Le migliori spiagge dell’Arcipelago della Maddalena

Riprendiamo il nostro viaggio on the road in Sardegna. Ci eravamo lasciati nel sassarese, precisamente nel borgo medievale di Castelsardo (qui la prima parte del racconto) e finalmente, dopo aver attraversato la Costa Paradiso, arriviamo in Costa Smeralda, più precisamente a Palau. Acquistiamo i biglietti al porto, da dove salpano i traghetti delle due compagnie che ogni 15 minuti effettuano il collegamento, la Delcomar e la Maddalena Lines.

Siamo pronte per una nuova avventura! La traversata è corta ed in men che non si dica ci ritroviamo dall’altra parte, giusto nel centro della pittoresca isola di La Maddalena. Questa, insieme a Razzoli, Budelli, Santa Maria, Spargi, Caprera, Santo Stefano e altri piccoli isolotti fa parte dell’Arcipelago della Maddalena, un Parco Nazionale istituito nel 1994 con lo scopo di conservare e salvaguardare le bellezze naturali del sistema costiero.

Arcipelago della Maddalena – Google Maps 2017

 

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Scorci dell'isola della Maddalena
Scorci dell'isola
Il porto di La Maddalena

Il nostro obiettivo qui?

Spuntare dalla lista le spiagge più belle dell’intero Arcipelago. E raccontarvele ovviamente, una per una.

Tenetevi pronti a segnare i nomi degli atolli, delle baie e delle calette più incantevoli!

Cala Spalmatore – La Maddalena

Questa spiaggia si trova nella parte settentrionale dell’isola e si raggiunge tramite la strada panoramica che costeggia il mare. La spiaggia dal fondale bassosabbia bianca e fine e acqua trasparente è considerata una fra le più belle di tutta La Maddalena.

Cala Spalmatore – Isola di La Maddalena

Baia della Trinità – La Maddalena

Davvero imperdibile è la Baia della Trinità: tre calette collegate fra di loro, alle quali si giunge tramite una passerella artificiale in legno. Tutt’intorno una densa vegetazione mediterranea, il paesaggio brullo ed a tratti arido tipico di questo angolo di mondo. Scogli calcarei affiorano dall’acqua e completano lo stupendo paesaggio offrendo scorci dallo strabiliante contrasto cromatico. Un panorama unico e mozzafiato, uno fra i più magici visti prima. C’eravamo già state ma ci siamo tornate molto volentieri. E questa volta abbiamo modo di esplorare la scogliera a picco sul mare da cui scattare fotografie da cartolina.

Bassa Trinità – Isola di La Maddalena
Bassa Trinità - La Maddalena
Passerelle in legno di Baia Trinità

 

Cala Napoletana – Caprera

Caprera è facile da raggiungere. A sud-est di La Maddalena seguiamo le indicazioni per il Ponte della Moneta, una diga costruita sul finire degli anni ’50 che da allora rende semplice il collegamento con l’isola garibaldina. Qui lo scenario è completamente diverso rispetto ai precedenti. La vegetazione tipica della macchia mediterranea si mescola a rocce granitiche e pinete. A proposito di pinete! Vi avvertiamo che ce ne sono tante, alcune anche molto ben attrezzate con tavoli da picnic e amache dove sostare all’ombra nelle ore più calde. Considerando che l’isola non è abitata, i pochi servizi disponibili sono davvero ben organizzati.

Il Ponte della Moneta collega l’isola di La Maddalena a Caprera

Proseguiamo verso la parte settentrionale dove ci aspetta un trekking di 45 minuti per arrivare a Cala Napoletana. Partiamo esattamente da sotto il Memoriale di Giuseppe Garibaldi, allestito nell’ex Forte Arbuticci. Da qui iniziamo il sentiero che ci condurrà alla spiaggia. Scarpe da ginnastica comode, tanta acqua e partenza di mattina presto: queste sono le 3 cose da tenere a mente se si decide di intraprendere il percorso. La camminata di per sé non è difficile, senonché in alcuni punti bisogna prestare un po’ di attenzione al dislivello. Dopo 3 chilometri percorsi i mezzo alla vegetazione, circondate dal profumo intenso di mirto ed elicriso, arriviamo e scopriamo una caletta intima e semi-deserta. A fare da sfondo a questa insenatura naturale dal mare color smeraldo ci sono rocce e scogli rosati; anche qui il contrasto cromatico è notevole. La vista ripaga di tutta la fatica, ve lo possiamo assicurare.

Se vi piacciono questi tipi di percorsi immersi nella natura selvaggia, c’è un’altra escursione che vogliamo segnalarvi. Poco distante da Cala Napoletana si trova una delle spiagge più belle e note di tutta la Sardegna: Cala Coticcio. Qui il sentiero è decisamente più impervio ma assolutamente fattibile. Questa volta noi non abbiamo fatto in tempo a vederla ma ci torneremo di sicuro!

Il panorama di Cala Napoletana a Caprera, vista dall'alto
Le rocce granitiche di Cala Napoletana - Caprera
Il sentiero per raggiungere Cala Napoletana

 

Cala Serena – Caprera

Poco più in basso (geograficamente parlando) rispetto a Cala Napoletana, si trova una piccola caletta lunga 60 metri, situata in una baia riparata, contornata solamente da scogli e vegetazione. Alle sue spalle si apre uno scenario altrettanto affascinante: le dune dell’arenile si specchiano nella palude salmastra ai loro piedi. Anche questa spiaggia è piuttosto solitaria; il percorso di 15-20 minuti per raggiungerla scoraggia i più pigri che ripiegano sulla poco distante Cala Garibaldi. Noi vi consigliamo di proseguire. Gli americani l’hanno addirittura definita la “spiaggia più romantica al mondo”, pensate un po’! Non sappiamo dirvi quanto sia vero però a noi è piaciuta davvero molto, tanto che abbiamo deciso di tornarci una seconda volta nella stessa settimana.

La palude salmastra di Cala Serena – Caprera

Cala Conchiglia – Caprera

L’ultimo giorno invece preferiamo scegliere una spiaggia facile da raggiungere, così ci spingiamo verso l’estremità meridionale di Caprera. Anche qui il colore del mare non delude: ad accoglierci c’è una distesa azzurra che sfuma in un intenso blu cobalto, da cui affiorano scogli isolati. Essendo poco affollata Cala Conchiglia è il luogo ideale per trascorrere una giornata all’insegna del relax e della spensieratezza.

Cala Conchiglia a Caprera- Arcipelago della Maddalena
Cala Conchiglia – Caprera

Tante altre spiagge meravigliose si trovano sulle altre isole dell’Arcipelago e si raggiungono esclusivamente via mare. Ci sono diverse possibilità per arrivarvi; queste vi vengono offerte comodamente al porto di La Maddalena. Qui potrete acquistare i biglietti per delle mini-cruise giornaliere, dove vi verrà servito anche il pranzo a bordo. Costano meno e sono molto comode in caso abbiate poco tempo a disposizione, però francamente noi non le consigliamo. A nostro avviso il modo migliore di muoversi è noleggiare un gommone/motoscafo con skipper (soluzione valida nel caso in cui non disponeste di patente nautica) che vi accompagnerà in un tragitto personalizzato e con le tempistiche da voi richieste.

Cala Granara & Cala Corsara – Spargi

Entrambe poste nella parte meridionale dell’isola, Cala Granara e Cala Corsara sono le 2 spiagge più famose di Spargi. Due angoli di paradiso con sabbia chiara e impalpabile e un’acqua incredibilmente trasparente. Questo è il paradiso per gli amanti dello snorkeling. Noi non ce lo facciamo ripetere due volte; ci tuffiamo con le maschere e registriamo qualche filmato subacqueo con la GoPro. Ovviamente qui non ci sono servizi; anche questo fa parte della bellezza disarmante e selvaggia dell’isola. Sappiate quindi che conviene portare con sé tutto il necessario per la giornata che trascorrerete fuori.

Cala Granara – Isola di Spargi
Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara a Spargi
Snorkeling a Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara - Spargi

 

Spiaggia del Cavaliere – Budelli

Ci spostiamo verso la parte nord-orientale dell’isola di Budelli. I colori ci suggeriscono subito che ci troviamo di fronte ad una piccola oasi paradisiaca. Sabbia bianca finissima, acqua celeste e trasparente e tantissimi pesci che vivono fra gli scogli adiacenti alla costa. Dietro la spiaggia si trova uno stagno popolato da diverse specie avifaune come germani reali, folaghi, aironi, garzette che nidificano soprattutto in primavera. Se potete, visitate questa caletta incontaminata in bassa stagione, quando non è presa d’assalto dai turisti e si può goderne in tutta tranquillità.

Spiaggia del Cavaliere - Budelli
Spiaggia del Cavaliere - Budelli

 

Spiaggia Rosa – Budelli

Circumnavigando l’isola e scendendo verso la parte sud-orientale dell’isola di Budelli invece, c’è una delle spiagge più belle di tutto l’Arcipelago: la spiaggia Rosa. Così chiamata per il colore caratteristico della sua sabbia, dovuto ai frammenti dei gusci di un piccolo microrganismo unicellulare che vive nelle praterie di posidonie poco distanti. Questi si sono depositati a riva con il moto ondoso e con l’influenza degli agenti atmosferici, creando una distesa rossiccia unica al mondo. Oggi, per tutelare la bellezza di questo paesaggio, questa spiaggia è diventata un’area protetta e interdetta ai bagnanti infatti può essere vista e fotografata solo da lontano.

Spiaggia Rosa – Isola di Budelli

Porto della Madonna tra Razzoli, Spargi e Santa Maria

Le chiamano anche le “piscine naturali” e sono un’area delimitata fra 3 isole dell’Arcipelago. Già dal nome si capisce che qui l’acqua ha un colore indescrivibilmente azzurro. L’imbarcazione ci lascia proprio a ridosso di questo specchio d’acqua chiara e limpida, da dove decidiamo di tuffarci per fare uno dei bagni più belli di sempre. I pesci ci nuotano attorno: è un’esperienza chiaramente indimenticabile.

L’indomani facciamo ritorno a Palau. Il nostro volo ci aspetta all’Aeroporto di Olbia. Anche questo viaggio volge al termine, lasciandoci con centinaia di nuove fotografie e ricordi da metabolizzare.

Torniamo presto. Nel frattempo continuate a viaggiare con noi! Per rivivere i nostri racconti ci trovate sempre su Instagram, Facebook e Twitter .

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di Sardegna Turismo, in cui potrete scoprire tante altre cose interessanti su quest’isola meravigliosa. Vi auguriamo buon viaggio!

 

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Capri in autunno: una giornata sull’isola [ TRAVEL VLOG ]

” Capri è il momento supremo della bellezza mediterranea. Lì esiste un rapporto vivissimo tra la roccia ed il mare. Lì i segni della civiltà sono bene impressi nei segni della natura.”

Chi mi segue sui social sa che lo scorso Ottobre ho avuto il piacere di scoprire Capri per la prima volta nella mia vita. In particolare i miei followers di Instagram si saranno dovuti subire il mio spam incessante di stories mentre vagavo per i meandri dell’isola, totalmente sopraffatta dalla quantità di angoli instagrammabili che sono riuscita a scovare. Per questo metto le mani avanti e chiedo scusa in ritardo; nel contempo spero di essere riuscita a portarvi con me (anche se solo per pochi istanti) e avervi mostrato il mio personalissimo punto di vista su uno dei luoghi più conosciuti al mondo. Perché è proprio questo il bello dei social media: condividere momenti e accorciare le distanze.

Capri è Capri, inutile dirlo. Un’isola glamour che pullula di vita ed è meta ogni anno di migliaia di turisti ed esponenti del jet set internazionale. L’isola si affaccia sulla penisola sorrentina ed è una perla del Golfo di Napoli. Ora che l’ho vista, posso affermare con certezza che anche in autunno Capri conserva tutto il suo fascino e regala scorci da favola. Con il suo mare azzurro, il profumo dei limoni nell’aria, le scogliere rocciose, le baie, le insenature nella costa e i numerosi ristoranti vista mare. Famosa per i sandali dal design tradizionale, fatti a mano in numerose botteghe e per le coloratissime maioliche capresi che decorano pavimenti, pareti e tavoli persino. 

Andando a spasso per i vicoli bianchi e stretti, tinti solo dal fuxsia delle bouganville in fiore, ci si accorge presto di quanti tesori quest’isola nasconda. I Giardini di Augusto, la famosa Piazzetta di Capri (nota anche come “il salotto del mondo”, simbolo della dolce vita caprese), il porto di Marina Grande: questi sono solo alcuni dei posti che si incontrano lungo il proprio cammino. E poi ci sono i Faraglioni ( of course!) che emergono con maestosità dalla superficie del mare e che si scorgono in lontananza. Per chi vuole poi, durante la bella stagione, c’è la possibilità di fare il giro in barca dell’isola che è anche il modo migliore per goderne la visita. Il giro prevede la sosta alla Grotta Azzurra (resa famosa per l’incredibile tonalità di blu dell’acqua) ed il passaggio a fianco dei Faraglioni, per poterli ammirare in tutta la loro bellezza. Altra caratteristica di Capri è la presenza della Funicolare che attraversa l’isola e che permette di raggiungere i punti panoramici più alti, comodamente e con facilità.

E se viene fame, Capri non delude di certo le aspettative: io che sono una fanatica della combo pomodoro+mozzarella+basilico, ho trovato pane per i miei denti ( si fa per dire)! Qui la “Caprese” è di casa e se fatta con ingredienti freschi e di ottima qualità, non può che dare il meglio di sé. Passeggiando fra le vie del centro non ho saputo resistere: tra uno scatto e l’altro, ho provato “o’ cuppitiello di calamari”, un cartoccio di calamari fritti che neanche vi racconto quanto era buono! Infine ( vuoi mica saltare il dessert, no?!) un assaggio alla Torta Caprese, dall’impasto denso e scioglievole fatto di cioccolato e mandorle, ci sta tutto!

Trovate qui sotto il video di quella giornata davvero speciale. Fatemi sapere cosa ne pensate e se non l’avete ancora fatto, ISCRIVETEVI al canale Youtube del blog. Arriveranno presto tanti nuovi contenuti #food e #travel. Ci sentiamo presto!

 


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Weekend a Napoli – TRAVEL GUIDE [cosa vedere e dove mangiare]

Napoli, città verace e caotica. Una fra le città più antiche d’Europa, il cui tessuto urbano conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. Con le sue vie antiche e strette, inondate sempre da fiumi di persone, fra turisti e locali. Con il suo mercato all’aperto, in cui banchi carichi di pesce e ortaggi freschi si riversano per strada. Con il suo proverbiale traffico, che paralizza la città ma non toglie il sorriso. Con i suoi profumi densi e indescrivibili, che spaziano fra il dolce ed il salato. Con le sue tradizioni folkloristiche, autentiche ed uniche in tutto il mondo. Con i suoi panorami mozzafiato e con l’odore del mare. Una città ricca di contrasti e di bellezza.

COSA VEDERE A NAPOLI

Ammetto che due giorni sono pochi per poter affermare di aver visto Napoli; cercherò quindi di riassumere in questo racconto/guida, i luoghi più significativi che proprio non potete perdervi in caso doveste trovarvi nella città di Partenope!

Spaccanapoli:

Spaccanapoli è l’appellativo dato dai napoletani stessi ad un tracciato che comprende ben sette strade e che divide letteralmente Napoli in due parti. Parte dai Quartieri Spagnoli fino alla zona di Forcella ed è il cuore pulsante e vivo della città: qui arte, storia, cultura, tradizione e sapori della Napoli vera si mescolano e si fondono.

Piazza del Gesù e Chiesa del Gesù Nuovo

La Chiesa del Gesù Nuovo è un esempio più unico che raro di palazzo privato trasformato in edificio ecclesiastico. Fu fatto costruire nel 1470 ed un tempo appartenne ai Sanseverino; in seguito fu donato ai gesuiti che lo fecero ristrutturare nel 1584 e ne lasciarono intatti solo la facciata a bugnato ed il basamento. L’interno della chiesa è di stampo barocco, con pianta a croce greca e suddiviso in 3 navate. Le pareti sono rivestite da sfarzosi marmi policromi e ornate da numerose opere di importanti artisti.

La Piazza prende il nome dall’omonima Chiesa ed oltre a quest’ultima ospita alcuni dei monumenti più famosi di Napoli. Al centro del piazzale, si trova l’Obelisco dell’Immacolata, una guglia marmorea con un ricamo in stile barocco, alla cui cima si trova la statua dorata della Vergine Immacolata, fatta costruire in onore dei gesuiti nel XIII secolo. Sulla piazza si affacciano inoltre il Palazzo Pignatelli di Monteleone che fu residenza del pittore francese Edgar Degas e Palazzo Pandola, caratterizzato da un’architettura tardo-barocca con facciata neoclassica.

Complesso monumentale di Santa Chiara

Comprende Chiesa, Monastero e Chiostro e fu edificato nella prima metà del XIV secolo per conto di Roberto d’Angiò secondo i canoni del gotico medioevale. In seguito ai bombardamenti del 1943, la chiesa venne rasa al suolo; fu poi ricostruita ma perdette parte della sue inestimabile collezione di opere d’arte. Il Chiostro trecentesco contornato da 66 pilastri ed ornato sui quattro lati da affreschi secenteschi è famoso per le maioliche policrome dipinte a mano che si armonizzano con gli elementi circostanti, opera degli artigiani Donato e Giuseppe Massa. Vi lascio il link al loro sito istituzionale per maggiori info, orari di visita e prezzi.

Cappella Sansevero e Cristo Velato

La Cappella, incastonata fra i vicoli di Napoli, è uno fra i maggiori esempi di creatività barocca. Famosa in particolar modo per il Cristo Velato, che viene descritto come una delle opere più affascinanti e misteriose presenti in Italia. La leggenda infatti racconta che il velo di marmo che avvolge il Cristo, sia in realtà un velo in tessuto trasformato in roccia grazie ai poteri del Principe di Sansevero, illustre alchimista. Più verosimilmente lo straordinario velo marmoreo che ricopre il corpo è opera del virtuosismo e dell’abilità scultorea di Giuseppe Sanmartino, lo scultore che ha realizzato il Cristo velato.

Via San Gregorio Armeno

Una fra le vie più caratteristiche, più ricche di folklore, più conosciute di tutta Napoli: è via San Gregorio Armeno. La cosiddetta “via dei presepi”. Essa ospita le numerose botteghe artigiane dedicate all’arte del presepe napoletano. Statuine in terracotta realizzate e dipinte a mano, presepi in sughero, caricature di personaggi celebri, souvenir di ogni genere a partire dai famosi cornetti scaccia-sfortuna. Merita sicuramente una visita in qualsiasi momento dell’anno, per avere l’occasione di toccare con mano un pezzo della storia e delle radici di Napoli.

Napoli Sotterranea

Vi si accede da Piazza San Gaetano in Via dei Tribunali. Una città sotto la città è quella che si può scoprire nel percorso di Napoli sotterranea. I cunicoli inizialmente furono scavati dai Greci quando questi iniziarono ad estrarre il tufo dal sottosuolo per rafforzare le mura della città. In seguito, i Romani allargarono i cunicoli e li modificarono in modo da stiparvi l’acqua piovana, trasformandoli a tutti gli effetti in un acquedotto che venne mantenuto in funzione sino al 1885. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i passaggi sotterranei ospitarono la popolazione durante i bombardamenti. Ben presto, nel dopoguerra, il sottosuolo si riempì di detriti postbellici e si trasformò in una crescente discarica sino a quando si decise di risanare i cunicoli e di metterli a disposizione del grande pubblico e per rendere disponibile un viaggio all’insegna della storia nascosta della città.

Via Chiaia & Via Toledo

Due fra le più famose strade del centro storico di Napoli. Via Chiaia parte da Piazza Trieste e Trento e giunge a Piazza dei Martiri, dalla quale si prosegue per la Riviera di Chiaia. Via Toledo invece è una delle arterie principali della città (lunga 1,2 Km) e congiunge Piazza Dante a Piazza Trieste e Trento. Entrambe considerate le vie dello shopping napoletano per eccellenza, Via Chiaia e Via Toledo ospitano numerosi edifici religiosi e civili oltre ai negozi ed alle boutique.

Galleria Umberto I

La Galleria ha 4 ingressi: Via Toledo, Via San Carlo, Via Santa Brigida e Vico Rotto San Carlo. Venne costruita in soli 3 anni ( 1887-1890) ed in breve tempo divenne il “centro sociale” di Napoli. Qui accadevano i piccoli e grandi eventi della città. Famosa per essere stata il regno dei “sciuscià” per oltre cinquant’anni, la Galleria ha mantenuto tutt’oggi le due principali funzioni per è stata costruita: quella commerciale e quella monumentale.

Piazza Plebiscito & Palazzo Reale

Piazza Plebiscito è la piazza per antonomasia dei napoletani. Attorno ad essa si ergono edifici importanti quali la Basilica di San Francesco di Paola, Palazzo Reale, Palazzo della Prefettura e Palazzo Salerno. Al centro della piazza si trovano le due statue equestri di Carlo III e Federico I di Borbone, costruite dal Canova. Il nome della piazza risale al plebiscito del 21 ottobre 1860 con il quale l’allora Regno delle due Sicilie si univa al Piemonte dei Savoia.

Palazzo Reale fu fatto costruire alla fine del 1500 su volontà dell’allora viceré Don Fernando come reggia per l’arrivo di Re Filippo III a Napoli. Venne progettato dall’architetto Domenico Fontana e poi fu rifinito da Luigi Vanvitelli e Gaetano Genovese. Oltre ai Re di Spagna, ospitò i Re austriaci, i Borbone ed infine i Savoia. Oggi questo gioiello di storia è aperto al pubblico. Imperdibile dunque la visita all’Appartamento storico, la Cappella Reale, i giardini ed il Teatrino di Corte che custodiscono inestimabili capolavori d’arte e preziosi oggetti appartenuti ai membri di ben quattro dinastie di sovrani. Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00, tranne il mercoledì.

Castel nuovo ( Maschio Angioino)

Castel Nuovo o meglio conosciuto come Maschio Angioino ( secondo il termine medievale) è una fortezza costruita nel corso del XIII secolo su commissione di Carlo I d’Angiò, il quale espresse il volere di erigere un castello in una posizione strategica e di guardia. Durante il regno di questo sovrano, il castello divenne un importante centro di cultura, frequentato da artisti e letterati. In seguito, la struttura venne modificata, subendo gli influssi degli Aragonesi prima, dei Borboni poi. Oggi il castello è aperto al pubblico, ospita numerosi eventi culturali ed è anche sede del Museo Civico.

Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo si innalza sull’isolotto di Megaride, che fu il primo approdo dei Greci nel golfo di Napoli. Venne edificato nel 1128 e fu inizialmente adibito a luogo di culto pagano ma in seguito diventò luogo di culto cristiano. Un’antica leggenda attribuisce il nome del castello all’uovo che Virgilio nascose nelle segrete dell’edificio, in segno di buon auspicio e di speranza. Da allora la sorte dell’intera città venne legata a quella del castello e di conseguenza a quella dell’uovo.

I PUNTI PANORAMICI PIU’ BELLI

Vomero – Castel dell’Elmo/ San Martino

Dal piazzale della certosa di San Martino, sulla collina del Vomero, si gode di un panorama stupendo. Da qui si scorgono tutti gli angoli più significativi della città e si ha la vista d’insieme sull’intero Golfo di Napoli sino a raggiungere con lo sguardo l’isola di Capri. Salendo un po’ più in alto, la vista da Castel Sant’Elmo permette di ammirare il lungomare, il Vesuvio e Castel dell’Ovo.

Posillipo -Via Petrarca

Da anni metà di turisti e locali che si fermano lungo la strada per spendere qualche minuto di fronte ad una visuale mozzafiato che si affaccia sul Vesuvio. E’ stata ribattezzata (non a caso) “la Terrazza di Napoli” dai napoletani stessi per la sua posizione dominante, dalla quale si ammira il porto di Mergellina sino a Castel dell’Ovo. Sotto i propri occhi, l’occasione di osservare le magnifiche ville posillipine con le loro discese private a mare, dimore dei più facoltosi disposti a pagare un caro prezzo per una visuale unica al mondo.

Lungomare – Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo è visitabile gratuitamente tutti giorni (9.30-19.30 nei giorni feriali, 9.30- 14.00 nei giorni festivi): salendo le rampe di scale si può godere di un panorama davvero insolito, un punto di vista diverso che dal mare guarda direttamente all’entroterra. La sensazione unica di ammirare la città con i suoi edifici direttamente dal mare stesso.

COME MUOVERSI A NAPOLI

Il modo migliore per visitare Napoli è sicuramente a piedi, armati di tanta buona volontà. Le cose più importanti da vedere sono tutte più o meno vicine fra loro. Il trasporto pubblico comunque è ben sviluppato e copre ogni angolo della città: autobus, metro, funicolare, treno… c’è solo l’imbarazzo della scelta.

La metropolitana

Metro Linea 1 (ANM): attiva tutti i giorni dalle 6.00 alle 23.00. E’ conosciuta come Metro dell’Arte perché è stata costruita in collaborazione con 26 artisti contemporanei. Collega Piazza Garibaldi al Vomero e le fermate intermedie conducono a tutte le zone principali del centro storico di Napoli.

Metro Linea 2 (ANM): attiva tutti i giorni dalle 6.15 alle 23.00. Parte dalla Stazione Centrale Piazza Garibaldi e arriva sino a Pozzuoli, nei Campi Flegrei.

La ferrovia

  • Cumana e Circumflegrea

Queste due linee ferroviarie storiche collegano il cuore di Napoli con i comuni ad ovest della città. Entrambe percorrono la tratta Montesanto-Torregaveta, seguendo però due percorsi distinti. La Cumana affronta un percorso di 20 Km lungo la costa mentre la Circumflegrea percorre 27 Km, spingendosi nell’entroterra flegreo.

  • Circumvesuviana

Questa rete ferroviaria possiede ben 6 linee che collegano il centro di Napoli con i comuni che si sviluppano attorno al Vesuvio. Tutte le linee partono da Napoli Porta Nolana, poi proseguono su tratte differenti. La Circumvesuviana è una fra le reti di trasporto principali, essendo molto utilizzata dai turisti: fra le sue fermate ci sono quelle per gli scavi di Pompei, Ercolano e Sorrento.

La funicolare

A Napoli esistono 4 linee di funicolare che collegano il centro cittadino con i quartieri alti del Vomero, Chiaia e Posillipo. Veloci, pratiche ed efficienti, le funicolari vengono scelte ogni giorno anche da migliaia di napoletani che le preferiscono agli altri mezzi di trasporto. Per info su costi e orari, vi rimando al loro sito.

Il porto

Se si decide di intraprendere delle gite giornaliere presso le isole del Golfo, esiste la possibilità di raggiungere il molo Mergellina ( si trova esattamente di fronte al Castel Nuovo) dal quale partono regolarmente aliscafi per Capri, Ischia e Procida.

DOVE MANGIARE A NAPOLI

Si sa: Napoli è anche e soprattutto buona cucina! Qui sotto vi lascio una breve selezione dei posti che mi sono stati consigliati ed in cui ho avuto il piacere di fare una sosta.

Antica Pasticceria Scaturchio – Piazza S. Domenico Maggiore, 19 ( per la pastiera)

La sfogliatella Mary – Galleria Umberto I ( per le sfogliatelle)

Casa Infante – Via Toledo 258

Gran Caffè Gambrinus – Via Chiaia 1/2 ( per tutta la pasticceria napoletana ma in particolar modo per i babà con la panna)

Pasticceria Poppella – Via Arena della Sanità, 24 ( per il famoso fiocco di neve)

Zia Esterina Sorbillo – Piazza Trento e Trieste, Via dei Tribunali, 53 ( per la pizza fritta)

Ristorante Pizzeria Stella – Via Partenope 2A ( buonissima la pizza, cotta alla perfezione)

Antica Pizzeria da Michele – Via Cesare Sersale, 1 ( solo due pizze disponibili, margherita e marinara)

Taralleria napoletana – Via San Biagio dei Librai, 3 ( per i taralli napoletani)

 

Con questo tiro le somme e concludo (dato che mi sono dilungata fin troppo) aggiungendo che di cose da vedere e visitare ce ne sarebbero parecchie ancora! Vorrà dire che sarà per la prossima visita.

E voi, siete mai stati a Napoli? Avete dei consigli da darmi, luoghi o dettagli che ho tralasciato e che dovrei assolutamente aggiungere alla mia lista? Fatemelo sapere qui sotto con un commento! Alla prossima!


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