Le migliori spiagge dell’Arcipelago della Maddalena

Riprendiamo il nostro viaggio on the road in Sardegna. Ci eravamo lasciati nel sassarese, precisamente nel borgo medievale di Castelsardo (qui la prima parte del racconto) e finalmente, dopo aver attraversato la Costa Paradiso, arriviamo in Costa Smeralda, più precisamente a Palau. Acquistiamo i biglietti al porto, da dove salpano i traghetti delle due compagnie che ogni 15 minuti effettuano il collegamento, la Delcomar e la Maddalena Lines.

Siamo pronte per una nuova avventura! La traversata è corta ed in men che non si dica ci ritroviamo dall’altra parte, giusto nel centro della pittoresca isola di La Maddalena. Questa, insieme a Razzoli, Budelli, Santa Maria, Spargi, Caprera, Santo Stefano e altri piccoli isolotti fa parte dell’Arcipelago della Maddalena, un Parco Nazionale istituito nel 1994 con lo scopo di conservare e salvaguardare le bellezze naturali del sistema costiero.

Arcipelago della Maddalena – Google Maps 2017

 

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Scorci dell'isola della Maddalena
Scorci dell'isola
Il porto di La Maddalena

Il nostro obiettivo qui?

Spuntare dalla lista le spiagge più belle dell’intero Arcipelago. E raccontarvele ovviamente, una per una.

Tenetevi pronti a segnare i nomi degli atolli, delle baie e delle calette più incantevoli!

Cala Spalmatore – La Maddalena

Questa spiaggia si trova nella parte settentrionale dell’isola e si raggiunge tramite la strada panoramica che costeggia il mare. La spiaggia dal fondale bassosabbia bianca e fine e acqua trasparente è considerata una fra le più belle di tutta La Maddalena.

Cala Spalmatore – Isola di La Maddalena

Baia della Trinità – La Maddalena

Davvero imperdibile è la Baia della Trinità: tre calette collegate fra di loro, alle quali si giunge tramite una passerella artificiale in legno. Tutt’intorno una densa vegetazione mediterranea, il paesaggio brullo ed a tratti arido tipico di questo angolo di mondo. Scogli calcarei affiorano dall’acqua e completano lo stupendo paesaggio offrendo scorci dallo strabiliante contrasto cromatico. Un panorama unico e mozzafiato, uno fra i più magici visti prima. C’eravamo già state ma ci siamo tornate molto volentieri. E questa volta abbiamo modo di esplorare la scogliera a picco sul mare da cui scattare fotografie da cartolina.

Bassa Trinità – Isola di La Maddalena
Bassa Trinità - La Maddalena
Passerelle in legno di Baia Trinità

 

Cala Napoletana – Caprera

Caprera è facile da raggiungere. A sud-est di La Maddalena seguiamo le indicazioni per il Ponte della Moneta, una diga costruita sul finire degli anni ’50 che da allora rende semplice il collegamento con l’isola garibaldina. Qui lo scenario è completamente diverso rispetto ai precedenti. La vegetazione tipica della macchia mediterranea si mescola a rocce granitiche e pinete. A proposito di pinete! Vi avvertiamo che ce ne sono tante, alcune anche molto ben attrezzate con tavoli da picnic e amache dove sostare all’ombra nelle ore più calde. Considerando che l’isola non è abitata, i pochi servizi disponibili sono davvero ben organizzati.

Il Ponte della Moneta collega l’isola di La Maddalena a Caprera

Proseguiamo verso la parte settentrionale dove ci aspetta un trekking di 45 minuti per arrivare a Cala Napoletana. Partiamo esattamente da sotto il Memoriale di Giuseppe Garibaldi, allestito nell’ex Forte Arbuticci. Da qui iniziamo il sentiero che ci condurrà alla spiaggia. Scarpe da ginnastica comode, tanta acqua e partenza di mattina presto: queste sono le 3 cose da tenere a mente se si decide di intraprendere il percorso. La camminata di per sé non è difficile, senonché in alcuni punti bisogna prestare un po’ di attenzione al dislivello. Dopo 3 chilometri percorsi i mezzo alla vegetazione, circondate dal profumo intenso di mirto ed elicriso, arriviamo e scopriamo una caletta intima e semi-deserta. A fare da sfondo a questa insenatura naturale dal mare color smeraldo ci sono rocce e scogli rosati; anche qui il contrasto cromatico è notevole. La vista ripaga di tutta la fatica, ve lo possiamo assicurare.

Se vi piacciono questi tipi di percorsi immersi nella natura selvaggia, c’è un’altra escursione che vogliamo segnalarvi. Poco distante da Cala Napoletana si trova una delle spiagge più belle e note di tutta la Sardegna: Cala Coticcio. Qui il sentiero è decisamente più impervio ma assolutamente fattibile. Questa volta noi non abbiamo fatto in tempo a vederla ma ci torneremo di sicuro!

Il panorama di Cala Napoletana a Caprera, vista dall'alto
Le rocce granitiche di Cala Napoletana - Caprera
Il sentiero per raggiungere Cala Napoletana

 

Cala Serena – Caprera

Poco più in basso (geograficamente parlando) rispetto a Cala Napoletana, si trova una piccola caletta lunga 60 metri, situata in una baia riparata, contornata solamente da scogli e vegetazione. Alle sue spalle si apre uno scenario altrettanto affascinante: le dune dell’arenile si specchiano nella palude salmastra ai loro piedi. Anche questa spiaggia è piuttosto solitaria; il percorso di 15-20 minuti per raggiungerla scoraggia i più pigri che ripiegano sulla poco distante Cala Garibaldi. Noi vi consigliamo di proseguire. Gli americani l’hanno addirittura definita la “spiaggia più romantica al mondo”, pensate un po’! Non sappiamo dirvi quanto sia vero però a noi è piaciuta davvero molto, tanto che abbiamo deciso di tornarci una seconda volta nella stessa settimana.

La palude salmastra di Cala Serena – Caprera

Cala Conchiglia – Caprera

L’ultimo giorno invece preferiamo scegliere una spiaggia facile da raggiungere, così ci spingiamo verso l’estremità meridionale di Caprera. Anche qui il colore del mare non delude: ad accoglierci c’è una distesa azzurra che sfuma in un intenso blu cobalto, da cui affiorano scogli isolati. Essendo poco affollata Cala Conchiglia è il luogo ideale per trascorrere una giornata all’insegna del relax e della spensieratezza.

Cala Conchiglia a Caprera- Arcipelago della Maddalena
Cala Conchiglia – Caprera

Tante altre spiagge meravigliose si trovano sulle altre isole dell’Arcipelago e si raggiungono esclusivamente via mare. Ci sono diverse possibilità per arrivarvi; queste vi vengono offerte comodamente al porto di La Maddalena. Qui potrete acquistare i biglietti per delle mini-cruise giornaliere, dove vi verrà servito anche il pranzo a bordo. Costano meno e sono molto comode in caso abbiate poco tempo a disposizione, però francamente noi non le consigliamo. A nostro avviso il modo migliore di muoversi è noleggiare un gommone/motoscafo con skipper (soluzione valida nel caso in cui non disponeste di patente nautica) che vi accompagnerà in un tragitto personalizzato e con le tempistiche da voi richieste.

Cala Granara & Cala Corsara – Spargi

Entrambe poste nella parte meridionale dell’isola, Cala Granara e Cala Corsara sono le 2 spiagge più famose di Spargi. Due angoli di paradiso con sabbia chiara e impalpabile e un’acqua incredibilmente trasparente. Questo è il paradiso per gli amanti dello snorkeling. Noi non ce lo facciamo ripetere due volte; ci tuffiamo con le maschere e registriamo qualche filmato subacqueo con la GoPro. Ovviamente qui non ci sono servizi; anche questo fa parte della bellezza disarmante e selvaggia dell’isola. Sappiate quindi che conviene portare con sé tutto il necessario per la giornata che trascorrerete fuori.

Cala Granara – Isola di Spargi
Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara a Spargi
Snorkeling a Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara - Spargi

 

Spiaggia del Cavaliere – Budelli

Ci spostiamo verso la parte nord-orientale dell’isola di Budelli. I colori ci suggeriscono subito che ci troviamo di fronte ad una piccola oasi paradisiaca. Sabbia bianca finissima, acqua celeste e trasparente e tantissimi pesci che vivono fra gli scogli adiacenti alla costa. Dietro la spiaggia si trova uno stagno popolato da diverse specie avifaune come germani reali, folaghi, aironi, garzette che nidificano soprattutto in primavera. Se potete, visitate questa caletta incontaminata in bassa stagione, quando non è presa d’assalto dai turisti e si può goderne in tutta tranquillità.

Spiaggia del Cavaliere - Budelli
Spiaggia del Cavaliere - Budelli

 

Spiaggia Rosa – Budelli

Circumnavigando l’isola e scendendo verso la parte sud-orientale dell’isola di Budelli invece, c’è una delle spiagge più belle di tutto l’Arcipelago: la spiaggia Rosa. Così chiamata per il colore caratteristico della sua sabbia, dovuto ai frammenti dei gusci di un piccolo microrganismo unicellulare che vive nelle praterie di posidonie poco distanti. Questi si sono depositati a riva con il moto ondoso e con l’influenza degli agenti atmosferici, creando una distesa rossiccia unica al mondo. Oggi, per tutelare la bellezza di questo paesaggio, questa spiaggia è diventata un’area protetta e interdetta ai bagnanti infatti può essere vista e fotografata solo da lontano.

Spiaggia Rosa – Isola di Budelli

Porto della Madonna tra Razzoli, Spargi e Santa Maria

Le chiamano anche le “piscine naturali” e sono un’area delimitata fra 3 isole dell’Arcipelago. Già dal nome si capisce che qui l’acqua ha un colore indescrivibilmente azzurro. L’imbarcazione ci lascia proprio a ridosso di questo specchio d’acqua chiara e limpida, da dove decidiamo di tuffarci per fare uno dei bagni più belli di sempre. I pesci ci nuotano attorno: è un’esperienza chiaramente indimenticabile.

L’indomani facciamo ritorno a Palau. Il nostro volo ci aspetta all’Aeroporto di Olbia. Anche questo viaggio volge al termine, lasciandoci con centinaia di nuove fotografie e ricordi da metabolizzare.

Torniamo presto. Nel frattempo continuate a viaggiare con noi! Per rivivere i nostri racconti ci trovate sempre su Instagram, Facebook e Twitter .

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di Sardegna Turismo, in cui potrete scoprire tante altre cose interessanti su quest’isola meravigliosa. Vi auguriamo buon viaggio!

 

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Alghero, Stintino, Castelsardo: 3 dei borghi più belli in Sardegna

Se siete capitati qui è perché state probabilmente pensando di partire per una vacanza in Sardegna. E magari siete indecisi sulle mete da segnare nel vostro itinerario, giusto? Don’t worry, ci pensiamo noi a schiarirvi le idee!

Mettetevi comodi e leggete fino in fondo questo articolo perché stiamo per presentarvi 3 località sulla costa nord-occidentale che non potete proprio perdere!

Nel nostro on the road sardo abbiamo toccato diverse tappe sul litorale nord-ovest di questa magica isola. Le prime 3 che vi presentiamo sono Alghero, Stintino e Castelsardo: 3 borghi (uno catalano, uno marinaro e l’altro medievale) ognuno con le proprie peculiarità, le proprie tradizioni, la propria storia. L’unico minimo comune denominatore è il mare turchese che si perde di vista all’orizzonte, tanto bello da togliere il fiato.

Qui in basso c’è il video che riassume le nostra esperienza. Iscrivetevi al canale Youtube se non volete perdere i prossimi!

Alghero, la piccola Barcellona della Riviera del Corallo

Allora, siete pronti?

Iniziamo! La prima tappa del nostro viaggio è Alghero, una città che è stata segnata profondamente dal dominio catalano-aragonese del Trecento, non solo nelle architetture di stampo gotico ma anche nella parlata degli abitanti stessi. Proprio per questo viene chiamata anche Barceloneta o piccola Barcellona. Gli influssi spagnoli si riconoscono subito in tanti degli edifici religiosi presenti in città: nella Cattedrale di Santa Maria, nella tardo-rinascimentale Chiesa di Sant’Anna, nella Chiesa di San Michele con la sua cupola ottagonale rivestita di maioliche policrome. Tutt’intorno vicoli stretti, muri gialli e tetti rossi. Essendo situata nella Riviera del Corallo, Alghero è nota proprio per il corallo, infatti ospita moltissimi negozi di artigianato, specializzati nella lavorazione di questa risorsa preziosa. La nostra sosta qui è breve ma intensa. Ci fermiamo per assaggiare un po’ di pane carasau, poi ci rimettiamo in marcia verso l’entroterra della pianura della Nurra.

Alghero, la piccola Barcellona della Riviera del Corallo
Istantanea di Alghero a mezzogiorno (SS)
Alghero, la piccola Barcellona della Riviera del Corallo

 

Stintino

Il viaggio prosegue e ci spostiamo a nord. A 45 km da Alghero raggiungiamo Stintino. Un piccolo comune in provincia di Sassari che affaccia sul Golfo dell’Asinara, situato nell’estremità nord-occidentale dell’isola. La sua fondazione risale a poco più di un secolo fa, precisamente quando nel 1885 il Governo Italiano decise di trasformare l’isola dell’Asinara in una colonia penale, sfrattando effettivamente le famiglie che vi abitavano. Queste allora si insediarono nell’attuale promontorio di Capo Falcone, fondando in seguito il borgo marinaro di Stintino. Oggi il comune è un centro turistico molto frequentato, con una storia legata alla pesca del tonno e alle attività ittiche in generale. A pochi passi dal porto si trova il Museo della Tonnara che preserva l’identità di Stintino raccontando e tratteggiando le vite dei pescatori. Attrezzi, vecchi articoli di giornale, abiti usati durante la mattanza e riproduzioni di imbarcazioni sono solo alcuni dei cimeli custoditi in questo spazio espositivo nuovo, aperto a Giugno 2016.

Ma Stintino è famosa per le sue sue spiagge di indiscutibile bellezza, immerse nella natura incontaminata e selvaggia.

Spiaggia La Pelosa – Stintino
La Torre della Pelosa – Stintino

Prima su tutte la “spiaggia della Pelosa” che è stata decretata una delle spiagge più belle d’Italia e d’Europa. Sabbia bianca finissima, mare cristallino e fondale basso. Un vero paradiso a giusto 5 km dal centro di Stintino. Uno scenario quasi caraibico se non fosse per i ginepri e la macchia mediterranea che la circondano. Qui soffia spesso il maestrale, ciononostante il mare è sempre calmo grazie alla barriera naturale formata dai faraglioni di Capo Falcone, dall’Isola Piana e dall’Asinara.

Attenzione però: da quest’anno sono entrate in vigore delle misure a tutela della salvaguardia dell’arenile. Sarà infatti necessario portare con sé delle stuoie da usare sotto l’asciugamano, pena il rischio di sanzioni (anche molto salate). Inoltre sono state installate diverse fontanelle lungo le passerelle in legno che invitano i bagnanti a sciacquare i piedi prima di andarsene, sempre con l’intento di evitare la dispersione di sabbia.

Qual è l’icona della Pelosa?! Indubbiamente l’isolotto in lontananza su cui si erge la torre aragonese del 1578, alla quale la spiaggia deve il suo nome. Noi decidiamo di raggiungerlo a nuoto per poter ammirare la torre da vicino, in tutti i suoi 10 m di altezza. E ci portiamo anche le maschere: non possiamo perdere l’occasione di osservare la fauna marina che popola il fondale di questo mare azzurrissimo. Nuotare insieme ai pesci è sempre un’esperienza meravigliosa, soprattutto per chi ama fare snorkeling come noi.

Vi avvisiamo però che questa spiaggia, specialmente in alta stagione, è sempre molto affollata. Il momento della giornata migliore per vederla è alle prime luci del mattino, quando il sole sorge da dietro l’Asinara. Ci proviamo anche noi, così ci svegliamo all’alba e ne approfittiamo per fare colazione nel bar della spiaggia che a quell’ora è deserta e tutta per noi.

Snorkeling a La Pelosa di Stintino
La torre aragonese della Spiaggia "La Pelosa" a Stintino
Spiaggia La Pelosa a Stintino
Selfie subacquei a La Pelosa di Stintino

 

Subito oltre la spiaggia, il paesaggio comincia a farsi più aspro e la sabbia lascia spazio agli scogli e ai ciottoli. Si scorge una caletta incantevole, “La Pelosetta”, decisamente più tranquilla rispetto alla precedente. Qui però vi consigliamo di munirvi di scarpette subacquee perché il fondale è un po’ più accidentato.

Spiaggia della Pelosetta – Stintino
“La Pelosetta” dal Promontorio di Capo Falcone all’alba – Stintino

I giorni successivi ci spostiamo nuovamente per vedere anche altre spiagge. E “Le Saline” sembra proprio fare al caso nostro. Essendo il litorale molto più lungo (circa 1 km), qui la spiaggia è decisamente meno affollata e più vivibile. Il mare azzurro e dalle trasparenze uniche si riversa su una distesa di sassolini di color bianco madreperla misto a frammenti di quarzo. Anche qui, alla nostra sinistra, fa capolino una torre: è una delle tante torri de armas costruite nel XVI secolo, utilizzate per presidiare le coste sarde. Alle spalle della costa, notiamo subito uno stagno: è lo Stagno delle Saline, una zona popolata da diverse specie di uccelli protetti

Nota positiva è che qui il parcheggio è ampio e gratuito e quindi non si riscontra difficoltà nel posteggiare l’auto.

La spiaggia di quarzo bianco di “Le saline” a Stintino
I muri di pietra delle case a Stintino

Nuraghe di Unia

Nuraghe di Unia -Stintino (SS)

Sulla strada provinciale che collega Stintino a Porto Torres, si trova il Nuraghe di Unia, una delle costruzione erette dalle popolazioni sarde fra il 1500 e il 500 A.C. La zona della Nurra è ricca di testimonianze nuragiche come questa. Dobbiamo ammettere però che trovarlo non è affatto semplice. La segnaletica è scarsa e il nuraghe si trova in una proprietà privata a cui si giunge tramite una stradina sterrata, delimitata da muretti a secco. I locals comunque sono sempre disponibili a darci indicazioni precise, così presto riusciamo a raggiungerlo. Affascinante come tutti i nuraghe, peccato per lo stato di abbandono in cui versa. Merita comunque una visita se vi capita di essere in zona.

Castelsardo

Castelsardo – veduta del borgo medievale

A 60 km verso est da Stintino ci dirigiamo verso Castelsardo, terza ed ultima tappa del nostro viaggio lungo la costa nord-occidentale. Lo individuiamo in lontananza arrivando in auto, mentre affrontiamo il saliscendi che ci porta su’ e giù per le colline. Un piccolo borgo medievale, uno fra i più belli in Sardegna e in Italia, arroccato su uno sperone roccioso a picco sul mare. Il paese sorge sul promontorio dell’Anglona, proprio al centro del Golfo dell’Asinara ed è una vera fucina di tradizioni folkloristiche, storia e cultura. Casette dai colori pastello, profumo di pesce che proviene dai ristorantini e negozi di artigianato tipico sardo che popolano le vie interne. Il litorale, fatto per lo più di scogliere di trachite rossa, offre scorci imperdibili. Noi infatti ne approfittiamo per scattare tantissime foto. Impossibile non innamorarsi di Castelsardo al primo istante.

All’inizio questo borgo era conosciuto come Castel Genovese: una roccaforte con mura fortificate, costruita in una posizione strategica dai Doria nel 1102. Dopo la conquista spagnola in Sardegna, il nome mutò in Castel Aragonese. Il nome attuale arrivò solamente nel 1796, sotto il dominio della dinastia sabauda.

Decidiamo di vederlo al tramonto, percorrendo la passeggiata che conduce al vecchio centro storico e ammirando il sole scendere dalla terrazza della Cattedrale di Sant’Antonio Abate. Una chiesa in stile gotico-rinascimentale che vi consigliamo di visitare, al cui fianco si innalza la famosa torre campanaria con cupola maiolicata. Uno degli scenari più suggestivi di sempre. Procediamo poi tra le salite ripide del centro, tra trattorie di cucina tipica sarda e anziane signore sedute fuori dalla porta della loro casa che ci salutano con la mano.

Da visitare vi segnaliamo il Castello dei Doria, costruito nel XII secolo, che ospita il Museo dell’Intreccio Mediterraneo. Un luogo che mantiene vivo il ricordo delle tecniche dell’intreccio dei cestini e di altri utensili della vita quotidiana, tradizione locale che rischia l’estinzione. Da qui, grazie alla posizione rialzata del castello, in giornate limpide si riesce addirittura ad intravedere la Corsica.

Istantanea di Castelsardo con lo smartphone
Foto ricordo a Castesardo
Il suggestivo tramonto a Castelsardo (SS)
Un buon bicchiere di “Cannonau di Sardegna” al tramonto e si riparte!

E’ ora di ripartire. Davanti a noi ci sono ancora tanti bei chilometri da macinare. La prima metà del viaggio finisce qui e si risale in auto alla volta delle mete successive per esplorare altri luoghi. Ma questa è un’altra storia.

To be continued…

Per ulteriori informazioni. vi rimandiamo al sito ufficiale di Sardegna Turismo, in cui potrete scoprire tante altre cose interessanti su quest’isola meravigliosa. Vi auguriamo buon viaggio!

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