Fregola risottata con gamberi, cozze e calamari [ricetta sarda]

La fregola o fregula è un formato di pasta tipico della Sardegna. Il nome proviene dal termine latino “ferculum” ovvero briciola. Essa viene lavorata a mano per sfregamento o rotolamento della semola in un grosso catino di coccio fino al formarsi di piccole palline di impasto. La sua peculiarità sta nel venir fatta essiccare e poi tostare in forno, fasi in cui acquisisce un sapore del tutto unico.
Se vogliamo, possiamo pensarla come un cous cous italiano, che vanta origini millenarie. Potrebbe essere una replica di una piatanza portata dai Fenici, dai Punici e dai Cartaginesi oppure un prodotto autoctono regionale: su questo non c’è alcuna certezza. Le prime testimonianze concrete però risalgono al X secolo D.C.
Preparare la fregola è un vero rituale collettivo e casalingo. Si pensi che a Tempio Pausania, nel XIV secolo, i mugnai avevano redatto uno statuto in cui si erano accordati di produrre questa pasta dal lunedì al venerdì, in quanto l’acqua nel fine settimana veniva utilizzata per scopi agricoli.
Nel tempo la fregola è divenuta uno dei piatti più apprezzati della cucina sarda, specialmente nella zona del Campidano. La tradizione prevede che venga quasi sempre accompagnata da frutti di mare, bottarga o comunque altri prodotti provenienti dall’attività ittica locale.
Io l’ho provata durante il mio ultimo viaggio in Sardegna e qui ve la presento con gamberi, cozze e calamari. Un primo piatto regionale che, se fatto con ingredienti di ottima qualità, regala un sacco di soddisfazione.
Un consiglio che vi do è quello di sfumare la fregola con del vino bianco, magari un buon Vermentino di Gallura. Poi cuocetela “risottandola”, ovvero continuando a mescolarla e ad allungarla con il brodo fino a cottura ultimata. Questo espediente la renderà cremosa e ricca di gusto.
Ora tocca a voi provarla!


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Fregola risottata con gamberi, cozze e calamari [ ricetta sarda ]
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
La fregola è uno dei piatti tipici della Sardegna ed ha una storia millenaria. Di solito viene accompagnata da sughi di pesce e cotta esattamente come un risotto per esaltarne cremosità e gusto. In questa versione ve la presento con gamberi, cozze e calamari. Ecco come prepararla con ingredienti di qualità e in pochi semplici passi!
Author:
Tipo di ricetta: Sardegna, Ricette Regionali, Primi Piatti
Dosaggio: Per 6 persone
Ingredienti
  • 500 g fregola sarda tostata
  • 1 kg cozze
  • 400 g calamari già puliti
  • 6-8 gamberi
  • ½ bicchiere di Vermentino di Gallura
  • 200 g passata di pomodoro
  • 2 spicchi d'aglio
  • ½ cipolla
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 litro di acqua (per il brodo)
  • 1 mazzetto di prezzemolo fresco
  • olio evo, sale & pepe q.b.
Procedimento
  1. Preparate il brodo: pelate la carota, mondate il sedano e la cipolla. Ponete una pentola su fiamma media e riempitela con acqua, le verdure pulite in precedenza e i gamberi lavati. Lasciate sobbollire per 15-20 minuti.
  2. Mettete da parte i gamberi lessati.
  3. Pulite bene le cozze eliminando il bisso, poi sciacquatele sotto acqua corrente. In una padella fate rosolare 2 spicchi d'aglio con un filo d'olio evo, versateci le cozze e coprite con un coperchio. Una volta aperte, rimuovete le cozze dalla padella e aggiungeteci i calamari, precedentemente lavati e affettati, facendoli cuocere per pochissimi minuti.
  4. Ponete un tegame a fondo largo sul fuoco, una volta scaldato versateci la fregola tostata e sfumate subito con il vino bianco.
  5. Aggiungeteci la passata di pomodoro e continuate a mescolare la fregola, allungandola di tanto in tanto con il brodo (proprio come un risotto).
  6. A fine cottura, aggiungeteci i calamari, le cozze e i gamberi.
  7. Aggiustate di sale e pepe, se necessario. Condite con un filo d'olio extravergine e completate con il prezzemolo tritato.


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Gnocchetti sardi con crema di zucchine e pomodorini confit

Avete mai provato i malloreddus? Il nome cambia a seconda della zona: nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logoduro macarones caidos o macarones de punzu mentre nel Nuorese cravaos. Molti di noi li conoscono semplicemente sotto il nome di gnocchetti sardi, perché hanno una forma a conchiglia che somiglia a quella degli gnocchi. In realtà sono un formato di pasta tipico sardo, fatto solamente con semola rimacinata di grano duro e acqua. Un tempo le massaie modellavano i malloreddus con il cosidetto “ciuliri”, una sorta di canestro in paglia che permetteva di dare la tipica forma rigata e incavata alla pasta. Oggi si utilizza un apposito strumento in legno che rende la superficie degli gnocchetti sardi porosa e ruvida, perfetta per trattenere sughi di qualsiasi tipo.
I più famosi sono i malloreddus alla campidanase, ricetta che li vede conditi con un ragù di salsiccia, pecorino e zafferano, come vuole la tradizione. In Sardegna è proprio così che li ho assaggiati e posso solo dire che sono una bontà garantita!
Io però ve li propongo in una versione vegetariana e gourmet, realizzata utilizzando i prodotti freschi dell’orto che in questo periodo è in piena attività. Allora ecco i miei malloreddus con crema di zucchine profumata la basilico, pomodorini confit e scaglie di ricotta salata. La particolarità di questo piatto è che i pomodori vengono cotti in forno a bassa temperatura per un tempo prolungato, avendo dunque modo di essiccare, caramellare e acquistare un sapore agrodolce davvero gustoso. Il tocco finale della ricotta salata sarda aggiunge quel tocco sapido che ci vuole per completare la delicatezza delle zucchine.
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Gnocchetti sardi con crema di zucchine e pomodorini confit
 
Tempo di preparazione
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I gnocchetti sardi o malloreddus sono un piatto tipico della Sardegna e vengono preparati con soli 2 ingredienti: semola di grano duro e acqua. In questa ricetta vengono conditi con una delicata crema di zucchine al basilico, pomodorini confit e ricotta salata sarda grattugiata. Una rivisitazione in chiave vegetariana e gourmet, preparata con i prodotti freschi dell'orto e dal fresco sapore estivo.
Author:
Tipo di ricetta: Ricette Regionali, Pasta fresca
Dosaggio: Per 4 persone
Ingredienti
  • 400 g semola rimacinata di grano duro
  • 1 cucchiaino di sale
  • 200 ml acqua tiepida
  • ½ kg pomodorini ciliegini
  • sale, zucchero, olio evo, origano secco e basilico greco q.b.
  • 4 spicchi d'aglio
  • 3 zucchine verdi
  • qualche foglia di basilico
  • 50 g ricotta salata sarda
Procedimento
  1. Preparate i pomodorini confit iniziando col tagliare a metà i pomodorini.
  2. Disponeteli i pomodorini su una placca da forno, con la superficie tagliata verso l'alto.
  3. Conditeli con sale, olio, zucchero, origano secco, basilico greco e 2 spicchi d'aglio tagliati sottilmente.
  4. Fate cuocere i pomodorini in forno statico a 150°C per circa 2 ore.
  5. In una ciotola, amalgamate semola di grano duro con acqua e un cucchiaino di sale.
  6. Continuate ad impastare vigorosamente su una spianatoia fino a quando otterrete un impasto liscio ed elastico. Fate riposare l'impasto a temperatura ambiente per una decina di minuti.
  7. Sulla spianatoia leggermente infarinata ricavate dei cordoncini di impasto e tagliate degli gnocchi larghi circa 1 cm.
  8. Con l'apposito strumento in legno, modellate i malloreddus e man mano che sono pronti, trasferiteli su un vassoio ad asciugare.
  9. Ponete una grossa pentola di acqua sul fuoco e attendete che raggiunga il bollore.
  10. In una padella posta su fiamma bassa, fate rosolare 2 spicchi d'aglio insieme ad un filo d'olio evo.
  11. Aggiungeteci le zucchine tagliate a rondelle, salate a piacere, poi copritele con un coperchio e fatele cuocere qualche minuto.
  12. Frullate le zucchine insieme a qualche foglia di basilico, un cucchiaio d'olio evo e ad un mestolo di acqua di cottura della pasta, fino a renderle una crema.
  13. Gettate i malloreddus nell'acqua bollente e salata e fateli cuocere per pochissimi minuti.
  14. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nella padella con la crema di zucchine.
  15. Guarnite con qualche pomodorino confit e con una spolverata generosa di ricotta salata grattugiata.

 

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Crumble di pesche alla lavanda

Mai provato a cucinare con la lavanda? Anch’io ero scettica all’inizio, lo ammetto. Potrebbe sembrare un esperimento rischioso. In realtà, se utilizzata nella giusta dose, questa pianta può essere una valida risorsa e trovare largo impiego in cucina.
Ad esempio sta benissimo nei dolci, se ne possono ricavare sciroppi e infusi ed è ottima per dare un tocco in più ai piatti salati. A casa ne avevo un pacchetto, acquistato al Lavandeto di Arquà Petrarca che ho deciso di sfruttare per aromatizzare un crumble. Tra l’altro le pesche si sposano proprio bene con la lavanda.
Prima di tutto, sapete cos’è un crumble?
E’ un dolce della tradizione anglosassone e irlandese, il cui nome deriva dal sostantivo “crumb”, briciola appunto. Questo dolce infatti prevede uno stato di frutta caramellata ricoperto da grosse briciole di impasto burroso e friabile che una volta cotto dà vita ad un dessert amatissimo nell’Europa del Nord. Nasce nel dopoguerra, in epoca di razionamento alimentare, ovvero quando nelle case gli ingredienti a disposizione erano decisamente pochi e c’era bisogno di farsi bastare quel poco che si aveva. Facendo di necessità virtù, gli inglesi contribuirono ad arricchire il proprio patrimonio dolciario con un dessert tutt’oggi molto famoso.
La variante che vi propongo oggi, con il suo gusto delicato, strizza un occhio all’estate e si prepara all’ultimo momento. Servitelo tiepido con il gelato. Vedrete: sarà difficile resistere!


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Crumble di pesche alla lavanda
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
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Pesche morbide e succose all'interno e una crosticina croccante al profumo di lavanda in superficie. Un crumble insolito dal gusto delicato e adatto all'estate, che si prepara in soli 15 minuti. Servito tiepido con una pallina di gelato diventa assolutamente irresistibile!
Author:
Tipo di ricetta: Dessert, Crumble, English Baking
Dosaggio: Per 6 porzioni
Ingredienti
  • 450 g pesche nettarine
  • 2 cucchiaini di amido di mais
  • 2 cucchiai di sciroppo d'acero
  • 1 cucchiaio di sciroppo di lavanda
  • il succo di ½ limone
  • 130 g farina"00"
  • 50 g farina di riso
  • 80 g zucchero
  • 1 cucchiaino di fiori di lavanda essiccati
  • 80 g burro freddo
  • 1 pizzico di sale
Procedimento
  1. Tagliate a spicchi le pesche ed unitevi lo sciroppo d'acero, lo sciroppo di lavanda, l'amido di mais e il succo spremuto del limone.
  2. Mescolate e lasciate macerare le pesche per 15 minuti.
  3. Nel frattempo, in una ciotola, unite le farine, lo zucchero, il pizzico di sale ed il burro freddo tagliato a cubetti. Amalgamate con le punte delle dita fino a formare delle grosse briciole.
  4. Aggiungetevi anche i fiori di lavanda essiccati.
  5. Disponete le pesche in una teglia da forno e cospargetene la superficie con il crumble alla lavanda.
  6. Cuocete in forno preriscaldato in modalità statica, a 180°C per 40 minuti.
  7. Servite il crumble tiepido con una pallina di gelato.

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