Parque del El Retiro, il polmone verde di Madrid

Quasi 125 ettari di spazi verdi inseriti nel contesto urbano di una grande metropoli come Madrid. Stiamo ovviamente parlando del meraviglioso Parque de El Retiro, una meta imprescindibile per turisti e madrileñi nelle belle giornate di sole che solo la Spagna sa regalare.

Quando viaggiamo, amiamo sempre trascorrere qualche ora nei parchi della capitali, specialmente quando sentiamo l’esigenza di prendere una pausa dalle visite ai musei o semplicemente dalla calca quotidiana. E Madrid, con la sua immensa oasi lussureggiante, non fa eccezione. Il suo parco più bello coniuga sport e svago ed è talmente grande che ci vuole Google Maps alla mano per girarlo senza perdercisi dentro.

Oltre a questo, fra aiuole coloratissime e giochi d’acqua, c’è anche l’aspetto storico del parco da tenere in considerazione: i giardini furono progettati nel XVII secolo per conto della famiglia reale e sono stati aperti al pubblico solo alcuni secoli più tardi.

Quali sono i punti di maggior interesse del parco?

Ci sono diversi punti di accesso al parco, quello principale però è quello in Plaza de la Indipendencia, in corrispondenza della Puerta de Alcalá. Da qui si può scegliere quale percorso intraprendere o quale attività svolgere. Per chi è amante delle due ruote, è possibile noleggiare le biciclette con il servizio BiciMAD (c’è un punto di ritiro automatico appena fuori dal parco). In alternativa si possono affittare le barchette a remi che fanno il giro del laghetto. Un’esperienza da non perdere! Ogni barca ospita al massimo 4 persone e il giro dura 45 minuti, il tempo necessario per spassarsela senza stancarsi. Remare comunque è più semplice di quanto si possa pensare anche se, a tratti, pare di stare sugli autoscontri e il rischio di collisione con altre imbarcazioni è sempre dietro l’angolo. A noi un paio di “lo siento mucho” sono sfuggiti!

Info sull’Embarcadero de El Retiro

  • Sito web del Turismo Madrid
  • Prezzo per barca: 6€ da Lunedì a Venerdì / 8€ Sabato e Domenica + Festivi
  • Orario noleggio: Lun-Dom 10.00 – 17.30/20.30 (a seconda del periodo dell’anno)
Fare un giro sulle barche dell’Embarcadero: super consigliato!

Fuente de los Galápagos

Eccola, la prima grande fontana che si incontra oltre l’ingresso, dopo il lungo viale alberato in salita.

La fuente de los Galápagos
Le architetture spagnole, quelle belle.

Estanque Grande

Il laghetto artificiale, situato subito dopo l’Embarcadero, è il punto focale dell’intero parco. E’ stato progettato dall’architetto Cristobal de Aguilera fra il 1634 e il 1636 e ha cambiato destinazione d’uso nel corso dei secoli: all’inizio veniva utilizzato per mettere in scena spettacoli acquatici, battaglie navali e naumachie, ora invece è una nota attrazione turistica. Tutti amano passare qualche ora qui: c’è chi si siede su una panchina a leggere un libro, chi fa jogging, chi pattina sui roller blade lungo il viale, chi si ferma ad ascoltare gli artisti di strada che intonano canzoni dal ritmo andaluso. Si riesce proprio a percepire un clima lento e rilassato, interrotto solamente dal chiacchiericcio dei passanti e dallo scroscio d’acqua delle fontane in lontananza.

Attorno al lago ci sono diversi chioschetti ma il caffè conviene decisamente prenderlo fuori. Abbiamo sentito dire che sono un pochino overpriced; insomma non esattamente economici in termini di costi!

L’Estanque Grande, il laghetto artificiale del parco
Monumento di Alfonso XII e l’Estanque grande

Monumento dedicato ad Alfonso XII

L’imponente statua equestre dell’ex-sovrano spagnolo, posta sopra una colonna di marmo alta 30 metri, risale al 1922 e si trova al centro del monumentale colonnato semicircolare situato nella parte orientale dell’Estanque Grande. Per provare a cogliere il suo aspetto solenne bisogna girarci attorno e cambiare più volte punto di vista, cosa che si può fare avvicinandosi via terra oppure in barca. Tra l’altro, sotto la statua, la struttura a gradoni è perfetta per una breve sosta o per il pranzo al sacco, specialmente in giornate soleggiate.

Il monumento di Alfonso XII a Madrid
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Palacio de Cristal

Immerso nella natura e situato in riva ad un laghetto: questa spettacolare struttura è un esempio impeccabile di “architettura del ferro”. E’ stato progettato e costruito dall’architetto Ricardo Velázquez Bosco nel 1887 per ospitare un’immensa serra di piante tropicali in occasione di una mostra sulle Filippine. Venne poi restaurato nel 1975 e da allora è sotto la tutela del Museo Centro de Arte Reina Sofía, che all’interno vi allestisce periodicamente esposizioni di arte contemporanea. Sfortunatamente temevamo di trovarlo chiuso l’1 gennaio ed infatti, così è stato. Siamo dovute tornare qualche giorno dopo per poter passeggiare fra le sue ampie vetrate longitudinali, colpite dalla calda luce pomeridiana. Il Palacio de Cristal è stato nella nostra wishlist per molto tempo e finalmente siamo riuscite a toglierci la soddisfazione di entrarci.

Palacio de Cristal, l'edificio più bello del parco
Palacio de Cristal, l’edificio più bello del parco

Fate caso alla cascatella sul lato destro del palazzo: grazie al passaggio scavato nella roccia è possibile camminare sotto il potente getto d’acqua che scorre. Tenete pronte le macchine fotografiche in questo punto: gli angoli instagrammabili si sprecano!

L'incredibile prospettiva all'interno del Palacio de Cristal
Vuoi non farla una foto nel Palacio de Cristal?!

Palacio de Velázquez

Il secondo palazzo del parco si trova poco distante dal Palacio de Cristal ed è il Palacio de Velázquez, costruito dallo stesso architetto del precedente e anch’esso utilizzato per accogliere mostre temporanee. Non potrebbe essere più diverso dal “fratello” che gli sta affianco nonostante la stessa dichiarazione d’intenti: facciata color rosso mattone, richiami di stile moresco, decorazioni fatte di azulejos e rilievi in stucco.

Info utili su Palacio de Cristal e Palacio de Velasquez:

  • Ingresso Gratuito
  • Novembre-Marzo: 10.00-18.00 / Aprile-Settembre: 10.00-22.00 / Ottobre: 10.00-19-00
  • Chiuso 1 e 6 Gennaio, 2 Maggio, 25 e 1 Dicembre

La Rosaleda

Questa parte del parco è uno spettacolo da vedere soprattutto durante i mesi primaverili, quando oltre 4000 rose cominciano a fiorire e ad inondare di colore il magnifico roseto di forma ellittica risalente al 1915 e realizzato dal primo giardiniere del parco, Cecilio Rodriguez. Purtroppo in inverno non fa lo stesso quindi vorrà dire che dovremo tornare a Maggio per poterlo vedere all’apice dello splendore!

Il viale alberato che conduce alla Puerta de Alcalá

Il bosco degli scomparsi

L’angolo più significativo del parco è sicuramente quello del Bosque de los Ausentes (in spagnolo), una zona composta da 192 alberi (22 olivi e 170 cipressi) che commemorano ciascuna delle vittime dell’attentato avvenuto nel 2004. La splendida area verde, oltre ad avere un significato simbolico molto forte, è particolarmente amata dai turisti in estate perché offre diverse zone d’ombra in cui rifugiarsi nelle ore più calde.

Parterre francés, il giardino con l’albero più antico della città

Jardín del Parterre

Questo magnifico giardino alla francese fa parte dei vecchi giardini di corte annessi al Palacio del Buen Retiro e fatti costruire da Filippo IV nel 1630, che nel tempo hanno subito diversi restyling e cambiamenti. Quella che è rimasta è la disposizione geometrica degli elementi che ancora oggi si conserva in una generale simmetria della vegetazione e delle aiuole. La cosa interessante di questi giardini è soprattutto l’aspetto botanico: l’ahuehuete di origine messicana sul lato sinistro è una specie molto longeva che potrebbe avere migliaia di anni mentre il cipresso calvo di origine mediterranea pare abbia la bellezza di 500 anni.

Gli alberi secolari del Jardín del Parterre

Esattamente al centro dei giardini, è stato posto il Monumento a Jacinto Benavente che rappresenta un omaggio al Teatro nella figura di uno dei più grandi drammaturghi della storia spagnola. Il monumento si trova su un doppio gradino, circondato da vegetazione ornamentale su cui poggia la scultura bronzea di una donna greca dall’aspetto ieratico che alza le braccia verso il cielo, tenendo una maschera sulla testa (simbolo per eccellenza del teatro appunto). La figura è sostenuta da un piedistallo granitico su cui sono posti vari elementi come il busto del profilo di Jacindo Benavente e una corona d’alloro.

Monumento a Jacinto Benavente

La fontana dell’angelo caduto

Il Parque de El Retiro pullula di fontane, grandi o piccole che siano. Ci siamo soffermate su una in particolare però, quella al cui centro sorge una statua insolita: una raffigurazione non di un angelo, bensì di Lucifero mentre cade dal paradiso. Sulla base ci sono dei serpenti (una chiara iconografia del male) mentre i getti d’acqua fuoriescono da una serie di bocche dall’aspetto demoniaco. Costruita nel 1874, la figura dall’espressione contorta e disperata si rifà ad una importante opera letteraria di Milton, “Paradiso Perduto” appunto. Interessante è il velo di mistero che riveste questa statua e il passato sinistro ad essa legato: si dice infatti che, negli anni successivi alla sua costruzione, questo luogo fu teatro di riti esoterici. Mah, sarà vero?!

L’itinerario sulla mappa

Ci sono anche altri punti del parco che meriterebbero una visita e che però non abbiamo fatto a tempo ad esplorare, ma si sa: non si può far tutto! Vorrà dire che la prossima volta toccherà a quelli.


E voi, l’avete già trascorsa una giornata fra il verde del Parque del Retiro? Cosa vi ha colpito di più? Vi va di raccontarcelo qui sotto? Se l’articolo vi è stato utile, condividetelo sui social network.
Al prossimo viaggio!
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Toledo, la “città delle tre culture” in un giorno

La chiamano “la città delle tre culture” per l’affascinante commistione di stili che testimonia la compresenza di tre diverse religioni nel corso dei secoli: quella ebraica, quella islamica e quella cristiana. Toledo, il capoluogo della regione autonoma Castilla-La Mancha situato nella Spagna centro-meridionale, ha però origini romane. Gli scavi hanno portato alla luce un acquedotto e un anfiteatro, sopra il quale sono state costruite le case del quartiere delle Covachuelas. 

Fucina di storia e di arte, il borgo medievale dalle mura fortificate e dalle stradine in ciottoli, nel 1987 si è conquistato anche il titolo di sito Patrimonio dell’Unesco, attirando visitatori da ogni angolo del globo. 

Pensate un po’: nelle campagne toledane Cervantes vi ambientò il suo Don Chisciotte mentre il pittore manierista El Greco ci visse diversi anni della sua vita, lasciando ora in eredità alla cittadina una preziosa casa-museo. Ma Toledo è anche conosciuta per l’artigianato locale di lame d’acciaio e per i prodotti enogastronomici di spicco: tra una visita e l’altra, approfittatene per assaggiare i mitici bocadillos con prosciutto iberico o ancora meglio quelli con queso manchego (il formaggio di pecora, tipico della zona).

 

Leggi anche – Madrid: 15 cose da non perdere nella capitale della movida

Come si raggiunge Toledo?

Situata a soli 70 Km da Madrid, Toledo si raggiunge comodamente in treno, partendo dalla stazione di Puerta de Atocha. I treni partono a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Inoltre, conviene sempre acquistare i biglietti online per non rischiare di non trovarne più disponibili (sì, si esauriscono molto in fretta, specialmente in alta stagione).  Dopo aver superato i normali controlli di sicurezza (per prendere un treno in Spagna ci sono dei controlli come quelli aeroportuali), siamo salite sul treno che è partito puntualissimo alle 10.30. In poco più di 25 minuti siamo giunte a destinazione, pronte per essere catapultate nella storia antichissima di questa cittadina.

La statua di Cervantes ci ha accolto in città
Le coloratissime botteghe artigiane di Toledo

Quali sono i luoghi storici da visitare? 

Ci sarebbero moltissime cose da vedere a Toledo. Ecco quelle che noi abbiamo inserito nel nostro itinerario.

Puerta de Alcántara 

Arrivando dalla stazione, la prima cosa che appare davanti (dopo l’Alcázar) è il ponte che conduce ad una delle porte di ingresso. Essa risale al X secolo, è di origini arabe e ha avuto un ruolo chiave nel monitoraggio degli accessi in città durante il Medioevo. Il nostro primo incontro ravvicinato con l’architettura mudéjar ha fatto scattare la scintilla: ogni arco è stato un’occasione per scattare una foto. Oltre la porta, una lunga salita a gradoni indica la via per giungere fino al centro storico (il casco antiguo). Essendo una città arroccata su una collina, vi consiglio di indossare un paio di scarpe comode perché ci sarà sicuramente da camminare.

Alcázar

E’ impossibile non notarla. Arrivando da Madrid, la fortezza è la prima cosa che si scorge in lontananza, grazie alla sua posizione strategica in cima ad un’altura. Fu voluta come dimora ufficiale e fatta costruire dal monarca Carlo V quando Toledo era ancora capitale della Spagna ma in seguito subì diversi incendi e fu quasi interamente distrutta durante la guerra civile spagnola. Il generale Franco la fece ricostruire nei primi anni del Novecento e ancora oggi, l’Alcázar è uno dei monumenti-simbolo della città. Attualmente ospita una vasta biblioteca e il museo dell’Esercito. 

L’Alcázar al tramonto da piazza Zocodover

Catedral Primada di Toledo

La Cattedrale di Santa Maria, il più grande capolavoro di arte gotica in Spagna, fu eretta fra il 1226 e il 1493. 

La facciata, che ricorda quella delle cattedrali francesi, presenta 3 portali: la Puerta del Perdón (centrale), la Puerta del Juicio Final (a destra) e la Puerta del Infierno (a sinistra). Fate attenzione alle torri campanarie: una è visitabile e custodisce la campana “gorda”, mentre l’altra non è mai stata terminata ed è stata chiusa con una cupola.

Non appena dentro, l’occhio cade subito sulla Capilla Mayor, da cui svetta imponente il Retablo dorato che raffigura diverse scene bibliche. Dietro la cappella invece, nel deambulatorio, l’attenzione viene sicuramente catturata da El Trasparente, un’incredibile opera scultorea in marmo e alabastro in stile tardo barocco, progettata dall’architetto Narciso Tomé e posizionata sotto un oculo affrescato da cui penetra la luce che illumina l’altare maggiore.

Gli archi delle alte navate della Cattedrale
El trasparente - opera scultorea in marmo e alabastro
"La cattura di Cristo" di Goya, all'interno della Sacrestia
La tela di Caravaggio
Le vetrate colorate della Cattedrale
Sculture della Cattedrale

 

Gli appassionati d’arte faranno i salti di gioia non appena entreranno nella Sacrestia: la sala rettangolare, con volta a botte affrescata da Luca Giordano, ospita a sua volta una piccola pinacoteca con tele di artisti del calibro di Goya, Tiziano, Caravaggio, El Greco, Velazquez, Raffaello e Rubens. Una collezione piccola ma da sindrome di Stendhal!

La Cattedrale di Toledo, il capolavoro gotico di Spagna
  • Catedral Primada – sito web
  • Plaza del Ayuntamiento
  • Aperta dalle 10.30 alle 18.30 (Lun-Sab) e dalle 14.00 alle 18.30 (Domenica).
  • Ticket: 11€/ Audioguida compresa nel prezzo.

 

Oltre la Plaza del Ayuntamiento, si imbocca Calle Consistorio, una via lunga e stretta che conduce al quartiere ebraico della città, la Juderia. I rimandi alla multiculturalità sono ovunque: un occhio attento nota subito le piccole formelle in ceramica azzurra (come quella in foto) incastonate nel pavimento e nei muri in pietra, che raffigurano simboli israeliti come il menorah e la stella di David.

Con il naso all'insù all'interno della sinagoga.
I simboli ebraici alla Juderia

Sinagoga Santa María la Blanca

A metà strada tra il museo El Greco e il Monastero, si giunge nei pressi dell’antica Sinagoga Santa María la Blanca, costruita nel XII secolo. Si pensa che la sinagoga fu fatta costruire da scalpellini musulmani per gli ebrei di Toledo che desideravano un luogo di culto in città. Ampi archi a ferro di cavallo, pilastri ottagonali in laterizio, soffitto in legno a cassettoni e archi ciechi in gesso decorati con motivi geometrici dorati, fanno parte di una struttura che mescola elementi dello stile sobrio almohade a elementi del sinuoso stile moresco. Da noi non capita spesso di trovarsi faccia a faccia con architetture di influenza cristiana mozarabica, per questo motivo posso dire che l’abbiamo trovato un ambiente straordinariamente affascinante e per certi versi anche molto meditativo. Ora la sinagoga è una ex-chiesa cattolica: un esempio concreto che la somma di culture diverse può portare ad un arricchimento sotto molteplici punti di vista.

Sinagoga di Santa María la Blanca, situata nel quartiere ebraico

  • Calle de los Reyes Católicos 4
  • Aperto dalle 10.00 alle 17.45
  • Ticket: 2,80€
La sinergia architettonica fra lo stile moresco e lo stile almohadi.

Monastero di San Juan de los Reyes

Poco più in là, in fondo a Calle de los Reyes Católicos, sorge il Monastero di San Juan de los Reyes, uno straordinario esempio di gotico isabellino, ora sotto la gestione dei francescani. La struttura fu fatta costruire nel XV secolo su volere dei sovrani di Spagna (Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia) in seguito alla Battaglia del Toro, in cui l’esercito castigliano ebbe la meglio su quello portoghese. La chiesa a croce latina è impostata su un’unica navata e ha due cappelle laterali. Anche qui, come tipico di tutta la città di Toledo, il chiostro mescola lo stile mudéjar con quello del gotico rinascimentale in una sinergia architettonica che dà vita ad un ibrido, unico nel suo genere. Fate attenzione alle particolarità delle pareti esterne del monastero: vi sono state apposte le catene degli schiavi liberati dopo la conquista di Granada.

 

I dettagli del piano inferiore del chiostro – Monastero di San Juan de los Reyes
Lo stile gotico isabellino del chiostro – Monastero di San Juan de los Reyes
Calle de los Reyes Católicos, una delle vie più folkloristiche

Mirador del Valle

Basta fare una ricerca mirata dell’hashtag #toledo su Instagram per capire che uno dei posti da segnare per forza nella mappa è il Mirador del Valle. Una volta attraversato il fiume Tago e imboccata la strada sulla collina, dal lato opposto della città, si giunge ad uno dei punti più belli da cui immortalare il panorama mozzafiato di Toledo. In giornate limpide, il momento più adatto per salire fin quassù è il tramonto, orario in cui gli ultimi raggi del sole colpiscono le pareti degli edifici, rendendo la città un gioiello dai toni ambrati. Tra il rumore dell’acqua, il suono delle campane in lontananza e questo scenario così suggestivo, giuro che avremmo voluto rimanere a fissare quello skyline per ore se solo avessimo potuto.

Arrivarci non è complicato. Il modo più simpatico per raggiungere il Mirador del Valle è salire sullo Zocotren, il trenino che parte ogni ora da Plaza Zocodover e che porta i turisti a fare un giro di tutti i punti salienti della città. Nel caso il treno fosse già partito o fosse pieno (proprio come è successo a noi), non disperate! Segnatevi la linea 71 dell’autobus oppure in alternativa prendete un taxi.

Mirador Del Valle, il punto panoramico di Toledo

Puente de San Martín 

Un altro significativo ponte medievale della città è quello di San Martín, eretto nel XIII secolo con blocchi di pietre e poi ricostruito in epoca successiva, durante la quale sono stati aggiunti i torrioni difensivi alle estremità. Ci siamo fermate qui qualche minuto, di ritorno dal Mirador del Valle, giusto in tempo per vedere le ultime sfumature rosa del cielo che lasciavano velocemente il passo alla notte. 

Il ponte di San Martín al tramonto

La specialità dolciaria

Parlando di tradizioni gastronomiche c’è un prodotto, più di tutti, che ha reso celebre la città castigliana: il marzapane. Ebbene, amanti delle mandorle, a Toledo troverete il vostro paradiso. In città lo preparano ancora le suore nei conventi, a partire da un’antica ricetta che prevede una miscela di mandorle tritate e zucchero che poi viene modellata e passata in forno. Le confiteríe vendono questi dolcetti caratteristici dietro ogni angolo. Noi qui ve ne consigliamo un paio che si trovano proprio nella strada dietro il Monastero di San Juan de los Reyes, in Calle Santo Tomé.

  • Confitería Santo Tomé – vasta selezione di marzapane semplice e ripieno; da provare quello con la confettura di zucca.
  • Convento de San Antonio de Padua – un piccolo cartello conduce al portone di un convento che vende tra i migliori dolcetti di marzapane della città.

L’itinerario sulla mappa

Per ulteriori informazioni, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale di Turismo in Spagna.


E voi, avete già visitato Toledo oppure avete in mente di farlo in futuro? Avete qualche dubbio o curiosità in merito ai suoi luoghi di culto e ai suoi edifici storici? Scriveteceli qui sotto e se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo sui social network.
Al prossimo viaggio!

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Madrid: 15 cose da non perdere nella capitale della movida

Quanto ci è piaciuta Madrid?! Difficile esprimerlo a parole. Diciamo solo che sono bastati pochi giorni per farci coinvolgere totalmente dall’atmosfera madrileña, lasciandoci con il desiderio di tornarci al più presto.

Una città ricca sotto molteplici punti di vista, da quello culturale a quello architettonico; famosa in tutto il mondo per l’arte, le tapas, il flamenco e i churros ovviamente. Una città dove il calore della gente è tangibile e che non manca nel farti sentire il benvenuto sin dal primo istante.

Nel mare magnum delle possibilità esplorative offerte dalle guide turistiche, abbiamo pensato di scrivere questo articolo per segnalarvi in sintesi cosa vedere, dove fermarsi a mangiare e pure dove scattare qualche fotografia instagrammabile (che non guasta mai!).

State dunque organizzando un viaggio in terra spagnola e non avete ancora preparato alcun itinerario?

Che siate amanti dell’arte, dell’architettura oppure foodies a caccia di locali in cui fare qualche scatto memorabile, ecco qui 15 cose assolutamente imperdibili di Madrid che non potete farvi scappare la prossima volta che capiterete in città!

1. Plaza Mayor

Plaza Mayor – la piazza più famosa di Madrid

Plaza Mayor è in cima alla lista delle cose da vedere almeno una volta a Madrid. La vita spagnola si concentra qui, in questa piazza porticata dalla pianta rettangolare, contornata da bar e ristoranti che la animano e la rendono il cuore vivo e pulsante della città. Conosciuta all’inizio sotto il nome di Plaza de Arrabal, con l’avvento della dinastia asburgica il nome mutò in quello attuale e iniziarono i primi lavori di ristrutturazione. Dal XVII secolo Plaza Mayor ha visto il susseguirsi di corride di tori, canonizzazioni, incoronazioni ed esecuzioni pubbliche, diventando il centro politico e sociale dell’intera Madrid. Se fate attenzione, noterete subito la moltitudine di elementi di interesse artistico presenti nella piazza; fra questi spiccano la statua equestre di Filippo III (posta esattamente al centro) la Casa de la Panadería (facilmente riconoscibile per la parete affrescata, allegoria dello zodiaco) e l’Arco de Cuchilleros (l’arco più importante fra i 9 che danno accesso a Plaza Mayor).

2. Museo del Jamón

Calle Mayor 7 ( www.museodeljamon.com)

Open: 8.00-24.00

Un posto sicuramente molto caratteristico a Madrid è il Museo del Jamón, giusto giusto a due passi da Plaza Mayor. Si chiama museo, in realtà è un negozio con più punti vendita sparsi nella città che attrae orde di turisti per le centinaia di prosciutti appesi al soffitto che sono esposti nel locale. Una vista decisamente insolita che non può che far spalancare la bocca dalla meraviglia. Gli amanti del prosciutto adoreranno questo posto: se ne possono infatti trovare di diversi tipi (incluso il classico jamón ibérico) e con diversi range di prezzo. Ed è pure low-cost: basti pensare che i bocadillo de jamón, semplici ma davvero buoni, vengono a costare tra 1 e 2.50 €, un prezzo del tutto conveniente!

3. Mercado de San Miguel

Mercado de San Miguel
Bicchieri appesi al Mercado de San Miguel
Pasteis de nata-dolcetti portoghesi
Una delle 30 "tiendas" del Mercado de San Miguel
Dettagli al Mercado de San Miguel
Mercado de San Miguel

Plaza de San Miguelwww.mercadodesanmiguel.es

Open: [Domenica-Mercoledì: 10.00-24.00 / Giovedì-Sabato: 10.00-2.00]

Sapevamo già prima di partire che una tappa obbligata sarebbe stata di sicuro il Mercado de San Miguel, uno dei mercati più antichi e belli di tutta Madrid. Quello che non immaginavamo è che ci saremmo tornate altre due volte nei giorni successivi. Al suo interno si trova veramente di tutto e di più: oltre 30 tiendas vendono i più famosi prodotti tipici spagnoli e non solo: dal jamón ibérico alla paella, dalle patatas bravas alla tortilla, dalla cerveza (la birra locale) alla sangría. Insieme a questi, alcuni locali offrono anche delle interpretazioni gourmet dei piatti tradizionali. Ma ci sono anche una pescheria, un fruttivendolo, una macelleria e persino una fioreria. Mercado de San Miguel è uno di quei luoghi iconici di Madrid, sempre pieno di turisti e locali che si mescolano nelle ore di punta per passare qualche ora in compagnia, ordinando qualche tapas (porzione ristretta) o raciones (porzioni più abbondanti).

4. Mercado de San Ildefonso – Malasaña

Area food al Mercado de San Ildefonso.
Tapas bar al Mercado de San Ildefonso
Interno del Mercado de San Ildefonso
Dettagli al Mercado de San Ildefonso

Area food del Mercado de San Ildefonso

Area food del Mercado de San Ildefonso

Calle de Fuencarral, 57 www.mercadodesanildefonso.com

Open [Domenica-Giovedì: 12.00-24.00 / Venerdì & Sabato: 12.00-1.30]

Sul modello del Mercado de San Miguel ma allo stesso tempo molto differente è il Mercado de San Ildefonso, un mercato gastronomico moderno, situato strategicamente fra i barrios giovani e frizzanti di Malasaña e Chueca. Si tratta di un concept innovativo dal design industrial chic, distribuito su 3 livelli. Due terrazze, luci soffuse, insegne al neon e installazioni metalliche si mescolano assieme a prodotti tipici provenienti da tutto il mondo, nello stile dei celebri street food market che si incontrano a Londra e NYC. Il tutto condito da buona musica e ottimo cibo. Anche qui, fermarsi per qualche tapas è d’obbligo! E la scelta è davvero molto ampia, dalle arepas venezuelane si passa a diverse specialità asiatiche. Insomma una cucina fusion e moderna che non disattende le aspettative e che vi farà venire voglia di trattenervi a lungo.

5. Plaza de España

Plaza de España

Una fra le piazze principali di Madrid è proprio Plaza de España, situata a solo due passi da Palazzo Reale e dalla quale si innesta la Gran Via. Il pezzo forte della piazza è sicuramente la statua dello scrittore e drammaturgo Miguel de Cervantes (eretta nel 1927) ai cui piedi vi sono altre due statue bronzee che rappresentano i suoi personaggi più celebri, Don Chisciotte e Sancho Panza. Al lato opposto della fontana non si può far a meno di notare l’ Edificio de España, un grattacielo di stampo neobarocco costruito a metà del ‘900, al cui fianco lo stesso architetto fece erigere la Torre de Madrid che attualmente, con i suoi 142 metri d’altezza, è l’edificio in cemento più alto d’Europa. Fra i giardini, lo specchio d’acqua e gli artisti di strada che suonano a qualsiasi ora del giorno, Plaza de España è sicuramente uno dei luoghi per eccellenza della convivialità spagnola, in cui rifuggire dal caos cittadino.

6. La Gran Via

Gran Vía Capital – Madrid city center

Veduta frontale dell’Edificio Metropolis – Gran Vía

Questa enorme strada che collega Plaza de España a Calle de Alcala, concentra in sè uno dei migliori esempi di architettura urbana moderna della capitale. La sua esistenza risale al 1910 e nel tempo è diventata la principale arteria commerciale della città: qui risiedono infatti decine e decine di boutique di lusso e marchi della grande distribuzione. Camminando per le sue vie, a tratti pare di essere stati catapultati dritti dritti a Times Square, specialmente nei pressi di Plaza Callao, da dove svetta il gigantesco edificio marchiato Shwepps. Fra un cappuccino take-away da Starbucks e un salto da Primark, si respira subito aria cosmopolita. Negli anni ’50 la Gran Vía si popolò di sale cinematografiche e di teatri di musical (tutt’oggi visibili), tanto da accreditarsi l’appellativo di “Broadway madrileña”. Da segnalare in particolare, il cinema storico “Cine Capitol”.

7. Azotea Rooftop – Círculo de Bellas Artes

City view from “Azotea Rooftop”

Panoramica di Madrid sull’edificio Metropolis

The Azotea Rooftop in Madrid – Restaurant

Foto ricordo all'”Azotea Rooftop”

Calle Alcalá 42www.circulobellasartes.com

Open: [Lunedì-Giovedì: 8.00am-1.00pm / Venerdì-Sabato: 8.00am-2.30am]

Un punto di vista privilegiato su Madrid è sicuramente quello offerto da questa spettacolare terrazza panoramica che si trova in cima al palazzo che ospita il Círculo de Bellas Artes. Qui sopra si scorgono alcuni pezzi grossi dell’architettura madrileña: fra questi spiccano l’Edificio Metropolis, una struttura in pieno stile liberty realizzata negli anni ’30 del secolo scorso e il Palacio de Cibeles. Se è una giornata limpida, all’orizzonte si riescono ad intravedere persino i rilievi montuosi della Penisola Iberica. Azotea Rooftop offre un cocktail bar, un ristorante e diverse zone relax da cui godere del panorama, in tutta calma. Approfittate di una delle viste dall’alto più belle di Madrid per scattare tutte le fotografie del caso. L’unica pecca è che l’accesso alla terrazza è a pagamento, comunque il costo del ticket è abbordabile e si aggira attorno ai 4 € pro capite.

8. Puerta del Sol

In direzione… Puerta del Sol!

Altra zona molto famosa è la piazza di Puerta del Sol, una piazza semicircolare in cui confluiscono le strade più antiche di Madrid, come Mayor, ArenalAlcalá e Preciados. Il simbolo ufficiale della piazza nonché icona dell’intera città è la statua del “Oso e il Madroño” (dell’orso e del corbezzolo), davanti alla quale non può mancare un selfie o una foto ricordo. Salta subito all’occhio l’edificio principale della piazza che è Casa de Correos, ex-ufficio delle poste, costruito nel 1768 e che ora ospita la sede centrale della Comunidad de Madrid. All’esterno del portone dell’edificio, si trova il “Chilometro Zero”, ovvero il punto esatto da cui inizia la misurazione del network di strade spagnole che partono dalla capitale. Al centro della piazza invece si erge la statua di Carlos III, un omaggio al sovrano che rimodernò Madrid nel XVIII secolo.

9. Chocolateria de San Ginés

                                                                  Chocolate y Churros – photo courtesy by www.globalblue.com

Pasadizo de San Ginés 5, www.chocolateriasangines.com

Open: [h24 – 365 giorni l’anno]

Impossibile trovarsi a Madrid e non fermarsi ad assaggiare almeno una volta i famosissimi “Churros Y Chocolate”. I più buoni li abbiamo mangiati indubbiamente qui, alla Chocolaterìa de San Ginés. Questo locale storico di Madrid è in attività dal 1894 ed è aperto 365 giorni l’anno, 24 h su 24. Le opzioni sono due: si può scegliere fra i “churros” o le “porras” (altro non sono che cilindri di pastella a base di acqua e farina fritti; fra i due cambiano solamente le dimensioni). Per i madrileños questo snack goloso assume diverse valenze: alle volte è la colazione, altre volte è una cura post-hangover, consumata nelle prime luci dell’alba. Vi consigliamo caldamente di prendervi il vostro tempo, sedervi ad un tavolino mentre la folla scorre e godervi i vostri churros pucciati beatamente nella cioccolata calda. Una goduria pazzesca che rischia seriamente di creare dipendenza! Vi abbiamo avvisati, eh!

10. Real Jardín Botánico de Madrid

Real Jardín Botánico de Madrid
Tulipani in fiore
Fiori di ciliegio
Fioritura della magnolia
Narcisi in fiore al giardino botanico
Padiglione Villanueva

Real Jardín Botánico de Madrid

Plaza de Murrillo – http://www.rjb.csic.es/jardinbotanico/jardin/

Open: [ Maggio-Agosto: 10.00-21.00/Aprile & Settembre 10.00-20.00/Marzo & Ottobre: 10.00-19.00/ Novembre-Febbraio: 10.00-18.00 ]

Il nostro itinerario ha subito una variazione nel momento in cui abbiamo saputo che il Parco del Buen Retiro sarebbe stato chiuso per tutta la durata della nostra permanenza in città. Allora abbiamo pensato di vedere il giardino botanico di Madrid: un altro polmone verde situata in pieno centro, poco distante dalla zona di Paseo del Prado e dai musei. Oltre 30.000 specie di piante e arbusti, alcune importate da Asia, Australia e America, sono coltivate e conservate in un’area di circa 8 ettari. Fu fondato da Ferdinando VI nel 1755 e progettato dagli architetti Francesco Sabatini e Juan de Villanueva. Al suo interno, oltre alle due serre, è degno di nota il Pabellon Villanueva, una struttura che ospita spesso esposizioni artistiche temporanee. Se potete, visitatelo in primavera, proprio quando il Real Jardín Botánico de Madrid dà il meglio di sé: tulipani, magnolie, narcisi e camelie sono in piena fioritura e si fanno apprezzare in tutta la loro straordinaria bellezza.

11. Le gallerie d’Arte

Veduta di Venezia del Canaletto
"Morte di Sofonisba" di Giambattista Tiepolo
Museo Tyssen-Bornemisza

Madrid è considerata una delle capitali dell’arte europea. La zona di Paseo del Prado (un tempo era un fiume che ora ha lasciato spazio ad un enorme viale) non a caso viene chiamata “Triangolo dell’Arte”, proprio perché i musei principali sono tutti raggruppati nella stessa area. Bisognerebbe spendere ore all’interno di ciascuno di essi per poterli apprezzare nella loro interezza. Cosa interessante da tenere in considerazione è che l’accesso a tutti e tre i musei è gratuito in determinate fasce orarie, che vi indico qui sotto. Tendenzialmente in questi momenti la coda all’ingresso diventa molto più scorrevole rispetto al resto della giornata perciò c’è da approfittarne!

  • MUSEO NACIONAL DEL PRADO : Paseo del Prado [lun-sab 10.00-20.00/ dom 10.00-19.00].                                  Ingresso gratuito [lun-sab 18.00-20.00/ dom 17.00-19.00]

Il Prado è indubbiamente il museo di pittura spagnola più completo al mondo. Oltre ai famosissimi “Las meninas” di Velázquez e “La maya desnuda”di Goya, si trovano molte altre opere di artisti di provenienza spagnola fra cui El Greco, Sorolla, Ribera, Zurbarán e Murillo. In particolare a Goya è dedicata un’intera sala in cui sono esposte le sue “Pinturas Negras”, una serie di tele dai toni scuri e dalla pennellata rapida e informale. Fra gli 8600 quadri e le 700 sculture custodite nel museo, una parte considerevole è adibita al Rinascimento italiano e alla scuola fiamminga fra cui spiccano i nomi di Caravaggio, Tiziano, Tintoretto, Rubens e Rembrandt.

  • CENTRO DE ARTE REINA SOFIA, Calle de Santa Isabel 52 : [merc-sab + lun 10.00-21.00 / dom 10.00-19.00] Ingresso gratuito [merc-sab + lun 19.00-21.00 / dom 13.30-19.00]

Sede dell’arte moderna e contemporanea, il Museo Reina Sofia è famoso in tutto il mondo per ospitare “El Guernica” di Pablo Picasso, una di quelle opere da sindrome di Stendhal. Fermatevi ad osservarla bene, in tutta la sua tensione drammatica, in tutta la sua forza rappresentativa. Nelle altre sale troverete tantissime altre opere fra cui alcune che portano la firma di artisti del calibro di Mirò, Dalì e Juan Gris.

Aperta al pubblico nel 1992, questa pinacoteca custodisce la preziosa collezione privata dell’omonimo Barone Hans-Heinrich Thyssen-Bornemisza.  L’esposizione permanente ripercorre la storia dell’arte mondiale, dai dipinti medievali europei all’arte contemporanea del XX secolo. Un museo da non sottovalutare e che grazie alla sua completezza permette d’avere una visione d’insieme di ciò che fino a prima si era studiato solamente sui libri.

12.El Brillante” – i migliori bocadillo de calamares di Madrid!

Plaza Emperador Carlos V, 8 – www.barelbrillante.es

Questo locale, situato giusto a lato del Centro de Arte Reina Sofia è l’ideale per una sosta, specialmente dopo aver visitato il museo. Ha fama di essere il locale che fa i migliori bocadillos de calamares, considerati una fra le specialità più apprezzate di Madrid: filoncini di pane tagliati a metà e farciti con calamari fritti, caldi e croccanti. Un’esplosione di gusto, da assaporare sul posto o anche “para llevar” ( da portar via ). Ogni morso è un’iniezione di gioia!

13. Stazione di Atocha

Stazione di Atocha

Glorieta Carlos V , s/n 28045 – link al sito
Dall’esterno, potrebbe sembrare una semplice stazione ferroviaria, in realtà la Stazione di Atocha è molto di più. I lavori di ristrutturazione del ’92 hanno dato vita ad una struttura più moderna, preservando comunque lo scheletro di ferro e vetro del XIX secolo. Ad oggi infatti il complesso è formato da due stazioni: una nuova che ospita i treni dell’alta velocità e una vecchia, convertita in foresta tropicale dopo l’attentato dell’ 11 marzo 2004. Immergendosi in quest’ultima non pare nemmeno di essere in una stazione eppure in uno spazio di quasi 4000 metri quadrati sono state inserite più di 7000 piante di 400 specie diverse. Qui la vegetazione è rigogliosa in tutte le stagioni, grazie alla temperatura costante di 24°C e al sistema di irrorazione tramite nebulizzatori. Fra il cinguettio degli uccellini e lo scroscio d’acqua della vasca con le tartarughe sembrerebbe di essere stati teletrasportati in una qualche località equatoriale. Un vero e proprio giardino delle meraviglie che vale la pena visitare, anche solo per qualche decina di minuti.

14. Madrid imperiale: Palacio Real, Plaza de Oriente & Plaza de Ópera

Facciata del Palacio Real – Lato Sud

Calle de Bailén – www.patrimonionacional.es

Open: [ Aprile-Settembre: 10.00-20.00 / Ottobre-Marzo: 10.00-18.00 ]

Palazzo Reale è la residenza ufficiale dei sovrani di Spagna anche se in realtà oggi non è abitato ed è riservato unicamente alle cerimonie di Stato e alle visite dei turisti. L’edificio si ispira agli schizzi del Bernini mentre i lavori di costruzione veri e propri vennero affidati a due architetti italiani, Filippo Juvara e Giovanni Battista Sacchetti su iniziativa di Filippo V.

Per evitare lunghe code all’ingresso, è consigliabile acquistare in anticipo i biglietti online. Si possono prenotare visite guidate oppure noleggiare audioguide direttamente sul posto che accompagnano nella visita e illustrano le caratteristiche di ogni sala man mano che si procede.

Oggi la conformazione di Palazzo Reale, con le sue 3000 stanze, assomiglia a quella di molte altre dimore appartenute alle grandi monarchie europee. Oltre all’Escalera Principal (l’enorme scalinata situata all’ingresso), le stanze in cui vi consiglio di soffermarvi più a lungo sono El Salón del Trono, la Real Farmacia e la Cappella Reale. A parte è possibile visitare anche la Real Armería, la Galleria di Pittura e le Cucine Reali.

Se sarete più fortunati di noi, riuscirete anche a intravedere il cambio della guardia, che si tiene ogni mercoledì dalle 11.00 alle 14.00 (tranne nei mesi estivi).

Sul lato est di Palazzo Reale, si trova Plaza de Oriente, una piazza che ospita i giardini di Cabo Naval e diversi cafè prestigiosi, al cui centro sorge una statua equestre di Filippo IV, ideata da Velázquez. Poco più in là, nei pressi di Plaza de Ópera, si erge imponente il Teatro Real, uno dei tempi della cultura spagnola. Inaugurato nel 1850 e dichiarato monumento nazionale, dal 1997 il Teatro Real è tornato ad essere la sede madrileña degli spettacoli d’opera.

Da quest’anno è possibile acquistare un unico ticket che comprende la visita al Teatro Real + Palacio Real al prezzo esclusivo di 15 €. Per ulteriori dettagli, vi rimando al sito ufficiale che vi abbiamo linkato sopra.

 

La vista sul Teatro Real di Madrid & Plaza de Ópera

Plaza de Oriente & Teatro Real

Viale di Plaza de Ópera in piena fioritura

15. La Paella Real

                                                       Paella de marisco – photo courtesy by www.maubelajarapa.com

Calle de Arrieta, 2 [ Plaza de Opera ] – www.lapaellareal.es

Open: 13.00-16.00 / 19.30-22.00

Non è così semplice trovare un posto in cui mangiare una buona paella a Madrid; tradizionalmente infatti questo piatto spagnolo è originario di Valencia. C’è un locale a due passi dal Teatro Real però che vale decisamente la pena provare. A la “Paella Real” si trovano tantissimi tipi diversi di gusti, dalla versione vegetariana a quella di carne. Le specialità della casa però sono la paella de marisco (con i frutti di mare), la paella de bogavante (a base di aragosta) e l’arroz negro (variante della zona con il riso cotto nel nero di seppia). I camerieri portano la paella al tavolo e la servono (direttamente dalla enorme padella in cui è stata cotta) di fronte agli sguardi incuriositi dei clienti. I prezzi si aggirano attorno ai 16-18 € ed è richiesto un minimo di due porzioni per un ordine. Noi abbiamo preso quella de marisco che ci è piaciuta proprio tanto!

 

Ora che avete letto tutto ciò che c’è da sapere, vi va di scoprire gli angoli più interessanti dei barrios madrileñi insieme a noi? Qui in basso trovate il video che riassume la nostra esperienza.

 

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