Dublino: birra e “craic” in 7 pub della città

Il modo più semplice per entrare in contatto con la vera essenza dell’Irlanda è uno solo: varcare la soglia di un pub. Chiunque sia stato a Dublino, Galway, Cork o qualsiasi altra città irlandese sa che non può tornare a casa prima di aver bevuto una pinta di Guinness in uno fra le centinaia di locali tradizionali che popolano l’isola di Smeraldo. C’è una parola in irlandese che è stata coniata proprio per descrivere questa attitudine dei locals di riunirsi la sera per bere qualcosa con gli amici. Se in un pub sentirete qualcuno con un accento quasi indecifrabile chiedervi –“How’s the craic?”-, vorranno semplicemente sapere se vi state divertendo, insomma se state passando una bella serata. La parola “craic”, in gaelico, significa appunto svago/divertimento.

Ma nei templi del craic non si va solo per ascoltare musica, anzi! Sono questi i posti giusti in cui fare un’autentica esperienza gastronomica irlandese. Guinness & Beef Stew, Seafood Chowder, Soda Bread, Irish Apple Pie: se si vuole avere la certezza di mangiare bene, i pub sono quasi sempre una garanzia di qualità. Le 3 costanti che abbiamo notato in ciascun locale sono: prezzi abbordabili, ingredienti freschi e genuini e porzioni abbondanti.  Attenzione però, la sera le cucine chiudono presto per lasciare spazio ai musicisti; fate conto di mangiare prima delle 21.30 così poi potrete godervi la serata fra musica e danze.

Ora però la domanda sorge spontanea. Quali sono i locali che meritano una visita, la prima volta a Dublino? Eccovene 6 fra i migliori in cui trascorrere qualche ora in compagnia, fra il suono del fiddle (il violino irlandese) e un sorso dell’amatissima “black stuff” .

Guinness: la famosa birra irlandese
Le botti di Guinness sparse per Dublino

 

M.J.O’Neills Pub & Kitchen – 2 Suffolk Street, Dublin 2

Atmosfera calda e chiassosa, rifiniture vittoriane in legno e “craic” assicurato. Apriamo il nostro soggiorno a Dublino con una serata all’insegna di musica folk e tap dancers irlandesi in un pub storico, in attività dal 1713. Quasi surreale è il suono del tin whistle, il flauto irlandese che viene utilizzato per i folckloristici canti popolari. L’O’Neills Pub si trova esattamente di fronte alla famosa statua di Molly Malone, poco lontano da Grafton Street e dal Trinity College, quindi in una posizione decisamente centrale. Qui decidiamo di assaggiare il Guinness & Beef Stew con salsa gravy: un morbido e succulento spezzatino di manzo,verdure e funghi sfumato con la celebre birra scura e ricoperto da uno strato di pasta sfoglia burrosa. Esattamente il tipo di comfort food che ci vuole dopo una giornata a spasso a visitare la città. Al contrario di molti altri locali, qui la parola d’ordine è self-service: si ordina la portata principale e insieme si scelgono tutti i contorni che si preferiscono. Al piano superiore, il Whiskey Corner serve gli alcolici mentre tavoli e sgabelli rivestiti di vinile rosso si riempiono di gente. Nel Beer Garden, la terrazza in cima al palazzo, è stata allestita una sorta di birreria all’aperto dove rilassarsi e bere qualcosa sotto le stelle in estate. I vecchi manifesti pubblicitari della Guinness tappezzano le pareti di mattoni rossi, richiamando l’idea di vintage che permea l’intero locale. L’esperienza all’O’Neills Pub non può che essere assolutamente raccomandata!

O'Neills Pub davanti alla statua di Molly Malone
O'Neills Pub in Suffolk Street

 

The Celt – 81 Talbot St, North City, Dublin 1

Poco distante da O’Connell Street e da The Spire, una sera decidiamo di imboccare Talbot Street e raggiungere il “The Celt”, un locale a nord del fiume Liffey che ci è stato ampiamente consigliato. Sala ampia, tavoli in legno, candele accese all’interno di vecchie bottiglie di whiskey Jameson riciclate. Il profumo che arriva dalla cucina è decisamente invitate e ci invita ad accomodarci. Anche qui dopo le 9.30 inizia la session di musica live. Dopo aver sfogliato il menù, scegliamo di assaggiare la Celtic Cottage Pie: uno sformato di macinato di manzo e piselli ricoperto da uno strato di mashed potatoes passato in forno. Insieme prendiamo anche l’Irish Cabbage & Bacon, un piatto tipico a base di pancetta, cavolo e patate accompagnato da una salsa bianca realizzata con latte, farina e burro (una specie di besciamella, per intenderci). I sapori sono quelli genuini e autentici della cucina casereccia tradizionale. L’atmosfera è quasi quella di un banchetto medievale, complici le varie suppellettili appese alle pareti.

The Merchand’s Arch – 48/49 Wellington Quay, Temple Bar, Dublin 2

Un altro locale che non ci si può perdere è il “The Merchand’s Arch”. Questo pub si trova sotto la galleria che collega il quartiere di Temple Bar all’Ha’ Penny Bridge, quindi è inevitabile non passarci davanti. E’ una mattina limpida e frizzantina a Dublino e decidiamo di fermarci per una colazione abbondante prima di proseguire verso Phoenix Park. Così, fra la vista del River Liffey, il verso dei gabbiani che sveglia la città ancora intorpidita dal sonno e i pendolari con la ventiquattro’ore che ci passano a fianco, svoltiamo a destra ed entriamo. Il locale è molto bello ed ha una parete interamente dedicata alla zona bar. La chicca però è la scalinata interna in legno che poggia su una parete rossa ricoperta da vecchie foto di Dublino, cimeli antichi e targhette vintage. Ci sediamo ad un tavolo al piano superiore, accanto alla balaustra che si affaccia sull’intero piano inferiore. Poco dopo arriva la nostra full Irish Breakfast, un piatto sostanzioso che comprende: salsicce, bacon, uova (scrambled oppure fried), funghi, pomodori arrosto, black & white pudding, fagioli e pane tostato con burro. Nel menù ci sono tante altre proposte oltre a quella tradizionale, fra queste fanno capolino le Eggs Benedicts ovvero delle uova in camicia con salsa olandese e prosciutto, servite su un english muffin. Per gli amanti della colazione dolce non mancano i mitici scones fatti in casa, serviti con panna e marmellata. E da bere? Tea o Irish Coffee, questo è il dilemma.

"The Merchand's Arch"

The Brazen Head – 20 Bridge Street Lower, Dublin 8

Il The Brazen Head” è una tappa obbligata a Dublino, essendo l’unico pub in attività dal 1198 e avendo quindi la fama di essere il locale più antico delle città. Situato fuori dalla zona turistica di Temple Bar, sulla sponda a nord del fiume Liffey, lo si riconosce subito per la sua caratteristica facciata in pietra che simula le mura fortificate di un castello, in estate ricoperta da cascate di fiori colorati. La peculiarità qui è che si può scegliere di mangiare all’interno, fra poltroncine rosse e intarsi in mogano, oppure nello spazio all’aperto nel cortile. Le proposte nel menù sono sia tradizionali che contemporanee: fish & chips, stews e pies, burgers di manzo irlandese oppure nella versione vegan di quinoa. Ma Dublino è una città vicina al mare quindi anche i piatti di pesce sono molto buoni: zuppe, ostriche e cozze sono le specialità della casa. E se vi sta il dessert, c’è solo l’imbarazzo della scelta: fra Apple Pie tiepida, Chocolate Fudge Cake e Baileys Cheesecake, voi cosa scegliereste?

La facciata del "The Temple Bar"
"The Temple Bar" - Dublin

 

The Temple Bar – 47/48 Temple Bar, Dublin 2

Facciata rossa a mattoncini, insegne al neon, botti di Guinness decorative e tantissimi fiori: il pub più iconico e più fotografato di Dublino merita una menzione a parte. Il “The Temple Bar”, in attività dal 1840, è un locale storico affollato e vivace, situato nel quartiere più frequentato della città. Il suo menù vanta più di 100 sandwich diversi, taglieri di pregiati formaggi irlandesi e salmone affumicato. Ci dicono però che il piatto che va per la maggiore da queste parti è l’accoppiata fra Ostriche & Guinness, tanto che lo stesso pub ha il proprio motto al riguardo: ‘All oysters taste their best when washed down with pints of Guinness’. Aggiungiamoci un chitarrista dall’anima soul che intona le note di un pezzo anni ’60 e la serata può decollare.

La facciata del “The Temple Bar”, uno dei luoghi più iconici di Dublino

The Porterhouse Temple Bar – 16-18 Parliament Street, Dublin 2

Il “The Porterhouse” è una scoperta. Più che un pub possiamo dire che è una micro-brewery ovvero un piccolo birrificio artigianale. E’ proprio questa la caratteristica che lo distingue da molti altri posti in città e che lo ha reso un locale super gettonato man mano che passano gli anni, sebbene sia aperto solo dal 1996. Questo posto vanta una lista di birre fatte in casa con passione, professionalità e dedizione. L’edificio di 3 piani però è anche un gastro-pub dove poter mangiare un boccone in compagnia. Qui prendiamo l’Atlantic seafood chowder, una zuppa cremosa di pesce fatta con merluzzo, salmone, gamberi, vongole, cozze, verdure e panna fresca. Insieme finalmente ci portano anche il soda bread, il pane tipico irlandese fatto con il bicarbonato e le mashed potatoes. I sapori sono deliziosi, il locale è molto accogliente e le band si esibiscono tutti giorni. Cosa volere di più?

Ha'Penny Bridge
Il ponte pedonale più conosciuto di Dublino

 

Peadar Kearney’s – 64, Dame Street, Temple Bar, Dublin

Voce fuori da coro è il piccolo pub “Peadar Kearney’s”. Sì, perché contrariamente agli altri che abbiamo menzionato sopra, qui non vengono serviti pasti caldi. In compenso le birre sono ottime e il proprietario John, un signore distinto e cordiale, è parte integrante del craic. Il locale si trova all’indirizzo numero 64 di Dame Street, una delle strade principali della città e non troppo lontano dalla Christ Church Cathedral. Tradizionale come pochi, questa specie di locanda d’altri tempi prende il suo nome dall’omonimo compositore repubblicano che nel 1907 scrisse l’attuale inno nazionale irlandese. Possiamo dire che questo pub, sebbene non molto grande, sa come farsi notare: le session di musica live a porte aperte attirano i passanti e li persuadono ad entrare. All’interno il clima è decisamente informale, proprio come quello di una serata fra amici all’insegna della convivialità. Turisti di ogni nazionalità e locals si mescolano fino a ritrovarsi a cantare e ballare insieme. State pur certi che questo locale è perfetto per un happy hour o un dopo cena.

Christ Church Cathedral
Dame Street, la via dello svago notturno
Le “Georgian doors”, simbolo indiscusso di Dublino

Siete già stati a Dublino? Dove avete bevuto la migliore pinta di birra e mangiato l’Irish Stew più saporito? Vi va di farcelo sapere? Lasciate un commento qui in basso e se vi è piaciuto, condividete il post sui social media!
Al prossimo viaggio!
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Le migliori spiagge dell’Arcipelago della Maddalena

Riprendiamo il nostro viaggio on the road in Sardegna. Ci eravamo lasciati nel sassarese, precisamente nel borgo medievale di Castelsardo (qui la prima parte del racconto) e finalmente, dopo aver attraversato la Costa Paradiso, arriviamo in Costa Smeralda, più precisamente a Palau. Acquistiamo i biglietti al porto, da dove salpano i traghetti delle due compagnie che ogni 15 minuti effettuano il collegamento, la Delcomar e la Maddalena Lines.

Siamo pronte per una nuova avventura! La traversata è corta ed in men che non si dica ci ritroviamo dall’altra parte, giusto nel centro della pittoresca isola di La Maddalena. Questa, insieme a Razzoli, Budelli, Santa Maria, Spargi, Caprera, Santo Stefano e altri piccoli isolotti fa parte dell’Arcipelago della Maddalena, un Parco Nazionale istituito nel 1994 con lo scopo di conservare e salvaguardare le bellezze naturali del sistema costiero.

Arcipelago della Maddalena – Google Maps 2017

 

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Scorci dell'isola della Maddalena
Scorci dell'isola
Il porto di La Maddalena

Il nostro obiettivo qui?

Spuntare dalla lista le spiagge più belle dell’intero Arcipelago. E raccontarvele ovviamente, una per una.

Tenetevi pronti a segnare i nomi degli atolli, delle baie e delle calette più incantevoli!

Cala Spalmatore – La Maddalena

Questa spiaggia si trova nella parte settentrionale dell’isola e si raggiunge tramite la strada panoramica che costeggia il mare. La spiaggia dal fondale bassosabbia bianca e fine e acqua trasparente è considerata una fra le più belle di tutta La Maddalena.

Cala Spalmatore – Isola di La Maddalena

Baia della Trinità – La Maddalena

Davvero imperdibile è la Baia della Trinità: tre calette collegate fra di loro, alle quali si giunge tramite una passerella artificiale in legno. Tutt’intorno una densa vegetazione mediterranea, il paesaggio brullo ed a tratti arido tipico di questo angolo di mondo. Scogli calcarei affiorano dall’acqua e completano lo stupendo paesaggio offrendo scorci dallo strabiliante contrasto cromatico. Un panorama unico e mozzafiato, uno fra i più magici visti prima. C’eravamo già state ma ci siamo tornate molto volentieri. E questa volta abbiamo modo di esplorare la scogliera a picco sul mare da cui scattare fotografie da cartolina.

Bassa Trinità – Isola di La Maddalena
Bassa Trinità - La Maddalena
Passerelle in legno di Baia Trinità

 

Cala Napoletana – Caprera

Caprera è facile da raggiungere. A sud-est di La Maddalena seguiamo le indicazioni per il Ponte della Moneta, una diga costruita sul finire degli anni ’50 che da allora rende semplice il collegamento con l’isola garibaldina. Qui lo scenario è completamente diverso rispetto ai precedenti. La vegetazione tipica della macchia mediterranea si mescola a rocce granitiche e pinete. A proposito di pinete! Vi avvertiamo che ce ne sono tante, alcune anche molto ben attrezzate con tavoli da picnic e amache dove sostare all’ombra nelle ore più calde. Considerando che l’isola non è abitata, i pochi servizi disponibili sono davvero ben organizzati.

Il Ponte della Moneta collega l’isola di La Maddalena a Caprera

Proseguiamo verso la parte settentrionale dove ci aspetta un trekking di 45 minuti per arrivare a Cala Napoletana. Partiamo esattamente da sotto il Memoriale di Giuseppe Garibaldi, allestito nell’ex Forte Arbuticci. Da qui iniziamo il sentiero che ci condurrà alla spiaggia. Scarpe da ginnastica comode, tanta acqua e partenza di mattina presto: queste sono le 3 cose da tenere a mente se si decide di intraprendere il percorso. La camminata di per sé non è difficile, senonché in alcuni punti bisogna prestare un po’ di attenzione al dislivello. Dopo 3 chilometri percorsi i mezzo alla vegetazione, circondate dal profumo intenso di mirto ed elicriso, arriviamo e scopriamo una caletta intima e semi-deserta. A fare da sfondo a questa insenatura naturale dal mare color smeraldo ci sono rocce e scogli rosati; anche qui il contrasto cromatico è notevole. La vista ripaga di tutta la fatica, ve lo possiamo assicurare.

Se vi piacciono questi tipi di percorsi immersi nella natura selvaggia, c’è un’altra escursione che vogliamo segnalarvi. Poco distante da Cala Napoletana si trova una delle spiagge più belle e note di tutta la Sardegna: Cala Coticcio. Qui il sentiero è decisamente più impervio ma assolutamente fattibile. Questa volta noi non abbiamo fatto in tempo a vederla ma ci torneremo di sicuro!

Il panorama di Cala Napoletana a Caprera, vista dall'alto
Le rocce granitiche di Cala Napoletana - Caprera
Il sentiero per raggiungere Cala Napoletana

 

Cala Serena – Caprera

Poco più in basso (geograficamente parlando) rispetto a Cala Napoletana, si trova una piccola caletta lunga 60 metri, situata in una baia riparata, contornata solamente da scogli e vegetazione. Alle sue spalle si apre uno scenario altrettanto affascinante: le dune dell’arenile si specchiano nella palude salmastra ai loro piedi. Anche questa spiaggia è piuttosto solitaria; il percorso di 15-20 minuti per raggiungerla scoraggia i più pigri che ripiegano sulla poco distante Cala Garibaldi. Noi vi consigliamo di proseguire. Gli americani l’hanno addirittura definita la “spiaggia più romantica al mondo”, pensate un po’! Non sappiamo dirvi quanto sia vero però a noi è piaciuta davvero molto, tanto che abbiamo deciso di tornarci una seconda volta nella stessa settimana.

La palude salmastra di Cala Serena – Caprera

Cala Conchiglia – Caprera

L’ultimo giorno invece preferiamo scegliere una spiaggia facile da raggiungere, così ci spingiamo verso l’estremità meridionale di Caprera. Anche qui il colore del mare non delude: ad accoglierci c’è una distesa azzurra che sfuma in un intenso blu cobalto, da cui affiorano scogli isolati. Essendo poco affollata Cala Conchiglia è il luogo ideale per trascorrere una giornata all’insegna del relax e della spensieratezza.

Cala Conchiglia a Caprera- Arcipelago della Maddalena
Cala Conchiglia – Caprera

Tante altre spiagge meravigliose si trovano sulle altre isole dell’Arcipelago e si raggiungono esclusivamente via mare. Ci sono diverse possibilità per arrivarvi; queste vi vengono offerte comodamente al porto di La Maddalena. Qui potrete acquistare i biglietti per delle mini-cruise giornaliere, dove vi verrà servito anche il pranzo a bordo. Costano meno e sono molto comode in caso abbiate poco tempo a disposizione, però francamente noi non le consigliamo. A nostro avviso il modo migliore di muoversi è noleggiare un gommone/motoscafo con skipper (soluzione valida nel caso in cui non disponeste di patente nautica) che vi accompagnerà in un tragitto personalizzato e con le tempistiche da voi richieste.

Cala Granara & Cala Corsara – Spargi

Entrambe poste nella parte meridionale dell’isola, Cala Granara e Cala Corsara sono le 2 spiagge più famose di Spargi. Due angoli di paradiso con sabbia chiara e impalpabile e un’acqua incredibilmente trasparente. Questo è il paradiso per gli amanti dello snorkeling. Noi non ce lo facciamo ripetere due volte; ci tuffiamo con le maschere e registriamo qualche filmato subacqueo con la GoPro. Ovviamente qui non ci sono servizi; anche questo fa parte della bellezza disarmante e selvaggia dell’isola. Sappiate quindi che conviene portare con sé tutto il necessario per la giornata che trascorrerete fuori.

Cala Granara – Isola di Spargi
Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara a Spargi
Snorkeling a Cala Granara - Isola di Spargi
L'acqua di Cala Granara - Spargi

 

Spiaggia del Cavaliere – Budelli

Ci spostiamo verso la parte nord-orientale dell’isola di Budelli. I colori ci suggeriscono subito che ci troviamo di fronte ad una piccola oasi paradisiaca. Sabbia bianca finissima, acqua celeste e trasparente e tantissimi pesci che vivono fra gli scogli adiacenti alla costa. Dietro la spiaggia si trova uno stagno popolato da diverse specie avifaune come germani reali, folaghi, aironi, garzette che nidificano soprattutto in primavera. Se potete, visitate questa caletta incontaminata in bassa stagione, quando non è presa d’assalto dai turisti e si può goderne in tutta tranquillità.

Spiaggia del Cavaliere - Budelli
Spiaggia del Cavaliere - Budelli

 

Spiaggia Rosa – Budelli

Circumnavigando l’isola e scendendo verso la parte sud-orientale dell’isola di Budelli invece, c’è una delle spiagge più belle di tutto l’Arcipelago: la spiaggia Rosa. Così chiamata per il colore caratteristico della sua sabbia, dovuto ai frammenti dei gusci di un piccolo microrganismo unicellulare che vive nelle praterie di posidonie poco distanti. Questi si sono depositati a riva con il moto ondoso e con l’influenza degli agenti atmosferici, creando una distesa rossiccia unica al mondo. Oggi, per tutelare la bellezza di questo paesaggio, questa spiaggia è diventata un’area protetta e interdetta ai bagnanti infatti può essere vista e fotografata solo da lontano.

Spiaggia Rosa – Isola di Budelli

Porto della Madonna tra Razzoli, Spargi e Santa Maria

Le chiamano anche le “piscine naturali” e sono un’area delimitata fra 3 isole dell’Arcipelago. Già dal nome si capisce che qui l’acqua ha un colore indescrivibilmente azzurro. L’imbarcazione ci lascia proprio a ridosso di questo specchio d’acqua chiara e limpida, da dove decidiamo di tuffarci per fare uno dei bagni più belli di sempre. I pesci ci nuotano attorno: è un’esperienza chiaramente indimenticabile.

L’indomani facciamo ritorno a Palau. Il nostro volo ci aspetta all’Aeroporto di Olbia. Anche questo viaggio volge al termine, lasciandoci con centinaia di nuove fotografie e ricordi da metabolizzare.

Torniamo presto. Nel frattempo continuate a viaggiare con noi! Per rivivere i nostri racconti ci trovate sempre su Instagram, Facebook e Twitter .

Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al sito ufficiale di Sardegna Turismo, in cui potrete scoprire tante altre cose interessanti su quest’isola meravigliosa. Vi auguriamo buon viaggio!

 

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Capri in autunno: una giornata sull’isola [ TRAVEL VLOG ]

” Capri è il momento supremo della bellezza mediterranea. Lì esiste un rapporto vivissimo tra la roccia ed il mare. Lì i segni della civiltà sono bene impressi nei segni della natura.”

Chi mi segue sui social sa che lo scorso Ottobre ho avuto il piacere di scoprire Capri per la prima volta nella mia vita. In particolare i miei followers di Instagram si saranno dovuti subire il mio spam incessante di stories mentre vagavo per i meandri dell’isola, totalmente sopraffatta dalla quantità di angoli instagrammabili che sono riuscita a scovare. Per questo metto le mani avanti e chiedo scusa in ritardo; nel contempo spero di essere riuscita a portarvi con me (anche se solo per pochi istanti) e avervi mostrato il mio personalissimo punto di vista su uno dei luoghi più conosciuti al mondo. Perché è proprio questo il bello dei social media: condividere momenti e accorciare le distanze.

Capri è Capri, inutile dirlo. Un’isola glamour che pullula di vita ed è meta ogni anno di migliaia di turisti ed esponenti del jet set internazionale. L’isola si affaccia sulla penisola sorrentina ed è una perla del Golfo di Napoli. Ora che l’ho vista, posso affermare con certezza che anche in autunno Capri conserva tutto il suo fascino e regala scorci da favola. Con il suo mare azzurro, il profumo dei limoni nell’aria, le scogliere rocciose, le baie, le insenature nella costa e i numerosi ristoranti vista mare. Famosa per i sandali dal design tradizionale, fatti a mano in numerose botteghe e per le coloratissime maioliche capresi che decorano pavimenti, pareti e tavoli persino. 

Andando a spasso per i vicoli bianchi e stretti, tinti solo dal fuxsia delle bouganville in fiore, ci si accorge presto di quanti tesori quest’isola nasconda. I Giardini di Augusto, la famosa Piazzetta di Capri (nota anche come “il salotto del mondo”, simbolo della dolce vita caprese), il porto di Marina Grande: questi sono solo alcuni dei posti che si incontrano lungo il proprio cammino. E poi ci sono i Faraglioni ( of course!) che emergono con maestosità dalla superficie del mare e che si scorgono in lontananza. Per chi vuole poi, durante la bella stagione, c’è la possibilità di fare il giro in barca dell’isola che è anche il modo migliore per goderne la visita. Il giro prevede la sosta alla Grotta Azzurra (resa famosa per l’incredibile tonalità di blu dell’acqua) ed il passaggio a fianco dei Faraglioni, per poterli ammirare in tutta la loro bellezza. Altra caratteristica di Capri è la presenza della Funicolare che attraversa l’isola e che permette di raggiungere i punti panoramici più alti, comodamente e con facilità.

E se viene fame, Capri non delude di certo le aspettative: io che sono una fanatica della combo pomodoro+mozzarella+basilico, ho trovato pane per i miei denti ( si fa per dire)! Qui la “Caprese” è di casa e se fatta con ingredienti freschi e di ottima qualità, non può che dare il meglio di sé. Passeggiando fra le vie del centro non ho saputo resistere: tra uno scatto e l’altro, ho provato “o’ cuppitiello di calamari”, un cartoccio di calamari fritti che neanche vi racconto quanto era buono! Infine ( vuoi mica saltare il dessert, no?!) un assaggio alla Torta Caprese, dall’impasto denso e scioglievole fatto di cioccolato e mandorle, ci sta tutto!

Trovate qui sotto il video di quella giornata davvero speciale. Fatemi sapere cosa ne pensate e se non l’avete ancora fatto, ISCRIVETEVI al canale Youtube del blog. Arriveranno presto tanti nuovi contenuti #food e #travel. Ci sentiamo presto!

 


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