Weekend a Napoli – TRAVEL GUIDE [cosa vedere e dove mangiare]

Napoli, città verace e caotica. Una fra le città più antiche d’Europa, il cui tessuto urbano conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. Con le sue vie antiche e strette, inondate sempre da fiumi di persone, fra turisti e locali. Con il suo mercato all’aperto, in cui banchi carichi di pesce e ortaggi freschi si riversano per strada. Con il suo proverbiale traffico, che paralizza la città ma non toglie il sorriso. Con i suoi profumi densi e indescrivibili, che spaziano fra il dolce ed il salato. Con le sue tradizioni folkloristiche, autentiche ed uniche in tutto il mondo. Con i suoi panorami mozzafiato e con l’odore del mare. Una città ricca di contrasti e di bellezza.

COSA VEDERE A NAPOLI

Ammetto che due giorni sono pochi per poter affermare di aver visto Napoli; cercherò quindi di riassumere in questo racconto/guida, i luoghi più significativi che proprio non potete perdervi in caso doveste trovarvi nella città di Partenope!

Spaccanapoli:

Spaccanapoli è l’appellativo dato dai napoletani stessi ad un tracciato che comprende ben sette strade e che divide letteralmente Napoli in due parti. Parte dai Quartieri Spagnoli fino alla zona di Forcella ed è il cuore pulsante e vivo della città: qui arte, storia, cultura, tradizione e sapori della Napoli vera si mescolano e si fondono.

Piazza del Gesù e Chiesa del Gesù Nuovo

La Chiesa del Gesù Nuovo è un esempio più unico che raro di palazzo privato trasformato in edificio ecclesiastico. Fu fatto costruire nel 1470 ed un tempo appartenne ai Sanseverino; in seguito fu donato ai gesuiti che lo fecero ristrutturare nel 1584 e ne lasciarono intatti solo la facciata a bugnato ed il basamento. L’interno della chiesa è di stampo barocco, con pianta a croce greca e suddiviso in 3 navate. Le pareti sono rivestite da sfarzosi marmi policromi e ornate da numerose opere di importanti artisti.

La Piazza prende il nome dall’omonima Chiesa ed oltre a quest’ultima ospita alcuni dei monumenti più famosi di Napoli. Al centro del piazzale, si trova l’Obelisco dell’Immacolata, una guglia marmorea con un ricamo in stile barocco, alla cui cima si trova la statua dorata della Vergine Immacolata, fatta costruire in onore dei gesuiti nel XIII secolo. Sulla piazza si affacciano inoltre il Palazzo Pignatelli di Monteleone che fu residenza del pittore francese Edgar Degas e Palazzo Pandola, caratterizzato da un’architettura tardo-barocca con facciata neoclassica.

Complesso monumentale di Santa Chiara

Comprende Chiesa, Monastero e Chiostro e fu edificato nella prima metà del XIV secolo per conto di Roberto d’Angiò secondo i canoni del gotico medioevale. In seguito ai bombardamenti del 1943, la chiesa venne rasa al suolo; fu poi ricostruita ma perdette parte della sue inestimabile collezione di opere d’arte. Il Chiostro trecentesco contornato da 66 pilastri ed ornato sui quattro lati da affreschi secenteschi è famoso per le maioliche policrome dipinte a mano che si armonizzano con gli elementi circostanti, opera degli artigiani Donato e Giuseppe Massa. Vi lascio il link al loro sito istituzionale per maggiori info, orari di visita e prezzi.

Cappella Sansevero e Cristo Velato

La Cappella, incastonata fra i vicoli di Napoli, è uno fra i maggiori esempi di creatività barocca. Famosa in particolar modo per il Cristo Velato, che viene descritto come una delle opere più affascinanti e misteriose presenti in Italia. La leggenda infatti racconta che il velo di marmo che avvolge il Cristo, sia in realtà un velo in tessuto trasformato in roccia grazie ai poteri del Principe di Sansevero, illustre alchimista. Più verosimilmente lo straordinario velo marmoreo che ricopre il corpo è opera del virtuosismo e dell’abilità scultorea di Giuseppe Sanmartino, lo scultore che ha realizzato il Cristo velato.

Via San Gregorio Armeno

Una fra le vie più caratteristiche, più ricche di folklore, più conosciute di tutta Napoli: è via San Gregorio Armeno. La cosiddetta “via dei presepi”. Essa ospita le numerose botteghe artigiane dedicate all’arte del presepe napoletano. Statuine in terracotta realizzate e dipinte a mano, presepi in sughero, caricature di personaggi celebri, souvenir di ogni genere a partire dai famosi cornetti scaccia-sfortuna. Merita sicuramente una visita in qualsiasi momento dell’anno, per avere l’occasione di toccare con mano un pezzo della storia e delle radici di Napoli.

Napoli Sotterranea

Vi si accede da Piazza San Gaetano in Via dei Tribunali. Una città sotto la città è quella che si può scoprire nel percorso di Napoli sotterranea. I cunicoli inizialmente furono scavati dai Greci quando questi iniziarono ad estrarre il tufo dal sottosuolo per rafforzare le mura della città. In seguito, i Romani allargarono i cunicoli e li modificarono in modo da stiparvi l’acqua piovana, trasformandoli a tutti gli effetti in un acquedotto che venne mantenuto in funzione sino al 1885. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i passaggi sotterranei ospitarono la popolazione durante i bombardamenti. Ben presto, nel dopoguerra, il sottosuolo si riempì di detriti postbellici e si trasformò in una crescente discarica sino a quando si decise di risanare i cunicoli e di metterli a disposizione del grande pubblico e per rendere disponibile un viaggio all’insegna della storia nascosta della città.

Via Chiaia & Via Toledo

Due fra le più famose strade del centro storico di Napoli. Via Chiaia parte da Piazza Trieste e Trento e giunge a Piazza dei Martiri, dalla quale si prosegue per la Riviera di Chiaia. Via Toledo invece è una delle arterie principali della città (lunga 1,2 Km) e congiunge Piazza Dante a Piazza Trieste e Trento. Entrambe considerate le vie dello shopping napoletano per eccellenza, Via Chiaia e Via Toledo ospitano numerosi edifici religiosi e civili oltre ai negozi ed alle boutique.

Galleria Umberto I

La Galleria ha 4 ingressi: Via Toledo, Via San Carlo, Via Santa Brigida e Vico Rotto San Carlo. Venne costruita in soli 3 anni ( 1887-1890) ed in breve tempo divenne il “centro sociale” di Napoli. Qui accadevano i piccoli e grandi eventi della città. Famosa per essere stata il regno dei “sciuscià” per oltre cinquant’anni, la Galleria ha mantenuto tutt’oggi le due principali funzioni per è stata costruita: quella commerciale e quella monumentale.

Piazza Plebiscito & Palazzo Reale

Piazza Plebiscito è la piazza per antonomasia dei napoletani. Attorno ad essa si ergono edifici importanti quali la Basilica di San Francesco di Paola, Palazzo Reale, Palazzo della Prefettura e Palazzo Salerno. Al centro della piazza si trovano le due statue equestri di Carlo III e Federico I di Borbone, costruite dal Canova. Il nome della piazza risale al plebiscito del 21 ottobre 1860 con il quale l’allora Regno delle due Sicilie si univa al Piemonte dei Savoia.

Palazzo Reale fu fatto costruire alla fine del 1500 su volontà dell’allora viceré Don Fernando come reggia per l’arrivo di Re Filippo III a Napoli. Venne progettato dall’architetto Domenico Fontana e poi fu rifinito da Luigi Vanvitelli e Gaetano Genovese. Oltre ai Re di Spagna, ospitò i Re austriaci, i Borbone ed infine i Savoia. Oggi questo gioiello di storia è aperto al pubblico. Imperdibile dunque la visita all’Appartamento storico, la Cappella Reale, i giardini ed il Teatrino di Corte che custodiscono inestimabili capolavori d’arte e preziosi oggetti appartenuti ai membri di ben quattro dinastie di sovrani. Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00, tranne il mercoledì.

Castel nuovo ( Maschio Angioino)

Castel Nuovo o meglio conosciuto come Maschio Angioino ( secondo il termine medievale) è una fortezza costruita nel corso del XIII secolo su commissione di Carlo I d’Angiò, il quale espresse il volere di erigere un castello in una posizione strategica e di guardia. Durante il regno di questo sovrano, il castello divenne un importante centro di cultura, frequentato da artisti e letterati. In seguito, la struttura venne modificata, subendo gli influssi degli Aragonesi prima, dei Borboni poi. Oggi il castello è aperto al pubblico, ospita numerosi eventi culturali ed è anche sede del Museo Civico.

Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo si innalza sull’isolotto di Megaride, che fu il primo approdo dei Greci nel golfo di Napoli. Venne edificato nel 1128 e fu inizialmente adibito a luogo di culto pagano ma in seguito diventò luogo di culto cristiano. Un’antica leggenda attribuisce il nome del castello all’uovo che Virgilio nascose nelle segrete dell’edificio, in segno di buon auspicio e di speranza. Da allora la sorte dell’intera città venne legata a quella del castello e di conseguenza a quella dell’uovo.

I PUNTI PANORAMICI PIU’ BELLI

Vomero – Castel dell’Elmo/ San Martino

Dal piazzale della certosa di San Martino, sulla collina del Vomero, si gode di un panorama stupendo. Da qui si scorgono tutti gli angoli più significativi della città e si ha la vista d’insieme sull’intero Golfo di Napoli sino a raggiungere con lo sguardo l’isola di Capri. Salendo un po’ più in alto, la vista da Castel Sant’Elmo permette di ammirare il lungomare, il Vesuvio e Castel dell’Ovo.

Posillipo -Via Petrarca

Da anni metà di turisti e locali che si fermano lungo la strada per spendere qualche minuto di fronte ad una visuale mozzafiato che si affaccia sul Vesuvio. E’ stata ribattezzata (non a caso) “la Terrazza di Napoli” dai napoletani stessi per la sua posizione dominante, dalla quale si ammira il porto di Mergellina sino a Castel dell’Ovo. Sotto i propri occhi, l’occasione di osservare le magnifiche ville posillipine con le loro discese private a mare, dimore dei più facoltosi disposti a pagare un caro prezzo per una visuale unica al mondo.

Lungomare – Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo è visitabile gratuitamente tutti giorni (9.30-19.30 nei giorni feriali, 9.30- 14.00 nei giorni festivi): salendo le rampe di scale si può godere di un panorama davvero insolito, un punto di vista diverso che dal mare guarda direttamente all’entroterra. La sensazione unica di ammirare la città con i suoi edifici direttamente dal mare stesso.

COME MUOVERSI A NAPOLI

Il modo migliore per visitare Napoli è sicuramente a piedi, armati di tanta buona volontà. Le cose più importanti da vedere sono tutte più o meno vicine fra loro. Il trasporto pubblico comunque è ben sviluppato e copre ogni angolo della città: autobus, metro, funicolare, treno… c’è solo l’imbarazzo della scelta.

La metropolitana

Metro Linea 1 (ANM): attiva tutti i giorni dalle 6.00 alle 23.00. E’ conosciuta come Metro dell’Arte perché è stata costruita in collaborazione con 26 artisti contemporanei. Collega Piazza Garibaldi al Vomero e le fermate intermedie conducono a tutte le zone principali del centro storico di Napoli.

Metro Linea 2 (ANM): attiva tutti i giorni dalle 6.15 alle 23.00. Parte dalla Stazione Centrale Piazza Garibaldi e arriva sino a Pozzuoli, nei Campi Flegrei.

La ferrovia

  • Cumana e Circumflegrea

Queste due linee ferroviarie storiche collegano il cuore di Napoli con i comuni ad ovest della città. Entrambe percorrono la tratta Montesanto-Torregaveta, seguendo però due percorsi distinti. La Cumana affronta un percorso di 20 Km lungo la costa mentre la Circumflegrea percorre 27 Km, spingendosi nell’entroterra flegreo.

  • Circumvesuviana

Questa rete ferroviaria possiede ben 6 linee che collegano il centro di Napoli con i comuni che si sviluppano attorno al Vesuvio. Tutte le linee partono da Napoli Porta Nolana, poi proseguono su tratte differenti. La Circumvesuviana è una fra le reti di trasporto principali, essendo molto utilizzata dai turisti: fra le sue fermate ci sono quelle per gli scavi di Pompei, Ercolano e Sorrento.

La funicolare

A Napoli esistono 4 linee di funicolare che collegano il centro cittadino con i quartieri alti del Vomero, Chiaia e Posillipo. Veloci, pratiche ed efficienti, le funicolari vengono scelte ogni giorno anche da migliaia di napoletani che le preferiscono agli altri mezzi di trasporto. Per info su costi e orari, vi rimando al loro sito.

Il porto

Se si decide di intraprendere delle gite giornaliere presso le isole del Golfo, esiste la possibilità di raggiungere il molo Mergellina ( si trova esattamente di fronte al Castel Nuovo) dal quale partono regolarmente aliscafi per Capri, Ischia e Procida.

DOVE MANGIARE A NAPOLI

Si sa: Napoli è anche e soprattutto buona cucina! Qui sotto vi lascio una breve selezione dei posti che mi sono stati consigliati ed in cui ho avuto il piacere di fare una sosta.

Antica Pasticceria Scaturchio – Piazza S. Domenico Maggiore, 19 ( per la pastiera)

La sfogliatella Mary – Galleria Umberto I ( per le sfogliatelle)

Casa Infante – Via Toledo 258

Gran Caffè Gambrinus – Via Chiaia 1/2 ( per tutta la pasticceria napoletana ma in particolar modo per i babà con la panna)

Pasticceria Poppella – Via Arena della Sanità, 24 ( per il famoso fiocco di neve)

Zia Esterina Sorbillo – Piazza Trento e Trieste, Via dei Tribunali, 53 ( per la pizza fritta)

Ristorante Pizzeria Stella – Via Partenope 2A ( buonissima la pizza, cotta alla perfezione)

Antica Pizzeria da Michele – Via Cesare Sersale, 1 ( solo due pizze disponibili, margherita e marinara)

Taralleria napoletana – Via San Biagio dei Librai, 3 ( per i taralli napoletani)

 

Con questo tiro le somme e concludo (dato che mi sono dilungata fin troppo) aggiungendo che di cose da vedere e visitare ce ne sarebbero parecchie ancora! Vorrà dire che sarà per la prossima visita.

E voi, siete mai stati a Napoli? Avete dei consigli da darmi, luoghi o dettagli che ho tralasciato e che dovrei assolutamente aggiungere alla mia lista? Fatemelo sapere qui sotto con un commento! Alla prossima!


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Toscana: quattro giorni fra le colline della Val d’Orcia e della Valdichiana

Partire senza programmare, andare senza pensarci due volte, farsi guidare dall’istinto e volare alla volta di un’avventura che potrebbe celare un’esperienza più affascinante del previsto. Destinazione: Toscana, più precisamente Val d’ Orcia, a sud di Siena. Ad attenderci, borghi d’altri tempi, il frinire assordante delle cicale, l’oro dei campi di grano prima della mietitura, le file dei cipressi che seguono le onde sinuose delle colline, il profumo delicato della lavanda e i tramonti dalle sfumature iridescenti.

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La Toscana conserverà sempre un posto speciale nel mio cuore, sarà per il suo paesaggio mozzafiato, i colori bruniti delle colline, il cielo limpido come un bicchier d’acqua o per la sua cucina, così semplice ed essenziale ma allo stesso tempo ricca di gusto e di sapore perchè fatta di prodotti genuini dalla tradizione secolare. Sarà l’insieme di tutto ciò, fatto sta che ogni volta che vedo quelle distese ordinate di ulivi e quelle schiere infinite di vigneti il mio entusiasmo è pari a quello di una bambina di fronte ad un giocattolo nuovo!

Questa volta, abbiamo avuto il piacere di alloggiare presso Poggio Olivo (clicca qui per ulteriori info), un delizioso casale di campagna circondato da uliveti e vigneti che offre appartamenti dalle rifiniture rustiche. Dista solo 7 km dal centro di Montepulciano e 20 km da Pienza ed è dotato di moderna piscina e di un ampio giardino immerso nella natura toscana. La mattina, in soli 5 minuti d’auto, potrete raggiungere la località di Acquaviva, un borgo minuscolo dove potrete trovare un forno per acquistare pane, crostate e brioches per tutti i gusti, persino vegane.

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Dopo aver fatto colazione, una passeggiata fra le vie e gli scorci incantati di Montepulciano è d’obbligo. Questa è infatti la prima tappa del nostro viaggio. Se non siete dei maniaci di fotografie, come me, potete passeggiare tranquillamente facendovi tentare dalle vetrine, magari con un gelato comodamente in mano. Io, tra una foto e l’altra ho ammirato le numerose cantine lungo le vie che invitano i turisti ad entrare e fare un assaggio dei pregiati prodotti locali, in particolare vino e olio. Mentre cammino penso a quanto sia diversa la vita qui rispetto a quella di chi vive nelle grandi città: qui è tutto più lento, più rilassato, tutto somiglia allo stile di vita di 50 anni fa, qui la frenesia e i ritmi odierni svaniscono e ti fanno riscoprire il piacere delle cose semplici. Camminando però vien fame, allora ci fermiamo all’ Osteria del Borgo, un locale con terrazza panoramica molto carino a pochi passi dalla piazza principale, dove abbiamo avuto l’opportunità di gustare un bel tagliere di crostoni toscani misti. Una delizia per gli occhi e per  il palato!

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Prossima tappa: Cortona! Il paese del buon caro Jovanotti! A dir la verità avevo già visto Cortona in dicembre e mi era piaciuta tanto, questa volta però mi è piaciuta ancor di più! Colorata, energica, frizzante, con le bandiere delle contrade che svolazzano nell’aria e con i raggi del sole di luglio al tramonto di un pomeriggio di mezza estate, che riempiono di luce i vicoli pieni zeppi di turisti da tutto il mondo. Da non perdere, vi segnalo un caratteristico posticino in Piazza della Repubblica dove la frutta e la verdura vengono esposte in insoliti cestini da picnic in vimini. E non vorremmo mica farci mancare il gelato, no? Vi consiglio ” Gelato Ti Amo” dove troverete un ottimo gelato artigianale in gusti anche meno tradizionali dei soliti. Io ho provato quello al cioccolato e amarena e udite, udite…. quello ai cantucci e vin santo, un must se ci si trova in Toscana! Sulla via del ritorno, ci fermiamo all’ Artigianato Lorenzini, un piccolo negozio per tutti gli appassionati di ceramiche e utensili da cucina in legno d’olivo locale. Lì troverete taglieri in legno d’ogni forma e prezzo, decisamente originali se considerate che il loro tratto distintivo è proprio l’unicità!

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Visitando quelle zone agli inizi di Luglio è facile trovare lunghe distese di campi di girasoli lungo le stradine dissestate di campagna. Quest’anno però ci avevano detto che la fioritura era in ritardo di due settimane. Sulla via del ritorno verso Montepulciano, non potete capire la mia gioia nel vedere il giallo acceso che faceva capolino da lontano quando oramai non ci speravo più! Trovarsi di fronte a spettacoli simili non ha paragoni! Sei davanti ad un pezzo di natura viva e vegeta ma in realtà la sensazione principale che ti pervade è quella di trovarsi di fronte ad un quadro che aspetta solamente di essere incorniciato da uno scatto. Mi sono fermata ad ammirare il colore di questi fiori stupendi e ad annusare il vento che mi carezzava dolcemente il volto mentre gli ultimi raggi di sole fendevano l’aria tiepida della sera.

 

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Abbiamo terminato la serata a Poggio Olivo, mezzo bicchiere di Chianti in mano, un assaggio di pecorino di Pienza, pane toscano e finocchiona, il tutto contornato dal tramonto sul vigneto dalle sfumature di color rubino. Niente di più poetico! Insomma, voglio dire… what else?

Terza ed ultima tappa del nostro viaggio: Pienza! Patrimonio dell’ Unesco, culla dell’arte rinascimentale e anche patria del cacio! Piazza Pio ll è sicuramente degna di nota infatti, con il suo straordinario Duomo ed imponente campanile, conserva la vera essenza del Rinascimento Italiano, essendo stata interamente ideata dall’umanista Enea Silvio Piccolomini e realizzata da Leon Battista Alberti. Se poi siete anche degli affezionati del turismo eno-gastronomico, diciamo che Pienza è esattamente quello che fa per voi! Fra gli edifici storici e gli scorci da favola si trovano numerosissime botteghe che offrono i prodotti tipici della zona e in particolar modo il pecorino, presente in differenti stagionature e lavorazioni. All’interno di questi negozi ho chiuso gli occhi ed ho inspirato a fondo il profumo inebriante di quel formaggio per portare a casa con me un pezzetto di Toscana. Qui vi segnalo “La bottega del cacio”, dove ho avuto modo di fare un po’ di shopping mangereccio e di acquistare, oltre a dell’ottimo pecorino, il tartufo nero estivo della Val d’Orcia. Il gentile proprietario mi ha anche spiegato come utilizzarlo in una ricetta che spero di raccontarvi qui a breve.

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Anche l’ultima tappa si è conclusa e il nostro viaggio è giunto al termine. Con un po’ di malinconia, imbocchiamo la strada verso casa vedendo i campi scorrere via dal finestrino e ripensiamo inevitabilmente ai giorni appena trascorsi e alle bellezza di questa regione. Perché è questo ciò di cui è fatta la Toscana: profumi, colori, sapori, paesaggi, aromi, rumori che si mescolano insieme per lasciarti una sensazione di appagamento e benessere che ti persuadono a tornarci ancora e ancora, in un ciclo di eterno ritorno, ogni volta infinitamente più bello.

Fotografie e testo di: Gloria Turetta

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