
Fare un giro sulle barche dell’Embarcadero: super consigliato!

Fuente de los Galápagos

Eccola, la prima grande fontana che si incontra oltre l’ingresso, dopo il lungo viale alberato in salita.

La fuente de los Galápagos
Le architetture spagnole, quelle belle.

Estanque Grande

Il laghetto artificiale, situato subito dopo l’Embarcadero, è il punto focale dell’intero parco. E’ stato progettato dall’architetto Cristobal de Aguilera fra il 1634 e il 1636 e ha cambiato destinazione d’uso nel corso dei secoli: all’inizio veniva utilizzato per mettere in scena spettacoli acquatici, battaglie navali e naumachie, ora invece è una nota attrazione turistica. Tutti amano passare qualche ora qui: c’è chi si siede su una panchina a leggere un libro, chi fa jogging, chi pattina sui roller blade lungo il viale, chi si ferma ad ascoltare gli artisti di strada che intonano canzoni dal ritmo andaluso. Si riesce proprio a percepire un clima lento e rilassato, interrotto solamente dal chiacchiericcio dei passanti e dallo scroscio d’acqua delle fontane in lontananza.

Attorno al lago ci sono diversi chioschetti ma il caffè conviene decisamente prenderlo fuori. Abbiamo sentito dire che sono un pochino overpriced; insomma non esattamente economici in termini di costi!

L’Estanque Grande, il laghetto artificiale del parco
Monumento di Alfonso XII e l’Estanque grande

Monumento dedicato ad Alfonso XII

L’imponente statua equestre dell’ex-sovrano spagnolo, posta sopra una colonna di marmo alta 30 metri, risale al 1922 e si trova al centro del monumentale colonnato semicircolare situato nella parte orientale dell’Estanque Grande. Per provare a cogliere il suo aspetto solenne bisogna girarci attorno e cambiare più volte punto di vista, cosa che si può fare avvicinandosi via terra oppure in barca. Tra l’altro, sotto la statua, la struttura a gradoni è perfetta per una breve sosta o per il pranzo al sacco, specialmente in giornate soleggiate.

Il monumento di Alfonso XII a Madrid
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Palacio de Cristal

Immerso nella natura e situato in riva ad un laghetto: questa spettacolare struttura è un esempio impeccabile di “architettura del ferro”. E’ stato progettato e costruito dall’architetto Ricardo Velázquez Bosco nel 1887 per ospitare un’immensa serra di piante tropicali in occasione di una mostra sulle Filippine. Venne poi restaurato nel 1975 e da allora è sotto la tutela del Museo Centro de Arte Reina Sofía, che all’interno vi allestisce periodicamente esposizioni di arte contemporanea. Sfortunatamente temevamo di trovarlo chiuso l’1 gennaio ed infatti, così è stato. Siamo dovute tornare qualche giorno dopo per poter passeggiare fra le sue ampie vetrate longitudinali, colpite dalla calda luce pomeridiana. Il Palacio de Cristal è stato nella nostra wishlist per molto tempo e finalmente siamo riuscite a toglierci la soddisfazione di entrarci.

Palacio de Cristal, l'edificio più bello del parco
Palacio de Cristal, l’edificio più bello del parco

Fate caso alla cascatella sul lato destro del palazzo: grazie al passaggio scavato nella roccia è possibile camminare sotto il potente getto d’acqua che scorre. Tenete pronte le macchine fotografiche in questo punto: gli angoli instagrammabili si sprecano!

L'incredibile prospettiva all'interno del Palacio de Cristal
Vuoi non farla una foto nel Palacio de Cristal?!

Palacio de Velázquez

Il secondo palazzo del parco si trova poco distante dal Palacio de Cristal ed è il Palacio de Velázquez, costruito dallo stesso architetto del precedente e anch’esso utilizzato per accogliere mostre temporanee. Non potrebbe essere più diverso dal “fratello” che gli sta affianco nonostante la stessa dichiarazione d’intenti: facciata color rosso mattone, richiami di stile moresco, decorazioni fatte di azulejos e rilievi in stucco.

Info utili su Palacio de Cristal e Palacio de Velasquez:

  • Ingresso Gratuito
  • Novembre-Marzo: 10.00-18.00 / Aprile-Settembre: 10.00-22.00 / Ottobre: 10.00-19-00
  • Chiuso 1 e 6 Gennaio, 2 Maggio, 25 e 1 Dicembre

La Rosaleda

Questa parte del parco è uno spettacolo da vedere soprattutto durante i mesi primaverili, quando oltre 4000 rose cominciano a fiorire e ad inondare di colore il magnifico roseto di forma ellittica risalente al 1915 e realizzato dal primo giardiniere del parco, Cecilio Rodriguez. Purtroppo in inverno non fa lo stesso quindi vorrà dire che dovremo tornare a Maggio per poterlo vedere all’apice dello splendore!

Il viale alberato che conduce alla Puerta de Alcalá

Il bosco degli scomparsi

L’angolo più significativo del parco è sicuramente quello del Bosque de los Ausentes (in spagnolo), una zona composta da 192 alberi (22 olivi e 170 cipressi) che commemorano ciascuna delle vittime dell’attentato avvenuto nel 2004. La splendida area verde, oltre ad avere un significato simbolico molto forte, è particolarmente amata dai turisti in estate perché offre diverse zone d’ombra in cui rifugiarsi nelle ore più calde.

Parterre francés, il giardino con l’albero più antico della città

Jardín del Parterre

Questo magnifico giardino alla francese fa parte dei vecchi giardini di corte annessi al Palacio del Buen Retiro e fatti costruire da Filippo IV nel 1630, che nel tempo hanno subito diversi restyling e cambiamenti. Quella che è rimasta è la disposizione geometrica degli elementi che ancora oggi si conserva in una generale simmetria della vegetazione e delle aiuole. La cosa interessante di questi giardini è soprattutto l’aspetto botanico: l’ahuehuete di origine messicana sul lato sinistro è una specie molto longeva che potrebbe avere migliaia di anni mentre il cipresso calvo di origine mediterranea pare abbia la bellezza di 500 anni.

Gli alberi secolari del Jardín del Parterre

Esattamente al centro dei giardini, è stato posto il Monumento a Jacinto Benavente che rappresenta un omaggio al Teatro nella figura di uno dei più grandi drammaturghi della storia spagnola. Il monumento si trova su un doppio gradino, circondato da vegetazione ornamentale su cui poggia la scultura bronzea di una donna greca dall’aspetto ieratico che alza le braccia verso il cielo, tenendo una maschera sulla testa (simbolo per eccellenza del teatro appunto). La figura è sostenuta da un piedistallo granitico su cui sono posti vari elementi come il busto del profilo di Jacindo Benavente e una corona d’alloro.

Monumento a Jacinto Benavente

La fontana dell’angelo caduto

Il Parque de El Retiro pullula di fontane, grandi o piccole che siano. Ci siamo soffermate su una in particolare però, quella al cui centro sorge una statua insolita: una raffigurazione non di un angelo, bensì di Lucifero mentre cade dal paradiso. Sulla base ci sono dei serpenti (una chiara iconografia del male) mentre i getti d’acqua fuoriescono da una serie di bocche dall’aspetto demoniaco. Costruita nel 1874, la figura dall’espressione contorta e disperata si rifà ad una importante opera letteraria di Milton, “Paradiso Perduto” appunto. Interessante è il velo di mistero che riveste questa statua e il passato sinistro ad essa legato: si dice infatti che, negli anni successivi alla sua costruzione, questo luogo fu teatro di riti esoterici. Mah, sarà vero?!

L’itinerario sulla mappa

Ci sono anche altri punti del parco che meriterebbero una visita e che però non abbiamo fatto a tempo ad esplorare, ma si sa: non si può far tutto! Vorrà dire che la prossima volta toccherà a quelli.


E voi, l’avete già trascorsa una giornata fra il verde del Parque del Retiro? Cosa vi ha colpito di più? Vi va di raccontarcelo qui sotto? Se l’articolo vi è stato utile, condividetelo sui social network.
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Toledo, la “città delle tre culture” in un giorno

La chiamano “la città delle tre culture” per l’affascinante commistione di stili che testimonia la compresenza di tre diverse religioni nel corso dei secoli: quella ebraica, quella islamica e quella cristiana. Toledo, il capoluogo della regione autonoma Castilla-La Mancha situato nella Spagna centro-meridionale, ha però origini romane. Gli scavi hanno portato alla luce un acquedotto e un anfiteatro, sopra il quale sono state costruite le case del quartiere delle Covachuelas. 

Fucina di storia e di arte, il borgo medievale dalle mura fortificate e dalle stradine in ciottoli, nel 1987 si è conquistato anche il titolo di sito Patrimonio dell’Unesco, attirando visitatori da ogni angolo del globo. 

Pensate un po’: nelle campagne toledane Cervantes vi ambientò il suo Don Chisciotte mentre il pittore manierista El Greco ci visse diversi anni della sua vita, lasciando ora in eredità alla cittadina una preziosa casa-museo. Ma Toledo è anche conosciuta per l’artigianato locale di lame d’acciaio e per i prodotti enogastronomici di spicco: tra una visita e l’altra, approfittatene per assaggiare i mitici bocadillos con prosciutto iberico o ancora meglio quelli con queso manchego (il formaggio di pecora, tipico della zona).

 

Leggi anche – Madrid: 15 cose da non perdere nella capitale della movida

Come si raggiunge Toledo?

Situata a soli 70 Km da Madrid, Toledo si raggiunge comodamente in treno, partendo dalla stazione di Puerta de Atocha. I treni partono a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Inoltre, conviene sempre acquistare i biglietti online per non rischiare di non trovarne più disponibili (sì, si esauriscono molto in fretta, specialmente in alta stagione).  Dopo aver superato i normali controlli di sicurezza (per prendere un treno in Spagna ci sono dei controlli come quelli aeroportuali), siamo salite sul treno che è partito puntualissimo alle 10.30. In poco più di 25 minuti siamo giunte a destinazione, pronte per essere catapultate nella storia antichissima di questa cittadina.

La statua di Cervantes ci ha accolto in città
Le coloratissime botteghe artigiane di Toledo

Quali sono i luoghi storici da visitare? 

Ci sarebbero moltissime cose da vedere a Toledo. Ecco quelle che noi abbiamo inserito nel nostro itinerario.

Puerta de Alcántara 

Arrivando dalla stazione, la prima cosa che appare davanti (dopo l’Alcázar) è il ponte che conduce ad una delle porte di ingresso. Essa risale al X secolo, è di origini arabe e ha avuto un ruolo chiave nel monitoraggio degli accessi in città durante il Medioevo. Il nostro primo incontro ravvicinato con l’architettura mudéjar ha fatto scattare la scintilla: ogni arco è stato un’occasione per scattare una foto. Oltre la porta, una lunga salita a gradoni indica la via per giungere fino al centro storico (il casco antiguo). Essendo una città arroccata su una collina, vi consiglio di indossare un paio di scarpe comode perché ci sarà sicuramente da camminare.

Alcázar

E’ impossibile non notarla. Arrivando da Madrid, la fortezza è la prima cosa che si scorge in lontananza, grazie alla sua posizione strategica in cima ad un’altura. Fu voluta come dimora ufficiale e fatta costruire dal monarca Carlo V quando Toledo era ancora capitale della Spagna ma in seguito subì diversi incendi e fu quasi interamente distrutta durante la guerra civile spagnola. Il generale Franco la fece ricostruire nei primi anni del Novecento e ancora oggi, l’Alcázar è uno dei monumenti-simbolo della città. Attualmente ospita una vasta biblioteca e il museo dell’Esercito. 

L’Alcázar al tramonto da piazza Zocodover

Catedral Primada di Toledo

La Cattedrale di Santa Maria, il più grande capolavoro di arte gotica in Spagna, fu eretta fra il 1226 e il 1493. 

La facciata, che ricorda quella delle cattedrali francesi, presenta 3 portali: la Puerta del Perdón (centrale), la Puerta del Juicio Final (a destra) e la Puerta del Infierno (a sinistra). Fate attenzione alle torri campanarie: una è visitabile e custodisce la campana “gorda”, mentre l’altra non è mai stata terminata ed è stata chiusa con una cupola.

Non appena dentro, l’occhio cade subito sulla Capilla Mayor, da cui svetta imponente il Retablo dorato che raffigura diverse scene bibliche. Dietro la cappella invece, nel deambulatorio, l’attenzione viene sicuramente catturata da El Trasparente, un’incredibile opera scultorea in marmo e alabastro in stile tardo barocco, progettata dall’architetto Narciso Tomé e posizionata sotto un oculo affrescato da cui penetra la luce che illumina l’altare maggiore.

Gli archi delle alte navate della Cattedrale
El trasparente - opera scultorea in marmo e alabastro
"La cattura di Cristo" di Goya, all'interno della Sacrestia
La tela di Caravaggio
Le vetrate colorate della Cattedrale
Sculture della Cattedrale

 

Gli appassionati d’arte faranno i salti di gioia non appena entreranno nella Sacrestia: la sala rettangolare, con volta a botte affrescata da Luca Giordano, ospita a sua volta una piccola pinacoteca con tele di artisti del calibro di Goya, Tiziano, Caravaggio, El Greco, Velazquez, Raffaello e Rubens. Una collezione piccola ma da sindrome di Stendhal!

La Cattedrale di Toledo, il capolavoro gotico di Spagna
  • Catedral Primada – sito web
  • Plaza del Ayuntamiento
  • Aperta dalle 10.30 alle 18.30 (Lun-Sab) e dalle 14.00 alle 18.30 (Domenica).
  • Ticket: 11€/ Audioguida compresa nel prezzo.

 

Oltre la Plaza del Ayuntamiento, si imbocca Calle Consistorio, una via lunga e stretta che conduce al quartiere ebraico della città, la Juderia. I rimandi alla multiculturalità sono ovunque: un occhio attento nota subito le piccole formelle in ceramica azzurra (come quella in foto) incastonate nel pavimento e nei muri in pietra, che raffigurano simboli israeliti come il menorah e la stella di David.

Con il naso all'insù all'interno della sinagoga.
I simboli ebraici alla Juderia

Sinagoga Santa María la Blanca

A metà strada tra il museo El Greco e il Monastero, si giunge nei pressi dell’antica Sinagoga Santa María la Blanca, costruita nel XII secolo. Si pensa che la sinagoga fu fatta costruire da scalpellini musulmani per gli ebrei di Toledo che desideravano un luogo di culto in città. Ampi archi a ferro di cavallo, pilastri ottagonali in laterizio, soffitto in legno a cassettoni e archi ciechi in gesso decorati con motivi geometrici dorati, fanno parte di una struttura che mescola elementi dello stile sobrio almohade a elementi del sinuoso stile moresco. Da noi non capita spesso di trovarsi faccia a faccia con architetture di influenza cristiana mozarabica, per questo motivo posso dire che l’abbiamo trovato un ambiente straordinariamente affascinante e per certi versi anche molto meditativo. Ora la sinagoga è una ex-chiesa cattolica: un esempio concreto che la somma di culture diverse può portare ad un arricchimento sotto molteplici punti di vista.

Sinagoga di Santa María la Blanca, situata nel quartiere ebraico

  • Calle de los Reyes Católicos 4
  • Aperto dalle 10.00 alle 17.45
  • Ticket: 2,80€
La sinergia architettonica fra lo stile moresco e lo stile almohadi.

Monastero di San Juan de los Reyes

Poco più in là, in fondo a Calle de los Reyes Católicos, sorge il Monastero di San Juan de los Reyes, uno straordinario esempio di gotico isabellino, ora sotto la gestione dei francescani. La struttura fu fatta costruire nel XV secolo su volere dei sovrani di Spagna (Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia) in seguito alla Battaglia del Toro, in cui l’esercito castigliano ebbe la meglio su quello portoghese. La chiesa a croce latina è impostata su un’unica navata e ha due cappelle laterali. Anche qui, come tipico di tutta la città di Toledo, il chiostro mescola lo stile mudéjar con quello del gotico rinascimentale in una sinergia architettonica che dà vita ad un ibrido, unico nel suo genere. Fate attenzione alle particolarità delle pareti esterne del monastero: vi sono state apposte le catene degli schiavi liberati dopo la conquista di Granada.

 

I dettagli del piano inferiore del chiostro – Monastero di San Juan de los Reyes
Lo stile gotico isabellino del chiostro – Monastero di San Juan de los Reyes
Calle de los Reyes Católicos, una delle vie più folkloristiche

Mirador del Valle

Basta fare una ricerca mirata dell’hashtag #toledo su Instagram per capire che uno dei posti da segnare per forza nella mappa è il Mirador del Valle. Una volta attraversato il fiume Tago e imboccata la strada sulla collina, dal lato opposto della città, si giunge ad uno dei punti più belli da cui immortalare il panorama mozzafiato di Toledo. In giornate limpide, il momento più adatto per salire fin quassù è il tramonto, orario in cui gli ultimi raggi del sole colpiscono le pareti degli edifici, rendendo la città un gioiello dai toni ambrati. Tra il rumore dell’acqua, il suono delle campane in lontananza e questo scenario così suggestivo, giuro che avremmo voluto rimanere a fissare quello skyline per ore se solo avessimo potuto.

Arrivarci non è complicato. Il modo più simpatico per raggiungere il Mirador del Valle è salire sullo Zocotren, il trenino che parte ogni ora da Plaza Zocodover e che porta i turisti a fare un giro di tutti i punti salienti della città. Nel caso il treno fosse già partito o fosse pieno (proprio come è successo a noi), non disperate! Segnatevi la linea 71 dell’autobus oppure in alternativa prendete un taxi.

Mirador Del Valle, il punto panoramico di Toledo

Puente de San Martín 

Un altro significativo ponte medievale della città è quello di San Martín, eretto nel XIII secolo con blocchi di pietre e poi ricostruito in epoca successiva, durante la quale sono stati aggiunti i torrioni difensivi alle estremità. Ci siamo fermate qui qualche minuto, di ritorno dal Mirador del Valle, giusto in tempo per vedere le ultime sfumature rosa del cielo che lasciavano velocemente il passo alla notte. 

Il ponte di San Martín al tramonto

La specialità dolciaria

Parlando di tradizioni gastronomiche c’è un prodotto, più di tutti, che ha reso celebre la città castigliana: il marzapane. Ebbene, amanti delle mandorle, a Toledo troverete il vostro paradiso. In città lo preparano ancora le suore nei conventi, a partire da un’antica ricetta che prevede una miscela di mandorle tritate e zucchero che poi viene modellata e passata in forno. Le confiteríe vendono questi dolcetti caratteristici dietro ogni angolo. Noi qui ve ne consigliamo un paio che si trovano proprio nella strada dietro il Monastero di San Juan de los Reyes, in Calle Santo Tomé.

  • Confitería Santo Tomé – vasta selezione di marzapane semplice e ripieno; da provare quello con la confettura di zucca.
  • Convento de San Antonio de Padua – un piccolo cartello conduce al portone di un convento che vende tra i migliori dolcetti di marzapane della città.

L’itinerario sulla mappa

Per ulteriori informazioni, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale di Turismo in Spagna.


E voi, avete già visitato Toledo oppure avete in mente di farlo in futuro? Avete qualche dubbio o curiosità in merito ai suoi luoghi di culto e ai suoi edifici storici? Scriveteceli qui sotto e se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo sui social network.
Al prossimo viaggio!

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Irlanda, 5 tappe imperdibili nella Contea di Wicklow

Natura incontaminata e cespugli d’erica, laghi e vallate, antiche rovine celtiche e piccoli villaggi sperduti nel cuore delle montagne. La Contea di Wicklow custodisce alcuni fra i tesori più preziosi dell’Ireland Ancient East.

Non è un caso che la zona situata nella parte sud-orientale dell’isola di Smeraldo sia stata ribattezzata “Il giardino d’Irlanda”. Le distese verdi punteggiate di viola si estendono a perdita d’occhio in tutta la zona protetta del Parco Nazionale delle Wicklow Mountains. Anche il cinema e l’industria musicale non hanno potuto fare a meno di cedere al fascino della Contea di Wicklow, facendola diventare teatro delle scene del film “Braveheart” e della serie tv “Vichings”.

Siete pronti a scoprire anche voi le aree più belle di questo florido angolo d’Irlanda? In questo articolo ve ne suggeriamo 5 che vale assolutamente la pena inserire nel proprio itinerario.

La Contea di Wicklow, chiamata anche “Il giardino d’Irlanda”.

1. Glencree German War Cemetery

E’ questa piccola località poco distante da Enniskerry la prima tappa del nostro tour nella Contea di Wicklow.  A soli 22 Km dal centro di Dublino si trova l’unico cimitero militare tedesco in Irlanda, il Glencree German War Cemetery. Questo luogo, immerso nella natura più selvaggia, accoglie 134 tombe di soldati caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Glencree è un memoriale pervaso da un clima di raccoglimento, ricordo e memoria per chi ha vissuto quel tragico periodo storico e non è sopravvissuto per poterlo raccontare.

2. Lough Tay – Guinness Lake

Lough Tay, meglio conosciuto come Guinness Lake – Contea di Wicklow

Situato fra le montagne Djouce e Luggala, il Lough Tay è un piccolo ma affascinante lago che domina una delle tante vallate appartenenti al Parco Nazionale delle Wicklow Mountains. E’ stato ribattezzato Guinness Lake dagli irlandesi per la sua particolare conformazione, che secondo molti ricorderebbe una pinta della celebre “black stuff”. In effetti, le acque scure del lago e la striscia di sabbia bianca sulla battigia potrebbero richiamare alla mente l’idea di un boccale di birra colmo di schiuma in cima. Tra l’altro, la terra su cui si trova il lago è proprietà privata proprio della famiglia Guinness, alla quale è possibile avvicinarsi solo tramite la Military Road, la strada che attraversa l’intero Parco Nazionale. Poco male però: è dall’alto che si coglie meglio tutta la bellezza di questo lago dall’aspetto misterioso e che si riescono a scattare le fotografie più suggestive. Prendetevi un momento per contemplare il silenzio: questa vallata riesce ad infondere un incredibile senso di tranquillità.

3. Sally Gap

Incontrare animale nella Contea di Wicklow è più facile di quanto si pensi.

Avete presente quella scena di “P.S.:I love you.” in cui Hilary Swank passeggia confusa ed incontra un giovane Gerald Butler che le indica la strada da seguire? Ecco, se non sapete di quale film stiamo parlando, date un’occhiata qui! Beh in quella scena, i due protagonisti si trovano proprio al ponte del Sally Gap, che con i suoi 520 metri d’altezza è il passo di montagna più alto d’Irlanda. Questa è la zona in cui si incrociano le strade panoramiche più affascinanti della Contea di Wicklow. Un tripudio di infinite distese verdi, brughiere fiorite d’erica e il rumore assordante del silenzio rendono il Sally Gap un luogo innegabilmente contemplativo. Con un pizzico di fortuna, potrebbe capitarvi di scorgere qualche gruppetto di pecore al pascolo o di cervi che sonnecchiano in qualche radura isolata.

4. Glendalough

Glendalough – Sito monastico fondato nel VI secolo nella Contea di Wicklow

La quarta tappa è uno dei posti più noti del Parco Nazionale delle Wicklow Mountains.  La vallata di Glendalough, formatasi migliaia di anni fa in seguito all’erosione messa in atto dall’ultima Era Glaciale, è un’oasi naturale di pace e benessere, avvolto nel verde lussureggiante dei monti dell’Ireland Ancient East. Glendalough (letteralmente “terra fra i due laghi” in gaelico) offre scorci idilliaci, torrenti glaciali dalle acque fredde e cristalline e percorsi di trekking immersi nella natura. Fra i fitti boschi di conifere si nascondono l’Upper Lake e il Lower Lake, i due grandi laghi della zona. Talvolta, in giornate grigie e di pioggia, dall’Upper Lake si alza una leggera nebbia che nasconde parzialmente la vallata retrostante: è in quei momenti che emerge quell’atmosfera romantica e struggente così tipicamente irlandese. Un termine azzeccatissimo per descriverla sarebbe “sublime”, non nel senso comune del termine quanto piuttosto come quel sentimento di incommensurabilità fra la forza della natura e l’uomo, teorizzato dai filosofi dello Sturm und Drang settecentesco. La sensazione che ci ha pervaso è stata quella di essere state catapultate in un dipinto di Kaspar Friedrich, vestendo per pochi istanti i panni di quello stesso viandante avvolto dalla fitta coltre di nubi scese a valle.

Vista sull’Upper Lake – Glendalough, Contea di Wicklow

Oltre all’aspetto naturalistico, Glendalough è anche un importante sito monastico che fu fondato dal St. Kevin nel VI secolo. Il monaco cristiano decise di vivere da eremita fra le Wicklow Mountains, abbandonando i beni materiali e sposando la filosofia ascetica. Con il trascorrere del tempo, si formò attorno a lui una comunità di discepoli che ne condividevano lo stile di vita. L’insediamento fu aspramente segnato dal passaggio dei Vichinghi e in seguito, dall’invasione anglo-normanna. Ciononostante, i resti di alcune strutture si sono preservati sino ad oggi, rendendo Glendalough una appetibile meta turistica.

The Round Tower, Glendalough
Il cimitero del sito monastico fondato da S. Kevin
St. Kevin's Kitchen

Fiore all’occhiello dell’ex-monastero è la Round Tower, che con i suoi 30 metri d’altezza domina la vallata. Al tempo dei monaci, la struttura aveva una duplice funzione: torre di difesa in caso di attacco nemico e torre campanaria nella vita quotidiana. Passeggiando fra le croci celtiche e le rovine dell’antico villaggio ancora oggi si percepisce quell’aurea di misticismo che ha permeato Glendalough per secoli.

 

5. Avoca

Avoca, il pittoresco villaggio nel cuore della Contea di Wicklow

E’ l’ultima tappa quella che non ti aspetti! Uscendo dal Parco Nazionale, c’è un villaggio pittoresco, situato proprio a lato dall’omonimo fiume. Avoca è una piccola perla incastonata nel sud della Contea di Wicklow. Poche casette colorate, un piccolo ristorante, una chiesa dallo stile gotico: l’aria che si respira qui è quella dell’Irlanda rurale di un tempo, ricca di tradizioni e rituali. Avoca è famosa per aver dato i natali ad “Avoca Handweavers“, un’azienda specializzata in prodotti tessili ricavati dalla lavorazione della lana. Tutto cominciò come una piccola attività a conduzione familiare che oggi però vanta punti vendita sparsi in tutta l’Irlanda, complice l’ottima reputazione legata alla qualità dei suoi prodotti.

Avoca, il piccolo villaggio sul fiume
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Il mulino (attivo dal 1723) si trova a soli 200 metri dal centro del minuscolo paesino ed è tutt’ora visitabile. L’originalità e le fantasie sgargianti dei filati di Avoca sono il marchio di fabbrica che hanno permesso a questo brand di affermarsi sul panorama commerciale nazionale. Coloro a cui piace fare shopping troveranno pane per i propri denti: il piccolo negozio al dettaglio del villaggio vende maglioni, sciarpe e coperte (realizzati direttamente sul posto) mentre a fianco una caffetteria offre bevande calde e torte fatte in casa. Non abbiamo potuto resistere e quindi ci siamo portate a casa un vasetto di lemon curd e dei biscotti shortbread come souvenir.

 

L’itinerario sulla mappa

Note e consigli

Tutte le tappe che vi abbiamo segnalato sopra possono essere raggiunte comodamente in auto, una volta superato l’ostacolo della guida a sinistra. Viaggiando in totale autonomia avrete sicuramente l’opportunità di fare cambi di programma e gestire i tempi a vostra discrezione. Per comodità noi ci siamo affidate al tour organizzato targato Greyline, con il quale abbiamo avuto un’esperienza molto positiva. Il simpatico autista John ci ha raccontato curiosità, aneddoti e storie sull’Irlanda lungo la strada, spiegandoci il più possibile cosa stavamo andando a visitare.

Per qualsiasi altra informazione, vi consigliamo di visitare il sito di Turismo Irlanda.


E voi, avete già visitato o state programmando di visitare la Contea di Wicklow? Se avete già fatto un’escursione fra le Wicklow Mountains, quale luogo vi ha colpito di più? Fatecelo sapere qui sotto con un commento e se l’articolo vi è stato utile, condividetelo sui social network.
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