Biscotti con avena, uvetta e mandorle [senza uova, senza burro]

Le giornate che si accorciano, il crepitio del fuoco nel caminetto acceso, la pioggia che batte incessante sulle serrande ed il vento che spazza via dagli alberi seminudi anche le ultime foglie; tutti segnali che l’autunno è decisamente arrivato. Il cambio delle stagioni mi conferma ogni anno quanto la natura possa essere meravigliosa e di quanto dovremmo sentirci grati di poter assistere a tale miracolo.

Per me il susseguirsi delle stagioni porta con sé una ordinaria ritualità che rende i miei gesti, i miei pensieri, le mie ricette ed il mio modo di vivere la cucina estremamente routinario. Mi piace rivivere dei momenti, delle sensazioni, semplicemente per il gusto di poter riassaporare dei ricordi e di crearne allo stesso tempo di nuovi. Mi piace poter rispolverare vecchie ricette, appuntate frettolosamente ai margini di qualche foglio sgualcito e cercare di immaginare che persona ero quando le ho scritte e come sono cambiata nel frattempo. Cosa era importante per me allora e cosa lo è adesso. Capita a volte che da vecchie annotazioni sorga un’idea, uno spunto che poi si rivela essere un punto di partenza per sperimentare qualcosa di nuovo. Perché creatività e curiosità sono le due costanti che cerco di mantenere sempre vive quando cucino.

A volte ho l’impressione di far fatica a mettere in fila le parole perché i miei pensieri corrono più veloci rispetto alla penna. Da introversa, cucinare mi aiuta ad esprimermi, a dar forma in maniera diversa a tutto ciò che mi frulla per la testa. 

 L’altro giorno ho trovato una di queste vecchie ricette fra gli scaffali e ho pensato di riadattarla agli ingredienti che avevo a disposizione in casa. Era da un po’ che pensavo di fare dei biscotti che sapessero d’autunno, che fossero croccanti, gustosi e pieni di cereali, come quelli delle pubblicità. Quei biscotti che sgranocchi volentieri di fronte ad un libro ed insieme ad una tazza di tea o un bicchiere di latte. Li ho realizzati con una farina semi integrale ed arricchiti con avena, uvetta e mandorle. Senza uova e senza burro per una volta, per soddisfare le esigenze anche di chi preferisce qualcosa di più leggero e salutare.

Si preparano in meno di un quarto d’ora e si cuociono altrettanto velocemente. In men che non si dica, ho rimpinguato il vaso mezzo vuoto dei biscotti che stava in dispensa, in attesa della merenda.

Qui sotto trovate anche la videoricetta con tutti i passaggi, così sarà impossibile sbagliare!

 


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Biscotti con avena, uvetta e mandorle [senza uova, senza burro]
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Un biscotto rustico e fragrante, da inzuppare nel latte caldo o in una tazza di tea bollente la mattina a colazione.
Author:
Tipo di ricetta: Biscotti, Dolci da colazione
Dosaggio: Per circa 20 biscotti
Ingredienti
  • 140 g farina di tipo 1
  • 100 g zucchero di canna + ½ cucchiaino di cannella in polvere
  • 50 g uvetta
  • 60 g fiocchi d'avena
  • 80 g granella di mandorle tostate
  • 1 pizzico di sale
  • 80 ml olio d'oliva extra vergine
  • 50 ml rum chiaro
Procedimento
  1. Tostate le mandorle pelate in forno e tritatele finemente fino ad ottenere una granella.
  2. In una ciotola capiente riunite la farina, i fiocchi d'avena, l'uvetta, il sale, la granella di mandorle e lo zucchero alla cannella. Mescolate tutti gli ingredienti assieme per distribuirli.
  3. Formate una fontana al centro della ciotola e versateci l'olio e poi il rum. Cominciate a mescolare con un cucchiaio, poi proseguite impastando con le mani sino ad ottenere un palla compatta.
  4. Sigillate l'impasto con la pellicola per alimenti e riponetelo in frigorifero a riposare per mezz'ora.
  5. Stendete l'impasto fra due fogli di carta forno fino ad uno spessore di pochi millimetri e ricavate tanti biscotti con l'aiuto di un tagliabiscotti circolare. Se l'impasto dovesse dividersi un po', compattatelo con le mani.
  6. Adagiate tutti i biscotti su una placca da forno ed infornate in forno preriscaldato ventilato a 180°C per 10-12 minuti circa. I bordi dovranno risultare ben dorati. Aspettate che i biscotti siano completamente freddi prima di riporli in una scatola di latta e conservarli.

 

 

I biscotti con avena, uvetta e mandorle si conservano molto bene anche fino ad un paio di settimane, al riparo dall’umidità e chiusi in una scatola con chiusura ermetica.

 


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Halloween Party: 3 idee per allestire uno sweet table “da paura”

C’è a chi piace e a chi non piace, eppure Halloween è una di quelle festività che non passa mai inosservata. Chiude il mese di Ottobre ed inaugura i pomeriggi corti di Novembre, le nebbie mattutine, il cielo terso della sera. Io di solito, intaglio la zucca, mi procuro qualche addobbo e ovviamente ne faccio un’occasione per preparare qualche dolcetto a tema. Non si sa mai! Potrebbe capitare che bussi alla porta qualche bambino questa notte, no? Ecco che allora ho riunito in questo post qualche idea semplice ma d’effetto per organizzare lo sweet table di Halloween più dolce che mai! 

Per le decorazioni per la tavola ho comprato delle semplicissime ragnatele finte e delle cannucce per bibite a forma di scheletro. Le ho trovate entrambe al Flying Tiger Copenhagen ma penso siano reperibili anche su Amazon o altri negozi di articoli per feste online. Ho aggiunto le zucche ornamentali che avevo per casa, il Jack o’ Lantern che ho intagliato e qualche ragnetto in plastica. Infine ho disposto i dolcetti!  Caramelle, cioccolatini e biscotti di ogni genere andranno benissimo ma se volete dare quel tocco in più vi lascio qui sotto tre ricette semplici semplici per dei dolcetti da urlo che rifaccio oramai da anni: le meringhe fantasmino, i muffins ragnetto e i biscotti Jack o’ Lantern

Tavola pronta ed imbandita, dolci sfornati, allora non resta che chiedere: trick or treat?

Meringhe Fantasma

150 g albumi d’uovo

300 g zucchero semolato

qualche goccia di succo di limone

30 g cioccolato fondente

1) In una ciotola pulita, sbattete gli albumi con le fruste elettriche insieme a qualche goccia di succo di limone. Quando avranno cominciato ad essere ben montati e spumosi, cominciate ad aggiungere lo zucchero, un cucchiaio per volta. Continuate a sbattere fino ad ottenere una massa montata, lucente e piuttosto ferma.

2) Trasferite la meringa in una sac à poche con bocchetta tonda e spremete dei lunghi ciuffi su una teglia rivestita con carta forno.

3) Infornate le meringhe in forno preriscaldato a 100°C per un paio d’ore o comunque fino a quando saranno completamente asciutte anche all’interno.

4) Sciogliete il cioccolato a bagnomaria e inseritelo in un conetto di carta forno. Disegnate occhi e bocca dei vostri fantasmi con il cioccolato e lasciate asciugare per bene. Conservate la meringhe in un barattolo con chiusura ermetica.

 

Cupcake ragnetto al cioccolato e crema di marroni

 3 uova

1 vasetto di yogurt da 125 g 

1/2 vasetto di olio di semi

1 vasetto e 1/2 di zucchero semolato

2 vasetti di farina 00

1 vasetto di cacao amaro

1 bustina di lievito per dolci

1 pz sale

1/4 fialetta di aroma al rhum

100 g cioccolato fondente

codette di cioccolato q.b.

2-3 rotelle di liquirizia

crema di marroni q.b.

 

1) In una ciotola unite uova, zucchero, yogurt e olio. Mescolate bene con una frusta, poi setacciate tutti gli ingredienti secchi e uniteli a quelli liquidi. Unitevi in ultimo anche l’aroma al rum.

2) Ottenuto l’impasto al cacao, distribuitelo nei pirottini per muffins. Ne dovreste ottenere circa 15.

3) Cuocete in forno preriscaldato statico a 180°C per una ventina di minuti. Fate sempre la prova stecchino per verificare il grado di cottura.

4) Una volta freddi, scavatene l’interno con l’aiuto di un cucchiaino e farcite i vostri muffins con un po’ di crema di marroni. Decorate i cupcakes con uno sottile strato di cioccolato fondente fuso e qualche codetta al cioccolato. Applicate su ciascun muffin qualche pezzetto di liquirizia per creare le zampe del vostro ragno e disegnate gli occhi con del cioccolato bianco fuso. Conservate i muffins sotto una campana di vetro.

 

Biscotti Jack ‘o Lantern di Halloween 

170 g farina 00

100 g fecola di patate

90 g zucchero a velo

170 g burro freddo

1 pz sale

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

1 tuorlo d’uovo

qualche goccia di colorante arancione in gel ( facoltativo)

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

 

1) In un robot da cucina, versate la farina, la fecola, lo zucchero a velo, il sale, il lievito e l’estratto di vaniglia, unitevi l burro freddo tagliato a tocchetti ed azionate la macchina per pochi istanti. Aggiungete infine anche il tuorlo d’uovo e qualche goccia di colorante alimentare ed impastate sino a formare una palla.

2) Avvolgete l’impasto nella pellicola e lasciatelo riposare in freezer per mezz’ora.

3) Stendete la frolla con un mattarello e cospargete il piano di lavoro di farina per evitare che l’impasto si attacchi. Ritagliate i  biscotti con le formine di Halloween che preferite e disponeteli su una placca rivestita di carta forno.

4) Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 12-15 minuti ( dovranno rimanere piuttosto chiari).Lasciateli raffreddare e conservateli in una scatola di latta con chiusura ermetica. Se volete potete arricchirli immergendoli per metà nel cioccolato bianco fuso.

Con questo non mi resta che augurarvi un felice e dolcissimo Halloween!


 

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Frollini autunnali alle nocciole e sciroppo d’acero

Si sta come

d’autunno

sugli alberi

le foglie

Così recita la nota poesia di Ungaretti. Così il poeta ci vuole far comprendere quanto la fragilità umana sia pari a quella della natura stessa. Quanto facilmente riusciamo a cadere, proprio come le foglie cadono in Ottobre. Più volte, io stessa mi sono sentita una foglia. Fragile, inerme, disposta a vacillare di fronte alle avversità della vita. Mi sono sempre piaciuti questi versi che, pur celando un sottile velo di malinconia, riescono perfettamente a rispecchiare le nostre perenni incertezze, i nostri dubbi che se non tenuti a bada, ci impediscono di reagire e di riprendere in mano le redini delle nostre vite. Le foglie suggeriscono una delle metafore migliori sulla nostra esistenza.

Parlando di foglie penso alle foglie di questa stagione, scaldate dal sole tiepido di Ottobre, tormentate dal vento che le separa prepotentemente dall’albero ed infine un turbinio dai colori caldi che percorre traiettorie del tutto imprevedibili fino a posarsi a terra e formare un manto variopinto che quasi nasconde l’erba ancora verde. Non è una fra le immagini più poetiche che esistano? E’ quasi una magia che la natura opera di fronte a noi e alla quale magari non prestiamo troppa attenzione.

 Ecco, ora immaginate una distesa di foglie di zucchero e nocciole che si depositano ordinatamente sul vassoio a fianco di teiera fumante; non sarebbe altrettanto bello?! Eh già! Però per questa volta mi sa che la magia la dovrete operare da soli! E allora mani in pasta!

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Con questa dose otterrete 20-25 biscotti piuttosto grandi fatti da una frolla friabile e che racchiude tutto il profumo dell’ autunno. Se preferite, provateli sostituendo le nocciole con mandorle, noci pecan o arachidi. Potete anche congelare la frolla e scongelarla al momento del bisogno. Vi basterà formare i biscotti ed infornarli!

Per 20-25 biscotti grandi

260 g farina 00

100 g granella di nocciole tostate

140 g burro freddo di frigorifero

50 g sciroppo d’acero

90 g zucchero semolato

1 pizzico di sale

2 tuorli d’uovo

1) In un robot da cucina, munito di lame in plastica, inserite la farina e il burro freddo tagliato a tocchetti. Azionate la macchina per pochi istanti fino a quando il composto diventerà piuttosto sbricioloso. Aggiungete le nocciole tritate, il sale, lo zucchero e frullate nuovamente il tutto. In ultimo unite anche lo sciroppo d’acero e i tuorli e azionate il robot fino a che si formerà una palla. Avvolgete l’impasto dei biscotti così ottenuto nella pellicola trasparente e trasferite in frigo per un’oretta.

2) Stendete la frolla con un mattarello ad uno spessore di circa mezzo cm e ricavate dei biscotti con i vostri stampini autunnali preferiti. Adagiate i biscotti su una teglia foderata di carta forno. Continuate così fino a terminare l’impasto.

3) Cuocete i vostri biscotti in forno statico preriscaldato a 180°C per 13-15 minuti fino a quando saranno ben dorati alla base e sui bordi. Lasciateli raffreddare su una gratella per dolci prima di servirli. Spolverateli di zucchero a velo a piacere.

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I biscotti alle nocciole e sciroppo d’acero si conservano in una scatola di latta per una settimana. Sono l’ideale per accompagnare il tea o il caffè del pomeriggio o persino anche una golosa cioccolata calda.

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Maple syrup and hazelnuts shortbread biscuits

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Do you like watching outside the window? I do. I I really do!  A window is a portal into the world! Wherever I am, on a train, on a bus, in my car and even at home I love having a little glipse at what’s going on outside. I love watching nature and weather changing according to the season. Tons and tons of colorful leaves dancing in the air, soaring in the wind and finally falling on the ground and covering everything as if they were comfy blankets. It’s such a poetic thing to see, isn’t it?

Now, imagine! What if loads of leaves made of sugar and hazelnuts fell magically on your baking tray? Wouldn’t be nice? Children would be thrilled to see such a thing! Unfortunately, at the moment we don’t have any way to make this happen but one: baking a batch of biscuits ourselves. But who knows… maybe in the future?! In the meantime, let’s get baking!

For this recipe you’re going to need very few ingredients but the result is a flaky, crumbly, buttery shortbread. The flavours of hazelnuts and maple syrup match perfectly together and they come through nicely. It makes the perfect biscuit to go with a steaming hot cup of tea in the afternoon and even with a luxurious giant mug of hot cocoa. The choice is very much yours!

Ingredients:

260 g plain flour

100 g ground toasted hazelnuts

140 g cold unsalted butter

50 g maple syrup

90 g caster sugar

2 egg yolks

1) In a large bowl, add your flour and the butter. Rub the butter into the flour with your fingers until it resembles bread crumbs. Add the ground hazelnuts, sugar, salt, maple syrup and egg yolks and combine all the ingredients together until they form a dough. Cover it in cling wrap and place it into the fridge for an hour.

2) Take a rolling pin and roll out your chilled shortbread pastry about half a cm thick. Cut our your biscuits with some leaf cookie cutters and arrenge your biscuits on a baking tray, previously lined with parchment paper.

3) Preheat the oven to 180°C/ 350°F and pop in the tray. After 12-15 minutes your shortbread should be nice and golden-brown on the edges and on the bottom. Pull out the tray and place your leaf biscuits on a wire rack to cool down. Sprinkle a little icing sugar on top.

Store your biscuits in air-tight container. 

I hope you enjoyed this recipe and if you did, don’t forget to leave a comment below and follow me on social media, by clicking in the upper right-end corner of my home page. See you there!

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Con le mani…ne in pasta!

” Tutti i grandi sono stati bambini una volta. ( Ma pochi di essi se ne ricordano).”

              Antoine de Saint-Exupéry

Quando ero piccola trascorrevo le estati in famiglia al mare. Dopo le vacanze al mare ci ritrovavamo in casa sempre occupate nelle più svariate attività. Io e le mie sorelle giocavano in giardino interi pomeriggi. Mia madre invece, è stata un’autentica cultrice del giardino, dei fiori e dell’orto e lo è tutt’ora. Sempre intenta ad occuparsi di migliorare, sistemare, restaurare oggetti o angoli all’esterno di casa. Tra le faccende estive ricorrenti però, c’è sempre stata anche la produzione annuale di marmellate e conserve. In maniera particolare, la produzione di conserva pomodoro. Mia madre ne faceva tanta perché sarebbe dovuta bastare per l’intero inverno successivo. Ed ecco che allora tirava fuori il pentolone enorme e lo metteva sullo sgangherato fornello a gas esterno e lasciava cuocere i pomodori fino quasi a farli spappolare. L’ho osservata un sacco di volte finché tirava fuori quel passapomodoro rosso, sì quello di plastica e con la manovella di una volta, finché passava le bucce di pomodoro ancora e ancora per estrarne più succo possibile. Ma perché vi racconto questo, vi starete chiedendo? Ve lo racconto perché è così che ho cominciato a sporcarmi le mani in cucina. O più che le mani, così ho cominciato ad imbrattare il grembiule di chiazze rosse. Mia madre cercava di coinvolgerci il più possibile: a me spettava il compito di girare la manovella e a mia sorella toccava il compito più ingrato, ovvero l’assaggio! Fatto sta che in questi semplici gesti ho cominciato a scoprire quanto possa essere affascinante trasformare gli ingredienti per dargli nuova forma, nuova vita. Da allora quello che era un semplice interesse è cresciuto con me fino a diventare una tensione alla scoperta continua, un viaggio attraverso i sapori che ho l’impressione sia solamente appena iniziato.

Vi ho fatto tutta questa lunga premessa su come è nata la mia passione perché oggi vi voglio raccontare un po’ di me e dei laboratori di cucina che ho tenuto presso una scuola materna negli ultimi 3 mesi. Era da un po’ che speravo di poter scrivere questo post ma volevo che l’esperienza si concludesse per potervi fare un unico resoconto. A fine 2015 mi è stata fatta la proposta di tenere questi 3 mini corsi per insegnare ai bimbi a fare i biscotti e devo ammettere che all’inizio avevo paura di non essere all’altezza. Invece ho scoperto che mi è piaciuto, già, mi è piaciuto moltissimo e quasi quasi mi dispiace sia già finito!

Fare i biscotti è una delle cose più divertenti che possano esistere, o almeno, per me lo è. Probabilmente perché il processo di impastare, stendere e tagliare con stampini multiforme è capace di risvegliare la parte fanciullesca che esiste dentro ciascuno di noi. Fare i biscotti è, in fondo come tornare un po’ bambini perché ti costringe a tirare fuori la fantasia e a sporcarti le mani, dunque perché non coinvolgere in questa attività chi bambino lo è per davvero?

Prima di raccontarvi pero’ voglio ringraziare Margherita, la persona che mi ha proposto di tenere questo laboratorio e che ha creduto nelle mie capacità. In fondo sono sicura che lei sapesse che questa attività non sarebbe stata utile solo ai bimbi ma lo sarebbe stata anche per me, proprio perché mi ha permesso di confrontarmi con me stessa, mi ha permesso di fare un passo di crescita in avanti. Insomma mi ha dato la possibilità di interagire con un mondo diverso dal solito al quale ho cercato di trasmettere la gioia per  quello che mi diverte di più.

Allora dunque, da dove comincio? ll primo giorno ( e quelli successivi anche!) sono arrivata con un borsone pieno di stampini (come vi ho già raccontato sono patita di stampini perciò ne ho di tutte le forme), mattarelli e altri attrezzi del mestiere e superato l’imbarazzo iniziale di tutti quegli occhi, seppur piccoli, puntati su di me, mi sono presentata. Ho fatto il nodo al grembiule e ho cominciato a preparare l’impasto. Ingrediente dopo ingrediente, ho cercato di mostrare ai bambini come la pasta cambiava colore, consistenza ed aroma. Mentre impastavo li guardavo e vedevo un po’ in loro me quando ero piccina e osservavo mia madre fare la pasta frolla. Poi finalmente è arrivato il momento che anche i bimbi si sporcassero le mani. Un pezzo d’impasto ciascuno, gli stampini sui tavoli colorati, i cappelli in testa fatti con i sacchetti del pane, grida chiassose provenienti da ogni dove e noi tre ( le maestre ed io) a girare come trottole per aiutare a stendere l’ impasto, aggiungere farina e prelevare i biscotti pronti, che le loro manine avevano prontamente prodotto e che man mano riempivano le teglie. E chi aveva finito l’impasto, ne chiedeva ancora come se ci avesse preso gusto a maneggiare quel composto morbido, burroso e profumato.

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Un po’ di tempo fa, ricordo di aver letto che mettere le mani in pasta fin dalla tenera età aiuta a sviluppare nei bambini la propria creatività, fantasia e la propria manualità. Tutto merito insomma di quel che io chiamo il magico potere dell’impasto, ovvero quel rilassante meccanismo di gratificazione e soddisfazione che scaturisce dal miscelare, amalgamare e rimestare gli ingredienti fra di loro. Oltre che essere molto terapeutico, cucinare però ha anche un enorme valore educativo e culturale durante l’infanzia. Da un lato infatti stimola l’utilizzo dei 5 sensi e aiuta i piccoli a comprendere il valore del processo produttivo di un prodotto. Per fare un esempio pratico, diciamocela tutta: molti bambini mangiano biscotti tutti i giorni, senza conoscere però cosa contengono quei biscotti o la serie di passaggi o tecniche che ci sono volute per arrivare al prodotto finito. Pertanto, cucinando un bambino impara a non dare più per scontato il valore del tempo e del lavoro che ha impiegato per produrre qualcosa. Dall’altro lato invece  un bambino è in grado di sviluppare la propria autostima perché per lui/lei non sarà importante la precisione del risultato finale ma il fatto che è riuscito a trasformare qualcosa di ordinario in qualcos’altro di unico e personale in modo autonomo.

Ho potuto verificare di persona quanto tutto ciò sia vero: la voglia di scoprire ed imparare è diventata subito un gioco. Quei bimbi, tutti molto piccoli, fra i 4 e i 5 anni, hanno cominciato a maneggiare con naturalezza l’impasto sin da subito, stendendolo con il mattarello e ritagliando con le formine preferite. Beh… c’è da dire che alcuni bimbi preferivano fare biscotti sottili come carta velina ed altri che invece optavano per lo spessore di un dischetto da hockey! L’inevitabile conseguenza? Un po’ di disomogeneità nei tempi di cottura ( ah,ah,ah…per la felicità della cuoca, insomma!). Ma questo non importa, ciò che conta è che questi bimbi si sono divertiti e hanno portato a casa e condiviso con la famiglia i loro biscotti, che non saranno stati di certo perfetti ma che sicuramente avevano il valore aggiunto di un prodotto fatto a mano frutto di impegno e dedizione.

Come qualsiasi cosa nuova è inevitabile portarsi dietro il segno indelebile che marca ciascuna bella esperienza. Allora mi sono chiesta: -” E tu Gloria cosa ricorderai? “- Sicuramente ricorderò i sorrisi dei bimbi, il loro sguardo rapito dal vedere l’impasto prendere forma, la loro voglia di essere partecipi, l’orgoglio nei loro occhi nel dirti: -” Questo l’ho fatto io!”-. Ricorderò anche i loro disegni perché non ero mai stata il soggetto dei disegni di nessuno. Ricorderò le loro richieste d’aiuto e il loro desiderio di far meglio. Ricorderò la spontaneità degli abbracci di quei bimbi che mi hanno accolta e presa in simpatia anche solo dopo aver trascorso poche ore assieme. E di certo non dimenticherò l’allegria di Silvia, la dolcezza di Margherita e il prezioso contributo di Chiara per le foto. Ringrazio inoltre la cucina per aver messo  a disposizione tutti gli ingredienti e gli utensili necessari e anche quel magnifico carrello in acciaio. Già, quel carrello che trascinavo con soddisfazione verso la cucina, consapevole di essere custode del frutto di un lavoro collettivo e allo stesso tempo di un ricordo. Di sicuro questo workshop per me è un ricordo. Spero lo sarà anche per loro.

P.S: Spero non mi prenderete per una pazza egocentrica ma purtroppo nelle foto che vedrete a seguito non ho potuto mostrarvi molto i bimbi mentre lavoravano per chiari motivi legati alla privacy. Spero dunque vi accontenterete di me!

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Ed ecco il risultato finale!

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Cuori di frolla al cocco e cioccolato al latte

Cari lettori,

da qualche tempo volevo provare a realizzare una frolla diversa dal solito e facendo le mie solite ricerche nel web, ho scoperto la variante al cocco, che è uno fra i miei ingredienti preferiti! Ho pensato subito di accostarla a del cioccolato perché cocco e cioccolato formano un connubio idilliaco insieme.

Io ho preparato questi biscotti a San Valentino, a forma di cuore e li ho decorati sia con il cioccolato fondente, sia con quello al latte ( come vedete nelle foto) ma ovviamente voi potete prepararli in tutte le occasioni e di tutte le forme che più preferite! Inoltre la frolla al cocco, essendo friabile e profumata si presta benissimo anche come base per tartellette alla crema e crostate. In pratica è una ricetta jolly che vi può tornar utile in qualsiasi momento ne abbiate bisogno.

Il profumo che emana questo impasto, finché è in forno è sublime! Provateli e vedrete che piaceranno a tutti!

Per circa 30 cuori medi:
  • 200 g farina 00;
  • 80 g farina di cocco;
  • 120 g burro;
  • 100 g zucchero semolato;
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci;
  • 1 uovo medio;
  • 200 g cioccolato al latte.

 

Preparazione:

1) Per prima cosa, versate in una ciotola la farina 00 e la farina di cocco, unitevi anche il burro e cominciate ad impastare con le punte delle dita. Quando il burro sarà distribuito uniformemente, aggiungete anche il lievito, lo zucchero, il pizzico di sale e infine l’uovo. Impastate nuovamente finché riuscirete a formare un panetto omogeneo. Avvolgete l’impasto nella pellicola e trasferitelo in frigo a riposare per un’ora.

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2) Trascorso il tempo di riposo, stendete l’impasto su un foglio di carta forno e ritagliate i biscotti delle forme che più vi piacciono, io ho utilizzato uno stampino fatto a cuore dato che li ho preparati per San Valentino. Cuoceteli a 180°C, in forno preriscaldato per circa 10 minuti ( devono risultare ben dorati sui bordi e anche sotto).

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3) Una volta usciti dal forno, mettete i vostri biscotti su una gratella a raffreddare e nel frattempo, sciogliete il cioccolato al latte a bagnomaria, prestando attenzione che il recipiente con il cioccolato non tocchi l’acqua sottostante. Immergete metà biscotto nel cioccolato fuso e poggiatelo sulla carta forno ad asciugare oppure decoratelo a piacere con un conetto di carta. Se volete renderli ancora più carini, potete anche utilizzare degli zuccherini rossi a forma di cuore e scrivere Love con della glassa reale, come ho fatto io, altrimenti lasciateli al naturale….saranno buonissimi ugualmente!

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