Toledo, la “città delle tre culture” in un giorno

La chiamano “la città delle tre culture” per l’affascinante commistione di stili che testimonia la compresenza di tre diverse religioni nel corso dei secoli: quella ebraica, quella islamica e quella cristiana. Toledo, il capoluogo della regione autonoma Castilla-La Mancha situato nella Spagna centro-meridionale, ha però origini romane. Gli scavi hanno portato alla luce un acquedotto e un anfiteatro, sopra il quale sono state costruite le case del quartiere delle Covachuelas. 

Fucina di storia e di arte, il borgo medievale dalle mura fortificate e dalle stradine in ciottoli, nel 1987 si è conquistato anche il titolo di sito Patrimonio dell’Unesco, attirando visitatori da ogni angolo del globo. 

Pensate un po’: nelle campagne toledane Cervantes vi ambientò il suo Don Chisciotte mentre il pittore manierista El Greco ci visse diversi anni della sua vita, lasciando ora in eredità alla cittadina una preziosa casa-museo. Ma Toledo è anche conosciuta per l’artigianato locale di lame d’acciaio e per i prodotti enogastronomici di spicco: tra una visita e l’altra, approfittatene per assaggiare i mitici bocadillos con prosciutto iberico o ancora meglio quelli con queso manchego (il formaggio di pecora, tipico della zona).

 

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Come si raggiunge Toledo?

Situata a soli 70 Km da Madrid, Toledo si raggiunge comodamente in treno, partendo dalla stazione di Puerta de Atocha. I treni partono a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Inoltre, conviene sempre acquistare i biglietti online per non rischiare di non trovarne più disponibili (sì, si esauriscono molto in fretta, specialmente in alta stagione).  Dopo aver superato i normali controlli di sicurezza (per prendere un treno in Spagna ci sono dei controlli come quelli aeroportuali), siamo salite sul treno che è partito puntualissimo alle 10.30. In poco più di 25 minuti siamo giunte a destinazione, pronte per essere catapultate nella storia antichissima di questa cittadina.

La statua di Cervantes ci ha accolto in città
Le coloratissime botteghe artigiane di Toledo

Quali sono i luoghi storici da visitare? 

Ci sarebbero moltissime cose da vedere a Toledo. Ecco quelle che noi abbiamo inserito nel nostro itinerario.

Puerta de Alcántara 

Arrivando dalla stazione, la prima cosa che appare davanti (dopo l’Alcázar) è il ponte che conduce ad una delle porte di ingresso. Essa risale al X secolo, è di origini arabe e ha avuto un ruolo chiave nel monitoraggio degli accessi in città durante il Medioevo. Il nostro primo incontro ravvicinato con l’architettura mudéjar ha fatto scattare la scintilla: ogni arco è stato un’occasione per scattare una foto. Oltre la porta, una lunga salita a gradoni indica la via per giungere fino al centro storico (il casco antiguo). Essendo una città arroccata su una collina, vi consiglio di indossare un paio di scarpe comode perché ci sarà sicuramente da camminare.

Alcázar

E’ impossibile non notarla. Arrivando da Madrid, la fortezza è la prima cosa che si scorge in lontananza, grazie alla sua posizione strategica in cima ad un’altura. Fu voluta come dimora ufficiale e fatta costruire dal monarca Carlo V quando Toledo era ancora capitale della Spagna ma in seguito subì diversi incendi e fu quasi interamente distrutta durante la guerra civile spagnola. Il generale Franco la fece ricostruire nei primi anni del Novecento e ancora oggi, l’Alcázar è uno dei monumenti-simbolo della città. Attualmente ospita una vasta biblioteca e il museo dell’Esercito. 

L’Alcázar al tramonto da piazza Zocodover

Catedral Primada di Toledo

La Cattedrale di Santa Maria, il più grande capolavoro di arte gotica in Spagna, fu eretta fra il 1226 e il 1493. 

La facciata, che ricorda quella delle cattedrali francesi, presenta 3 portali: la Puerta del Perdón (centrale), la Puerta del Juicio Final (a destra) e la Puerta del Infierno (a sinistra). Fate attenzione alle torri campanarie: una è visitabile e custodisce la campana “gorda”, mentre l’altra non è mai stata terminata ed è stata chiusa con una cupola.

Non appena dentro, l’occhio cade subito sulla Capilla Mayor, da cui svetta imponente il Retablo dorato che raffigura diverse scene bibliche. Dietro la cappella invece, nel deambulatorio, l’attenzione viene sicuramente catturata da El Trasparente, un’incredibile opera scultorea in marmo e alabastro in stile tardo barocco, progettata dall’architetto Narciso Tomé e posizionata sotto un oculo affrescato da cui penetra la luce che illumina l’altare maggiore.

Gli archi delle alte navate della Cattedrale
El trasparente - opera scultorea in marmo e alabastro
"La cattura di Cristo" di Goya, all'interno della Sacrestia
La tela di Caravaggio
Le vetrate colorate della Cattedrale
Sculture della Cattedrale

 

Gli appassionati d’arte faranno i salti di gioia non appena entreranno nella Sacrestia: la sala rettangolare, con volta a botte affrescata da Luca Giordano, ospita a sua volta una piccola pinacoteca con tele di artisti del calibro di Goya, Tiziano, Caravaggio, El Greco, Velazquez, Raffaello e Rubens. Una collezione piccola ma da sindrome di Stendhal!

La Cattedrale di Toledo, il capolavoro gotico di Spagna
  • Catedral Primada – sito web
  • Plaza del Ayuntamiento
  • Aperta dalle 10.30 alle 18.30 (Lun-Sab) e dalle 14.00 alle 18.30 (Domenica).
  • Ticket: 11€/ Audioguida compresa nel prezzo.

 

Oltre la Plaza del Ayuntamiento, si imbocca Calle Consistorio, una via lunga e stretta che conduce al quartiere ebraico della città, la Juderia. I rimandi alla multiculturalità sono ovunque: un occhio attento nota subito le piccole formelle in ceramica azzurra (come quella in foto) incastonate nel pavimento e nei muri in pietra, che raffigurano simboli israeliti come il menorah e la stella di David.

Con il naso all'insù all'interno della sinagoga.
I simboli ebraici alla Juderia

Sinagoga Santa María la Blanca

A metà strada tra il museo El Greco e il Monastero, si giunge nei pressi dell’antica Sinagoga Santa María la Blanca, costruita nel XII secolo. Si pensa che la sinagoga fu fatta costruire da scalpellini musulmani per gli ebrei di Toledo che desideravano un luogo di culto in città. Ampi archi a ferro di cavallo, pilastri ottagonali in laterizio, soffitto in legno a cassettoni e archi ciechi in gesso decorati con motivi geometrici dorati, fanno parte di una struttura che mescola elementi dello stile sobrio almohade a elementi del sinuoso stile moresco. Da noi non capita spesso di trovarsi faccia a faccia con architetture di influenza cristiana mozarabica, per questo motivo posso dire che l’abbiamo trovato un ambiente straordinariamente affascinante e per certi versi anche molto meditativo. Ora la sinagoga è una ex-chiesa cattolica: un esempio concreto che la somma di culture diverse può portare ad un arricchimento sotto molteplici punti di vista.

Sinagoga di Santa María la Blanca, situata nel quartiere ebraico

  • Calle de los Reyes Católicos 4
  • Aperto dalle 10.00 alle 17.45
  • Ticket: 2,80€
La sinergia architettonica fra lo stile moresco e lo stile almohadi.

Monastero di San Juan de los Reyes

Poco più in là, in fondo a Calle de los Reyes Católicos, sorge il Monastero di San Juan de los Reyes, uno straordinario esempio di gotico isabellino, ora sotto la gestione dei francescani. La struttura fu fatta costruire nel XV secolo su volere dei sovrani di Spagna (Ferdinando d’Aragona e Isabella di Castiglia) in seguito alla Battaglia del Toro, in cui l’esercito castigliano ebbe la meglio su quello portoghese. La chiesa a croce latina è impostata su un’unica navata e ha due cappelle laterali. Anche qui, come tipico di tutta la città di Toledo, il chiostro mescola lo stile mudéjar con quello del gotico rinascimentale in una sinergia architettonica che dà vita ad un ibrido, unico nel suo genere. Fate attenzione alle particolarità delle pareti esterne del monastero: vi sono state apposte le catene degli schiavi liberati dopo la conquista di Granada.

 

I dettagli del piano inferiore del chiostro – Monastero di San Juan de los Reyes
Lo stile gotico isabellino del chiostro – Monastero di San Juan de los Reyes
Calle de los Reyes Católicos, una delle vie più folkloristiche

Mirador del Valle

Basta fare una ricerca mirata dell’hashtag #toledo su Instagram per capire che uno dei posti da segnare per forza nella mappa è il Mirador del Valle. Una volta attraversato il fiume Tago e imboccata la strada sulla collina, dal lato opposto della città, si giunge ad uno dei punti più belli da cui immortalare il panorama mozzafiato di Toledo. In giornate limpide, il momento più adatto per salire fin quassù è il tramonto, orario in cui gli ultimi raggi del sole colpiscono le pareti degli edifici, rendendo la città un gioiello dai toni ambrati. Tra il rumore dell’acqua, il suono delle campane in lontananza e questo scenario così suggestivo, giuro che avremmo voluto rimanere a fissare quello skyline per ore se solo avessimo potuto.

Arrivarci non è complicato. Il modo più simpatico per raggiungere il Mirador del Valle è salire sullo Zocotren, il trenino che parte ogni ora da Plaza Zocodover e che porta i turisti a fare un giro di tutti i punti salienti della città. Nel caso il treno fosse già partito o fosse pieno (proprio come è successo a noi), non disperate! Segnatevi la linea 71 dell’autobus oppure in alternativa prendete un taxi.

Mirador Del Valle, il punto panoramico di Toledo

Puente de San Martín 

Un altro significativo ponte medievale della città è quello di San Martín, eretto nel XIII secolo con blocchi di pietre e poi ricostruito in epoca successiva, durante la quale sono stati aggiunti i torrioni difensivi alle estremità. Ci siamo fermate qui qualche minuto, di ritorno dal Mirador del Valle, giusto in tempo per vedere le ultime sfumature rosa del cielo che lasciavano velocemente il passo alla notte. 

Il ponte di San Martín al tramonto

La specialità dolciaria

Parlando di tradizioni gastronomiche c’è un prodotto, più di tutti, che ha reso celebre la città castigliana: il marzapane. Ebbene, amanti delle mandorle, a Toledo troverete il vostro paradiso. In città lo preparano ancora le suore nei conventi, a partire da un’antica ricetta che prevede una miscela di mandorle tritate e zucchero che poi viene modellata e passata in forno. Le confiteríe vendono questi dolcetti caratteristici dietro ogni angolo. Noi qui ve ne consigliamo un paio che si trovano proprio nella strada dietro il Monastero di San Juan de los Reyes, in Calle Santo Tomé.

  • Confitería Santo Tomé – vasta selezione di marzapane semplice e ripieno; da provare quello con la confettura di zucca.
  • Convento de San Antonio de Padua – un piccolo cartello conduce al portone di un convento che vende tra i migliori dolcetti di marzapane della città.

L’itinerario sulla mappa

Per ulteriori informazioni, vi consigliamo di consultare il sito ufficiale di Turismo in Spagna.


E voi, avete già visitato Toledo oppure avete in mente di farlo in futuro? Avete qualche dubbio o curiosità in merito ai suoi luoghi di culto e ai suoi edifici storici? Scriveteceli qui sotto e se l’articolo vi è piaciuto, condividetelo sui social network.
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Dublino: birra e “craic” in 7 pub della città

Il modo più semplice per entrare in contatto con la vera essenza dell’Irlanda è uno solo: varcare la soglia di un pub. Chiunque sia stato a Dublino, Galway, Cork o qualsiasi altra città irlandese sa che non può tornare a casa prima di aver bevuto una pinta di Guinness in uno fra le centinaia di locali tradizionali che popolano l’isola di Smeraldo. C’è una parola in irlandese che è stata coniata proprio per descrivere questa attitudine dei locals di riunirsi la sera per bere qualcosa con gli amici. Se in un pub sentirete qualcuno con un accento quasi indecifrabile chiedervi –“How’s the craic?”-, vorranno semplicemente sapere se vi state divertendo, insomma se state passando una bella serata. La parola “craic”, in gaelico, significa appunto svago/divertimento.

Ma nei templi del craic non si va solo per ascoltare musica, anzi! Sono questi i posti giusti in cui fare un’autentica esperienza gastronomica irlandese. Guinness & Beef Stew, Seafood Chowder, Soda Bread, Irish Apple Pie: se si vuole avere la certezza di mangiare bene, i pub sono quasi sempre una garanzia di qualità. Le 3 costanti che abbiamo notato in ciascun locale sono: prezzi abbordabili, ingredienti freschi e genuini e porzioni abbondanti.  Attenzione però, la sera le cucine chiudono presto per lasciare spazio ai musicisti; fate conto di mangiare prima delle 21.30 così poi potrete godervi la serata fra musica e danze.

Ora però la domanda sorge spontanea. Quali sono i locali che meritano una visita, la prima volta a Dublino? Eccovene 7 fra i più famosi, in cui trascorrere qualche ora in compagnia, fra il suono del fiddle (il violino irlandese) e un sorso dell’amatissima “black stuff” .

Guinness: la famosa birra irlandese
Le botti di Guinness sparse per Dublino

M.J.O’Neills Pub & Kitchen – 2 Suffolk Street, Dublin 2

Atmosfera calda e chiassosa, rifiniture vittoriane in legno e “craic” assicurato. Apriamo il nostro soggiorno a Dublino con una serata all’insegna di musica folk e tap dancers irlandesi in un pub storico, in attività dal 1713. Quasi surreale è il suono del tin whistle, il flauto irlandese che viene utilizzato per i folckloristici canti popolari. L’O’Neills Pub si trova esattamente di fronte alla famosa statua di Molly Malone, poco lontano da Grafton Street e dal Trinity College, quindi in una posizione decisamente centrale. Qui decidiamo di assaggiare il Guinness & Beef Stew con salsa gravy: un morbido e succulento spezzatino di manzo,verdure e funghi sfumato con la celebre birra scura e ricoperto da uno strato di pasta sfoglia burrosa. Esattamente il tipo di comfort food che ci vuole dopo una giornata a spasso a visitare la città. Al contrario di molti altri locali, qui la parola d’ordine è self-service: si ordina la portata principale e insieme si scelgono tutti i contorni che si preferiscono. Al piano superiore, il Whiskey Corner serve gli alcolici mentre tavoli e sgabelli rivestiti di vinile rosso si riempiono di gente. Nel Beer Garden, la terrazza in cima al palazzo, è stata allestita una sorta di birreria all’aperto dove rilassarsi e bere qualcosa sotto le stelle in estate. I vecchi manifesti pubblicitari della Guinness tappezzano le pareti di mattoni rossi, richiamando l’idea di vintage che permea l’intero locale. L’esperienza all’O’Neills Pub non può che essere assolutamente raccomandata!

O'Neills Pub davanti alla statua di Molly Malone
O'Neills Pub in Suffolk Street

The Celt – 81 Talbot St, North City, Dublin 1

Poco distante da O’Connell Street e da The Spire, una sera decidiamo di imboccare Talbot Street e raggiungere il “The Celt”, un locale a nord del fiume Liffey che ci è stato ampiamente consigliato. Sala ampia, tavoli in legno, candele accese all’interno di vecchie bottiglie di whiskey Jameson riciclate. Il profumo che arriva dalla cucina è decisamente invitate e ci invita ad accomodarci. Anche qui dopo le 9.30 inizia la session di musica live. Dopo aver sfogliato il menù, scegliamo di assaggiare la Celtic Cottage Pie: uno sformato di macinato di manzo e piselli ricoperto da uno strato di mashed potatoes passato in forno. Insieme prendiamo anche l’Irish Cabbage & Bacon, un piatto tipico a base di pancetta, cavolo e patate accompagnato da una salsa bianca realizzata con latte, farina e burro (una specie di besciamella, per intenderci). I sapori sono quelli genuini e autentici della cucina casereccia tradizionale. L’atmosfera è quasi quella di un banchetto medievale, complici le varie suppellettili appese alle pareti.

The Merchand’s Arch – 48/49 Wellington Quay, Temple Bar, Dublin 2

Un altro locale che non ci si può perdere è il “The Merchand’s Arch”. Questo pub si trova sotto la galleria che collega il quartiere di Temple Bar all’Ha’ Penny Bridge, quindi è inevitabile non passarci davanti. E’ una mattina limpida e frizzantina a Dublino e decidiamo di fermarci per una colazione abbondante prima di proseguire verso Phoenix Park. Così, fra la vista del River Liffey, il verso dei gabbiani che sveglia la città ancora intorpidita dal sonno e i pendolari con la ventiquattro’ore che ci passano a fianco, svoltiamo a destra ed entriamo. Il locale è molto bello ed ha una parete interamente dedicata alla zona bar. La chicca però è la scalinata interna in legno che poggia su una parete rossa ricoperta da vecchie foto di Dublino, cimeli antichi e targhette vintage. Ci sediamo ad un tavolo al piano superiore, accanto alla balaustra che si affaccia sull’intero piano inferiore. Poco dopo arriva la nostra full Irish Breakfast, un piatto sostanzioso che comprende: salsicce, bacon, uova (scrambled oppure fried), funghi, pomodori arrosto, black & white pudding, fagioli e pane tostato con burro. Nel menù ci sono tante altre proposte oltre a quella tradizionale, fra queste fanno capolino le Eggs Benedicts ovvero delle uova in camicia con salsa olandese e prosciutto, servite su un english muffin. Per gli amanti della colazione dolce non mancano i mitici scones fatti in casa, serviti con panna e marmellata. E da bere? Tea o Irish Coffee, questo è il dilemma.

"The Merchand's Arch"

The Brazen Head – 20 Bridge Street Lower, Dublin 8

Il The Brazen Head” è una tappa obbligata a Dublino, essendo l’unico pub in attività dal 1198 e avendo quindi la fama di essere il locale più antico delle città. Situato fuori dalla zona turistica di Temple Bar, sulla sponda a nord del fiume Liffey, lo si riconosce subito per la sua caratteristica facciata in pietra che simula le mura fortificate di un castello, in estate ricoperta da cascate di fiori colorati. La peculiarità qui è che si può scegliere di mangiare all’interno, fra poltroncine rosse e intarsi in mogano, oppure nello spazio all’aperto nel cortile. Le proposte nel menù sono sia tradizionali che contemporanee: fish & chips, stews e pies, burgers di manzo irlandese oppure nella versione vegan di quinoa. Ma Dublino è una città vicina al mare quindi anche i piatti di pesce sono molto buoni: zuppe, ostriche e cozze sono le specialità della casa. E se vi sta il dessert, c’è solo l’imbarazzo della scelta: fra Apple Pie tiepida, Chocolate Fudge Cake e Baileys Cheesecake, voi cosa scegliereste?

La facciata del "The Temple Bar"
"The Temple Bar" - Dublin

The Temple Bar – 47/48 Temple Bar, Dublin 2

Facciata rossa a mattoncini, insegne al neon, botti di Guinness decorative e tantissimi fiori: il pub più iconico e più fotografato di Dublino merita una menzione a parte. Il “The Temple Bar”, in attività dal 1840, è un locale storico affollato e vivace, situato nel quartiere più frequentato della città. Il suo menù vanta più di 100 sandwich diversi, taglieri di pregiati formaggi irlandesi e salmone affumicato. Ci dicono però che il piatto che va per la maggiore da queste parti è l’accoppiata fra Ostriche & Guinness, tanto che lo stesso pub ha il proprio motto al riguardo: ‘All oysters taste their best when washed down with pints of Guinness’. Aggiungiamoci un chitarrista dall’anima soul che intona le note di un pezzo anni ’60 e la serata può decollare.

La facciata del “The Temple Bar”, uno dei luoghi più iconici di Dublino

The Porterhouse Temple Bar – 16-18 Parliament Street, Dublin 2

Il “The Porterhouse” è una scoperta. Più che un pub possiamo dire che è una micro-brewery ovvero un piccolo birrificio artigianale. E’ proprio questa la caratteristica che lo distingue da molti altri posti in città e che lo ha reso un locale super gettonato man mano che passano gli anni, sebbene sia aperto solo dal 1996. Questo posto vanta una lista di birre fatte in casa con passione, professionalità e dedizione. L’edificio di 3 piani però è anche un gastro-pub dove poter mangiare un boccone in compagnia. Qui prendiamo l’Atlantic seafood chowder, una zuppa cremosa di pesce fatta con merluzzo, salmone, gamberi, vongole, cozze, verdure e panna fresca. Insieme finalmente ci portano anche il soda bread, il pane tipico irlandese fatto con il bicarbonato e le mashed potatoes. I sapori sono deliziosi, il locale è molto accogliente e le band si esibiscono tutti giorni. Cosa volere di più?

Ha'Penny Bridge
Il ponte pedonale più conosciuto di Dublino

Peadar Kearney’s – 64, Dame Street, Temple Bar, Dublin

Voce fuori da coro è il piccolo pub “Peadar Kearney’s”. Sì, perché contrariamente agli altri che abbiamo menzionato sopra, qui non vengono serviti pasti caldi. In compenso le birre sono ottime e il proprietario John, un signore distinto e cordiale, è parte integrante del craic. Il locale si trova all’indirizzo numero 64 di Dame Street, una delle strade principali della città e non troppo lontano dalla Christ Church Cathedral. Tradizionale come pochi, questa specie di locanda d’altri tempi prende il suo nome dall’omonimo compositore repubblicano che nel 1907 scrisse l’attuale inno nazionale irlandese. Possiamo dire che questo pub, sebbene non molto grande, sa come farsi notare: le session di musica live a porte aperte attirano i passanti e li persuadono ad entrare. All’interno il clima è decisamente informale, proprio come quello di una serata fra amici all’insegna della convivialità. Turisti di ogni nazionalità e locals si mescolano fino a ritrovarsi a cantare e ballare insieme. State pur certi che questo locale è perfetto per un happy hour o un dopo cena.

Christ Church Cathedral
Dame Street, la via dello svago notturno

Le “Georgian doors”, simbolo indiscusso di Dublino

L’itinerario sulla mappa


Siete già stati a Dublino? Dove avete bevuto la migliore pinta di birra e mangiato l’Irish Stew più saporito? Vi va di farcelo sapere? Lasciate un commento qui in basso e se vi è piaciuto, condividete il post sui social media!
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Le migliori spiagge dell’Arcipelago della Maddalena

Riprendiamo il nostro viaggio on the road in Sardegna. Ci eravamo lasciati nel sassarese, precisamente nel borgo medievale di Castelsardo (qui la prima parte del racconto) e finalmente, dopo aver attraversato la Costa Paradiso, arriviamo in Costa Smeralda, più precisamente a Palau. Acquistiamo i biglietti al porto, da dove salpano i traghetti delle due compagnie che ogni 15 minuti effettuano il collegamento, la Delcomar e la Maddalena Lines.

Siamo pronte per una nuova avventura! La traversata è corta ed in men che non si dica ci ritroviamo dall’altra parte, giusto nel centro della pittoresca isola di La Maddalena. Questa, insieme a Razzoli, Budelli, Santa Maria, Spargi, Caprera, Santo Stefano e altri piccoli isolotti fa parte dell’Arcipelago della Maddalena, un Parco Nazionale istituito nel 1994 con lo scopo di conservare e salvaguardare le bellezze naturali del sistema costiero.

Il porto dell'isola di La Maddalena
Scorci dell'isola della Maddalena
Scorci dell'isola
Il porto di La Maddalena

 

Il nostro obiettivo qui?

Spuntare dalla lista le spiagge più belle dell’intero Arcipelago. E raccontarvele ovviamente, una per una.

Tenetevi pronti a segnare i nomi degli atolli, delle baie e delle calette più incantevoli!

Cala Spalmatore – La Maddalena

Questa spiaggia si trova nella parte settentrionale dell’isola e si raggiunge tramite la strada panoramica che costeggia il mare. La spiaggia dal fondale bassosabbia bianca e fine e acqua trasparente è considerata una fra le più belle di tutta La Maddalena.

Cala Spalmatore – Isola di La Maddalena

Baia della Trinità – La Maddalena

Davvero imperdibile è la Baia della Trinità: tre calette collegate fra di loro, alle quali si giunge tramite una passerella artificiale in legno. Tutt’intorno una densa vegetazione mediterranea, il paesaggio brullo ed a tratti arido tipico di questo angolo di mondo. Scogli calcarei affiorano dall’acqua e completano lo stupendo paesaggio offrendo scorci dallo strabiliante contrasto cromatico. Un panorama unico e mozzafiato, uno fra i più magici visti prima. C’eravamo già state ma ci siamo tornate molto volentieri. E questa volta abbiamo modo di esplorare la scogliera a picco sul mare da cui scattare fotografie da cartolina.

Bassa Trinità – Isola di La Maddalena

Bassa Trinità - La Maddalena
Passerelle in legno di Baia Trinità

 

Cala Napoletana – Caprera

Caprera è facile da raggiungere. A sud-est di La Maddalena seguiamo le indicazioni per il Ponte della Moneta, una diga costruita sul finire degli anni ’50 che da allora rende semplice il collegamento con l’isola garibaldina. Qui lo scenario è completamente diverso rispetto ai precedenti. La vegetazione tipica della macchia mediterranea si mescola a rocce granitiche e pinete. A proposito di pinete! Vi avvertiamo che ce ne sono tante, alcune anche molto ben attrezzate con tavoli da picnic e amache dove sostare all’ombra nelle ore più calde. Considerando che l’isola non è abitata, i pochi servizi disponibili sono davvero ben organizzati.

Il Ponte della Moneta collega l’isola di La Maddalena a Caprera

Proseguiamo verso la parte settentrionale dove ci aspetta un trekking di 45 minuti per arrivare a Cala Napoletana. Partiamo esattamente da sotto il Memoriale di Giuseppe Garibaldi, allestito nell’ex Forte Arbuticci. Da qui iniziamo il sentiero che ci condurrà alla spiaggia. Scarpe da ginnastica comode, tanta acqua e partenza di mattina presto: queste sono le 3 cose da tenere a mente se si decide di intraprendere il percorso. La camminata di per sé non è difficile, senonché in alcuni punti bisogna prestare un po’ di attenzione al dislivello. Dopo 3 chilometri percorsi i mezzo alla vegetazione, circondate dal profumo intenso di mirto ed elicriso, arriviamo e scopriamo una caletta intima e semi-deserta. A fare da sfondo a questa insenatura naturale dal mare color smeraldo ci sono rocce e scogli rosati; anche qui il contrasto cromatico è notevole. La vista ripaga di tutta la fatica, ve lo possiamo assicurare.

Se vi piacciono questi tipi di percorsi immersi nella natura selvaggia, c’è un’altra escursione che vogliamo segnalarvi. Poco distante da Cala Napoletana si trova una delle spiagge più belle e note di tutta la Sardegna: Cala Coticcio. Qui il sentiero è decisamente più impervio ma assolutamente fattibile. Questa volta noi non abbiamo fatto in tempo a vederla ma ci torneremo di sicuro!

Il panorama di Cala Napoletana a Caprera, vista dall'alto
Le rocce granitiche di Cala Napoletana - Caprera
Il sentiero per raggiungere Cala Napoletana

 

Cala Serena – Caprera

Poco più in basso (geograficamente parlando) rispetto a Cala Napoletana, si trova una piccola caletta lunga 60 metri, situata in una baia riparata, contornata solamente da scogli e vegetazione. Alle sue spalle si apre uno scenario altrettanto affascinante: le dune dell’arenile si specchiano nella palude salmastra ai loro piedi. Anche questa spiaggia è piuttosto solitaria; il percorso di 15-20 minuti per raggiungerla scoraggia i più pigri che ripiegano sulla poco distante Cala Garibaldi. Noi vi consigliamo di proseguire. Gli americani l’hanno addirittura definita la “spiaggia più romantica al mondo”, pensate un po’! Non sappiamo dirvi quanto sia vero però a noi è piaciuta davvero molto, tanto che abbiamo deciso di tornarci una seconda volta nella stessa settimana.

La palude salmastra di Cala Serena – Caprera

Cala Conchiglia – Caprera

L’ultimo giorno invece preferiamo scegliere una spiaggia facile da raggiungere, così ci spingiamo verso l’estremità meridionale di Caprera. Anche qui il colore del mare non delude: ad accoglierci c’è una distesa azzurra che sfuma in un intenso blu cobalto, da cui affiorano scogli isolati. Essendo poco affollata Cala Conchiglia è il luogo ideale per trascorrere una giornata all’insegna del relax e della spensieratezza.

Cala Conchiglia a Caprera- Arcipelago della Maddalena

Cala Conchiglia – Caprera

Tante altre spiagge meravigliose si trovano sulle altre isole dell’Arcipelago e si raggiungono esclusivamente via mare. Ci sono diverse possibilità per arrivarvi; queste vi vengono offerte comodamente al porto di La Maddalena. Qui potrete acquistare i biglietti per delle mini-cruise giornaliere, dove vi verrà servito anche il pranzo a bordo. Costano meno e sono molto comode in caso abbiate poco tempo a disposizione, però francamente noi non le consigliamo. A nostro avviso il modo migliore di muoversi è noleggiare un gommone/motoscafo con skipper (soluzione valida nel caso in cui non disponeste di patente nautica) che vi accompagnerà in un tragitto personalizzato e con le tempistiche da voi richieste.

Cala Granara & Cala Corsara – Spargi

Entrambe poste nella parte meridionale dell’isola, Cala Granara e Cala Corsara sono le 2 spiagge più famose di Spargi. Due angoli di paradiso con sabbia chiara e impalpabile e un’acqua incredibilmente trasparente. Questo è il paradiso per gli amanti dello snorkeling. Noi non ce lo facciamo ripetere due volte; ci tuffiamo con le maschere e registriamo qualche filmato subacqueo con la GoPro. Ovviamente qui non ci sono servizi; anche questo fa parte della bellezza disarmante e selvaggia dell’isola. Sappiate quindi che conviene portare con sé tutto il necessario per la giornata che trascorrerete fuori.

Cala Granara – Isola di Spargi

Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara a Spargi
Snorkeling a Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara - Spargi

 

Spiaggia del Cavaliere – Budelli

Ci spostiamo verso la parte nord-orientale dell’isola di Budelli. I colori ci suggeriscono subito che ci troviamo di fronte ad una piccola oasi paradisiaca. Sabbia bianca finissima, acqua celeste e trasparente e tantissimi pesci che vivono fra gli scogli adiacenti alla costa. Dietro la spiaggia si trova uno stagno popolato da diverse specie avifaune come germani reali, folaghi, aironi, garzette che nidificano soprattutto in primavera. Se potete, visitate questa caletta incontaminata in bassa stagione, quando non è presa d’assalto dai turisti e si può goderne in tutta tranquillità.

Spiaggia del Cavaliere - Budelli
Spiaggia del Cavaliere - Budelli

 

Spiaggia Rosa – Budelli

Circumnavigando l’isola e scendendo verso la parte sud-orientale dell’isola di Budelli invece, c’è una delle spiagge più belle di tutto l’Arcipelago: la spiaggia Rosa. Così chiamata per il colore caratteristico della sua sabbia, dovuto ai frammenti dei gusci di un piccolo microrganismo unicellulare che vive nelle praterie di posidonie poco distanti. Questi si sono depositati a riva con il moto ondoso e con l’influenza degli agenti atmosferici, creando una distesa rossiccia unica al mondo. Oggi, per tutelare la bellezza di questo paesaggio, questa spiaggia è diventata un’area protetta e interdetta ai bagnanti infatti può essere vista e fotografata solo da lontano.

Spiaggia Rosa – Isola di Budelli

Porto della Madonna tra Razzoli, Spargi e Santa Maria

Le chiamano anche le “piscine naturali” e sono un’area delimitata fra 3 isole dell’Arcipelago. Già dal nome si capisce che qui l’acqua ha un colore indescrivibilmente azzurro. L’imbarcazione ci lascia proprio a ridosso di questo specchio d’acqua chiara e limpida, da dove decidiamo di tuffarci per fare uno dei bagni più belli di sempre. I pesci ci nuotano attorno: è un’esperienza chiaramente indimenticabile.

L’indomani facciamo ritorno a Palau. Il nostro volo ci aspetta all’Aeroporto di Olbia. Anche questo viaggio volge al termine, lasciandoci con centinaia di nuove fotografie e ricordi da metabolizzare.

Torniamo presto. Nel frattempo continuate a viaggiare con noi! Per rivivere i nostri racconti ci trovate sempre su Instagram, Facebook e Twitter .

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di Sardegna Turismo, in cui potrete scoprire tante altre cose interessanti su quest’isola meravigliosa. Vi auguriamo buon viaggio!

L’itinerario sulla mappa

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