Gnocchetti sardi con crema di zucchine e pomodorini confit

Avete mai provato i malloreddus? Il nome cambia a seconda della zona: nel Sassarese sono chiamati cigiones o ciciones, nel Logoduro macarones caidos o macarones de punzu mentre nel Nuorese cravaos. Molti di noi li conoscono semplicemente sotto il nome di gnocchetti sardi, perché hanno una forma a conchiglia che somiglia a quella degli gnocchi. In realtà sono un formato di pasta tipico sardo, fatto solamente con semola rimacinata di grano duro e acqua. Un tempo le massaie modellavano i malloreddus con il cosidetto “ciuliri”, una sorta di canestro in paglia che permetteva di dare la tipica forma rigata e incavata alla pasta. Oggi si utilizza un apposito strumento in legno che rende la superficie degli gnocchetti sardi porosa e ruvida, perfetta per trattenere sughi di qualsiasi tipo.
I più famosi sono i malloreddus alla campidanase, ricetta che li vede conditi con un ragù di salsiccia, pecorino e zafferano, come vuole la tradizione. In Sardegna è proprio così che li ho assaggiati e posso solo dire che sono una bontà garantita!
Io però ve li propongo in una versione vegetariana e gourmet, realizzata utilizzando i prodotti freschi dell’orto che in questo periodo è in piena attività. Allora ecco i miei malloreddus con crema di zucchine profumata la basilico, pomodorini confit e scaglie di ricotta salata. La particolarità di questo piatto è che i pomodori vengono cotti in forno a bassa temperatura per un tempo prolungato, avendo dunque modo di essiccare, caramellare e acquistare un sapore agrodolce davvero gustoso. Il tocco finale della ricotta salata sarda aggiunge quel tocco sapido che ci vuole per completare la delicatezza delle zucchine.
Qui in basso trovate la videoricetta con tutti i passaggi step by step! Per non perdere i prossimi video e le prossime ricette, iscrivetevi al canale Youtube qui!


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Gnocchetti sardi con crema di zucchine e pomodorini confit
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
I gnocchetti sardi o malloreddus sono un piatto tipico della Sardegna e vengono preparati con soli 2 ingredienti: semola di grano duro e acqua. In questa ricetta vengono conditi con una delicata crema di zucchine al basilico, pomodorini confit e ricotta salata sarda grattugiata. Una rivisitazione in chiave vegetariana e gourmet, preparata con i prodotti freschi dell'orto e dal fresco sapore estivo.
Author:
Tipo di ricetta: Ricette Regionali, Pasta fresca
Dosaggio: Per 4 persone
Ingredienti
  • 400 g semola rimacinata di grano duro
  • 1 cucchiaino di sale
  • 200 ml acqua tiepida
  • ½ kg pomodorini ciliegini
  • sale, zucchero, olio evo, origano secco e basilico greco q.b.
  • 4 spicchi d'aglio
  • 3 zucchine verdi
  • qualche foglia di basilico
  • 50 g ricotta salata sarda
Procedimento
  1. Preparate i pomodorini confit iniziando col tagliare a metà i pomodorini.
  2. Disponeteli i pomodorini su una placca da forno, con la superficie tagliata verso l'alto.
  3. Conditeli con sale, olio, zucchero, origano secco, basilico greco e 2 spicchi d'aglio tagliati sottilmente.
  4. Fate cuocere i pomodorini in forno statico a 150°C per circa 2 ore.
  5. In una ciotola, amalgamate semola di grano duro con acqua e un cucchiaino di sale.
  6. Continuate ad impastare vigorosamente su una spianatoia fino a quando otterrete un impasto liscio ed elastico. Fate riposare l'impasto a temperatura ambiente per una decina di minuti.
  7. Sulla spianatoia leggermente infarinata ricavate dei cordoncini di impasto e tagliate degli gnocchi larghi circa 1 cm.
  8. Con l'apposito strumento in legno, modellate i malloreddus e man mano che sono pronti, trasferiteli su un vassoio ad asciugare.
  9. Ponete una grossa pentola di acqua sul fuoco e attendete che raggiunga il bollore.
  10. In una padella posta su fiamma bassa, fate rosolare 2 spicchi d'aglio insieme ad un filo d'olio evo.
  11. Aggiungeteci le zucchine tagliate a rondelle, salate a piacere, poi copritele con un coperchio e fatele cuocere qualche minuto.
  12. Frullate le zucchine insieme a qualche foglia di basilico, un cucchiaio d'olio evo e ad un mestolo di acqua di cottura della pasta, fino a renderle una crema.
  13. Gettate i malloreddus nell'acqua bollente e salata e fateli cuocere per pochissimi minuti.
  14. Scolate la pasta al dente e fatela saltare nella padella con la crema di zucchine.
  15. Guarnite con qualche pomodorino confit e con una spolverata generosa di ricotta salata grattugiata.

 

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Culurgiones, i ravioli sardi ripieni di patate, pecorino e menta

I culurgiònes nascono come ricetta povera della cucina agropastorale sarda della zona dell’Ogliastra. Sono un formato di pasta ripieno tipico della Sardegna, realizzato con ingredienti semplici. La sfoglia di farina di grano duro viene farcita con una farcia a base di patate, pecorino sardo stagionato e menta ed infine la pasta viene condita con un semplice sugo di pomodoro e basilico. La loro tipica forma a mezzaluna si contraddistingue per la chiusura dei bordi, ottenuta tramite pizzicatura, che ricorda l’immagine di una spiga, in sardo detta “Sa spighitta”. Nel tempo si sono diffusi in tutta l’isola e si sono differenziati da zona a zona tanto da aver assunto diversi nomi, tutti più o meno simili: culurgiònes, culurgiònis, culurjònes, culurzònes, culirjònis. Dal 2015 i culurgiones sono stati riconosciuti come prodotto IGP, al fine di garantire ai consumatori la provenienza d’origine e la qualità della materia prima locale. 

Li ho mangiati per la prima volta in Sardegna, la loro terra d’origine.  Assaggiare i prodotti tipici e farsi stravolgere le papille gustative da gusti nuovi è la parte del viaggio che amo di più. Torno a casa con la valigia piena di souvenir “mangerecci” e con la voglia di rifare al più presto i piatti che più mi hanno colpita. Questa volta non sono stata da meno: a parte i chili di pane carasau, ho portato via un bel pezzo di pecorino, di quello loro.  Detto fatto, non appena rientrata ho messo le mani in pasta ma…ehm…mi sono accorta che non era facile quanto pensassi!  Mi ci è voluta almeno una buona mezz’ora per riuscire a capire come maneggiare la pasta e come muovere le mani per ottenere la classica chiusura a spiga di grano. Tanto di cappello a chi lo fa tutti i giorni, perché è proprio un lavoro di precisione e pazienza. Alla fine qualcosa ne è uscito! Un piatto di culurgiònes con un sughetto di datterini, un bicchiere di Cannonau freddo, un leggero alito di vento fra i capelli: alla fine è stato bello poter riassaporare un frammento di terra sarda anche nel giardino casa propria.

 Nella pasta ci sono la storia, la cultura e l’identità regionale di un popolo. Me ne rendo conto ogni giorno che passa. Provo tanta stima per quelle donne che hanno imparano dalle proprie nonne e portano avanti una tradizione, un gesto antico che si tramanda di generazione in generazione e che rivive nelle giovani mani di chi vuole apprendere un mestiere. Se volete cimentarvi anche voi nella preparazione di uno dei piatti più noti della Sardegna (e vi suggerisco calorosamente di farlo perché sono una cosa buonissima!), vi consiglio di dare un’occhiata a questo filmato che mi ha aiutata un po’ a capire da che parte cominciare. Mani in pasta allora!

 

 

Per la pasta fresca:

300 g semola rimacinata di grano duro di grano antico Senatore Cappelli

150 ml acqua tiepida

1 presa di sale

Per il ripieno:

600 g patate dalla pasta gialla

70 g pecorino sardo stagionato

70 g formaggio pecorino fresco oppure ricotta salata di pecora

5-6 foglie di menta fresca (facoltativo)

4 cucchiai di olio extra vergine di oliva

sale e pepe nero q.b.

Per il condimento:

500 g pomodorini ciliegini o datterini

2 spicchi d’aglio

1 cucchiaino di zucchero

qualche foglia di basilico

olio evo, sale e pepe q.b

qualche rametto di timo

1) Versate su di una spianatoia la farina e fate una buca al centro. Versate poco a poco l’acqua tiepida e una presa di sale e cominciate ad amalgamare con le mani. Continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto elastico e piuttosto consistente. Avvolgete l’impasto nella pellicola per alimenti e lasciatelo riposare per un quarto d’ora.

2) Occupatevi del ripieno: grattugiate finemente i due tipi di formaggi di pecora e metteteli da parte. Tritate le foglie di menta e fate lo stesso.

2) Lavate e pelate le patate. Tagliatele a pezzettoni e lessatele in acqua bollente salata per 10 minuti. Una volta cotte, estraetele dall’acqua e schiacciatele con uno schiacciapatate. Aggiungete al composto di patate un’abbondante macinata di pepe nero ed un pizzico di sale. Unitevi anche il pecorino, la ricotta salata grattugiati, i cucchiai di olio extra vergine di oliva ed in ultimo le foglie di menta tritate.

5) Tirate la sfoglia piuttosto sottilmente ( di solito arrivo fino alla trafila n° 5 della macchina per la pasta), avendo cura di spolverare sempre con della semola di grano duro fra un giro e l’altro.

6) Con un coppapasta, ricavate dei cerchi di pasta del diametro di circa 8 cm, mettete un cucchiaio di farcia alle patate al centro di ciascun cerchio. Richiudete i culurgiones pizzicando le estremità, dandogli la tipica forma a spiga di grano.

7) Preparate il sugo di datterini: sbucciate gli spicchi d’aglio e tagliateli a fettine sottili. Fateli rosolare in padella insieme ad un filo d’olio evo, unite i pomodorini tagliati a metà e condite con sale, pepe e zucchero. Aggiungete il timo ed il basilico al sugo, coprite con coperchio e lasciate cuocere dolcemente per un quarto d’ora.

8) Cuocete i culurgiones in abbondante acqua salata: quando saliranno a galla, significa che saranno cotti. Uniteli al sugo e saltateli in padella per qualche secondo. Serviteli con ulteriore pecorino grattugiato.

 

” Pane e casu, binu a rasu”- Proverbio sardo

 

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Pappardelle di farina di castagne ai funghi e rosmarino

L’aroma delle caldarroste che si diffonde nell’aria, il calore del focolare che scoppietta, la timida nebbia che si leva dai campi non appena il sole tramonta, lo scricchiolare delle foglie secche calpestate più e più volte. Sono queste le immagini che mi compaiono subito in mente quando penso al mese di Novembre. Mese che da sempre ho associato alla raccolta di castagne. Un’attività che mi piaceva da piccola ma che amo tutt’ora.

Salire i Colli Euganei per addentrarsi nel folto sottobosco, dove il silenzio regna sovrano. Qui il profumo umido del muschio si intreccia con il rumore lieve del cinguettio degli uccellini. Le alte querce e i castagni filtrano la luce solare creando un’atmosfera quasi surreale. Cammino lungo il sentiero e osservo e quasi quasi perdo la nozione del tempo da quanto sono concentrata. Poi eccole. Loro, le castagne. Tanti piccoli frutti marroni che rivestono i margini della via. Guardo avanti e sono sempre di più, sono ovunque, alcune ancora incastrate nel riccio, in attesa di essere liberate da quegli aguzzi aculei spinosi. Qua e là, si fa largo anche qualche fungo. Peccato che non li sappia riconoscere! Dovrò prima o poi, farmi insegnare come distinguere quelli buoni da quelli, diciamo… ” meno buoni”! Felice come una bambina, torno a casa con il mio piccolo grande bottino e un marasma di idee per la testa.

Poi arriva la Domenica, giornata in cui la pasta fresca è un rito. Viene pure la nonna ad aiutarmi a stenderla. Lunghe sfoglie di impasto beige ricoprono il tavolo di legno e pochi istanti dopo si trasformano in pappardelle, che a breve incontreranno un magnifico sughetto di funghi freschi. Ci riuniamo a tavola e mangiamo. E’ incredibile come un solo piatto possa risvegliare i tuoi ricordi d’infanzia sopiti di quelle interminabili passeggiate nei boschi!

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Farina di castagne, funghi, rosmarino, ancora una volta sono gli ingredienti semplici e di stagione che creano i piatti migliori. Un connubio dai colori e sapori autunnali per un primo piatto insolito e originale, da preparare per le occasioni speciali

Ingredienti per 5-6 persone
Per la pasta fresca all’uovo:

3 uova

150 g farina di castagne

100 g farina 00

50 g semola rimacinata di grano duro

Per il condimento ai funghi:

1/2 kg di funghi freschi champignon, porcini oppure pioppini

20 g burro

1 spicchio d’aglio intero

30 g parmigiano reggiano

rosmarino e salvia freschi

250 ml brodo vegetale 

sale e olio evo q.b.

1)  Pulite accuratamente i funghi, lavateli e tagliateli a fettine sottili. Ponete una padella su fiamma media e aggiungete il burro e l’aglio tagliato a metà. Lasciate rosolare qualche secondo, poi aggiungete i funghi e fate saltare per qualche minuto. Sfumate con il brodo vegetale, aggiustate di sale e pepe e aggiungete le erbe aromatiche. Fate cuocere con coperchio per una ventina di minuti a fiamma medio-bassa.

2) Nel frattempo preparate la pasta: in una ciotola versate le farine e le uova, impastate fino ad ottenere un composto omogeneo e ben amalgamato.  Avvolgete la pasta nella pellicola e lasciatela riposare per 10 minuti. Trascorso il tempo di riposo, prelevatene un pezzo e stendetelo sottilmente con il mattarello o con apposita macchina per la pasta. Se utilizzate la macchina, ripiegate la pasta su stessa, spolverate con la semola e ripassate la pasta all’uovo per 3-4 volte attraverso la prima trafila, fino a quando comincerà ad acquisire elasticità. Procedete assottigliando progressivamente la trafila e ricordandovi di cospargere un po’ di semola prima di ciascuna tiratura. Infine, ottenuta una lunga sfoglia, tagliate lunghe strisce di spessore 1 cm- 1,5 cm con una rotellina ondulata.

3) Cuocete le pappardelle in abbondante acqua bollente e salata per 1-2 minuti, scolatele al dente e ricordatevi di tenere da parte un mestolo d’acqua di cottura.

4) Saltate le pappardelle in padella con il sugo, aggiungete il parmigiano grattugiato, allungate con l’acqua di cottura ( solo se necessario) e servite con una spolverata extra di parmigiano ed un ciuffetto di rosmarino fresco.

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Chestnuts flour pappardelle with mushrooms and rosemary

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When I was a child, my family and I used to plan a day in between October and November when we would go foraging chestnuts into the local woods. It was such an exciting adventure! I used to follow the path and look at the borders in search of these precious little fruits. It was such a pleasure coming home with a full basket and the lovely memory of a thrilling quest. As the years go by, this activity still remains one of my favourite and I really do look forward to it! 

So, last Sunday I came up with this idea. A dish which encloses the smells and colors of Autumn and that reminds me of my childhood’s long strolls into the woods. I used chestnuts, mushrooms and rosemary, fresh seasonal ingredients which make this pasta simple but unique at the same time, perfect to serve on very special occasions. 

Making homemade pasta from scratch may sound challenging to those of you who have never made it before but I can garantee it’s easier than you might think and it’s well worth giving it a go! Surprise your family and friends with an authentic autumnal comfort food!

For the pasta dough

3 large free-range eggs

150 g chestnut flour

100 g plain flour

50 g durum semolina flour

For the mushrooms sauce

1/2 kg fresh mushrooms of your own choice ( champignons, porcini)

20 g unsalted butter

1 clove of garlic

salt, pepper and extra virgin olive oil

30 g parmesan cheese

 some fresh rosemary and sage

250 ml vegetable stock

1) Rinse your mushrooms and thinly slice them.  Finely chop the aromatic herbs and set them aside. Place a pan over a medium heat and add in your butter along with the garlic. When the butter is melted, pop your mushrooms into the pan, gently stir for a few minutes, then add all of your vegetable stock, your chopped herbs and finally cover with a lid. Let it simmer for 20-25 minutes on a low heat until the mushrooms are fully cooked through.

2) For your pasta dough, weight out your flours in a large mixing bowl, crack in the eggs and mix it all together. Knead the dough for a few seconds until it’s smooth and then cover it in cling wrap. Rest your dough for 10 minutes, then roll it out either with a rolling pin or a pasta machine. Cut out long stripes ( it doesn’t matter if they’re not perfect, it’s part of the charm of homemade pasta itself! ).

3) Cook your pappardelle in plenty of salty boiling water. Save a cup of starchy pasta water and drain it.  Toss your pasta in the frying pan with the mashrooms sauce. Add the grated parmesan cheese along with a ladleful of pasta water and stir everything together. Serve each portion with a small sprig of rosemary on top.

I hope you enjoyed this recipe and if you did, don’t forget to leave a comment below and follow me on social media, by clicking in the upper right-end corner of my home page. See you there!

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