Schiacciata toscana con l’uva

Avete presente quelle cose che avreste sempre voluto fare almeno una volta nella vostra vita ma poi, per un motivo o per l’altro, queste finiscono sempre per essere rimandate? Ecco per me la vendemmia è una di queste. Mi piacerebbe tanto partecipare una volta o l’altra. Imparare a raccogliere l’uva, a separare il mosto dalle vinacce, ad assistere allo spettacolo della fermentazione. Insomma mi piacerebbe prendere parte attivamente ad uno dei periodi più frizzanti dell’anno, sotto il calore di quel sole tiepido di inizio autunno. Intanto che attendo l’occasione propizia, mi accontento di accendere il forno e preparare la schiacciata toscana con l’uva. Una specie di focaccia dolce e zuccherata, impregnata del succo violaceo rilasciato dagli acini d’uva in cottura. Un dolce da forno di Firenze, che si prepara tutti gli anni in questo periodo.

E a chi potevo rivolgermi per provare questa ricetta se non alla blogger più toscana di tutte? Ho voluto testare la schiacciata andando sul sicuro e quindi ho replicato la ricetta di Giulia. Per quanto riguarda la cucina toscana, Giulia sa certamente il fatto suo. Le sue ricette, intrise di ricordi di famiglia e tradizione, sono descritte in una maniera talmente coinvolgente che alla fine ti verrebbe voglia di sederti a tavola, lì accanto a lei, per chiederle di raccontarti ancora qualcosa in più.

E quindi ecco che con le sue parole nella testa, ho impastato farina, lievito e acqua e poi ho messo l’impasto a lievitare. Mentre stendevo la pasta e ci distribuivo sopra zucchero e uva fragola, immaginavo di essere nel suo studio fra le colline senesi, ad una delle sue cooking classes. Guidata dai suoi consigli, in un pigro pomeriggio di fine Ottobre, ho infornato la schiacciata con l’uva. Poco più di un’ora dopo ero lì, in piedi vicino al tavolo della cucina con un pezzo di focaccia addentata e ancora calda in mano, gratificata dal fatto che a volte basta una semplice ricetta per accorciare le distanze.


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Schiacciata toscana con l'uva
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Tempo di vendemmia, tempo di schiacciata toscana con l'uva. Una focaccia dolce, impregnata del succo violaceo rilasciato dagli acini d'uva in cottura, tipica nelle zona di Firenze in questo periodo dell'anno.
Author:
Cuisine: Ricette d'Autunno, Vendemmia, Lievitati
Dosaggio: Per 8-10 porzioni
Ingredienti
  • 400 g farina manitoba
  • 20 g lievito di birra
  • 1 cucchiaino scarso di sale
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 200 ml acqua tiepida
  • 2 ciocche grandi di uva fragola
  • 150 g zucchero
  • un paio di rametti di rosmarino (facoltativo)
Procedimento
  1. In una ciotola capiente versate la farina, 2 cucchiai d'olio ed il lievito sciolto precedentemente nell'acqua tiepida.
  2. Mescolate con una forchetta, aggiungete il sale e proseguite impastando con le mani per almeno 10 minuti, in modo tale da ottenere un impasto liscio ed elastico.
  3. Ungete con un po' d'olio la ciotola, trasferiteci l'impasto e copritelo con un panno umido. Lasciate lievitare nel forno spento con luce accesa per le successive 2 ore, o fino al raddoppio in volume.
  4. Lavate e asciugate accuratamente gli acini d'uva.
  5. Dividete a metà l'impasto lievitato e stendete ciascuna metà con l'aiuto di un matterello.
  6. Poggiate la prima metà di impasto su una teglia da forno, distribuiteci sopra metà dell'uva e metà dello zucchero.
  7. Coprite con la seconda metà di pasta lievitata, sigillate i bordi e completate con i restanti uva e zucchero. Guarnite con un filo d'olio e qualche rametto di rosmarino.
  8. Coprite la focaccia con un panno e lasciatela lievitare ancora per 1 ora.
  9. Infornate la schiacciata in forno già caldo in modalità statica a 190°C per 40-45 minuti.
  10. Servitela tiepida o fredda.

 


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Fregola risottata con gamberi, cozze e calamari [ricetta sarda]

La fregola o fregula è un formato di pasta tipico della Sardegna. Il nome proviene dal termine latino “ferculum” ovvero briciola. Essa viene lavorata a mano per sfregamento o rotolamento della semola in un grosso catino di coccio fino al formarsi di piccole palline di impasto. La sua peculiarità sta nel venir fatta essiccare e poi tostare in forno, fasi in cui acquisisce un sapore del tutto unico.
Se vogliamo, possiamo pensarla come un cous cous italiano, che vanta origini millenarie. Potrebbe essere una replica di una piatanza portata dai Fenici, dai Punici e dai Cartaginesi oppure un prodotto autoctono regionale: su questo non c’è alcuna certezza. Le prime testimonianze concrete però risalgono al X secolo D.C.
Preparare la fregola è un vero rituale collettivo e casalingo. Si pensi che a Tempio Pausania, nel XIV secolo, i mugnai avevano redatto uno statuto in cui si erano accordati di produrre questa pasta dal lunedì al venerdì, in quanto l’acqua nel fine settimana veniva utilizzata per scopi agricoli.
Nel tempo la fregola è divenuta uno dei piatti più apprezzati della cucina sarda, specialmente nella zona del Campidano. La tradizione prevede che venga quasi sempre accompagnata da frutti di mare, bottarga o comunque altri prodotti provenienti dall’attività ittica locale.
Io l’ho provata durante il mio ultimo viaggio in Sardegna e qui ve la presento con gamberi, cozze e calamari. Un primo piatto regionale che, se fatto con ingredienti di ottima qualità, regala un sacco di soddisfazione.
Un consiglio che vi do è quello di sfumare la fregola con del vino bianco, magari un buon Vermentino di Gallura. Poi cuocetela “risottandola”, ovvero continuando a mescolarla e ad allungarla con il brodo fino a cottura ultimata. Questo espediente la renderà cremosa e ricca di gusto.
Ora tocca a voi provarla!


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Fregola risottata con gamberi, cozze e calamari [ ricetta sarda ]
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
La fregola è uno dei piatti tipici della Sardegna ed ha una storia millenaria. Di solito viene accompagnata da sughi di pesce e cotta esattamente come un risotto per esaltarne cremosità e gusto. In questa versione ve la presento con gamberi, cozze e calamari. Ecco come prepararla con ingredienti di qualità e in pochi semplici passi!
Author:
Tipo di ricetta: Sardegna, Ricette Regionali, Primi Piatti
Dosaggio: Per 6 persone
Ingredienti
  • 500 g fregola sarda tostata
  • 1 kg cozze
  • 400 g calamari già puliti
  • 6-8 gamberi
  • ½ bicchiere di Vermentino di Gallura
  • 200 g passata di pomodoro
  • 2 spicchi d'aglio
  • ½ cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 litro di acqua (per il brodo)
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • olio evo, sale & pepe q.b.
Procedimento
  1. Preparate il brodo: pelate la carota, mondate il sedano e la cipolla. Ponete una pentola su fiamma media e riempitela con acqua, le verdure pulite in precedenza e i gamberi lavati. Lasciate sobbollire per 15-20 minuti.
  2. Mettete da parte i gamberi lessati.
  3. Pulite bene le cozze eliminando il bisso, poi sciacquatele sotto acqua corrente. In una padella fate rosolare 2 spicchi d'aglio con un filo d'olio evo, versateci le cozze e coprite con un coperchio. Una volta aperte, rimuovete le cozze dalla padella e aggiungeteci i calamari, precedentemente lavati e affettati, facendoli cuocere per pochissimi minuti.
  4. Ponete un tegame a fondo largo sul fuoco, una volta scaldato versateci la fregola tostata e sfumate subito con il vino bianco.
  5. Aggiungeteci la passata di pomodoro e continuate a mescolare la fregola, allungandola di tanto in tanto con il brodo (proprio come un risotto).
  6. A fine cottura, aggiungeteci i calamari, le cozze e i gamberi.
  7. Aggiustate di sale e pepe, se necessario. Condite con un filo d'olio extravergine e completate con il prezzemolo tritato.


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