Babka alla crema di nocciole [brioche dolce]

La babka è una brioche lievitata, incredibilmente soffice, tipica dell’Europa orientale, la cui caratteristica è il particolare intreccio che lascia intravedere il ripieno. Ne ho viste tante di immagini in rete e così l’ho provata (un po’ per gioco perché ormai saprete quanto io adori i lievitati). Ho capito subito però, sin da quando stavo impastando, che ne sarebbe uscito qualcosa di davvero buono. L’aspetto somiglia a quello di un pane in cassetta ma l’interno nasconde una sorpresa golosissima: una farcitura realizzata con crema di nocciole, granella di nocciole e cioccolato.  A dir poco I-R-R-E-S-I-S-T-I-B-I-L-E! Ovviamente potreste variare la farcitura con ciò che più vi piace, dai pistacchi al burro d’arachidi, dalle mandorle alla marmellata e scommetto che il risultato sarebbe grandioso in ciascuno dei casi! 

Non resisto al profumo delle brioche, del pane dolce, dei croissants; quel tipico aroma burroso e caldo che emanano quando sono in forno e che inonda la stanza di un profumo paradisiaco. Toglietemi tutto insomma ma non la mia amata continental breakfast! Qualche fetta di questa brioche insieme ad un cappuccino schiumoso rendono la colazione un momento di pura pace dei sensi e di gioia sia per gli occhi che per il palato. Un piccolo sfizio tutto nostro da concederci al mattino prima di affrontare una nuova giornata, carichi come non mai! 

 

 

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Babka alla crema di nocciole [brioche dolce]
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Author:
Tipo di ricetta: Lievitati, Dolci da colazione
Dosaggio: Per 6 persone
Ingredienti
  • 200 g farina manitoba
  • 125 g farina "00"
  • 1 uovo
  • 110 ml latte intero
  • 50 g zucchero semolato
  • 50 g burro morbido
  • 3 g lievito di birra secco/ 10 g lievito di birra fresco
  • 70 g granella di nocciole tostate
  • 300 g crema spalmabile di nocciole
  • 2-3 cucchiai di gocce di cioccolato
Procedimento
  1. Fate sciogliere il lievito di birra nel latte tiepido. Riunite le farine in una ciotola capiente, aggiungeteci lo zucchero, il lievito con il latte, rompetevi dentro un uovo e cominciate ad impastare velocemente con un cucchiaio. Aggiungete il sale ed il burro ammorbidito, un pezzetto alla volta, avendo cura di non aggiungerne ancora fino a quando il precedente non è stato completamente assorbito.
  2. Impastate per almeno 10 minuti: l’impasto dovrà risultare elastico, omogeneo e ben incordato.
  3. Riponete l’impasto nella ciotola leggermente imburrata e copritelo con pellicola alimentare. Lasciatelo lievitare per 2-3 ore; dovrà raddoppiare di volume.
  4. Una volta lievitato, rovesciate l’impasto su di una spianatoia e stendetelo, formando un rettangolo delle dimensioni di circa 40×30 cm.
  5. Spalmate la superficie della brioche con la crema di nocciole, poi distribuitevi sopra le gocce di cioccolato e la granella di nocciole tostate.
  6. Arrotolate l’impasto partendo dal lato più lungo. Una volta ottenuto un rotolo, incidetelo lungo il senso della lunghezza e tagliatelo in due metà. Intrecciate le due metà, chiudete le estremità e ponete la brioche così ottenuta all’interno di uno stampo da plumcake.
  7. Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare per circa altri 60-90 minuti.
  8. Preriscaldate il forno statico a 190°C/ ventilato a 160°C e infornate la babka ben lievitata. Cuocetela per circa 30-35 minuti. Lasciatela intiepidire prima di tagliarla a fette.

 

Ben chiuso in un sacchetto per il pane o una busta di nylon, questa babka alla crema di nocciole si conserva morbida per 2-3 giorni. Potete utilizzare la fantasia ed arricchire la farcia con ciò che più vi piace.


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Corona di panini al latte e panini di farina integrale

“Buono come il pane!” Sì, mai proverbio fu più azzeccato di questo! Il pane è uno degli alimenti alla base della nostra dieta, uno fra i più antichi, fra i più genuini e fra i più apprezzati! Insomma, volete mettere una bella fetta di pane, ancora tiepido, dalla mollica morbida, leggera ed alveolata e dalla crosta dorata e fragrante, cosparsa da una generosa cucchiaiata di marmellata di albicocche? Non ne vorreste proprio una sotto il naso adesso; insomma non vi si è già attivata la salivazione?

Poche cose non mi stanco mai di fare e fra queste c’è proprio il pane! Unire la farina, l’acqua ed il lievito, accarezzare quella massa informe e appiccicosa che poco a poco si trasforma in un impasto elastico e consistente, percepire la porosità del legno del piano di lavoro sottostante, assistere alla magia della lievitazione ed infine lasciarsi pervadere da quell’odore pungente di alcool, prodotto dalla fermentazione. Non c’è dubbio che per me questa attività sia un potentissimo antistress. Altrimenti non mi prenderei la briga di fare tutto a mano e trasferirei tranquillamente gli ingredienti nell’impastatrice. E poi la soddisfazione di addentare un pezzo di pane fatto con le proprie manine dà una soddisfazione incredibile, ve lo garantisco!

Questo in particolare, è un pane che ho fatto e rifatto e che è sempre piaciuto moltissimo! Metà integrale e metà al latte per accontentare proprio tutti! Così morbido che i panini si staccano semplicemente con le mani. Può essere mangiato così al naturale oppure farcito con qualsivoglia farcitura, sia dolce che salata. Relativamente veloce da realizzare, con tempi di attesa non troppo dilatati, il che lo rende la soluzione ideale anche per chi si vuole cimentare con la preparazione del pane ma magari ha poca dimestichezza con i lievitati. Un pane che vale la pena provare insomma! 

 

 

Per l’impasto integrale:

175 g farina integrale

75 g farina manitoba

1 g lievito di birra secco

1 cucchiaino di sale

1 e 1/2 cucchiaino di zucchero o miele

150 ml acqua tiepida

25 g burro morbido o 20 g olio extra vergine di oliva

Per l’impasto al latte:

100 g farina “00”

125 g farina manitoba

1 g lievito di birra secco

1 cucchiaino di sale

1 e 1/2 cucchiaino di zucchero o miele

15 g burro morbido o olio extra vergine d’oliva

150 ml latte intero tiepido

Per guarnire:

mezza tazzina di latte

fiocchi d’avena, semi di sesamo e semi di papavero q.b.

 

1) Procedete iniziando dall’impasto integrale: in una ciotola riunite farine, zucchero, lievito, sale ( avendo cura di versarlo dalla parte opposta della ciotola rispetto al lievito), burro o olio e cominciate ad amalgamare versando poca acqua tiepida alla volta. Trasferite l’impasto su di una spianatoia leggermente infarinata ed impastate vigorosamente per 10 minuti fino ad ottenere un panetto elastico e liscio. Oliate la ciotola e ponetevi l’impasto. Sigillate i bordi con  la pellicola alimentare e lasciate lievitare in un luogo caldo.

2) Procedete allo stesso modo con l’impasto n°2. Amalgamate gli ingredienti, impastate per una decina di minuti e mettete a lievitare per circa 2-3 ore. Gli impasti dovranno raddoppiare di volume.

3) Una volta gonfi, prendete i due impasti e rovesciateli nuovamente sul piano di lavoro. Dividete l’impasto integrale in 10 pezzi uguali, mentre quello al latte in 9. Con ciascun pezzetto di impasto formate delle palline, ripiegando i lembi di pasta su se stessi.

4) Foderate una tortiera del diametro di 24-26 cm con carta forno, poi alternate le palline integrali a quelle al latte, lasciando un po’ di spazio fra l’una e l’altra perché dovranno lievitare ancora. Coprite con un canovaccio umido e fate lievitare il pane una seconda volta per circa 45-60 minuti.

5) Preriscaldate il forno statico a 200°C ( ventilato a 170°C). Spennellate la superficie del pane con poco latte e cospargete i panini integrali con dei fiocchi d’avena mentre quelli al latte con dei semi di sesamo e papavero, così al termine della cottura potrete tranquillamente distinguerli. Infornate per 25-30 minuti. Lasciate intiepidire prima di rimuoverlo dallo stampo.

 

 

 

 

 

 

Questo pane si conserva per 1-2 giorni, se viene riposto all’interno di un sacchetto con chiusura ermetica. Nel caso ve ne avanzasse un po’ di più, potreste tagliarlo a cubetti e tostarlo in forno insieme ad un filo d’olio e ricavarne dei buonissimi crostini, ideali per guarnire una zuppa o una vellutata di verdura.

 


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Colomba pasquale

Io arrivo sempre in ritardo, lo so! Questa Pasqua però mi sono cimentata con la preparazione della Colomba per la prima volta e nonostante abbia testato una versione semplificata, devo dire che il risultato mi ha lasciato a bocca aperta! Devo per forza lasciarvi la ricetta qui, non posso aspettare un anno! Una mollica soffice e areata dal colore giallo intenso, un aroma di vaniglia e di agrumi da svenimento e una glassa mandorlata che è proprio uguale a quella dei lievitati di pasticceria. Insomma un vero successo, tanto che è piaciuta molto anche a coloro ai quali l’ho regalata.

Trovare gli stampi giusti da colomba all’ultimo momento però è stata una vera e propria impresa da titani. Comunque santo sia lo shopping online; su Amazon si trova di tutto e potrete acquistare lo stampo della misura che preferite. La ricetta è per una colomba da 1 kg, ma volendo potete farne due più piccole da mezzo chilo ciascuna.

Ho tratto la ricetta dal furbissimo blog chiarapassion.com di Enrica, pur apportando qualche piccola modifica. Cercavo infatti qualcosa che si potesse realizzare con il lievito di birra anziché la pasta madre e che non richiedesse giorni e giorni di lavoro e così alla fine ho provato questa. Beh, una vera rivelazione! Vi ho già raccontato più volte quanto mi piacciano i lievitati: bisogna portare pazienza, attendere il giusto tempo e coccolare l’impasto ma alla fine la soddisfazione di addentare una nuvola morbida ripaga di tutta la fatica e del lavoro che ci sta dietro.

Provatela per la colazione o la merenda e di sicuro dopo che l’avrete assaggiata, non vorrete più quella comprata!

Per il mix aromatico:

1 cucchiaio miele

la scorza grattugiata di un’arancia grande

la scorza grattugiata di un limone grande

i semi di 1 bacca di vaniglia

Per l’impasto della colomba:

500 g farina manitoba

100 g zucchero semolato

110 g burro morbido a temperatura ambiente

2 uova + 1 tuorlo a temperatura ambiente

4 g lievito di birra secco ( 15 g lievito fresco)

140 g acqua tiepida

5 g sale

tutto il mix aromatico

Per la glassa mandorlata:

70 g farina di mandorle

10 g amido di mais

1 albume d’uovo

100 g zucchero semolato

1/2 fialetta di aroma di mandorle

Per decorare:

granella di zucchero q.b.

30 g mandorle a scaglie

qualche mandorla intera

zucchero a velo q.b.

1) In una ciotola unite il miele con i semini di vaniglia e con la scorza dell’arancia e del limone. Lasciate riposare per un paio d’ore in frigorifero.

2) Preparate l’impasto la sera: nella ciotola di una planetaria versate la farina, il lievito, lo zucchero, le uova e il mix aromatico. Cominciate ad impastare ed aggiungete un po’ alla volta l’acqua tiepida. Non appena l’impasto comincerà a formarsi, aumentate la velocità della planetaria e aggiungete il burro morbido, un pezzetto alla volta, avendo cura di aspettare che il precedente sia stato assorbito completamente prima di aggiungerne ancora. Proseguite in questo modo, poi aggiungete anche il sale. Dovrete impastare per almeno 15-20 minuti, fino a quando noterete che l’impasto è ben incordato al gancio e avrà formato il cosiddetto “velo”. Se volete potete fare questa operazione anche a mano. Una volta pronto, formate una palla e mettete l’impasto in una ciotola imburrata, copritela con pellicola per alimenti e mettetela a lievitare nel forno spento con la luce accesa per almeno 2 ore o fino a quando l’impasto avrà triplicato il suo volume.

3) Trascorso il tempo, versate l’impasto su di una spianatoia, sgonfiatelo, allungatelo e praticate una prima piega a 3 a portafoglio, ruotatelo di 90° e ripiegatelo nuovamente. Le pieghe daranno forza all’impasto. A questo punto, capovolgetelo, pirlatelo e riponetelo nuovamente nella ciotola sigillata con pellicola. Lasciatelo lievitare in frigo per 8-12 ore.

4) La mattina successiva estraete l’impasto dal frigo e lasciatelo a temperatura ambiente per un paio d’ore prima di lavorarlo.

5) Rovesciate l’impasto su una spianatoia e dividetelo a metà. Allungate ciascuna metà e arrotolatela su se stessa. Formate due salsicciotti con ciascun impasto e adagiateli nello stampo per colomba da 1 kg: un primo formerà le ali e il secondo incrocerà e verrà poggiato sopra il precedente formando corpo e testa della colomba. Coprite con un panno umido e fate lievitare nuovamente, in un luogo caldo,  per 2-3 ore o fino a quando la colomba raggiungerà i bordi dello stampo.

6) Preparate intanto la glassa: amalgamate con un cucchiaio la farina di mandorle, l’ albume d’uovo, lo zucchero, l’ amido e l’ aroma di mandorla fino a formare una pasta densa.

7) Spalmate delicatamente la glassa sulla superficie della colomba , decorate con abbondante granella di zucchero, mandorle a scaglie, mandorle intere e zucchero a velo.

8) Preriscaldate il forno statico a 185 °C. Infornate la colomba nella parte bassa del forno e cuocetela per 40-50 minuti, dipende un po’ dal vostro forno. Fate comunque la prova stecchino per sicurezza. Una volta fuori dal forno, lasciatela raffreddare per 2 ore su una gratella per dolci.

 

Una volta ben fredda, chiudete la colomba in un sacchetto di plastica, al riparo da correnti d’aria. Si conserva morbida per 3-4 giorni al massimo. Per ragioni di comodità, vi consiglio di preparare l’impasto la sera prima alle 21.00 circa. Alle 23.30 l’impasto sarà pronto per la piegatura. A mezzanotte potrete metterlo in frigorifero. Alle 8.00 lo potrete estrarre dal frigo, alle 10.00 lo potrete mettere negli stampi e alle 13.00 la vostra colomba sarà dritta dritta in forno.

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Veggie burger di quinoa con pane integrale ai semi misti

Siamo di già giunti a Marzo, la primavera è alle porte! Con l’arrivo delle belle giornate, in questo periodo dell’anno, si comincia ad avere voglia di cibi leggeri, dopo le abbuffate dei mesi invernali. Con gli ortaggi di stagione che cominciano a fare capolino sui banchi del mercato si ha voglia di preparare le prime insalate colorate e si ritorna a far uso delle mie beneamate erbe aromatiche fresche, capaci di dare quella marcia in più a qualsiasi pietanza. Ma come mangiare le verdure, in maniera più originale e fantasiosa, ci avete mai pensato? Ad esempio… in un panino!

Chi l’ha detto che burger sia per forza sinonimo di cibo spazzatura? Siamo da sempre abituati ad associare i classici panini super farciti americani a quelli ipercalorici serviti dalle grosse catene di fast food, distribuite su tutto il territorio nazionale. Mangiare un panino che in primo luogo sia buono, ed in secondo anche sano, potrebbe sembrare un’impresa epica come la ricerca del Santo Graal.

In realtà non lo è affatto. Basta un pizzico di tempo in più  e un poco di consapevolezza sulla qualità della materia prima che viene utilizzata. Insomma, mi sono chiesta: – ” E’ possibile non rinunciare a quei deliziosi panini, pur seguendo un regime alimentare più sano?”-  La risposta è: sì, è possibile (con qualche compromesso). Quella che vi propongo oggi infatti, è un’alternativa vegetariana, salutare e davvero gustosa; insomma… da acquolina in bocca. Tempo fa avevo comprato della quinoa, un alimento ricchissimo di proteine, carboidrati e fibra alimentare. Della pianta da cui deriva se ne consumano soltanto i semi che sono naturalmente privi di glutine. Con la quinoa ho realizzato i burgers e dato che amo le spezie, ho insaporito il tutto con la curcuma, una pianta dall’incredibile potere antiinfiammatorio e antiossidante. Per il pane invece ho optato per un impasto integrale, arricchito da semi oleosi, che sono ricchi di vitamine, sali minerali e grassi polinsaturi.

Con le dosi che vi lascio otterrete 12 panini e 8 burger ( per questo vi consiglio di conservare il pane avanzato in una busta di carta: mangiato tostato con burro e marmellata a colazione è la fine del mondo!) 

Questi burger sono comodi da portare dietro per un gustoso pranzo al sacco, in occasione di un pic-nic primaverile in mezzo ai prati, da servire agli amici davanti ad una maratona di serie televisive o perché no, sono anche un valido sostituto della classica pizza della Domenica sera. Il risultato farà ricredere anche i più scettici, garantito! Comunque lascio che siano le immagini a parlare!

PER I BURGER BUNS AI SEMI MISTI

250 g farina manitoba

100 g farina integrale

200 g farina tipo 1 macinata a pietra

50 g semi misti ( sesamo, semi di lino, zucca, girasole e papavero)

10 g sale

2 cucchiaini di zucchero

7 g lievito di birra secco

4 cucchiai di olio extra vergine d’oliva

370 ml acqua tiepida

 

1) Preparate l’impasto per il pane la sera prima: nella ciotola della planetaria versate le farine, il lievito, lo zucchero, l’olio, i semi ed il sale (versate quest’ultimo lontano dal lievito). Aggiungete a poco a poco anche l’acqua e lasciate impastare a velocità media per circa una decina di minuti (potete fare questa operazione anche a mano, impastando su di una spianatoia).

2) Non appena l’impasto sarà divenuto liscio ed elastico, coprite la ciotola con pellicola per alimenti e ponetela in frigo a lievitare per tutta la notte.

3) La mattina successiva, tirate fuori l’impasto dal frigo e lasciatelo tornare a temperatura ambiente per un quarto d’ ora; poi suddividetelo in 12 parti. Date una forma circolare a ciascun pezzetto e disponeteli, uno ad uno, su una teglia foderata con carta forno. Coprite con un panno umido e lasciate raddoppiare di volume, in un luogo tiepido, per almeno un’oretta.

4) Preriscaldate il forno a 190°C e nel frattempo spennellate ciascun panino con un po’ di latte e cospargetelo con abbondanti semi di di sesamo.

5) Infornate e lasciate cuocere per 25 minuti. Lasciate raffreddare i panini su una gratella.

  

INGREDIENTI PER 7-8 BURGER DI QUINOA

150 g quinoa

250 g fagioli borlotti già lessati

2 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva

1 cucchiaio di curcuma in polvere

1 spicchio d’aglio piccolo

un mazzetto di prezzemolo, timo, erba cipollina e maggiorana

sale e pepe q.b

 

6) Sciacquate ripetutamente la quinoa. In una padella, versate un goccio d’olio e fate tostare la quinoa per qualche secondo. Aggiungete gradatamente dell’acqua calda e fate cuocere a fiamma media per una ventina di minuti. Aggiustate di sale e pepe e unite anche la curcuma in polvere.

7) In una terrina, schiacciate i fagioli con una forchetta fino a renderli una purea ( non importa se resta qualche pezzetto di buccia).

8) Tritate finemente le erbe aromatiche. Ai fagioli unite la quinoa, l’olio, le erbe tritate e aggiustate di sale e pepe. In ultimo, aggiungete anche l’aglio tritato.

9) Prelevate delle palline di impasto e appiattitele leggermente con la mano per formare dei burger rotondi.

10) Disponete i burger su di una teglia da forno e cospargeteli con un filo d’olio evo. Cuoceteli a 200°C in modalità ventilata per circa 20 minuti, avendo cura di girarli a metà cottura.

 PER ASSEMBLARE I VEGGIE BURGER

2 pomodori  a grappolo ben maturi

100 g rucola

maionese q.b.

8 fette di formaggio edammer

 

11) Disponete su ciascun burger di quinoa una fettina di formaggio e ripassate i burger sotto il grill del forno per una manciata di istanti fino a che il formaggio inizierà a fondere.

12) Tagliate orizzontalmente a metà i burger buns, stendete un sottile strato di maionese, aggiungete un po’ di rucola, adagiatevi sopra un burger ed infine terminate con una fetta di pomodoro. Chiudete il panino e servite immediatamente.

 


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Kringle estone al miele, noci e cannella

“Oh the weather outside is frightful, but the fire is so delightful and since we’ve no place to go let it snow, let it snow, let it snow! ” 

Manca davvero pochissimo a Natale, chissà se sarà un bianco Natale! Beh per ora di neve non se ne è proprio vista! In compenso si può dire che è arrivato il freddo, quel freddo invernale che ti gela le punte dei piedi, che ti fa arrossire le guance e che ti fa venire voglia di rifugiarti all’interno al calduccio a sorseggiare cioccolata calda e a mangiare brioches.

Già perché oggi voglio parlarvi proprio di brioches! Ma non di una brioche qualunque. Parlo del kringle estone. Questa brioche dalla forma circolare che ricorda una sfarzosa ghirlanda è tipica del Nord Europa dove “Kringle” in norvegese significa appunto “chiocciola”. L’impasto viene farcito, arrotolato ed intrecciato e poi gli viene data la forma tonda finale. Il risultato è una brioche sofficissima, deliziosamente profumata e leggermente croccante in superficie per merito della caramellizzazione dello zucchero nella farcia e arricchita dal sapore delle noci. Ho pensato di proporvela proprio perché la forma ricorda proprio quella di una ghirlanda che, se decorata con un fiocco, può trasformarsi in un regalo DIY molto goloso per le feste. Ogni variante è comunque lecita, potete farcirla di marmellata, gocce di cioccolato o crema ma è Natale e ormai sapete quanto io ami le spezie, specialmente in questo periodo.

Come ogni preparazione lievitata anche questo Kringle richiede un minimo di pazienza che il lievito agisca ma a parte questo, non è una ricetta complessa. Il profumo alla fine vi ripagherà dell’attesa. Sapete poi cosa dovete fare? Scaldate l’acqua, preparatevi una bella tazza di tea, lasciate da parte ogni pensiero, sedetevi e assaporate una fetta di questo dolce squisito. Ormai è fino anno, direi che ce lo siamo meritati!

Ingredienti per la brioche

300 g farina 0

120 ml latte

30 g burro

1 cucchiaio di miele d’acacia

1 uovo intero

3 g lievito di birra secco

scorza di mezza arancia o di limone non trattati

Per la farcitura

50 g burro

2 cucchiai di zucchero semolato

2 cucchiai di zucchero integrale di canna o zucchero muscovado scuro

1 cucchiaino scarso di cannella in polvere

50-60 g noci (già private del gheriglio)

latte per spennellare q.b.

miele d’acacia q.b per lucidare

1) In una ciotola capiente versate la farina, l’uovo, la scorza d’arancia, il miele e il lievito di birra secco ( se usate quello fresco abbiate cura di scioglierlo nel latte tiepido prima di aggiungerlo al resto degli ingredienti). Unite il latte tiepido e cominciate ad impastare fino a formare una palla. Trasferite l’impasto su di una spianatoia e lavoratelo energeticamente per una decina di minuti. Incorporate il burro poco per volta, aggiungendone ancora non appena il precedente è stato completamente assorbito. Formate una palla e ponete l’impasto in una ciotola leggermente unta; coprite con pellicola per alimenti e lasciate lievitare in un luogo caldo per 1 ora e mezza/ 2 ore o comunque fino al raddoppio.

2) Per la farcitura alla cannella, versate in una ciotola il burro morbido, gli zuccheri e la cannella in polvere e amalgamate bene con un cucchiaio fino a formare una pasta densa. A parte, rompete le noci e tritatele grossolanamente.

3) Avvenuta la prima lievitazione, rovesciate l’impasto all’arancia sul piano di lavoro e stendetelo con l’aiuto di un mattarello formando un rettangolo delle dimensioni di circa 30×40 cm. Spalmate la crema al burro e cannella su tutta la superficie e distribuite le noci. Avvolgete su se stesso l’impasto e arrotolatelo dal lato lungo. Ottenuto un rotolo, incidetelo e tagliatelo a metà nel senso della lunghezza. Intrecciate le due metà e chiudete le estremità formando una sorta di ghirlanda.

4) Trasferite il vostro kringle su una teglia, copritelo con pellicola e lasciate lievitare per altri 60 minuti.

5) Spennellate il lievitato con poco latte o panna e infornate in forno preriscaldato statico a 180°C ( o ventilato 160°C) per 30 minuti.

6)  Sfornate il kringle e lucidatelo con poco miele d’acacia che avrete precedentemente sciolto sul fuoco. Lasciate intiepidire e servite.

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Buone feste!

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Pane alla zucca

La ricetta che apre la nuova stagione non potrebbe essere più autunnale di così! L’autunno in genere è la stagione delle novità, dei cambiamenti, dei nuovi inizi. E’ la stagione dai morbidi colori caldi, delle serate con le copertine davanti a un buon libro e una tazza di tea fumante, delle torte di mele appena sfornate, delle lunghe passeggiate nei boschi in cerca di castagne e funghi. E’ anche la stagione della zucca. Un ortaggio estremamente versatile, adatto alla preparazione di dolci e salati.

Ve lo avevo già raccontato che in questo periodo sono particolarmente in vena di fare il pane! Mi piace impastare e vedere l’impasto crescere sotto il canovaccio. Con le prime zucche dell’orto ho voluto preparare proprio un pane, soffice all’interno e croccante all’esterno, dallo spiccato colore giallo. Lo avevo già preparato in passato ma avevo dovuto aggiungere la curcuma per ottenere il colore sperato. Il segreto invece, è utilizzare la polpa della zucca mantovana che è poco acquosa e molto arancione, il che permette di ottenere un pane dal colore vivace e brillante sfruttando unicamente il pigmento naturale presente nell’ortaggio.

Il tocco da maestro in questa ricetta però consiste nella legatura del pane! Utilizzando del semplice spago da cucina otterrete un pane dalla forma che assomiglia proprio a quella di una vera zucca. Un trucchetto facile con il quale ottenere un risultato davvero originale! Perché si sa: si mangia prima con gli occhi! Segnatevela allora questa ricetta, che Halloween è vicino! Non si sa mai, quest’anno potreste aver voglia di portare in tavola lo scherzetto invece del dolcetto…

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Per 2 forme di pane da circa 800 g l’una:

800 g farina 0 (ideale per pane e pizza)

200 g farina manitoba

3 cucchiaio olio extravergine di oliva

700 g purea di zucca mantovana

12 g sale

2 cucchiaini di zucchero semolato

3 g lievito di birra secco ( oppure 10 g lievito di birra fresco)

salvia e rosmarino

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1) Sbucciate e pulite la zucca, tagliatela a pezzi e cuocetela a vapore con le erbe aromatiche fino a che diventerà morbida. Rimuovete gli odori e frullate la zucca in un mixer fino ad ottenere una purea omogenea.

2) In un ciotola capiente versate le farine, il lievito, lo zucchero, l’olio e dal lato opposto il sale. Aggiungete la purea di zucca oramai tiepida e amalgamate bene tutti gli ingredienti. Trasferite l’impasto su di una spianatoia infarinata e impastate vigorosamente per 10-15 minuti. Dovrete ottenere un impasto morbido, elastico e liscio ma non appiccicoso. Dopodiché trasferite l’impasto nuovamente nella ciotola, sigillate con pellicola trasparente e mettete a lievitare per 4-5 ore nel forno spento con la luce accesa, oppure in qualsiasi altro luogo caldo e al riparo dagli spifferi. Il volume dovrà quasi triplicare.

3) Rovesciate l’impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e dividetelo in due parti uguali. Con ciascuna metà formate una palla, pirlate l’impasto e legatelo in modo tale da formare 8 spicchi ( oliate lo spago da cucina, sarà più facile rimuoverlo in seguito). Spolverate la superficie con poca farina e coprite nuovamente l’impasto con un canovaccio umido. Lasciatelo lievitare un’altra ora.

4) Preriscaldate il forno in modalità statica a 200°C. Spennellate il pane di zucca con poco olio di oliva e infornate per 10 minuti. Abbassate la temperatura a 180°C e proseguite la cottura per circa altri 25 minuti. Verificate che il pane sia cotto picchiettando il fondo e accertandovi che produca un suono cavo.

5) Lasciate raffreddare il pane di zucca su una gratella per dolci. Prima di tagliarlo, rimuovete lo spago da cucina con una forbice.

Per una migliore riuscita del vostro pane vi consiglio di spruzzare dell’acqua sulla superficie della pagnotta nel momento in cui la state infornando. Otterrete così una crosta più croccante e una maggiore crescita in forno!

Se ne avanza, conservatelo in un sacchetto di plastica. Si mantiene morbido per 2-3 giorni. Potete eventualmente tagliarlo a quadrotti e tostarlo in forno a 200°C con un filo d’olio e poca noce moscata. Otterrete degli ottimi crostini per accompagnare una calda zuppa autunnale!

 

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Recipe courtesy by Gabriele Bonci

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PUMPKIN BREAD

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Autumn has become one of my favourite parts of the year. When I was a child I couldn’t really see the beauty of this season because it used to correspond with the beginning of a brand new school year. Now I actually appreciate it. I can see the nature changing its habits. I can see the warm sun shining and lighting up the thousands falling leaves. Every single moment captures my attention and I cannot help admiring all the things that make this season so special and unique.

For me Autumn is all about cosy afternoons in front of a good book and a steming hot cup of tea, freshly baked apple pies cooling down on the counter and spreading their heavenly smell of cinnamon all over the house, long strolls into the woods in search of mushrooms and chestnuts.  Last but not least Autumn is about pumpkin! I love pumpkin for its sweetness and its bright and vibrant color. It simply makes the perfect ingredient for both sweet and savoury recipes!

Since it’s finally Autumn I thought it would have been nice to be able to use pumpkin into one of my bakes. Currently I’ve been in a kind of bread mood so I’ve decided to bake a pumpkin loaf. This autumnal vegetable doesn’t modify consistently the overall flavour of bread instead it gives it a marvellous yellow hue and an incredible tenderness.

As you can see I also tied my bread just with some simple butcher’s twine before proving it. The result is a loaf that pretty much resembles a real pumpkin, you know…. just to give it a much more fancy look! It simply makes the perfect edible centrepiece for the upcoming autumnal dinners at home and why not… even for Halloween!

Ingredients for two 800 g loaves:

1 kg white strong bread flour + a little more flour for dusting

3 tbsp extra virgin olive oil

700 g pumpkin purée

12 g salt

2 tsp caster sugar

3 g instant dry yeast ( 10 g if you use fresh yeast and you’ll need to dissolve it into a bit of warm pumpkin purée)

sage and rosemary

1) Peel, remove the seeds and dice your pumpkin. Steam it with some sage and rosemary until it becomes really tender. Add the cooked pumpkin in a food processor after removing the herbs and purée it. Let it cool down just a little bit.

2) In the meantime, weight out your flours in a large bowl, add salt, sugar, dry yeast, olive oil and finally even the warm pumpkin. Combine these ingredients with a spoon until you form a dough, then tip the dough out onto a lightly floured working surface and knead vigourosly for at least 10 to 15 minutes. You must get a smooth and elastic bread dough. Put the dough back into the bowl, previously oiled, and cover it with some cling wrap. Let it rise for 4-5 hours in a warm place.

3) Flip the dough over the working surface, divide it into two parts and form them into two balls. Now tie each loaf with some butcher’s twine, as you can see in the pictures. Cover each loaf with a damp tea towel and prove for 1 hour. At the end you’ll see the loaf will look just like a pumpkin.

4) Preheat the oven to 200°C/ 393°F. Brush your pumpkin bread with some olive oil and pop it into the oven. Bake it for 10 minutes. Lower the temperature to 180°C/ 356°F and bake it for another 25 minutes. Tap it gently underneath; it should sound hollow. Turn it onto a wire rack to cool down and cut through the butcher’s twine.

Store your pumpkin bread in a plastic bag for 2-3 days. If you want, you can dice it and toast it in the oven with a little drizzle of olive oil and a pinch of nutmeg. Use these croutons to top off your hearty autumnal soups!

I hope you enjoyed this recipe and if you did, don’t forget to leave a comment below and follow me on social media, by clicking in the upper right-end corner of my home page. See you there!

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Filone di pane bianco cotto su pietra

Quanto mi è mancato impastare! Sentire la morbidezza dell’impasto che sfiora la ruvida porosità del bancone di legno. Vedere la massa crescere ed il glutine abbracciare tutte quelle bollicine d’aria.  Annusare il pungente odore del lievito che ha sprigionato tutta la sua energia. Ora che le temperature più miti lo permettono, ho ricominciato a fare il pane.

Il pane fatto in casa, si sa ha tutto un altro sapore, ha tutto un altro fascino. Svegliarsi la mattina e sapere di poter contare su una fetta di pane fresco e marmellata che è lì ad aspettarti da’ una marcia in più. E’ la merenda che facevo da bambina, quella più semplice ma forse anche la più buona. E’ la conferma che nonostante il ritmo della quotidianità acceleri costantemente, esistono ancora le cose genuine di una volta. E’ la stessa essenza del pane e della sua lunga lavorazione che ci ricorda che ogni tanto dovremmo affrontare la vita con più calma e serenità per imparare a comprendere e gustare il piacere dell’attesa.

Un passo per volta però; sono consapevole che è difficile trovare il tempo per dedicarsi a lunghe lievitazioni. Allora mi accontento di quelle con scorciatoia. La ricetta di questo semplice pane è quella che faccio ormai da anni. A volte diminuisco la quantità di lievito e aumento i tempi e il risultato alla fine si vede. Anche così però, questo filone esce dal forno che è una meraviglia, caldo, profumato e dall’inconfondibile crosta croccante. Per ottenere questo risultato ho affinato qualche tecnica nel tempo.

  • Prima di tutto, vi consiglio di munirvi di pietra refrattaria  (se ne trovano anche di molto economiche in commercio) perché è l’unico mezzo che vi permetterà di raggiungere risultati molto simili a quelli di un forno a legna. Se proprio non l’avete potete cuocere il vostro pane in forno ventilato a 220°C per 15 minuti per poi abbassarlo a 200°C per altri 25-30 minuti.
  • Preriscaldate la pietra una mezz’ora prima alla massima temperatura del vostro forno in modo tale che assorba il calore necessario a far aumentare il volume del pane e ad asciugarlo.
  • Il vapore! Il vapore è importantissimo per ottenere un pane dalla crosta che fa crok. Per ottenere questo risultato, potete mettere una pirofila piena d’acqua sul fondo del forno e poi nebulizzare la superficie del pane non appena questo fa il suo ingresso in forno. Questo ritarderà la formazione della crosta e permetterà ai lieviti di espandere ulteriormente il volume del pane in cottura e quindi ottenere alla fine, un prodotto più soffice ed alveolato.

Il pane è sempre migliore consumato fresco ma se ne avanza, potete conservarlo in un sacchetto con chiusura ermetica, al riparo da correnti d’aria per 1-2 giorni al massimo.

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Per un filone di pane bianco

500 g farina manitoba o comunque una farina forte, adatta ai lievitati

7 g lievito di birra secco ( oppure 25 g lievito di birra fresco)

3 cucchiai di olio extravergine di oliva

1 cucchiaio scarso di sale

2 cucchiaini di zucchero semolato

300 – 320 ml acqua ( a seconda del grado di assorbimento della farina)

1) Nella ciotola della planetaria inserite la farina, l’olio, lo zucchero. In un lato della ciotola versate il lievito e poi versate il sale, dal lato opposto ( è importante che il sale non venga a contatto con il lievito). Utilizzando il lievito fresco, abbiate cura di sciogliere il lievito di birra in un po’ di acqua tiepida. Cominciate ad aggiungere l’acqua tiepida (45°-47°C) gradatamente ed azionate la macchina. Quando l’impasto comincerà ad amalgamarsi, trasferitelo su di una spianatoia, leggermente infarinata e impastate per almeno 10-15 minuti fino ad ottenere una palla morbida, liscia ed elastica, ma non appiccicosa.

2) Ungete leggermente una ciotola capiente e riponetevi l’impasto. Coprite con pellicola e lasciate lievitare per 2 ore in  forno spento con la luce accesa.

3) Raddoppiato il volume dell’impasto, rovesciatelo sul piano di lavoro e allungatelo. Praticate una piega a portafoglio, ruotatelo di 90°C, allungatelo nuovamente con le dita e piagatelo nuovamente. A questo punto pirlate l’impasto con le mani cercando di dargli una forma ovale. Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare per un’altra ora.

4) Preriscaldate intanto il forno. Inserite la pietra refrattaria al centro e azionate il forno in modalità statica al massimo della temperatura che il vostro forno può raggiungere . Il mio arriva a 280°C e di solito lo accendo 20-30 minuti prima della cottura così che la pietra possa accumulare molto calore e simulare la cottura in forno a legna.

5) Al momento di infornare, praticate delicatamente dei tagli sulla superficie del filone e trasferitelo velocemente sulla pietra per mezzo di una pala per pizza o di un tagliere sottile. Spruzzate dell’acqua ai lati del forno per creare vapore e chiudete lo sportello. Cuocete a 250°C per mezz’ora e poi abbassate la temperatura a 220°C per circa altri 30 minuti.

6) Il pane sarà cotto quando, picchiettandolo sul fondo, produrrà un suono cavo. Mettete un mestolo fra lo sportello e il forno per 5 minuti per far uscire il vapore residuo e poi sfornatelo e mettetelo su una gratella per dolci a raffreddare.

Una volta tiepido, affettatelo con un coltello seghettato e ascoltate lo scrocchiare della crosta che si rompe. Quella, insieme all’aroma di panificio che pervaderà casa, è la sinfonia che vi farà capire che ne è valsa la pena!

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White bread loaf baked on fire-stone (easy recipe)

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You cannot even imagine how much I have missed kneading! This summer ‘s been so hot that turning the oven on would have been pretty much a sort of challenge. Now that the autumn is coming I can finally get busy in the kitchen again. Apron, loud music and loads of energy in my arms will be the only “ingredients” I will need to put some bread on the table at lunchtime. Kneading is my own personal cure to anxiety and it is the only way I can let my mind run finally free. White bread is the first on the list!

Good homemade bread is a true piece of art. Bread smells and tastes like ancient traditions and past memories. There is nothing better than a good slice of freshly baked bread with butter and jam on a chilly autumnal Sunday morning! One of the simplest things on earth but one the best. This was indeed the kind of breakfast my mum used to prepare for me and my sisters when we were younger. Hearty, genuine, delicious food which was supposed to fuel us up for the school day ahead. 

Even though the recipe I’m about to give you is quite simple, I can garantee the result is pretty much rewarding. The secret to get the perfect crunchy-on the outside and soft-on the inside loaf is using a fire-stone which will effectively simulate the less common woodfire oven. So, I suggest you to start kneading! The smell and the crackling sound of the crust will definitely repay for the effort!!

For a medium sized loaf

500 g white strong bread flour

7 g dry yeast

1 tbsp salt

2 tsp caster sugar

3 tbsp extra virgin olive oil

300-320 ml water

1) In a large bowl combine flour, yeast, sugar and oil. On the opposite side of the bowl add the salt ( make sure the salt doesn’t make contact with the yeast). Add the warm water, little by little, until you get a dough. Knead vigourosly the dough on a lightly floured working surface for at least 10 minutes or until it is smooth and elastic.

2) Slightly grease a bowl, form the dough into a ball and place it into the bowl. Cover it in cling wrap and let it rise for 2 hours or until it’s doubled in size.

3) Flip the dough over the working surface again and stretch it into a rectangular shape. Fold into thirds, then rotate the dough 90 degrees. Stretch it again and fold into thirds. Form a ball, sprinkle some flour over the top and cover with a damp kitchen towel. Prove it for 1 more hour.

4) Preheat the oven to 250°C /480°F and place the fire-stone in the center. Pop the loaf gently into the oven and spray some water on the surface of your dough in order to create steam. This helps develop a shiny and crisp crust. Bake it at 250°C/480°F for 20 minutes, then lower the temperature to 220°C/420°F for other 30 minutes and bake it until golden-brown. To check, tap it gently underneath; it should sound hollow. Turn onto a wire rack to cool.

Store your loaf in a paper bag for maximum 1-2 days.

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Ciambelle intrecciate di brioche alle mandorle e marzapane

Erano mesi che pensavo a questa ricetta e che avevo voglia di provarla ma per un motivo o per l’altro non ero mai riuscita a trovare il momento giusto per prepararla. Qualche tempo fa infatti, spulciando fra i libri di cucina che ho sullo scaffale, ho trovato ispirazione per delle golose brioche alle mandorle. Chi mi conosce, sa che ultimamente ho un debole per i lievitati, specialmente quelli dolci! 

Sia io che mia madre, che mia nonna adoriamo questo ingrediente, lo uso spesso nei dolci e vado pazza per il marzapane, che è probabilmente l’apoteosi delle mandorle (si può dire!?). Vi basti sapere che durante il mio ultimo viaggio a Londra ne ho fatto scorta: in valigia ne avevo quasi 3 chili!!! Da allora l’ho usato per coprire torte di compleanno, come farcia di crostate, e anche come rivestimento di torte Battenberg ( una torta inglese di cui vi parlerò un’altra volta). Fatto sta che me ne è rimasto ancora un po’ ma ora ho trovato il giusto compromesso per disfarmene in fretta e trarne allo stesso tempo il massimo della bontà!

Insomma ciò di cui vi sto parlando è una fragrante brioche, dal sapore dolce e burroso, farcita con un avvolgente ripieno di marzapane e mandorla, e come se il sapore di questo magnifico ingrediente non si sentisse abbastanza, io l’ho anche decorata con una pioggia di sottili mandorle a lamelle. Meglio che mi fermi qui perché ho già la salivazione attivata! Presentatele a tavola per la colazione della Domenica e vedrete che non dureranno a lungo!

PER 10/12 CIAMBELLE BRIOCHES:

400 g farina manitoba ( oppure farina 0, l’ importante è che sia una farina forte, adatta ai lievitati)

6 g lievito di birra secco disidratato oppure 18 g lievito di birra fresco

60 g zucchero semolato

1/2 cucchiaino di sale

200 ml latte tiepido

50 g burro

1 uovo

PER LA FARCIA ALLE MANDORLE E MARZAPANE

140 g mandorle

70 g zucchero a velo

1/2 fialetta di aroma di mandorle

1 albume d’uovo

60 g marzapane

PER SPENNELLARE E DECORARE

1 tuorlo ( quello avanzato dalla farcia)

1 goccio di latte

zucchero semolato q.b.

mandorle a lamelle q.b.

1) Per l’impasto delle brioches, setacciate la farina nella tazza di una planetaria munita di gancio, unite zucchero, sale ed il lievito ( il mio non ha bisogno di essere attivato in un liquido ma se il vostro lo richiede oppure decidete di utilizzare il lievito di birra fresco, scioglietelo in poco latte tiepido ed aggiungetelo all’ impasto). Aggiungete anche un uovo intero, il burro fuso ed il latte tiepido e azionate la macchina, aumentando progressivamente la velocità. Lasciate impastare per almeno 10 minuti in modo tale da sviluppare il glutine. In seguito, trasferite l’impasto bello elastico in una ciotola, precedentemente unta, e sigillatela con pellicola. Lasciate lievitare il vostro impasto in un luogo caldo e al riparo dagli spifferi fino al raddoppio del volume ( circa 2 ore).

2) Dedicatevi intanto al ripieno alle mandorle: sbollentate le mandorle per pochi secondi e rimuovete la pellicina esterna, poi mettete a tostare le mandorle in forno a 200°C fino a leggera doratura. Tritate le mandorle con lo zucchero e l’aroma e unite anche l’albume e un cucchiaio d’acqua. Mettete da parte il composto alle mandorle preparato e stendete il marzapane in un rettangolo molto sottile delle dimensioni di circa 30 x 20 cm.

3) Dividete l’impasto brioche in due parti uguali, stendetele con l’aiuto di un mattarello in rettangoli delle dimensioni di 35 x 23 cm. Sopra un rettangolo adagiate lo strato di marzapane e al di sopra distribuite il composto alle mandorle. Sovrapponete con il secondo strato di brioche e pizzicate bene i lati per far aderire i lembi di pasta.

4) Ricavate ora 10/ 12 strisce longitudinali, attorcigliate ciascuna striscia su se stessa, ottenendo un motivo intrecciato e unite le due estremità formando delle ciambelle. Disponetele sulla teglia da forno, coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitate per 45-60 minuti ancora.

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5) Preriscaldate il forno a 200°C e intanto spennellate le brioches con il tuorlo diluito nel latte. Cospargete ciascuna brioche con un po’ di zucchero semolato e con le mandorle a lamelle. Infornate per 12 minuti. Vi posso assicurare che  la vostra casa verrà inondata da un caldo profumo di panetteria.

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E voila’: la colazione da sogno è servita!!! Potete cuocerle la sera e conservarle in un sacchetto per mantenere la freschezza oppure se le volete calde la mattina, vi consiglio di mettere in frigo la teglia con le brioches già formate e coperte con pellicola e lasciarle lievitare tutta la notte direttamente nel frigorifero. La mattina successiva non vi resterà che tirarle fuori e lasciarle a temperatura ambiente per una mezz’oretta per poi cuocerle come indicato sopra.

E allora non mi resta che augurare una dolcissima colazione a tutti!!!

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Hot cross buns

Cari amici,

Buona Pasqua!!!!

Questi sono giorni assolutamente frenetici per me perché le feste come Pasqua e Natale richiedono sempre moltissimi organizzativi e tanto tanto impegno. Vi lascio però, una ricetta che ho sperimentato in questi giorni e che è davvero fantastica per una colazione pasquale da urlo. 

Gli hot cross buns sono dei panini dolci molto profumati e davvero soffici che vengono preparati in Gran Bretagna in occasione del Good Friday, (che corrisponde al nostro Venerdì Santo) e hanno la caratteristica di essere marchiati da una croce, fatta d’acqua e farina, dal chiaro rimando cristiano. Si dice che abbiano origini antichissime, addirittura antecedenti l’avvento del cattolicesimo.

La ricetta è quella di Mary Berry, un’autorità indiscussa quando si parla di tradizioni culinarie anglosassoni; io però l’ho leggermente modificata, diminuendo la quantità di spezie, che risulta eccessiva a mio gusto. Attingo spesso a ricette straniere per i miei nuovi esperimenti in cucina e devo dire che questo è uno dei più riusciti! Eccovi la ricetta!

Per 12 panini:
Per l’impasto:
  • 500 g farina manitoba tipo 0;
  • 250-300 ml latte;
  • 1 uovo;
  • 75 g zucchero semolato;
  • 7 g lievito di birra secco,
  • 1 cucchiaino scarso di sale,
  • 50 g burro;
  • la scorza grattugiata di 2 arance piccole;
  • 2 cucchiaini di cannella;
  • 150 g uvetta sultanina;
  • 30 g canditi misti ( è facoltativo, io non li metto perchè a casa mia non piacciono però la ricetta originale li prevede);
  • marsala q.b. per l’ammollo dell’uvetta.
Per le croci:
  • 75 g farina 00;
  • 5-6 cucchiai d’acqua.
Per lucidare:
  • 2-3 cucchiai di marmellata d’albicocche.

 

1) Sciacquate l’uvetta in acqua corrente e fatela reidratare in mezzo bicchiere circa di marsala. Nel frattempo, scaldate il latte, fino a che sarà tiepido.

2) Nella tazza della planetaria ( si può fare l’impasto tranquillamente anche a mano, seguendo lo stesso procedimento descritto qui sotto) versate la farina setacciata, lo zucchero, il lievito, il sale ( avendo cura di tenerlo lontano dal lievito), poi aggiungete il burro fuso e raffreddato e un uovo leggermente sbattuto. Azionate la macchina e unite il latte tiepido a filo. Aggiungete anche la cannella e la scorza d’arancia grattugiata e impastate fino a quando l’impasto sarà ben incordato. Scolate l’uvetta e in ultimo unitela all’impasto e impastate ancora per qualche minuto. Ungete una ciotola, adagiatevi il vostro impasto e coprite il tutto con pellicola. Lasciate lievitare l’impasto in un luogo caldo per circa 2 ore, o comunque fino al raddoppio del volume.

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3) Trascorso il tempo necessario, dividete l’impasto in dodici pezzi di circa 90 g e formate delle palline. Adagiate i panini su una teglia, foderata con carta forno, lasciando poco spazio fra gli uni e gli altri. Coprite con un canovaccio umido e fate lievitare nuovamente per 1 ora. Mescolate la farina con l’acqua fino ad ottenere una consistenza fluida ma non troppo e mettete la pastella in una sac à pochè. Formate una croce su ciascun panino.

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4) Preriscaldate il forno a 220°C e infornate i vostri panini per 20-25 minuti. Intanto scaldate la marmellata d’albicocche e filtratela, cosicché da eliminare tutti i pezzi di frutta e spennellate i panini ancora caldi con la marmellata. Da tiepidi son buonissimi ma, tostati e spalmati di burro, sono deliziosi anche il giorno dopo!

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Cinnamon rolls

Cari lettori,

leggendo il nome del mio blog, potete ben capire la mia irrefrenabile passione per la cannella! Anche se il periodo natalizio è oramai concluso, l’inebriante profumo della cannella continua ad accompagnare i miei pomeriggi e le mie merende. Ecco che allora, qualche giorno fa, ho deciso di sperimentare una ricetta che volevo provare da tempo: quella dei cinnamon rolls.

Sono dei dolcetti di origini svedesi ma che sono diventati molto comuni anche in America e nei paesi anglosassoni, formati da una morbida pasta brioche arrotolata e farcita con un ripieno di burro, zucchero di canna e cannella. Ovvio che la cannella deve piacere per poter assaporare questo dolce ma se questa spezia non vi fa impazzire, nulla vieta di sostituire il ripieno con dello zucchero bianco e della scorza di limone grattugiata.

Ottimi per la colazione, consiglio di cuocerli la sera prima e conservarli sotto una campana di vetro per averli freschi la mattina successiva. Gli amanti della cannella fra voi non potranno resistervi!

Per circa 12 cinnamon rolls:
Per l’impasto:
  • 250 g farina manitoba;
  • 200 g farina 0;
  • 75 g burro;
  • 220 ml latte;
  • 2 cucchiaini di scorza d’arancia biologica;
  • 1/2 cucchiaio di miele;
  • 75 g zucchero semolato;
  • 5 g lievito di birra secco;
  • 1 uovo.
Per la farcia:
  • 75 g burro morbido;
  • 80 g zucchero di canna integrale (tipo muscovado);
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere.
Per la glassa (facoltativo):
  • 100 g zucchero a velo;
  • acqua bollente q.b.

 

Per cominciare, setacciate le farine all’ interno del cestello di una planetaria ( oppure fate l’impasto a mano in una ciotola capiente), aggiungete di seguito il lievito, lo zucchero ed il miele. A parte in un pentolino versate latte e aggiungervi il burro e portate il tutto sul fuoco medio-basso, fino a quando il burro sarà sciolto; rimuovete dal fornello e aggiungete al composto la scorza d’arancia grattugiata ( il burro è un ottimo veicolatore di aromi!). Ora lasciate il latte ad intiepidire.

Quando il latte sarà tiepido, versatelo sulle farine e azionate la macchina, munita di gancio ad uncino ed infine aggiungete anche l’uovo intero. Ora lasciate impastare( almeno 10 minuti) fino a quando l’impasto sarà ben omogeneo, liscio e si sarà, come si dice in gergo, incordato al gancio. Formate una palla e rimettetela in una ciotola, sigillata con pellicola. Lasciate lievitare per almeno 2 ore nel forno spento ma con la luce accesa.

Intanto che l’impasto lievita, dedicatevi alla farcia: ammorbidite il burro con una spatola, aggiungetevi lo zucchero di canna e la cannella e mescolate bene il tutto. Una volta che l’impasto avrà raddoppiato il proprio volume, stendetelo, con l’aiuto di un matterello, su di una spianatoia leggermente infarinata e formate un rettangolo delle dimensioni di circa  35x 25 cm e con uno spessore di mezzo centimetro. Stendete la farcia su tutta la superficie con una spatola e poi, partendo dal lato più lungo, arrotolate l’impasto. Ora, con un coltello ben affilato, tagliate 12 girelle di 3 cm circa di spessore e disponetele ben distanziate su una teglia rivestita di carta forno.

Coprite la teglia con un canovaccio pulito e lasciate lievitare per un’altra ora. Preriscaldate il forno ventilato a 160°C (180°C per quello statico) ed infornate per circa 20 minuti fino a quando i cinnamon rolls assumeranno un ben colore ambrato. Una volta cotti, trasferiteli su una gratella a raffreddare.

Preparate la glassa mescolando lo zucchero a velo con acqua bollente quanto basta per ottenere una glassa fluida. Mettete la glassa all’interno di un conetto di carta forno e glassate le brioche con uno zig zag.

I vostri cinnamon rolls sono pronti da gustare per cominciare una giornata all’ insegna del buon umore!

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