Colomba pasquale

Io arrivo sempre in ritardo, lo so! Questa Pasqua però mi sono cimentata con la preparazione della Colomba per la prima volta e nonostante abbia testato una versione semplificata, devo dire che il risultato mi ha lasciato a bocca aperta! Devo per forza lasciarvi la ricetta qui, non posso aspettare un anno! Una mollica soffice e areata dal colore giallo intenso, un aroma di vaniglia e di agrumi da svenimento e una glassa mandorlata che è proprio uguale a quella dei lievitati di pasticceria. Insomma un vero successo, tanto che è piaciuta molto anche a coloro ai quali l’ho regalata.

Trovare gli stampi giusti da colomba all’ultimo momento però è stata una vera e propria impresa da titani. Comunque santo sia lo shopping online; su Amazon si trova di tutto e potrete acquistare lo stampo della misura che preferite. La ricetta è per una colomba da 1 kg, ma volendo potete farne due più piccole da mezzo chilo ciascuna.

Ho tratto la ricetta dal furbissimo blog chiarapassion.com di Enrica, pur apportando qualche piccola modifica. Cercavo infatti qualcosa che si potesse realizzare con il lievito di birra anziché la pasta madre e che non richiedesse giorni e giorni di lavoro e così alla fine ho provato questa. Beh, una vera rivelazione! Vi ho già raccontato più volte quanto mi piacciano i lievitati: bisogna portare pazienza, attendere il giusto tempo e coccolare l’impasto ma alla fine la soddisfazione di addentare una nuvola morbida ripaga di tutta la fatica e del lavoro che ci sta dietro.

Provatela per la colazione o la merenda e di sicuro dopo che l’avrete assaggiata, non vorrete più quella comprata!

Per il mix aromatico:

1 cucchiaio miele

la scorza grattugiata di un’arancia grande

la scorza grattugiata di un limone grande

i semi di 1 bacca di vaniglia

Per l’impasto della colomba:

500 g farina manitoba

100 g zucchero semolato

110 g burro morbido a temperatura ambiente

2 uova + 1 tuorlo a temperatura ambiente

4 g lievito di birra secco ( 15 g lievito fresco)

140 g acqua tiepida

5 g sale

tutto il mix aromatico

Per la glassa mandorlata:

70 g farina di mandorle

10 g amido di mais

1 albume d’uovo

100 g zucchero semolato

1/2 fialetta di aroma di mandorle

Per decorare:

granella di zucchero q.b.

30 g mandorle a scaglie

qualche mandorla intera

zucchero a velo q.b.

1) In una ciotola unite il miele con i semini di vaniglia e con la scorza dell’arancia e del limone. Lasciate riposare per un paio d’ore in frigorifero.

2) Preparate l’impasto la sera: nella ciotola di una planetaria versate la farina, il lievito, lo zucchero, le uova e il mix aromatico. Cominciate ad impastare ed aggiungete un po’ alla volta l’acqua tiepida. Non appena l’impasto comincerà a formarsi, aumentate la velocità della planetaria e aggiungete il burro morbido, un pezzetto alla volta, avendo cura di aspettare che il precedente sia stato assorbito completamente prima di aggiungerne ancora. Proseguite in questo modo, poi aggiungete anche il sale. Dovrete impastare per almeno 15-20 minuti, fino a quando noterete che l’impasto è ben incordato al gancio e avrà formato il cosiddetto “velo”. Se volete potete fare questa operazione anche a mano. Una volta pronto, formate una palla e mettete l’impasto in una ciotola imburrata, copritela con pellicola per alimenti e mettetela a lievitare nel forno spento con la luce accesa per almeno 2 ore o fino a quando l’impasto avrà triplicato il suo volume.

3) Trascorso il tempo, versate l’impasto su di una spianatoia, sgonfiatelo, allungatelo e praticate una prima piega a 3 a portafoglio, ruotatelo di 90° e ripiegatelo nuovamente. Le pieghe daranno forza all’impasto. A questo punto, capovolgetelo, pirlatelo e riponetelo nuovamente nella ciotola sigillata con pellicola. Lasciatelo lievitare in frigo per 8-12 ore.

4) La mattina successiva estraete l’impasto dal frigo e lasciatelo a temperatura ambiente per un paio d’ore prima di lavorarlo.

5) Rovesciate l’impasto su una spianatoia e dividetelo a metà. Allungate ciascuna metà e arrotolatela su se stessa. Formate due salsicciotti con ciascun impasto e adagiateli nello stampo per colomba da 1 kg: un primo formerà le ali e il secondo incrocerà e verrà poggiato sopra il precedente formando corpo e testa della colomba. Coprite con un panno umido e fate lievitare nuovamente, in un luogo caldo,  per 2-3 ore o fino a quando la colomba raggiungerà i bordi dello stampo.

6) Preparate intanto la glassa: amalgamate con un cucchiaio la farina di mandorle, l’ albume d’uovo, lo zucchero, l’ amido e l’ aroma di mandorla fino a formare una pasta densa.

7) Spalmate delicatamente la glassa sulla superficie della colomba , decorate con abbondante granella di zucchero, mandorle a scaglie, mandorle intere e zucchero a velo.

8) Preriscaldate il forno statico a 185 °C. Infornate la colomba nella parte bassa del forno e cuocetela per 40-50 minuti, dipende un po’ dal vostro forno. Fate comunque la prova stecchino per sicurezza. Una volta fuori dal forno, lasciatela raffreddare per 2 ore su una gratella per dolci.

 

Una volta ben fredda, chiudete la colomba in un sacchetto di plastica, al riparo da correnti d’aria. Si conserva morbida per 3-4 giorni al massimo. Per ragioni di comodità, vi consiglio di preparare l’impasto la sera prima alle 21.00 circa. Alle 23.30 l’impasto sarà pronto per la piegatura. A mezzanotte potrete metterlo in frigorifero. Alle 8.00 lo potrete estrarre dal frigo, alle 10.00 lo potrete mettere negli stampi e alle 13.00 la vostra colomba sarà dritta dritta in forno.

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Filone di pane bianco cotto su pietra

Quanto mi è mancato impastare! Sentire la morbidezza dell’impasto che sfiora la ruvida porosità del bancone di legno. Vedere la massa crescere ed il glutine abbracciare tutte quelle bollicine d’aria.  Annusare il pungente odore del lievito che ha sprigionato tutta la sua energia. Ora che le temperature più miti lo permettono, ho ricominciato a fare il pane.

Il pane fatto in casa, si sa ha tutto un altro sapore, ha tutto un altro fascino. Svegliarsi la mattina e sapere di poter contare su una fetta di pane fresco e marmellata che è lì ad aspettarti da’ una marcia in più. E’ la merenda che facevo da bambina, quella più semplice ma forse anche la più buona. E’ la conferma che nonostante il ritmo della quotidianità acceleri costantemente, esistono ancora le cose genuine di una volta. E’ la stessa essenza del pane e della sua lunga lavorazione che ci ricorda che ogni tanto dovremmo affrontare la vita con più calma e serenità per imparare a comprendere e gustare il piacere dell’attesa.

Un passo per volta però; sono consapevole che è difficile trovare il tempo per dedicarsi a lunghe lievitazioni. Allora mi accontento di quelle con scorciatoia. La ricetta di questo semplice pane è quella che faccio ormai da anni. A volte diminuisco la quantità di lievito e aumento i tempi e il risultato alla fine si vede. Anche così però, questo filone esce dal forno che è una meraviglia, caldo, profumato e dall’inconfondibile crosta croccante. Per ottenere questo risultato ho affinato qualche tecnica nel tempo.

  • Prima di tutto, vi consiglio di munirvi di pietra refrattaria  (se ne trovano anche di molto economiche in commercio) perché è l’unico mezzo che vi permetterà di raggiungere risultati molto simili a quelli di un forno a legna. Se proprio non l’avete potete cuocere il vostro pane in forno ventilato a 220°C per 15 minuti per poi abbassarlo a 200°C per altri 25-30 minuti.
  • Preriscaldate la pietra una mezz’ora prima alla massima temperatura del vostro forno in modo tale che assorba il calore necessario a far aumentare il volume del pane e ad asciugarlo.
  • Il vapore! Il vapore è importantissimo per ottenere un pane dalla crosta che fa crok. Per ottenere questo risultato, potete mettere una pirofila piena d’acqua sul fondo del forno e poi nebulizzare la superficie del pane non appena questo fa il suo ingresso in forno. Questo ritarderà la formazione della crosta e permetterà ai lieviti di espandere ulteriormente il volume del pane in cottura e quindi ottenere alla fine, un prodotto più soffice ed alveolato.

Il pane è sempre migliore consumato fresco ma se ne avanza, potete conservarlo in un sacchetto con chiusura ermetica, al riparo da correnti d’aria per 1-2 giorni al massimo.

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Per un filone di pane bianco

500 g farina manitoba o comunque una farina forte, adatta ai lievitati

7 g lievito di birra secco ( oppure 25 g lievito di birra fresco)

3 cucchiai di olio extravergine di oliva

1 cucchiaio scarso di sale

2 cucchiaini di zucchero semolato

300 – 320 ml acqua ( a seconda del grado di assorbimento della farina)

1) Nella ciotola della planetaria inserite la farina, l’olio, lo zucchero. In un lato della ciotola versate il lievito e poi versate il sale, dal lato opposto ( è importante che il sale non venga a contatto con il lievito). Utilizzando il lievito fresco, abbiate cura di sciogliere il lievito di birra in un po’ di acqua tiepida. Cominciate ad aggiungere l’acqua tiepida (45°-47°C) gradatamente ed azionate la macchina. Quando l’impasto comincerà ad amalgamarsi, trasferitelo su di una spianatoia, leggermente infarinata e impastate per almeno 10-15 minuti fino ad ottenere una palla morbida, liscia ed elastica, ma non appiccicosa.

2) Ungete leggermente una ciotola capiente e riponetevi l’impasto. Coprite con pellicola e lasciate lievitare per 2 ore in  forno spento con la luce accesa.

3) Raddoppiato il volume dell’impasto, rovesciatelo sul piano di lavoro e allungatelo. Praticate una piega a portafoglio, ruotatelo di 90°C, allungatelo nuovamente con le dita e piagatelo nuovamente. A questo punto pirlate l’impasto con le mani cercando di dargli una forma ovale. Coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitare per un’altra ora.

4) Preriscaldate intanto il forno. Inserite la pietra refrattaria al centro e azionate il forno in modalità statica al massimo della temperatura che il vostro forno può raggiungere . Il mio arriva a 280°C e di solito lo accendo 20-30 minuti prima della cottura così che la pietra possa accumulare molto calore e simulare la cottura in forno a legna.

5) Al momento di infornare, praticate delicatamente dei tagli sulla superficie del filone e trasferitelo velocemente sulla pietra per mezzo di una pala per pizza o di un tagliere sottile. Spruzzate dell’acqua ai lati del forno per creare vapore e chiudete lo sportello. Cuocete a 250°C per mezz’ora e poi abbassate la temperatura a 220°C per circa altri 30 minuti.

6) Il pane sarà cotto quando, picchiettandolo sul fondo, produrrà un suono cavo. Mettete un mestolo fra lo sportello e il forno per 5 minuti per far uscire il vapore residuo e poi sfornatelo e mettetelo su una gratella per dolci a raffreddare.

Una volta tiepido, affettatelo con un coltello seghettato e ascoltate lo scrocchiare della crosta che si rompe. Quella, insieme all’aroma di panificio che pervaderà casa, è la sinfonia che vi farà capire che ne è valsa la pena!

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White bread loaf baked on fire-stone (easy recipe)

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You cannot even imagine how much I have missed kneading! This summer ‘s been so hot that turning the oven on would have been pretty much a sort of challenge. Now that the autumn is coming I can finally get busy in the kitchen again. Apron, loud music and loads of energy in my arms will be the only “ingredients” I will need to put some bread on the table at lunchtime. Kneading is my own personal cure to anxiety and it is the only way I can let my mind run finally free. White bread is the first on the list!

Good homemade bread is a true piece of art. Bread smells and tastes like ancient traditions and past memories. There is nothing better than a good slice of freshly baked bread with butter and jam on a chilly autumnal Sunday morning! One of the simplest things on earth but one the best. This was indeed the kind of breakfast my mum used to prepare for me and my sisters when we were younger. Hearty, genuine, delicious food which was supposed to fuel us up for the school day ahead. 

Even though the recipe I’m about to give you is quite simple, I can garantee the result is pretty much rewarding. The secret to get the perfect crunchy-on the outside and soft-on the inside loaf is using a fire-stone which will effectively simulate the less common woodfire oven. So, I suggest you to start kneading! The smell and the crackling sound of the crust will definitely repay for the effort!!

For a medium sized loaf

500 g white strong bread flour

7 g dry yeast

1 tbsp salt

2 tsp caster sugar

3 tbsp extra virgin olive oil

300-320 ml water

1) In a large bowl combine flour, yeast, sugar and oil. On the opposite side of the bowl add the salt ( make sure the salt doesn’t make contact with the yeast). Add the warm water, little by little, until you get a dough. Knead vigourosly the dough on a lightly floured working surface for at least 10 minutes or until it is smooth and elastic.

2) Slightly grease a bowl, form the dough into a ball and place it into the bowl. Cover it in cling wrap and let it rise for 2 hours or until it’s doubled in size.

3) Flip the dough over the working surface again and stretch it into a rectangular shape. Fold into thirds, then rotate the dough 90 degrees. Stretch it again and fold into thirds. Form a ball, sprinkle some flour over the top and cover with a damp kitchen towel. Prove it for 1 more hour.

4) Preheat the oven to 250°C /480°F and place the fire-stone in the center. Pop the loaf gently into the oven and spray some water on the surface of your dough in order to create steam. This helps develop a shiny and crisp crust. Bake it at 250°C/480°F for 20 minutes, then lower the temperature to 220°C/420°F for other 30 minutes and bake it until golden-brown. To check, tap it gently underneath; it should sound hollow. Turn onto a wire rack to cool.

Store your loaf in a paper bag for maximum 1-2 days.

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Ciambelle intrecciate di brioche alle mandorle e marzapane

Erano mesi che pensavo a questa ricetta e che avevo voglia di provarla ma per un motivo o per l’altro non ero mai riuscita a trovare il momento giusto per prepararla. Qualche tempo fa infatti, spulciando fra i libri di cucina che ho sullo scaffale, ho trovato ispirazione per delle golose brioche alle mandorle. Chi mi conosce, sa che ultimamente ho un debole per i lievitati, specialmente quelli dolci! 

Sia io che mia madre, che mia nonna adoriamo questo ingrediente, lo uso spesso nei dolci e vado pazza per il marzapane, che è probabilmente l’apoteosi delle mandorle (si può dire!?). Vi basti sapere che durante il mio ultimo viaggio a Londra ne ho fatto scorta: in valigia ne avevo quasi 3 chili!!! Da allora l’ho usato per coprire torte di compleanno, come farcia di crostate, e anche come rivestimento di torte Battenberg ( una torta inglese di cui vi parlerò un’altra volta). Fatto sta che me ne è rimasto ancora un po’ ma ora ho trovato il giusto compromesso per disfarmene in fretta e trarne allo stesso tempo il massimo della bontà!

Insomma ciò di cui vi sto parlando è una fragrante brioche, dal sapore dolce e burroso, farcita con un avvolgente ripieno di marzapane e mandorla, e come se il sapore di questo magnifico ingrediente non si sentisse abbastanza, io l’ho anche decorata con una pioggia di sottili mandorle a lamelle. Meglio che mi fermi qui perché ho già la salivazione attivata! Presentatele a tavola per la colazione della Domenica e vedrete che non dureranno a lungo!

PER 10/12 CIAMBELLE BRIOCHES:

400 g farina manitoba ( oppure farina 0, l’ importante è che sia una farina forte, adatta ai lievitati)

6 g lievito di birra secco disidratato oppure 18 g lievito di birra fresco

60 g zucchero semolato

1/2 cucchiaino di sale

200 ml latte tiepido

50 g burro

1 uovo

PER LA FARCIA ALLE MANDORLE E MARZAPANE

140 g mandorle

70 g zucchero a velo

1/2 fialetta di aroma di mandorle

1 albume d’uovo

60 g marzapane

PER SPENNELLARE E DECORARE

1 tuorlo ( quello avanzato dalla farcia)

1 goccio di latte

zucchero semolato q.b.

mandorle a lamelle q.b.

1) Per l’impasto delle brioches, setacciate la farina nella tazza di una planetaria munita di gancio, unite zucchero, sale ed il lievito ( il mio non ha bisogno di essere attivato in un liquido ma se il vostro lo richiede oppure decidete di utilizzare il lievito di birra fresco, scioglietelo in poco latte tiepido ed aggiungetelo all’ impasto). Aggiungete anche un uovo intero, il burro fuso ed il latte tiepido e azionate la macchina, aumentando progressivamente la velocità. Lasciate impastare per almeno 10 minuti in modo tale da sviluppare il glutine. In seguito, trasferite l’impasto bello elastico in una ciotola, precedentemente unta, e sigillatela con pellicola. Lasciate lievitare il vostro impasto in un luogo caldo e al riparo dagli spifferi fino al raddoppio del volume ( circa 2 ore).

2) Dedicatevi intanto al ripieno alle mandorle: sbollentate le mandorle per pochi secondi e rimuovete la pellicina esterna, poi mettete a tostare le mandorle in forno a 200°C fino a leggera doratura. Tritate le mandorle con lo zucchero e l’aroma e unite anche l’albume e un cucchiaio d’acqua. Mettete da parte il composto alle mandorle preparato e stendete il marzapane in un rettangolo molto sottile delle dimensioni di circa 30 x 20 cm.

3) Dividete l’impasto brioche in due parti uguali, stendetele con l’aiuto di un mattarello in rettangoli delle dimensioni di 35 x 23 cm. Sopra un rettangolo adagiate lo strato di marzapane e al di sopra distribuite il composto alle mandorle. Sovrapponete con il secondo strato di brioche e pizzicate bene i lati per far aderire i lembi di pasta.

4) Ricavate ora 10/ 12 strisce longitudinali, attorcigliate ciascuna striscia su se stessa, ottenendo un motivo intrecciato e unite le due estremità formando delle ciambelle. Disponetele sulla teglia da forno, coprite con un canovaccio umido e lasciate lievitate per 45-60 minuti ancora.

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5) Preriscaldate il forno a 200°C e intanto spennellate le brioches con il tuorlo diluito nel latte. Cospargete ciascuna brioche con un po’ di zucchero semolato e con le mandorle a lamelle. Infornate per 12 minuti. Vi posso assicurare che  la vostra casa verrà inondata da un caldo profumo di panetteria.

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E voila’: la colazione da sogno è servita!!! Potete cuocerle la sera e conservarle in un sacchetto per mantenere la freschezza oppure se le volete calde la mattina, vi consiglio di mettere in frigo la teglia con le brioches già formate e coperte con pellicola e lasciarle lievitare tutta la notte direttamente nel frigorifero. La mattina successiva non vi resterà che tirarle fuori e lasciarle a temperatura ambiente per una mezz’oretta per poi cuocerle come indicato sopra.

E allora non mi resta che augurare una dolcissima colazione a tutti!!!

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Tear ‘n’ share savoury bread

Happy New Year to all of you!!!:)

Today’s recipe is something absolutely gorgeous; a super soft and fluffy milk bread, perfect for any occasion. You just have to arrange small buns one next to each other in a large cake tin; once baked through your guests will only have to tear their own piece up and enjoy it. I served this to my family on New Year’s Eve and they have been delighted.

I love this recipe because it’ s really versatile: since it’s a stuffed bread, you can fill it with whichever ingredient you like the best: I’ve chosen a good Italian mozzarella cheese, ham, mushrooms and origan but you could choose other types of cheese, basil pesto or even grilled vegetables.

This bread is a real treat for your eyes and for your mouth too! The smell is so good that it seems it has just come out of a bakery’s oven! Try it and tell me if I’m wrong!:)

For about 10 people
For the dough:
  • 550 g strong white bread flour;
  • 230 ml milk;
  • 20 g caster sugar;
  • 2 tsp salt;
  • 1 medium free-range egg;
  • 50 ml olive oil;
  • 5 g dry yeast ( the one which comes in satchets but if you can’t find it, feel free to use 16 g of fresh yeast).
For the filling:
  • 100 g ham;
  • 2 mozzarella cheese;
  • 50 g canned  mushrooms;
  • origan.
For the brushing:
  • 1 egg yolk;
  • a splash of milk.
Method:

In a large mixing bolw put the sifted flour, the sugar,  the salt on one side of the bowl and the yeast on the opposite side, otherwise the salt will deactivate the yeast. Now pour in the milk (which must be warm, about body temperature), the egg and the oil and stir all the ingredients with a spoon or a fork to combine. Once your dough starts coming together, transfer it on a clean work surface, which you will have previously lightly greased with a splash of oil to prevent sticking, and start kneading it until you get a smooth and elastic dough.

Place it in the bowl again and cover it in cling film. Now let it rise for at least 2 hours ( it seems a long time but the yeast needs to do his job!) in a warm place. Meanwhile prepare your filling: dice both the ham and the mozzarella cheese, put them in a small bowl and add mushrooms and a sprinkle of origan in order to season the whole thing. Stir the filling gently.

Once your dough has doubled in size, divide it into 20- 25 pieces. Roll each one out with a rolling pin, giving it a circular shape, and  place in the middle a spoonful of your filling. Then, make a small ball, pinching the dough at the bottom of the ball. Arrange the buns in a lined cake tin with a diameter of about 28-30 cm. Cover the tin with a damp tea towel and prove it for 1 hour. Beat the egg yolk with the milk and brush the bread with this mixture in order to have a polished and golden-blown colour at the end.

Preheat your oven in a convection mode at 160°C/320°F and bake your tear ‘n’ share bread for 25-30 minutes.

Here you have it! A delicious appetizer for any dinner or party!:)

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